3 Novembre 2009

Alleati del Pd, a patto che…

di Claudio Fava

L’incontro tra Pierluigi Bersani e Nichi Vendola registra un fatto positivo: l’apertura di una nuova fase nel rapporto tra Sinistra e Libertà e il Partito Democratico. Una fase, ci auguriamo, di maggior verità politica e di reciproco rispetto per l’altrui autonomia. Si tratta, riconosce Bersani, di costruire un campo di impegno e di opposizione sociale che fino ad oggi è stato molto episodico. Anche per questo, per far sì che a prevalere sia la politica e non la sua rappresentazione astratta, vorrei proporre a Bersani alcuni temi concreti su cui verificare se esiste lo spazio di un’azione condivisa.
Anzitutto il lavoro dice il segretario del PD . Bene oggi a Bologna cinquemila delegati della Fiom si sono ritrovati per discutere sulla firma separata al loro contratto e su un’involuzione netta e grave nelle forme della democrazia sindacale. Sinistra e Libertà si è già pubblicamente impegnata per una proposta di una legge sulla rappresentanza, che riconosca il diritto di voto dei lavoratori sulle piattaforme contrattuali e sugli accordi sindacali: il PD è con noi su questo terreno? Sinistra e Libertà da mesi propone che si estendano gli ammortizzatori sociali a tutte le persone che ne sono prive, a prescindere dalla tipologia del loro inquadramento contrattuale: possiamo contare in questa battaglia sul Partito Democratico? Senza aspettare i vaticinî di Tremonti, rivedere la legge sul precariato (colpevolmente accantonata dal governo Prodi) e ripristinare la centralità di un lavoro sicuro è cosa buona, giusta e urgente: che ci dice Bersani?
Il superamento del bipartitismo, dice il segretario del PD, e un nuovo campo di alleanze che includa a pieno titolo Sinistra e Libertà. Bene. Possiamo chiedere a Bersani di essere coerente con questo annuncio e di battersi affinché alle Camere non e non muscolare per le regionali che permetta alle coalizioni di centrosinistra di individuare venga approvata una soglia di sbarramento alle elezioni amministrative, lasciando a ogni regione il diritto e la potestà di legiferare su questo punto? Possiamo immaginare un percorso condiviso non solo alleanze ma anzitutto candidati capaci di esprimere una nuova etica pubblica? Bersani è d’accordo nel considerare questo condizione come una discriminante fondamentale in regioni come la Calabria e la Campania?
La sicurezza dei cittadini passa anzitutto attraverso una grande opera pubblica e civile: la messa in sicurezza del paese. Il più devastato d’Europa da un abusivismo senza scrupoli, il più esposto al rischio idrogeologico,  il più insicuro di fronte a terremoti ed eruzioni. Se così è, l’apertura annunciata del cantiere per il ponte sullo stretto, fissata dal ministro Matteoli per il 23 dicembre, è una beffa, un insulto e una scelleratezza politica. E’ disponibile Bersani a darsi appuntamento, assieme a Sinistra e Libertà, il 23 dicembre a Messina per dimostrare che esiste ancora un’Italia consapevole e di buonsenso, pronta a battersi con ogni mezzo civile e politico perché quel cantiere non venga aperto? E per trasformare la questione ponte sullo stretto in una grande vertenza politica europea, esattamente come accadde sei anni fa quando il Parlamento europeo votò contro ogni finanziamento a quel progetto?
I diritti civili. Per esempio, le tre mozioni che Sinistra e Libertà ha presentato in decine di comuni italiani (il registro per le unioni civili, un osservatorio contro l’omofobia, il registro per il testamento biologico) e che spesso non sono state messe al voto per responsabilità del Partito Democratico: preoccupato, come ci hanno spiegato i sindaci di Torino  e di Padova, di doversi dividere su questi temi. A congresso concluso, Bersani si può impegnare a schierare il PD a fianco di Sinistra e Libertà su queste mozioni, senza dover continuare a mediare fra le troppe anime del suo partito?
Il campo di alleanze: deve includere l’UDC, dice Bersani, senza pregiudizio alcuno. Sono d’accordo nell’eliminare ogni pregiudizio: sia favorevole che contrario. Non ha senso immaginare in astratto il perimetro delle alleanze senza sapere, in concreto, su cosa poi ci si allea. La difesa della Costituzione? Giusto. Ma non occorre candidarsi insieme alle regionali per difendere insieme la Carta Costituzionale.  Ci dica Bersani, e prima di lui ci dica Casini, qual è la posizione dell’UDC sui punti nevralgici che definiscono il profilo e lo spirito di una coalizione che vuole governare insieme (questione morale, lavoro, salari, diritti civili, laicità dello stato, apertura al nucleare, lotta alla mafia…).
Sono pochi spunti. Ma sono tutti spunti politici. Chi scrive è ben felice che sia stata superata l’infatuazione del bipartitismo in cui il PD di Veltroni era precipitato. E che si riscopra quanto di positivo ci sia stato nell’esperienza e nello spirito del primo Ulivo. Purché ci sia verità: reciproca. Manderemo Berlusconi all’opposizione non con le tattiche elettorali ma con un progetto di paese. Onesto, radicale, convincente. Su questo terreno non su altri, Sinistra e Libertà è pronta a dialogare con il PD.