5 Novembre 2009

CAMILLERI SULLA CADUTA DEL MURO

Un libro illustrato per raccontare la storia del Muro di Berlino ai giovani di oggi a vent'anni dalla sua  caduta.
Un'antologia di dieci racconti, firmati da grandi autori  europei, illustrati dall'artista tedesco Henning Wagenbreth che aiuta i giovani a superare le divisioni e l'incomunicabilità crescente. E' '1989. Dieci storie per attraversare i muri', pubblicato in Italia e in altri cinque paesi europei
dall'editore Orecchio Acerbo in collaborazione con il Goethe-Institut Italien. Il libro propone il  contributo di diversi autori europei che mettono al centro dei loro  racconti sia i muri materiali sia quelli immateriali che separano gli uomini in virtù del colore della pelle, della razza, della religione.
L'autore italiano che ha partecipato alla realizzazione dell'opera è Andrea Camilleri, il celebre scrittore siciliano 'papà'' del  commissario Montalbano, che ha firmato il racconto 'L'uomo che aveva  paura del genere umano'.
'Il mio racconto - spiega Andrea Camilleri -  rappresenta una metafora di coloro che hanno una paura ingiustificata  degli altri.
Persone che si ritengono appagate di se stesse e che sono pronte a chiudersi nel loro sterile egoismo. Uomini e donne che non vogliono comunicare con gli altri e che sono pronti a difendersi alzando muri impenetrabili. La storia del Muro di Berlino - aggiunge  Camilleri - ci insegna, al contrario,
che i muri si possono ancora abbattere con coraggio e determinazione. La capitale tedesca all'inizio fu divisa in quattro zone, poi in due ed infine è stata  riunificata. La sua vicenda, dunque, si caratterizza come un processo  di eliminazione dei muri'.
Eppure, nonostante tutto, la paura dell'altro continua a radicarsi nella società. Allontanare il diverso rappresenta la soluzione più semplice ed immediata. 'Qualche tempo  fa - aggiunge infatti, lo scrittore - in Toscana mi è capitato di  imbattermi in un gruppo di giovani extracomunitari
africani allegri e  tranquilli. La gente, però, aveva paura della loro semplicita' e  della loro serenità. E' un piccolo segnale del degrado morale in cui è caduta l'Italia e l'Europa. Un segnale che dimostra la nostra  insensibilità nei confronti delle esigenze di coloro che bussano alle
nostre porte'.
'I muri - afferma Camilleri - continuano ad esserci e a  dividere i popoli. Pensiamo alle barriere che separano gli Stati Uniti dal Messico o quelle che separano i palestinesi dagli ebrei. Sintomi  di un degrado morale che attraversa il mondo intero, creando nuove fonti di incomunicabilità e di
tensione. Io - commenta lo scrittore - non vedo grandi segni di speranza per il futuro Anche l'Italia,  infatti, è investita da questa ondata di intolleranza e di egoismo. I problemi legati all'immigrazione, ad esempio, mettono in evidenza la  nostra miopia. E' vero che si tratta di un fenomeno europeo ma è  impossibile chiudere le frontiere alle ondate migratorie. E'  necessario, piuttosto, governare i trasferimenti dal mondo povero a quello più ricco in modo serio e lungimirante'.
Il libro si rivolge ai giovani di oggi. 'I ragazzi - spiega Camilleri - se non vogliono trovarsi isolati in piccoli ghetti, devono 'darsi una regolata'.Non devono vivere più tra quattro mura ma devono aprirsi al mondo dimostrando di essere  ricettivi e pronti a cogliere tutti i nuovi fermenti della società.
E' opportuno, insomma, che si aprano agli altri senza timore. E' questo il mio suggerimento e l'insegnamento che affido ai giovani".
"Noi adulti - conclude Camilleri - abbiamo l'obbligo di  coltivare la memoria che ha bisogno di una 'manutenzione  quotidiana'. Dobbiamo proteggere il nostro passato dall'insidia del  tempo così come dobbiamo salvaguardare il nostro grande patrimonio storico-artistico dall'incuria e
dall'abbandono'.