5 Novembre 2009

Interrogazione parlamentare di Leoluca Orlando (Idv) per la messa in sicurezza del territorio messinese

Al Ministro dell'interno, al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare. - Per sapere - premesso che: i recenti eventi drammatici che hanno colpito la città di Messina, cagionando 31 vittime, diversi dispersi e  migliaia di sfollati, hanno riportato in auge l'annosa questione della messa in sicurezza dei centri urbani i cui territori, per le loro caratteristiche morfologiche, versano costantemente in una condizione di alto rischio idrogeologico;

la zona geografica interessata dagli accadimenti del 1o ottobre 2009, è praticamente la stessa di quella interessata dagli accadimenti del 16 settembre 2009, nonché di quelli tristemente noti dell'ottobre 2007; è chiaro come non sia la prima volta che le forti precipitazioni causano frane o smottamenti nella regione e la causa principale dei danni che hanno così pesantemente colpito la Sicilia è senza dubbio da attribuire al dissesto idrogeologico aggravato da irresponsabili interventi umani; oggi la città di Messina conta una popolazione di circa 253.134 abitanti e, in base al censimento ISTAT della popolazione e degli edifici del 2001, si stima che abitino in circa 33.000 edifici e di questi almeno 3.100 sono da considerarsi fatiscenti o baraccati; il 27 novembre 2007 fu inaugurata una mostra fotografica sulle baraccopoli di Messina e il Prefetto di Messina dichiarò di parteciparvi proprio su richiesta del Presidente della Repubblica per manifestare la propria solidarietà alle famiglie dei baraccati e per assicurare l'impegno della prefettura di Messina affinché «in tempi ragionevolmente brevi» si potesse risolvere il tristissimo fenomeno delle baracche degradate di quella città; baracca1te2in quel periodo il prefetto si recò personalmente a Palermo, per incontrare l'assessore regionale ai lavori pubblici, facendosi accompagnare anche dal Procuratore generale Luigi Croce e ottenne le rassicurazioni di nuovi finanziamenti, come ampiamente documentato dalla stampa; a tutt'oggi ai 12.000 baraccati non sono ancora assicurati nemmeno i servizi di spazzamento delle strade interne alle fatiscenti baracche, la derattizzazione, la disinfestazione, la manutenzione delle fogne, la sostituzione delle lampade della pubblica illuminazione, la manutenzione delle condutture idriche, l'eliminazione delle tante discariche di inerti e rifiuti di ogni genere che circondano le baraccopoli; diventa poi risibile, al limite della violazione dei diritti costituzionali di uguaglianza dei cittadini, parlare di servizi di arredo urbano, attività ricreative e culturali per i bambini, i ragazzi, i giovani cresciuti in promiscuità e nell'inciviltà; ogni ente preposto ai servizi pubblici essenziali tratta le zone baraccate come terra di nessuno: è il caso - ad esempio - dei pericolosissimi pali della luce con i tanti fili scoperti sopra i tetti delle baracche che costituiscono un altissimo pericolo di folgorazione o di incendio che non vengono minimamente considerati nella manutenzione dell'ENEL; inoltre nella zona delle baracche sono presenti pericolosissime distese di tetti in eternit, in particolare in contrada Fucile, dove da tempo si attende l'intervento della Protezione civile ed ancora nella zona dove si trova la scuola Albino Luciani dove gli alunni sono costretti a respirare l'amianto dei tetti che la circondano da tutti i lati; la gente delle baracche era già rassegnata ad attendere ancora la soluzione dei problemi, ma ora è ancor più disperata poiché teme che le risorse del Paese, notoriamente non abbondanti, saranno prioritariamente destinate a costruire case per i superstiti, per i sopravvissuti all'altra sciagura annunciata che è stata l'alluvione della zona sud della città di Messina con il disastro avvenuto per la mancata opera di prevenzione; i baraccati, quindi, paventano che i loro malfermi tuguri dovranno rimanere in piedi almeno altri 30 anni, con altissimi pericoli per la loro incolumità -: in quale modo si intenda intervenire, per quanto di propria competenza, a sostegno delle zone delle baracche per organizzare ed mettere in atto, al più presto, gli interventi necessari per la riqualificazione urbana e se ritengano necessario, al fine di prevenire ulteriori eventi catastrofici, assumere iniziative volte a potenziare i controlli in ordine al fenomeno dell'abusivismo edilizio.