7 Novembre 2009

EL SALVADOR, RESPONSABILI MORTE MONSIGNOR ROMERO

Immagine sacra di Monsignor Romero (www.mariadinazareth.it)

Giro di vite radicale nella politica in materia di diritti umani di El Salvador. Lo Stato dell'America Centrale ha ammesso per la prima volta la responsabilita' "piena" nell'assassinio di Monsignor Oscar Arnulfo Romero, nel 1980, per mano degli squadroni della morte.

E si e' impegnato a fare passi in avanti "incondizionati" nel processo di risanamento e dialogo nazionale.
Monsignor Romero mori' nel 1980 a 63 anni, raggiunto dai colpi d'arma da fuoco di un gruppo di estrema destra mentre celebrava la messa in una cappella di un ospedale di malati di cancro, nella capitale salvadoregna. Prima di morire, Romero avverti' dal pulpito del pericolo che nel Salvador scoppiasse la guerra civile, cosa che poi puntualmente avvennem, accelerata anche dal suo assassinio: un conflitto durato 12 anni e che costo' la vita a 75.000 persone.

Nel corso di un'audizione sul caso dinanzi alla Commissione Interamericana dei Diritti Umani (CIDH), il governo del presidente Mauricio Funes ha detto che riconosce "pienamente" l'autorita' dell'organismo e il carattere vincolante delle sue raccomandazioni. In un rapporto del 2.000, la Commissione aveva raccomandato al governo di condurre rapidamente un'inchiesta giudiziara completa, imparziale ed efficace sul caso, per identificare, giudicare e sanzionare gli autori intellettuali e materiali dell'assassinio; e aveva anche stabilito che si dovevano risarcire le vittime e annullare la Legge di Amnistia generale promulgata nel 1993 dopo la firma degli accordi di pace del 1992 e che da allora protegge i crimini di lesa umanita' commessi durante il conflitto armato (1980-1992). Il governo saladoregno, in mano per vent'anni all'Alleanza Repubblicana nazionalista (Arena) si era sempre rifiutata di seguire le raccomandazioni della CIDH, sostenendo che per mantenere la pace fosse necessario rinunciare alla possibilita' di fare giustizia tanto sull'assassinio di Romero che negli altri casi di violazioni dei diritti umani durante il conflitto armato.

La Commissione di Verita', che aveva indagato sui crimini di guerra nel Paese, aveva indicato come autore intellettuale dell'assassinio di Romero il fondatore dell'Arena, Roberto d'Aubuisson, ma l'amnistia aveva poi lasciato impunito il crimine.
La nuova posizione ufficiale salvadoregna e' stata espressa a Washington, nella riunione avvenuta nella sede della CIDH con i rappresentanti del nuovo governo di sinistra del Frente Farabundo Marti' para la Liberacion Nacional (FMLN) del presidente Mauricio Funes. Il governo di Funes, che ha assunto l'incarico il 1 giugno scorso, si e' impegnato a iniziare una "nuova fase di dialogo" nel Salvador con i famigliari delle vittime, con le diverse istituzioni religiose e sociali e con l'arcivescovato. (Agi)