9 Novembre 2009

OrSa:”Il ponte parte con il piede sbagliato”

A prendere posizione adesso, contro la costruzione del Ponte,  è il sindacato OrSa, il cui segretario nazionale Enrico Pisciotta, puntualizza il ruolo che nella vicenda ricopriranno le Ferrovie dello Stato, pilastro economico portante della costruzione. no ponte“Senza l’apporto economico delle Fs niente Ponte; tanto basta per affermare che il ponte parte con il piede sbagliato ed appare un azzardo prima ancora della posa della prima pietra prevista per l’inizio di dicembre”.

Il rappresentante sindacale procede dunque ad un'analisi dettagliata dei dati: “Il costo dell’operazione è previsto in 6,3 miliardi di euro da ammortizzarsi al 50% in 30 anni attraverso rate costanti. Queste rate devono essere pagate, appunto, dalle Fs con la controllata Rete Ferroviaria Italiana che si impegna a sborsare un canone minimo annuo per l’utilizzo dell’infrastruttura ferroviaria di 100,6 milioni di euro, più di 8 milioni al mese; in buona sostanza RFI investe sulla costruzione del ponte e finita l’opera dovrà pagare un pedaggio salatissimo per far transitare i propri convogli; non è finita, le Ferrovie dovranno girare al gestore del Ponte anche il contributo che oggi ricevono dal ministero dei Trasporti a compensazione degli oneri sostenuti per il traghettamento dello Stretto a garanzia della “continuità territoriale”, si tratta di un’altra trentina di milioni che sommati alla quota precedente fanno circa 130 milioni, 11 milioni al mese. In più Rfi si impegna “ad effettuare a suo carico la manutenzione ordinaria e straordinaria”.