10 Novembre 2009

La progettata discarica di Pace a Messina

di Sinistra e Libertà Ecologia

Non sono bastati i morti per imparare!

MessinAmbiente ha annunciato che i lavori per la discarica emergenziale di Pace cominceranno entro novembre e che vi si “potranno smaltire” 324000 metri cubi di rifiuti pretrattati” per 43 mesi. La discarica sarà realizzata “a ridosso dell’argine” del torrente Pace, vicino l’inceneritore, anch’esso a ridosso del torrente, e sotto la vecchia discarica di Portella Arena, mai del tutto bonificata e messa in sicurezza. L’emergenza – che giustificherebbe la realizzazione in una Zona a Protezione Speciale in deroga all’attuale normativa di tutela ed a direttive europee - consisterebbe, non in una situazione di pericolo sanitario, ma nel fatto che le casse del comune e dell’ATO3 rifiuti sono vuote e la nuova discarica consentirebbe un risparmio teorico di qualche milione (su un costo complessivo, per la gestione dei rifiuti, vicino ai 50 milioni!!).

Il volume della discarica è relativamente basso, e se non verrà potenziata la raccolta differenziata ed i rifiuti non fossero adeguatamente pretrattati la discarica basterebbe solo per poco tempo. Riguardo al pretrattamento apprendiamo dagli organi d’informazione che il 4 novembre scorso una riunione a Palermo tra dirigenti di Messinambiente e dell’Assessorato regionale competente ha avuto come oggetto di discussione il progetto di costruzione di un impianto di stabilizzazione a servizio della discarica di Pace.

Nel ricordare che il pre-trattamento dei rifiuti prima di essere abbancati in discarica è richiesto obbligatoriamente dell’attuale normativa, ci lascia perplessi il fatto che si stia ancora discutendo del progetto dell’impianto di  biostabilizzazione, che è quindi di la da venire, mentre si autorizza la costruzione di una nuova discarica che sarebbe già per questo fuori norma, visto che i rifiuti non possono essere messi in discarica tal quali.

Ma chi sosterrà i costi della costruzione e della gestione della discarica e dell’impianto di biostabilizzazione se più volte è stato evidenziata la scarsità di risorse finanziarie a disposizione dell’ATO3 e di Messinambiente?. Siamo certi che i costi degli espropri, la realizzazione della discarica e il trasporto e pretrattamento dei rifiuti consentano risparmi consistenti in confronto ai costi attuali? Non era forse meglio attuare un piano serio per il potenziamento della raccolta differenziata visto che la città di Messina è l’ultima città d’Italia in questo campo?

Ma oltre a quanto sopra ben altro ci terrorizza. Purtroppo il clima dell’area del Mediterraneo si sta sempre più tropicalizzando. Pertanto “bombe d’acqua” come quella che ha colpito Giampilieri e Scaletta potrebbero essere sempre più frequenti in futuro. Se  – Dio non voglia! – 300 mm d’acqua cadessero sul torrente Pace, potrebbero sbriciolare in un soffio tutti i sistemi di trattenimento del percolato, e far precipitare centinaia di metri cubi al secondo non solo di fango e detriti, ma di rifiuti speciali, ceneri velenose quant’altro sarà conferito lì, oltre a quanto è nascosto e lentamente cola giù da Portella Arena. Questa considerazione dovrebbe turbare i sonni di sindaco, assessore alla protezione civile, dirigenti di ATO3 e Messinambiente, consiglieri comunali, circoscrizionali oltre che dei cittadini.

Non sono dunque bastati i morti di Giampilieri a far capire che è follia costruire a ridosso, o peggio, sui greti dei torrenti? Non si capisce ancora che una discarica che frana è una bomba ben più perniciosa di un costone di argilla e roccia? Sinistra e Libertà sente il dovere di dire oggi che se una tale sciagura annunciata dovesse accadere, non sarà per la sfortuna, per l’ennesimo nubifragio assassino, ma per precise responsabilità morali e politiche di chi doveva vigilare e non ha vigilato, di chi doveva intervenire per tempo e non è intervenuto, di chi sapeva e fa finta di non sapere.