11 Novembre 2009

Bomba a Messina: Le indagini dei carabinieri sembrano orientate verso la vendetta privata

Non e' stato opera di professionisti l'attentato nella notte tra lunedi' e martedi', a Messina, al quinto piano di un condominio abitato da una famiglia d'imprenditori edili. L'ordigno collocato - secondo il Ris dei carabinieri - era una bomba carta con miccia a lunga combustione e i danni nel condominio piu' che la deflagrazione li ha provocati l'onda d'urto nella tromba delle scale. Nel mirino l'imprenditore Giovanni Rizzo, il figlio Alessandro (vicepresidente dei Giovani Industriali di messina) e la sorella Giuseppina, riceratrice della Facolta' di Medicina e Chirurgia. Le indagini dei carabinieri sembrano orientate piu' verso la vendetta privata che in direzione della matrice estorsiva. A Messina - ha dichiarato il senatore del Pd Giuseppe Lumia, componente della Commissione parlamentare antimafia - sul fronte del contrasto al racket delle estorsioni bisogna tenere alta l'attenzione. Esprimo la mia solidarieta' e il mio sostegno all'imprenditore Giovanni Rizzo per il vile atto intimidatorio subito.  Mi auguro che su questo caso gli inquirenti facciano luce al piu' presto. Ognuno deve fare la propria parte per liberare l'economia dal condizionamento mafioso ed affermare la legalita' e lo sviluppo''.