11 Novembre 2009

La tv generalista e la crisi culturale

di Fabrizio Vinci

internet-television_id853181_size485La tv generalista dei giorni nostri rappresenta tutto ciò che di scadente esista nel paniere delle proposte mediatiche; i programmi culturali e di approfondimento sono sempre in numero minore e sempre più castrati. Non voglio entrare nello specifico delle trasmissioni ma basta accendere i teleschermi nel pomeriggio per accorgersi della decadenza ideologica nella quale stiamo sprofondando. 

Il palinsesto fa si che tutti i programmi di spessore siano collocati in fasce orarie difficilmente raggiungibili. Negli orari di punta, specialmente in prima serata, siamo costretti a sorbirci nostro malgrado messaggi, trasmissioni che tendono sempre più a volgarizzare la popolazione, cercando di condurre la nostra mente verso argomenti frivoli e senza contenuti. 

A mio modo di vedere il cervello umano è un processore che alla nascita è privo di software; con l'andare del tempo, genitori, scuola , religione e amici immettono nella nostra mente un certo numero di"input"; così come il nostro carattere, nel corso degli anni, viene scolpito dagli avvenimenti che segnano la nostra vita. La televisione gioca un ruolo fondamentale nei nostri processi mentali: essa rappresenta il "browser" per la maggior parte della popolazione italiana. La mia domanda è: perché lo Stato ci vuole più stupidi?