11 Novembre 2009

Mafia, Teste: De Mauro ucciso per inchiesta sui Salvo

demauro_scrive_NMauro De Mauro, il cronista dell'Ora (quotidiano illustre fondato il 30 luglio del 1900) ucciso e fatto sparire nel '70, sarebbe stato eliminato per le sue inchieste sugli esattori Salvo. I palermitani Nino e Ignazio Salvo. Ne è convinto Etrio Fidora, ex direttore del quotidiano, che oggi ha deposto davanti alla corte d'Assise di Palermo che, per l'omicidio, processa Totò Riina. Il teste, che all'epoca era capo redattore, ha riferito che De Mauro stava raccogliendo informazioni sui potenti esattori di Salemi, poi arrestati per mafia.

Mauro De Mauro (Foggia, 6 settembre 1921 – Palermo, 16 settembre 1970), lo ricordiamo, è stato un giornalista italiano, assassinato dalla mafia in seguito alle sue inchieste sull'omicidio del Presidente dell'ENI Mattei, una trama che si è intrecciata con tanti altri affaire italiani, come il golpe Borghese. Trasferitosi a Palermo dopo la second guerra mondiale, lavorò presso i giornali come Il Tempo di Sicilia, Il Mattino di Sicilia e L'Ora rivelandosi un ottimo cronista. Il giornalista venne rapito la sera del 16 settembre del 1970, mentre rientrava nella sua abitazione di Palermo e il suo corpo non venne mai ritrovato.c_documents_and_settings_cesare_my_documents_immagni_sito_emerotecaitaliana_19000730ora-360x0

Le indagini sulla sua sparizione furono seguite sia dai carabinieri, secondo i quali sarebbe stato eliminato dalla mafia in seguito a indagini giornalistiche sul traffico di droga, sia dalla polizia, che ritenne piuttosto che la sua sparizione fosse collegata alle sue ricerche sul caso Mattei (l'aereo caduto era decollato da Catania), anche in seguito, il giorno stesso del suo rapimento, alla sparizione dal cassetto del suo ufficio di alcune pagine di appunti e di un nastro registrato con l'ultimo discorso tenuto da Mattei a Gagliano Castelferrato.

La conferma della sua uccisione venne data negli anni seguenti dal resoconto di alcuni pentiti di mafia (Tommas0 Buscetta, Nino Calderone, Francesco Di Carlo). A soffocarlo furono Mimmo Teresi, Emanuele D'Agostino e Stefano Giaconia. Con loro ci sarebbe stato anche Bernardo Provenzano.

Secondo le dichiarazioni del pentito Francesco Di Carlo, De Mauro fu ucciso perché venne a conoscenza del fatto che uno dei suoi più cari amici d'infanzia, il principe Junio Valerio Borghese, stava pianificando un colpo di stato.

Più volte si è tentato di trovare il luogo dove si presumeva fosse stato nascosto il corpo di De Mauro, ma nessuna di queste ricerche ha dato esito positivo.

Era fratello del linguista Tullio De Mauro (che sarebbe poi diventato ministro della pubblica istruzione).

Nell'aprile del 2006 è iniziato il processo per la sua morte, che vede, per ora, come unico imputato Totò Riina.

Il 20 settembre 2007 a Conflenti, in Calabria, viene riesumata una salma - la cui sepoltura risale al 1971 - che si pensava potesse essere quella di De Mauro. Ma nel marzo 2008 l'esame del DNA ha smentito l'ipotesi.

Secondo le affermazioni del pentito Francesco Marino Mannoia il corpo di De Mauro sarebbe stato sciolto nell'acido. (Fonti: Ansa e Wikipedia)