13 Novembre 2009

ACERRA, DI NUOVO FERMO IL TERMOVALORIZZATORE

di Raffaele Pirozzi e Giuseppe Biasco

Due giorni fa, il presidente del Consiglio Berlusconi, con un proprio decreto ha disposto il blocco del Termovalorizzatore di Acerra per tutto il mese di novembre. La linea 3 dell’impianto non riesce a funzionare come si deve, mentre le altre due linee non garantiscono emissioni a norma. L’imponente impianto che avrebbe dovuto bruciare un
terzo dei rifiuti prodotti nella Regione, non funziona, ovvero, non ha mai funzionato! Eppure il 26 Marzo scorso era andata in scena la
grande manifestazione della efficienza del Nord, con la quale era stato possibile far partire un sistema di smaltimento che i
meridionali di sinistra non erano stati capaci di attivare. Alla
presenza del sindaco di Milano, Letizia Moratti, il premier aveva
premuto il bottone che avrebbe fatto partire il termovalorizzatore di
Acerra. In quella occasione, tutti affermarono che quell’impianto avrebbe rappresentato la soluzione di tutti problemi dello smaltimento
dei rifiuti in Campania. Non era un caso che l’imprenditoria del nord,
correva ancora una volta in aiuto delle popolazioni del Sud, incapaci
di gestirsi da sole. L’Impregilo e la società A2A di Brescia erano gli eroi di un processo che avrebbe rappresentato una innovazione
importante nello sviluppo della Regione, ed un esempio per il paese.
Purtroppo, quella rappresentazione è rimasta una fiction televisiva,
perché la società di Brescia ha verificato che l’impianto non
funziona, che ci sono errori gravi commessi nella progettazione e nella realizzazione del complesso sistema di incenerimento dei
rifiuti. Tutte le denuncie fatte dai cittadini si sono verificate
giuste: l’impianto era vecchio e superato, non era in grado di
rispettare le nuove norme sulle emissioni di gas prodotti dalla
combustione. I cittadini dei comitati di lotta hanno sempre denunciato
che il rischio di produrre diossina era elevato, anche perché la spazzatura trattata nei CDR era indifferenziata e non utile per il
processo di termovalorizzazione.

La situazione dello smaltimento dei rifiuti in Campania rimane
precaria, legata solo alla apertura delle nuove discariche di Chiaiano e di Grottaminarda. La raccolta differenziata è aumentata, ma non ha
ancora raggiunto livelli significativi. Soprattutto Napoli e la sua
Provincia sono ancora molto indietro. Mentre sul piano giuridico si
registrano nuove inchieste che vedono coinvolti Bertolaso, Bassolino ed il Prefetto Panza. Le nuove inchieste riguardano proprio i CDR e le
balle di spazzatura non trattata che è stata spacciata per buona per
il termovalorizzatore ed invece non era mai stata vagliata. L’unica
notizia buona che giunge in questi giorni sullo smaltimento dei rifiuti è la costruzione di un impianto per la produzione di compost a
Salerno, dove poter smaltire in maniera corretta il “fresco”, della
raccolta differenziata. Salerno ha raggiunto il 75% di raccolta
differenziata, in questo modo, la città è entrata di diritto tra
quelle più virtuose ed ecologicamente attrezzate. Alla demagogia della
efficienza del Nord, si è contrapposto la paziente attività
amministrativa di un Comune gestito dal 1993 dlla sinistra. Per
risolvere i problemi dello smaltimento dei rifiuti, occorre una
organizzazione capillare, una convinta adesione dei cittadini, un ente
locale che amministra con lungimiranza e competenza.