17 Novembre 2009

Diritto allo studio, diritto al futuro

Siamo studenti e studentesse. Tutti i giorni nelle nostre scuole ci viene chiesto di avere la sufficienza in tutte le materie, di non sgarrare sul comportamento, di fare silenzio.
Ma la sufficienza in tutte le materie non ci basterà per superare gli ostacoli della precarietà, della disoccupazione, della criminalità organizzata che domina le nostre città.
Siamo studenti e studentesse che ogni giorno accendiamo la televisione e vediamo la narrazione di una realtà che è diversa da quella che viviamo: i ministri parlano di una scuola che si innova, la Gelmini annuncia una riforma alla settimana.
Ma quello che vediamo tutti i giorni è una scuola sempre peggiore, che cade letteralmente a pezzi e che subisce e soffre per i tagli pesantissimi disposti dal governo.
Siamo studenti e studentesse che sappiamo che per il nostro futuro si basa sulla qualità della nostra istruzione, sulla possibilità di formarsi e aggiornarsi per tutta la vita.
Ma il nostro governo continua a tagliare i fondi per la scuola, riducendo le ore, eliminando sperimentazioni,  chiudendo i laboratori e lasciando a casa migliaia di insegnanti che invece servirebbero per supplenze, per le attività di recupero e per le attività alternative.
Sappiamo che senza lilleri non si lallera, e che per avere una scuola funzionante e di qualità servono maggiori finanziamenti all’istruzione, all’università e alla ricerca. Invece il governo sceglie di privatizzare l’università pubblica dopo averla messa in ginocchio con il taglio delle risorse.
Gli organi di informazione parlano di un Paese dei Balocchi, dove le città terremotate risorgono e i conti pubblici fioriscono, gli anziani sono felici e senza rughe e c’è lavoro per tutti. Noi  invece sentiamo il peso di un futuro negato: usciti da scuola non sappiamo cosa ci aspetta, perché in un mondo di precarietà quello che uno ha studiato e l’impegno che ci mette non ha importanza, contano le raccomandazioni e l’università è un privilegio riservato a pochi.
Siamo studenti e studentesse e non ci arrendiamo. Non vogliamo vivere in un mondo in cui ai diritti si sostituiscono i privilegi, in cui prevale la legge del più forte, non vogliamo che sia più facile diventare ministro che fare il ricercatore.
Vogliamo che ci venga riconosciuto il diritto a studiare come condizione essenziale del nostro essere cittadini, consapevoli, informati e liberi. Vogliamo diritto allo studio come diritto al nostro domani, per non essere comparse ricattabili nell’immenso show di questa Italia che non ci piace e che vogliamo cambiare.
    Diritto allo studio è diritto alla qualità, a una scuola che funzione. Basta con i tagli e la riduzione degli orari! Vogliamo una scuola in cui poter imparare di più e meglio, con metodi didattici nuovi e con l’utilizzo delle nuove tecnologie e di laboratori all’avanguardia. Servono maggiori investimenti, l’assunzione e la formazione degli insegnati e del personale della scuola.
Chiediamo che venga fermata la riforma della scuola secondaria, in particolare non accettiamo che già dal prossimo anno vengano ridotte le ore lasciando inalterati i programmi, con la conseguenza che noi studenti dovremo studiare di più da soli!
    Diritto allo studio è dignità e futuro per gli istituti tecnici e professionali. La Gelmini vorrebbe farli sparire e già adesso sono quelli più colpiti dai tagli del governo. Per il futuro degli istituti tecnici e professionali servono maggiori investimenti per la formazione dei docenti e per la dotazione dei laboratori. Gli istituti professionali devono essere riformati, non eliminati! Gli orari non possono essere ridotti in maniera indiscriminata come propone il ministero e non possono essere previsti impedimenti per chi dopo aver scelto un istituto professionale o tecnico vuole fare l’università. Inoltre chiediamo che venga fermato lo scandalo dello sfruttamento degli studenti che fanno stage e alternanza scuola lavoro: le esperienze del mondo del lavoro devono essere realmente formative, gli studenti che le affrontano devono avere diritti e tutele!
    Diritto allo studio è diritto ad avere tutti le stesse opportunità. Studiare costa troppo! Diritto allo studio è prima di tutto accesso gratuito ai saperi. Nelle nostre scuole aumentano i contributi richiesti alle famiglie e sono sempre meno i servizi offerti. Chiediamo che i corsi di recupero vengano fatti in maniera corretta e utile e che siano gratuiti. Chiediamo una legge nazionale sul diritto allo studio, con investimenti straordinari a livello nazionale e locale per abbattere i costi tra noi e la scuola, tra noi e il futuro. Trasporti, libri di testo, materiale didattico costano troppo e molto spesso sono un lusso.
    Diritto allo studio è interculturalità. Ci dicono che i crocefissi sono la tradizione, ma noi la tradizione che vogliamo preservare è quella di vivere in un paese accogliente e interculturale. Il governo ha creato il reato di clandestinità e anche nelle nostre scuole dilaga il razzismo, ma noi sappiamo che l’unica risposta all’immigrazione è la costruzione di un domani in cui regole e leggi siano condivise da tutti, come dice la nostra costituzione. Questa condivisione può avvenire solo nella scuola pubblica e in un contesto completamente laico dove non ci siano ore di religione cattolica o islamica, ma dove si approfondiscano culture e religioni diverse per trovare insieme le parole del futuro.
    Diritto allo studio è sicurezza. Le nostre scuole sono edifici fatiscenti e insicuri, dove ogni giorno rischiamo la vita per la carenza di sicurezza e per l’inadeguatezza delle strutture. La Gelmini ha promesso più investimenti, ma per ora ha solo aumentato il numero di studenti per classe, creando ulteriori problemi dovuti al sovraffollamento.
Vogliamo scuole più sicure ma anche più aperte, i cui spazi siano messi a disposizione nel pomeriggio per noi studenti e per la comunità locale.
    Diritto allo studio è università pubblica, per tutti. La riforma della secondaria vuole rendere più difficile l’accesso all’università, inserendo test e contro test per chi vuole continuare gli studi dopo la secondaria e non ha fatto un liceo. Intanto la riforma dell’università mira a distruggere il carattere pubblico degli atenei privatizzandoli e togliendo loro le risorse dello Stato. Vogliamo un sistema di istruzione che valorizzi le capacità di ognuno di  noi, non un sistema per pochi che abbandona la maggior parte degli studenti alla precarietà e all’ignoranza.
Il 17 novembre è la giornata mondiale di mobilitazione studentesca per il diritto allo studio. Invitiamo tutti gli studenti a riprendersi il diritto al domani: riprendiamoci le scuole dimostrando che una scuola diversa si può fare, con lezioni alternative e autogestite, riprendiamoci le nostre città e le nostre piazze, per dimostrare che nonostante le televisioni non ci inquadrino, ci siamo.