17 Novembre 2009

STUDENTI IN PIAZZA, TENSIONI A MILANO

"L'istruzione non e' in vendita".

Manifestazione studentesca (http://aurora86.ilcannocchiale.it)

Migliaia di studenti delle scuole e universita' italiane hanno fatto proprio questo slogan e sono scesi in piazza in diverse citta' per difendere il diritto allo studio e per dire "no alle privatizzazioni". A farsi sentire non solo gli italiani. In un abbraccio ideale tutto il mondo celebra il 17 novembre come la giornata della mobilitazione internazionale. Ma se a Bruxelles si svolge un'assemblea a cui partecipa anche una delegazione di nostri studenti, in Italia sono circa 50 le iniziative: da Roma a Napoli, da Bari a Torino gli studenti danno vita a cortei e sit in. L'intenzione delle associazioni studentesche e' quella di ricomporre il fronte della protesta come la famosa "onda" che imperversava lo scorso anno. A Milano, la protesta degli studenti si e' fatta particolarmente accesa. Nel capoluogo lombardo si sono infatti registrati momenti di tensione fra le forze dell'ordine e gli studenti. Motivo:le recenti chiusure delle scuole civiche serali (sabato e' stato sgomberato l'istituto Gandhi), ma anche piu' in generale i tagli alla scuola pubblica e la riforma realizzata dal ministro dell'Istruzione Maria Stella Gelmini. Occupato a Torino, il cortile del Rettorato dell'Universita' di via Verdi: gli studenti medi e universitari hanno affisso alcuni striscioni alla balconata del cortile, dopo aver sfilato in migliaia per le vie del centro cittadino. A Roma, oltre agli studenti di scuole e universita', cento giovani dell'Accademia Nazionale di Danza hanno improvvisato coreografie in piazzale Aldo Moro, davanti il colonnato della citta' universitaria de 'La Sapienza'. Lo striscione che ha aperto oggi la manifestazione degli studenti di Roma, organizzata dall'Unione degli studenti e da Link coordinamento universitario recitava: "Il futuro e' nostro, riprendiamocelo. Sciopero generale studentesco". Nella Capitale si svolto anche un sit-in di circa 300 studenti delle scuole medie superiori sulla scalinata del ministero dell'Istruzione, Universita' e Ricerca, in viale Trastevere. A Firenze, circa 500 gli studenti hanno sfilato per le vie del centro dirigendosi alla stazione di Santa Maria Novella transitando da un binario all'altro. A Perugia centinaia di ragazzi delle scuole superiori, piu' una delegazione di universitari hanno invece sfilato in maniera pacifica fino a raggiungere la sede dell'Ufficio scolastico regionale, in via Palermo. Nessuno striscione in corteo, ma tante bandiere dell'Udu e cartelloni riportanti slogan come 'Scuola pubblica', 'Voi la crisi, noi la soluzione' e 'Noi la crisi la stiamo pagando'. Traffico bloccato nella centrale via Roma a Cagliari dal corteo: i circa trecento giovani che hanno partecipato alla manifestazione organizzata dall'Unione degli studenti si sono fermati, con bandiere e striscioni, davanti al palazzo del Consiglio regionale impedendo la circolazione delle auto.

Alcune centinaia di ragazzi, secondo la Questura, un migliaio secondo gli organizzatori, hanno manifestato a Bari con un corteo che si e' snodato per le vie principali della citta'.

Una cinquantina di studenti delle scuole superiori del capoluogo pugliese si sono staccati dal corteo e hanno occupano simbolicamente la sede del Consiglio Regionale per rivendicare l'approvazione immediata della nuova legge sul diritto allo studio. Corteo anche a Palermo dove i ragazzi sfilano con lo slogan "Riprendiamoci il futuro". I manifestanti si sono radunati in piazza Politeama, e da qui hanno sfilato per le vie del centro fino a piazza Indipendenza, dove ha sede la presidenza della Regione. Studenti universitari e medi del movimento "Onda Anomala" hanno occupato contemporaneamente a Palermo l'assessorato regionale alla Pubblica istruzione e l'istituto magistrale Regina Margherita, con un'impennata della protesta che era iniziata in mattinata con un corteo. Un centinaio di universitari delle facolta' di Lettere e filosofia e di Scienze sono entrati nei locali dell'assessorato regionale. (Agi)