Grande (?) cultura a Messina: sbarcano i “templari”

di Francesco Saija

Forse unico caso in Italia, gli studenti di due prestigiose scuole superiori messinesi (il liceo classico “La Farina” e il liceo artistico “Basile”), vengono condotti dalla dirigente scolastica e da un non meglio identificato comandante della “commanderia  Messina” (suppongo dei sedicenti cavalieri templari riesumati dai cimiteri della storia), sulle “tracce dei cavalieri del tempio” e delle crociate e su Messina “porto crociato”.

L’obiettivo dichiarato sarebbe quello di sensibilizzare studenti e cittadini sul ruolo di Messina ai tempi delle crociate, simile a quello che tende a sensibilizzarli sul ruolo della città in occasione della mattanza di Lepanto del 1571, fortissimamente voluta dal papa inquisitore Pio V.

Secondo quanto apprendiamo dalla stampa cittadina, l’assessore alla cultura, tra mantelli e simboli “cavallereschi”, avrebbe perorato la costituzione nella città di una sezione della protezione civile afferente alla associazione dei “cavalieri templari”.

Come tutti dovrebbero sapere, l’ordine militare-religioso del Tempio (fondato nel 1119 a Gerusalemme), è stato sciolto nel 1312 con la bolla “Ad providam” del papa avignonese Clemente V.

Strano quindi che le due prestìgiose scuole organizzino un convegno sui “templari”, in collaborazione con il sedicente Somt (sacrum ordinis militum templi), una associazione tradizionalista romana e l’assessore alla cultura dell’attuale amministrazione comunale.

Come ex allievo del liceo “La Farina” ritengo che oggi gli studenti, con i tempi che corrono, dovrebbero essere sensibilizzati a scoprire tanti tesori culturali della città e della sua storia che esprimono valori attualissimi , piuttosto che le assurde mattanze e guerre di tempi lontani che vanno ovviamente studiate per una seria critica storica e non celebrate.

Tante potrebbero essere le tematiche di convegni più legati al nostro presente : Faccio solo qualche esempio : a proposito dei moti risorgimentali nella nostra città , vorrei ricordare che il presidente del comitato generale Ruggiero Settimo , da Palermo , il 4 febbraio 1848 , fece affiggere un “Avviso” in cui definisce “la città di Messina…popolo benedetto , degno della libertà “ e ancora , studiare il ruolo di popolari e socialisti , ma anche liberali , a Messina nei primi anni del novecento o le lotte , in anni più a noi vicini , per la casa , nella nostra città , negli anni ’70 e ’80 del secolo scorso . Ma , andando indietro negli anni , perché non approfondire la rivolta antispagnola del 1674-1678 e l’annientamento della nostra città e del nostro Ateneo da parte della corona di Spagna? O , ritornando ai nostri giorni , far conoscere a ragazze e ragazzi le grandi lotte per l’occupazione delle terre , dopo la seconda guerra mondiale , in Sicilia e nella nostra provincia , da parte di contadini e braccianti agricoli , diretti da un grande intellettuale socialista che fu Raniero Panzieri di cui ricorre proprio quest’anno il centenario della nascita . Panzieri insegnò Filosofia del diritto nel nostro Ateneo , chiamato dal filosofo Galvano Della Volpe e fu anche dirigente locale e regionale del partito socialista , ma sposò anche la figlia di un messinese , conosciuta al nord , sfuggito al terremoto del 1908 .

In tempi di rinascita di “idee” tradizionaliste e sovraniste e di tanta subcultura , un po’ di cultura non guasterebbe!

Ci sono tante cose da studiare piuttosto che andare alla ricerca di fantomatici risorti “cavalieri templari” o delle ferite , sembra ben curate a Messina , che il giovane guerrafondaio Miguel de Cervantes Saavedra subì nella battaglia di Lepanto . Naturalmente il bravo Miguel va perdonato per i suoi bollenti spiriti di ventiquattrenne , perché nell’età matura fu un grande letterato e ci lasciò a perenne meditazione il “Don Chisciotte” e tante altre opere.

Ed allora mi chiedo , il liceo “G. La Farina” vuole continuare ad essere la grande scuola che ha visto , nel passato , per citarne solo alcuni , docenti come Trento Malatino , Giuseppe Miligi , mons. Gaetano Scandurra , Pietro Arena (docente di Educazione fisica negli anni ’50 e 60’ e partigiano ).

Scuole di altissimo livello come il “La Farina “ e il “Basile “ , dove si sono formati migliaia di studenti , non possono inseguire le mode del tempo e le fantasie degli “appassionati” tradizionalisti.

Sono comunque ottimista perché vedo che gli studenti hanno le idee molto chiare. Lottano quotidianamente per una nuova politica ecologica , contro le guerre e guardano al loro incerto futuro. Ho appreso che proprio in questi giorni ben duemila studenti sono scesi in piazza a Messina per la insufficiente attenzione del governo nello stanziare i fondi del Pnrr nella scuola e nell’Università , con particolare riferimento al nostro mezzogiorno.

In particolare gli studenti del “La Farina” , nei confronti dei quali mi sento di solidarizzare come ex alunno , anche se di un’altra epoca , penso che non siano interessati ai cavalieri templari , ma si battono per le tante carenze della loro scuola e per maggiori spazi di libertà. Gli studenti hanno sempre ragione come avevano ragione quelli del lontano ’68!