Carcinoma mammario triplo negativo: “In arrivo importanti prospettive di cura”

“Il carcinoma mammario triplo negativo (NTBC), una delle forme più aggressive di cancro al seno e più difficili da trattare. Rappresenta il 10-20% delle diagnosi totali di cancro alla mammella, che colpisce prevalentemente donne giovani, spesso con mutazione genetica BRCA1, e per cui la possibilità di recidive, pur con chemioterapia, è estremamente elevata. Triplo negativo deriva dal fatto che, a differenza degli altri tumori mammari, si caratterizza per l’assenza di recettori estrogenici e progestinici e per la mancata sovra espressione del recettore 2 del fattore di crescita epidermico umano (HER2), rendendo quindi molto difficile il trattamento mirato della malattia con gli approcci standard. Infatti, secondo i dati, il carcinoma mammario triplo-negativo ha una sopravvivenza media dalla diagnosi nettamente inferiore rispetto alle altre forme. Questo è il motivo per cui la ricerca è molto impegnata per lo sviluppo di nuove strategie che migliorino le conoscenze delle caratteristiche del tumore e permettano di utilizzare terapie quali ad esempio l’immunoterapia, consentendo il più possibile una personalizzazione della cura. In questa area terapeutica è importante che la strategia di accesso alle nuove terapie e l’organizzazione rispondano ai nuovi bisogni della donna con tumore triplo negativo, coniugando efficienza e sostenibilità, creando una massa critica comune di competenze, sia cliniche sia produttive, che possano lavorare insieme come sistema anche utilizzando nuovi approcci cellulari e molecolari. Il contesto più appropriato si è dimostrato essere quello delle “Breast unit”, unità multidisciplinari specializzate nella cura del tumore mammario, in cui diagnosi, trattamento medico e chirurgico, riabilitazione, consentano una pianificazione ottimale delle opzioni terapeutiche disponibili, al fine di raggiungere i migliori risultati possibili”, ha dichiarato Manuela Roncella, Direttore U.O. Senologia A.O.U. Pisana.