Mantilla allo Spazioquattro di Messina

Mantilla, Gravida nella vigna lasciata sola

di Dominga Carrubba

Nei locali dell’Associazione culturale Spazioquattro a Messina si è inaugurata lo scorso 20 novembre la mostra dell’artista Mantilla dal titolo “L’arte non è un caso”.

L’arte non è un caso perché non può essere improvvisata e neppure arginata.

Questo è il pensiero di Mantilla, alias Pietro Mantineo, artista messinese che trascura la vocazione letteraria per dedicarsi a quella pittorica da autodidatta a ventitré anni.

Dopo soltanto due anni trascorsi a Milano negli anni ’70, torna a Messina e incontra Bruno Samperi, con il quale espose al Circolo della Stampa di Messina nel dicembre ’85.

Dopo avere condiviso per un certo periodo lo studio con Samperi, apre il proprio atelier tuttora pieno di tele.

Le 25 opere esposte sembrano riprendere il fil rouge lanciato con la personale Donne allestita nel 2015 al Teatro Vittorio Emanuele, nell’ambito del ciclo R-esistenza d’artista a cura di Saverio Pugliatti.

Le tele di Mantilla tornano a parlarci della fragilità e della delicatezza di una donna, che scivolano morbide sui tratti sinuosi del suo corpo, custode di un’anima che nasce e rinasce tutte le volte in cui un’emozione diventa ricordo e un sentimento muta in pensiero.

Nella mostra Donne il nostro artista associava la donna alla natura perché entrambe materne e resilienti.

Se la natura grida aiuto perché minacciata dalle scelte distruttive operate dall’umanità, allora la donna dice basta alla violenza subita che ne costringe la libertà di esprimersi, manifestarsi, vivere.

Ecco L’arte non è un caso appare il secondo capitolo di un libro narrativo-pittorico sulla bellezza della donna.

La donna si difende e si ritrae dalla violenza, rinascendo tutte le volte che muore per mano di malate passioni, di culture deviate da falsi valori, chiudendo le ali alla libertà; tanto da imporre un divieto d’incontro non solo nei confronti dell’altro che ignora il rispetto, ma anche rispetto a se stessa quando soggiogata e ripiegata nel proprio corpo diventa un ricordo o un sogno senza immagine.

Divieto d’incontro, ricordo o sogno senza immagine non sono soltanto fra i titoli delle tele esposte a Spazioquattro, ma anche la testimonianza che l’arte non è un caso quando l’artista interpreta la vita d’intorno.

Tecnica e sensibilità in Mantilla raccontano le donne non come ritratti ma figure in movimento il cui fisico è foriero di una bellezza gravida di vita nuova.

L’arte non è un caso quando l’artista modella la figura e il corpo fluttuante su sfondi co-protagonisti svela i luoghi dell’anima in primo piano, mentre il volto porge il profilo.

Non c’è bellezza più nobile che quella disegnata con armonia e rispettata anche quando il 25 novembre, Giornata mondiale contro la violenza sulle donne, sarà trascorsa fra statistiche impietose e slogan.

Mantilla in L’arte non è un caso dipinge la donna come simbolo di vita che sceglie la vita.

E William Shakespeare sapeva bene che il falso pudore uccide la vita, come Mantilla titola una sua tela.

Non è la donna-dea che merita amore, ma la donna che calpesta il terreno, reale, spaurita, appagata, assorta nei desideri che la vita in cammino le regala come nuova linfa.

[…] Ammetto di non aver mai visto camminare una dea:

la mia donna, quando cammina, calpesta il terreno.

Eppure, per il cielo, ritengo che la mia amata sia straordinaria

Come ogni altra “lei” falsamente descritta con falsi confronti.

(William Shakespeare, Sonetto 130)

 

 

Mantilla, Divieto d'incontro

Mantilla, Figura sullo Stretto

La mostra rimarrà aperta al pubblico nei locali dell’associazione culturale Spazioquattro di via Ghibellina 120, a Messina, fino al 2 dicembre, dal lunedì al sabato dalle 17.00 alle 20.00.