Necessari investimenti per accompagnare la transizione ecologica del territorio e la reprofessionalizzione dei lavoratori

L’avanzata delle rinnovabili, le politiche europee sempre più stringenti e l’obiettivo della decarbonizzazione, tutti aspetti che stanno portando più che ad una transizione a una vera e propria rivoluzione del settore elettrico nazionale. Su questi temi si è incentrato il II Congresso provinciale della Flaei Cisl Reti Messina, la federazione che riunisce i lavoratori dell’energia e che ha confermato come segretario del presidio territoriale Sebastiano Lo Monte.

Alla presenza del segretario regionale aggiunto Gaetano Migliorino e del segretario generale della Cisl Messina, Antonino Alibrandi, Sebastiano Lo Monte ha tracciato il quadro della situazione attuale partendo dall’emergenza pandemica. I lavoratori della produzione, trasporto e distribuzione di energia hanno lavorato nel silenzio durante la pandemia per non far mancare la corrente elettrica nelle case degli italiani che lavoravano in smartworking piuttosto che negli ospedali dove si lottava contro il virus.

«Sono stati diciotto mesi difficilissimi, interamente dominati dal Covid e dalle sue conseguenze. Adesso tutte le centrali dell’energia sono in corso di riconversione, compresa la più grande realtà di produzione di energia elettrica del nostro territorio, la centrale A2A Energiefuture, La centrale di San Filippo del Mela dovrà diventare un Polo Energetico Integrato, con un investimento complessivo di 450 milioni di euro e si inserisce nel quadro più ampio delineato dal Piano Nazionale Integrato Energia e Clima (PNIEC), dal Piano Energetico e Ambientale della Regione Siciliana e dal Piano Regionale di Gestione del Ciclo dei Rifiuti, con 5 impianti innovativi e all’avanguardia: impianto CCGT, impianto FORSU, impianto plastica, storage elettrochimico e campo fotovoltaico su tetto e a terra».

Quindi il tema della riconversione. «Progetti di riconversione sono in fase avanzata di autorizzazioni presso i vari Enti preposti che potrebbero dare futuro occupazionale a medio e lungo periodo per diversi anni ai 160 lavoratori diretti ed ai 200 dell’indotto, senza tener conto dell’impiego nelle attività realizzative e delle ulteriori ricadute occupazionali nel territorio».

Tema particolarmente sentito quello della distribuzione di energia. «Dobbiamo segnalare come quella nel nostro territorio è una rete di bassa e di media tensione vecchia, con cabine di distribuzione non ancora del tutto ammodernate e non tutte telecomandate. Una logistica viaria fatiscente, con strade che in caso di forti precipitazioni o nevicate diventano impraticabili, contribuisce in maniera negativa alla fornitura di un servizio alla cittadinanza che comporta ritardi nella gestione di guasti o lavori programmati. A questo si aggiunge una crescente carenza di personale, con turni di reperibilità che non sempre rispettano il dettato contrattuale sia nelle cadenze che nella composizione delle squadre di reperibilità, spesso formate con numeri risicati. Mancano operai, tecnici e personale di supporto; il personale in parte non è inquadrato in maniera corretta. Una situazione ancora più pesante nelle isole Eolie dove viene richiesto di essere esperto anche di problematiche della Produzione, visto che, oltre i normali compiti di distribuzione, deve affrontare anche la gestione della produzione nelle centrali di Vulcano e Salina, e nei piccoli gruppi di generazione nelle altre isole».

«È necessario che la transizione segua i tempi giusti, in tutta la Sicilia – ha detto il segretario regionale aggiunto Gaetano Migliorino – Non si può pensare di spegnere le centrali ma crediamo sia importante prima un passaggio al gas e fare in modo che non ci siano ricadute sociali e nell'occupazione. Bisognerà accompagnare i lavoratori professionalizzandoli, puntando sulla formazione e fare in modo che non ci siano ricadute occupazionali negative per la Sicilia. La nostra è una regione che offre tante opportunità per le rinnovabili, abbiamo sia il sole che il vento e si possono fare impianti sfruttando queste risorse naturali diventando l'hub del Mediterraneo tra iL Continente africano e l’Europa».

«Nei prossimi anni – ha sottolineato, invece, il segretario generale della Cisl Messina, Antonino Alibrandi – ci sarà uno stravolgimento dettato alla transizione energetica ma soprattutto la necessità in questo nostro territorio di riconvertire la centrale. Il sindacato dovrà gestire e governare un processo di transizione per evitare che ci possano essere ricadute negative sia occupazionali che sociali. A2a, con tutte le difficoltà del caso, sta provato ad avviare un progetto per la valorizzazione dei rifiuti ma ci sono delle difficoltà legate perché la Regione ha imposto dei limiti creando qualche problema che rischia di far saltare l'investimento. Speriamo possa rientrare tutto, ovviamente, e ci auguriamo piuttosto che la Regione possa dare supporto e accompagnare lavoratori ed aziende lungo il periodo della transizione. Bisogna guardare al futuro con un investimento nuovo che possa portare più lavoro e la chiusura del ciclo dei rifiuti, fondamentale per la Sicilia».