Le patate e il decoro di Cassibile

di Rete Antirazzista Catanese -

Come ogni anno, come da vent’anni a oggi, dall’inizio di aprile affluiscono a Cassibile centinaia di migranti per lavorare nella raccolta delle patate, che quest’anno è più promettente degli scorsi anni. Dopo cinque anni di totale assenza istituzionale per offrire un minimo di accoglienza notturna con la tendopoli, l’anno scorso è stato inaugurato l’Ostello per lavoratori stagionali per accogliere circa settanta migranti, quanto il fabbisogno d’accoglienza è di oltre quattrocento posti letto. L’anno scorso essendo stato messo in funzione con un mese di ritardo si è deciso di tenerlo aperto un mese in più, peccato che a fine giugno, come sempre, la stagione finisce, i migranti vanno in altre campagne e chi gestisce l’ostello dilapida risorse pubbliche per giustificare spese inutili, in assenza di migranti.

Anche quest’anno, purtroppo, l’ostello ha aperto a fine aprile, i posti sono stati subito occupati. Nei 17 moduli abitati l’anno scorso dormivano quattro migranti, quest’anno cinque, per un totale di 85 posti letto. Anche se le restrizioni per il corona virus si sono allentate e nelle unità abitative ci potrebbero dormine sei migranti il totale arriverebbe a 102.

Per poter accedere all’ostello bisogna avere il permesso di soggiorno e l’assunzione (o la promessa d’assunzione) di un’azienda. Come se nella zona fossero messi tutti in regola e i contratti di lavoro stagionale
venissero per tutti rispettati; purtroppo da anni sappiamo che nella zona è diffuso il lavoro in nero e il caporalato. Nonostante ci sia qualche controllo degli enti preposti, si escogitano nuovi trucchi per evadere i contributi ed ignorare le norme contrattuali e soprattutto gli orari di lavoro (8/9 ore giornaliere).

Se si considera che l’ostello è stato pubblicizzato come strumento di lotta al caporalato, il risultato ci sembra proprio l’opposto: benché “regolari” i migranti vengono accolti nell’ostello come corpi docili da guidare e incanalare nella pseudo-accoglienza di un campo-ghetto per salvare il “decoro” di Cassibile.

Visto che anche quest’anno non si è previsto in tempo come garantire una degna accoglienza ai migranti, la stragrande maggioranza sarà costretta ad arrangiarsi in micro tendopoli informali, esposti al freddo notturno e al lavoro nero dei caporali; denunciamo che i lavoratori più vulnerabili in queste condizioni verranno ancora di più criminalizzati, mentre sono solo le vittime di questo disumano sistema di sfruttamento. Chi si farà carico dell’accoglienza dei lavoratori migranti esclusi dall’ostello e quindi più ricattabili?

Invitiamo, come ogni anno, le associazioni siracusane a supportare le richieste e i bisogni dei migranti coordinandoci con esperienze di autorganizzazione migrante nelle campagne siciliane e meridionali.