Pietro Ficarra ricorda San Piero Patti e le vittime della violenza fascista del 1921

“La Piccola Torino”, il romanzo storico, di Pietro Ficarra fresco di stampa

Pietro Ficarra ricorda San Piero Patti e le vittime della violenza fascista del 1921

Scrive l’autore: I tempi degli editori importanti sono troppo lunghi e alla fine ho pensato che storie come questa che racconto – anche per non andare oltre il centenario della sua tragica conclusione – non possono e non devono, soprattutto di questi tempi, restare a lungo nel cassetto: servono a raccontare ciò che è stato a chi ha poca memoria delle vicende della storia e a tenerci cari, pur con tutti i difetti, i nostri giorni.

Non è solo la storia dei paesani di Sampieri, perché ci sono i riferimenti alla storia delle genti dei Nebrodi, di Messina e del Messinese, e della Sicilia intera, il Fascismo prima del Fascismo e le sue vittime. Ci sono i luoghi, le persone, la vita di un secolo fa: un affresco del passato, la nostra storia.

Il libro è stato appena pubblicato, è disponibile presso l’editore e sui principali stores on line: Ibs, Mondadoristore, Amazon, ecc.

La scelta di anticipare l’uscita del libro lo priva al momento di una rapida distribuzione capillare nelle librerie e attraverso i canali di comunicazione più importanti, ma chi volesse rendere nota la sinossi qui sotto e far conoscere questa uscita non aiuterebbe tanto me – qualche copia in più venduta poco conta – quanto contribuirebbe a far conoscere un importante frammento di storia della Sicilia e dei Siciliani,

Pietro Ficarra

https://www.youcanprint.it/la-piccola-torino/b/797bbf84-bc2f-5610-94fd-7725b5431726

La fine della Grande Guerra sconvolge non solo il Mondo intero e le Nazioni ma anche un piccolo paese della provincia messinese, sui Nebrodi, che va incontro alle violenze del Fascismo ancor prima che esso prenda il potere in Italia e diventi regime.

Nella Sicilia inerte e ancora sottomessa a retaggi feudali, la vita quotidiana di padroni e servi, mondo contadino e piccola borghesia, è sconvolta dall’irruzione della politica. Un triennio, dal 1919 al 1921, viene raccontato intorno alla storia di Vincenzo e Maddalena: comincia con la fine della guerra e il ritorno dal fronte e finisce in America. Intorno i padroni che non rinunciano a essere ciò che sono sempre stati, e la gente di Sampieri, analfabeta ma entusiasta di poter legittimare finalmente la propria dignità, almeno fino a quando non viene nuovamente offesa dalla violenza fisica, come sta avvenendo in Continente.

Il ritorno dei combattenti e la costituzione delle sezioni dei partiti di massa trasformano la vita di paese, le persone e le relazioni, anche le più intime. Anni vissuti intensamente: entusiasmi, ansie, liti familiari, resistenze, rapporti ancestrali in crisi, la tranquillità del quotidiano a repentaglio.

Cambiano anche vecchi liberali e galantuomini siciliani; per gli altri c’è la politica da imparare, il voto, socialisti e comunisti, i congressi a Messina, le donne del partito, le discussioni e poi le divisioni, e tutto intorno il ruolo dei preti, degli artigiani, di mezzadri e campieri, contadini e braccianti.

Tutto di corsa per i paesani di Sampieri: insieme alle invenzioni, gli spostamenti col treno, i telegrammi, i giornali, un mondo stravolto in poco tempo che stravolge le esistenze dei singoli, come Vincenzo e Maddalena.

Le camicie nere, a braccetto con le istituzioni, obbligano con la violenza alla rassegnazione, ma non tutte le cose tornano al loro posto: un mondo antico è scomparso per sempre, anche se il nuovo è costretto a rimanere in silenzio nelle menti e nei cuori per oltre un ventennio.