“Condanniamo l’attacco dell’Azerbagian all’Armenia”

“Condanniamo l’attacco dell’Azerbagian all’Armenia”
del Comunicato delle Organizzazioni armene in Italia

“Dalla notte scorsa l’Azerbaigian sta bombardando pesantemente molti villaggi situati nel territorio sovrano della repubblica di Armenia, peraltro in parte già invaso dal maggio 2021. Gli azeri, che utilizzano armi pesanti e droni da bombardamento di fabbricazione turca e israeliana, stanno mirando a obiettivi civili e militari. Ci sono città e paesi in fiamme. Il Coordinamento delle organizzazioni armene in Italia denuncia con fermezza questa nuova aggressione che – è bene precisarlo – non riguarda questa volta la repubblica de facto del Nagorno Karabakh (Artsakh) ma il territorio di un Paese membro dell’Onu e del Consiglio d’Europa che è stato aggredito dal Paese confinante. Secondo quanto riferito dal premier armeno Pashinyan in parlamento sono 49 i caduti armeni a causa di questo vergognoso attacco azero ma purtroppo il bilancio delle vittime sembra essere molto più alto”.

La nuova aggressione militare turco-azera nei confronti del popolo armeno ci ricorda che la tragedia è ancora viva. Tra escalation e tentativi di pace, il conflitto prosegue ormai da trent'anni: esattamente dal 1988, quando nel Sumgait scoppiò una violenta "caccia all'armeno" che sfociò nel vero e proprio massacro.

Per comprendere le ragioni profonde di questa tragedia, Guerini e Associati propone alcuni libri fondamentali, che gettano luce su una ferita ancora aperta nel cuore del Caucaso. Una ferita con la quale occorre fare i conti: