VENEZIA: MENTANA CONTESTATO ALL’UNIVERSITÀ SUL TEMA DELL’ATTIVISMO CLIMATICO

VENEZIA: MENTANA CONTESTATO ALL’UNIVERSITÀ SUL TEMA DELL’ATTIVISMO CLIMATICO

Alcune studentesse dell’Università Ca Foscari di Venezia sono intervenute durante una conferenza pubblica con ospite Enrico Mentana, giornalista e direttore de La7, chiedendo risposte in merito all’attuale criminalizzazione mediatica dell’attivismo climatico. La conferenza, dal titolo “Informarsi, comunicare, divulgare in un pianeta in crisi”, si è svolta Auditorium Santa Margherita ed è stata organizzata dal Center for Environmental Humanities dell’Università Ca’ Foscari.

Le studentesse hanno inizialmente ripreso un post pubblicato sui social dal giornalista a maggio 2023 [Facebook], in cui invitava gli attivisti a spalare fango in Emilia-Romagna dopo le alluvioni invece di compiere azioni di protesta. Le studentesse, invitate dai professori organizzatori in quanto formate proprio sui temi della conferenza, hanno fatto notare come quel commento mancasse tuttavia di raccontare proprio le storie di quanti effettivamente giunti da tutta Italia a supporto della popolazione, o di chi ne ha subito gli effetti in prima persona [Il Fatto Quotidiano]. Un commento che faceva neanche cenno delle cause climatiche e di cattiva gestione del territorio che hanno portato all’alluvione.

Di fronte a questa riflessione, Enrico Mentana ha interrotto la ragazza che leggeva il discorso preparato collettivamente, attaccandola: «Perché non parli invece di leggere a pappagallo?». Ripreso l’intervento, tuttavia, le studentesse hanno concluso: «Perché il fulcro del dibattito sono diventate le azioni criminalizzate degli attivisti? Perché non si parla invece dell’inefficacia delle politiche di contrasto al cambiamento climatico? Si usano i corpi quando le parole non bastano, quando sono messe a tacere. Qual è il ruolo dell’informazione e della divulgazione se non dar voce anche a queste parole?».

Accusate di fare “picchetto” e non ricevendo risposta dal giornalista, una volta lasciato l’Auditorium, le studentesse hanno commentato: «Noi universitarie, come gli attivisti di Ultima Generazione e Extinction Rebellion, non abbiamo possibilità di raggiungere un pubblico ampio, né abbiamo potere politico nelle istituzioni. Ma quando ci rivolgiamo a chi ha il ruolo e il potere per affrontare la questione, ancora una volta ci si accanisce nel giudicare le modalità di attivismo senza spendere una parola né sulle storie e motivazioni che le muovono, né sulla gravità della situazione e l’inefficacia delle politiche governative».