Vincere democraticamente per uccidere la democrazia

da Bruno Landi "Figura femminile" - olio su tela, cm 60 x 30

di Nino Gussio -

Giorgia Meloni esulta per la vittoria alle elezioni regionali abruzzesi. Il suo esultare però assomiglia a quello degli spacciatori quando constatano che il consumo di droghe è aumentato e quindi aumentati i loro introiti.

Quello che offrono Salvini e Meloni, con l'interessata bonomia di Taiani, è tossico per una società democratica; offrono un modello di società chiusa e conformista, reazionaria nel mantenere divisioni, privilegi di classe e alleanze internazionali caratterizzate da conflitti permanenti e da rapacità economiche.

Il loro becero populismo aizza contro i migranti, contro coloro che vogliono affermare la propria identità sessuale e contro coloro che sono innovativi nei costumi e nelle idee. Il loro cristianesimo è esibito, di facciata, essi accettano soltanto la ritualità, le festività ma con le scelte politiche mandano al macero il messaggio evangelico.

Vogliono irreggimentare i cittadini ostacolando il processo di unità europea e anteponendo ai diritti, al benessere dei lavoratori e delle loro famiglie il profitto incontrollato e l'arbitrio della finanza unica globale senza alcuna remora. La libertà per loro deve essere sotto controllo e le proteste magari gestite con i manganelli della polizia. La pace tra le nazioni non è uno scopo preminente da perseguire nel segno dell'equità e della solidarietà ma un cercare una tregua per ristabilire vecchie egemonie con i consueti rapporti di forza. Questo governo di destra tenta di fare uno slalom tra un'Europa liberale ed una Europa reazionaria ma il suo cuore batte per l'Europa peggiore, quella di Orban e dei movimenti xenofobi e razzisti.

Questa droga spacciata con i crismi della legalità politica induce i cittadini all'alienazione dei valori costituzionali, alla indifferenza irresponsabile