Fortunato Del Dotto espone a Spazioquattro

di Dominga Carrubba - “La magia della scoperta” è la mostra pittorica di Fortunato Del Dotto ospitata nelle sale espositive della galleria messinese Spazioquattro dal 16 al 22 marzo 2024…

Dalla “Tavolozza d’Oro”, premio della Galleria d’arte “Il Fondaco” di Antonio Saitta, in attività nel cantinato della libreria “OSPE” tra gli anni ’50 e ’80, conseguito nel 1966, l'autostrada creativa dell'Artista continua ad essere traversata da una razionale emozione in movimento, esternata con metaforiche linee, tanto dinamiche nel catturare lo sguardo, quanto misurate in silenziose spinte prospettiche.

È proprio vero che la cornice circoscrive le opere pittoriche?

Di certo lo sguardo dell’occhio si ferma alla cornice, da non ritenere limes associabile ad una battuta d’arresto oltre il quale domina l'assenza, ma con-fine che rimanda alla contiguità di spazi diversi e intersecati nel prendere vita tra il reale e l’immaginato.

Fortunato Del Dotto, Cheope, olio su tavola, 40x40

Se un paesaggio è facilmente ospitale, perché riconoscibile, entrandovi con la memoria o la nostalgia, allora le composizioni geometriche – si apprende dall’Artista – sprigionano sensazioni multiformi nell’espressione di verità soggettivizzate e nella stesura di proiezioni cromatiche.

Non a caso si adotta il termine “proiezioni”, sia perché fra i titoli di opere del pittore sia perché la relativa tessitura coloristica si compone di traiettorie che traghettano l’immaginazione dello spettatore nel proseguire le linee oltre la cornice, mutando in orizzonte metafisico dove fermarsi e reinterpretare le visioni reali, quotidiane, casuali o repentine.

Del Dotto riproduce un’emozione di un momento: questa è la magia scoperta dalla sua arte pittorica, che inizia nell’imprimitura formata da gessi e cementite, animate da striature come fili d’erba guardati dalla finestra sospesa tra le cose e la mente in un sottopassaggio da percepire, guardare e toccare.

L'effetto tela con rialzi puntinati si alternano in spazi abitati da caldi colori e fredde grammature  timbriche, cosi evocando viaggi interiori intramezzati dal movimento su vie urbane.

La magia della scoperta con amalgamature materico-astratte mescolano lo spazio fisico al tempo dell'anima, quasi fossero il mistero e la solarità di Cheope nella necropoli di Giza, come ripercorsa dalla memoria espressionista di Fortunato Del Dotto con linee originati da un primo punto geometrico, che rimane “il più alto e assolutamente l’unico legame fra silenzio e parola”  - sosteneva Vasilij Kandinskij.

Fortunato Del Dotto, Dalla finestra, olio su tavola, cm.40x40

Fortunato Del Dotto, Regata, olio su tavola, cm. 40x40