ULTIMA GENERAZIONE: PALERMO, CORTEO SATIRICO E ASSEMBLEA POPOLARE AL MOLO TRAPEZOIDALE

ULTIMA GENERAZIONE: PALERMO, CORTEO SATIRICO E ASSEMBLEA POPOLARE AL MOLO TRAPEZOIDALE

Un ricco e partecipato corteo, pieno di colori e di musica, quello che ha animato Palermo nel pomeriggio di domenica 28, partendo da Quattro Canti per finire al Molo trapezoidale. Organizzato da Ultima Generazione, ha visto la partecipazione anche di altre realtà: Assemblea Popolare Ecologista, ARCI Palermo, Osservatorio Permanente Disastri Ambientali, Federazione Anarchica Siciliana, Assemblea No Guerra. Insieme, per contestare il fogli di via dati alle persone che hanno partecipato all’azione del 2 aprile al Molo Trapezoidale e per mostrare al governo della regione Sicilia che ci sono persone che non si arrendono ad un presente fatto di siccità, opere inutili (vedi Ponte sullo Stretto) e una classe politica inadeguata. Il corteo si è poi fermato al Molo Trapezoidale dove si è tenuta un’assemblea popolare, i cui temi sono stati: siccità, incendi e ponte sullo Stretto.

L’INTERVENTO DELL’EX MAGISTRATO SCADUTO: Al Molo trapezoidale sono intervenuti: Federico Butera, Professore Emerito di Sociologia dell'organizzazione presso l'Università degli Studi di Milano-Bicocca, Tommaso Castronovo, presidente Legambiente Sicilia, Giuseppe Barbera, botanico e saggista, Gianni Silvestrini, ricercatore e saggista, autore di numerosi volumi tra cui "Che cosa è l’energia rinnovabile oggi", Aurelio Angelini, Professore Ordinario di Sociologia dell'Ambiente e del Territorio, Università Kore di Enna e Gioacchino Scaduto, ex magistrato ed ex presidente del Gip di Palermo. Quest’ultimo, forte della sua competenza giuridica, ha spiegato l’uso dei fogli di via e ha dato il suo parere a riguardo della loro applicazione nel caso dell’azione del 2 aprile: “Il foglio di via non può essere basato sulla presunzione, è necessario provare la pericolosità sociale del destinatario del provvedimento. In questo caso, la personalità dei tre ragazzi e la modalità dell’azione sono la prova più evidente di quanto sia stato spropositato il provvedimento e sono certo che sarà annullato o dallo stesso Questore o dalla magistratura”.

IL COMPORTAMENTO DELLA DIGOS: Nonostante l’atmosfera serena e il fatto che la manifestazione fosse stata autorizzata, non sono mancate le sorprese da parte della Digos. Oltre alla scontata notifica di violazione del foglio di via a Davide e Gesualdo, due delle tre persone che hanno partecipato all’azione del Molo trapezoidale (la terza persona, Erica, ha avuto il provvedimento nonostante studi a Palermo - motivo per il quale non avrebbe dovuto riceverlo - ha preferito non partecipare, proprio per sottolineare l’ingiustizia del provvedimento), hanno anche notificato una denuncia per manifestazione non autorizzata (durante una manifestazione autorizzata!) perché arrivati al Molo Trapezoidale, durante l’assemblea hanno utilizzato un microfono(!)

MAGGIO HA BISOGNO DEL TUO CORAGGIO

A maggio Ultima Generazione sarà in mobilitazione per tre settimane. Questa mobilitazione non ha a che fare con la crisi ecologica di per sé, ma con il grave stato in cui versa la nostra democrazia, che in un susseguirsi di governi inetti ci presenta di fronte a una crisi epocale in mutande e con un Governo più interessato a rafforzare il proprio potere incriminando e soffocando le voci della protesta e del dissenso che proteggere i propri cittadini. Maggio non è per la crisi climatica, ma è perché meritiamo una democrazia capace di farvi fronte. Invitiamo tutti i giornalisti e le giornalisti a partecipare con noi alle grandi giornate di mobilitazione dell’11 e del 25 maggio.

CHIEDIAMO UN FONDO RIPARAZIONE

La nostra richiesta è di un Fondo Riparazione preventivo, permanente e partecipato da prevedere annualmente nel bilancio dello Stato. I soldi dovranno essere ottenuti attraverso l’eliminazione dei Sussidi Ambientalmente Dannosi (SAD), la tassazioni degli extra-profitti delle compagnie fossili, il taglio di stipendi premi e benefit ai loro manager, delle enormi spese della politica e delle sempre più ingenti spese militari. Per questo continueremo a scendere in strada, a fare azioni di disobbedienza civile non violenta, assumendoci la responsabilità delle nostre azioni, affrontando la repressione, tribunali e processi.