PER L’EMERITA SENATRICE TIZIANA VALPIANA

PER L’EMERITA SENATRICE TIZIANA VALPIANA

di Sebastiano Saglimbeni -

Là dove non ti pieghi/esisti/ tu noi/tu la storia.

Ghiannis Ritsos  

Diversi anni nel gorgo del tempo da quando, durante una delle tante attese ed affascinanti feste dell’Unità nella città scaligera, ho conosciuto Tiziana Valpiana. Ci siamo attardati per un paio di ore seduti ad un tavolo. Con noi alcuni compagni e il notissimo partigiano Arrigo Boldrini, che non terminava di documentarci sul valore della Resistenza nel nostro Paese distrutto dall’esecrabile seconda guerra mondiale. Caustiche le sue parole che Tiziana, già al primo mandato alla Camera dei Deputati, ascoltava con viva attenzione.

Dopo quella conoscenza più volte ho incontrato questa insonne e combattiva donna, tre volte parlamentare alla Camera dei Deputati ed una a quella dei Senatori. Alcuni anni fa, un pomeriggio in una sala del comune veronese, gremita di persone, ho ascoltato, per circa un’ora, una sua misurata, scevra da orpelli, conferenza recante in memoria l’azione umana e culturale di una figura dell’antifascismo, lo scrittore e scultore, Vittore Bocchetta della Sardegna, vissuto tanto tempo a Verona dove ci ha lasciati all’età di 102 anni.

Da anni Tiziana rinfresca la memoria degli antifascisti deportati, quegli Uomini apertamente avversi al dispotismo mussoliniano che aveva offuscato il sacro diritto della libertà e del libero pensiero. Molto interessanti i viaggi che   la compagna organizza per visitare i campi di sterminio nazista, soprattutto quello di Mauthausen. Sugli antifascisti deportati, di recente, ha ricordato una delle donne della nostra Italia. Mi riferisco a Teresa Noce, detta Estrella, tra i fondatori del Partito comunista ed una - dopo tante ignominiose avversità subite durante le deportazioni nel lager di Ravensbruck e dopo in Cecoslovacchia a Holleischen -  delle 21 donne elette all’Assemblea costituente.

Sono state divulgate ultimamente delle pubblicazioni con immagini contemplanti donne di spicco della nostra Verona. Se ne divulgheranno ancora e credo che il nome della nostra emerita senatrice venga descritto meritatamente. Come di altre donne, tra queste, Cristina Stevanoni, autrice, grecista e neo-grecista. Come di altre donne delle quali limpidamente aveva scritto, fra l’altro, sulle pagine del famoso quotidiano L’Unità nel 1952 l’umanista Concetto Marchesi. Scriveva: “Perché non deve sedere (la donna) fra i giudici delle Assise? Molte cose la donna sa vedere, anche se tace, che gli uomini non vedono con il loro cervello più ingombro, affaccendato e presuntuoso”.

Si accennava sopra ai deportati. Tiziana, vice presidente ANED di Verona, è parente di internati, tre fratelli Spaziani, uno, Gracco, morto in campo di concentramento, due, Elio, sopravvissuto e Leonida, partigiano.

Memoria ed alta azione continuare a visitare il campo di sterminio Auschwitz. Gentile Tiziana, quel luogo, nel testo poetico di Salvatore Quasimodo, tanto invidiato perché assurto a un grande per il premio Nobel. Il testo recita, fra l’altro: “Laggiù, ad Auschwitz, lontano dalla Vistola, / amore, lungo la pianura nordica, / in un campo di morte: fredda funebre, / la pioggia sulla ruggine dei pali / i grovigli di ferro dei recinti: / e non albero o uccelli nell’aria grigia / o su dal nostro pensiero, ma inerzia / e dolore che la memoria lascia / al suo silenzio senza ironia o ira.  (….) Da quell’inferno aperto da una scritta / bianca: ‘Il lavoro vi renderà liberi’ / uscì continuo il fumo / di migliaia di donne spinte fuori / all’alba dai canili contro il muro / del tiro a segno o soffocate urlando / misericordia all’acqua con la bocca / di scheletro sotto le docce a gas”… E qui l’eterna barbarie di uomini insani, distruttori del genere umano. Ma i poeti non dimenticano.

E in conclusione di questa agile nota, una recente azione di Tiziana, degna di memoria riguarda la mostra, meditata e sofferta, del Circolo Carlo Levi di Berlino, esposta a Verona dal titolo “Italiani nelle SS”, visitata dall’aprile al primo di maggio 2024.