COSA CI DICE IL SEQUESTRO DI ALCUNE SEZIONI DEL CARCERE DI SOLLICCIANO?

COSA CI DICE IL SEQUESTRO DI ALCUNE SEZIONI DEL CARCERE DI SOLLICCIANO?

L'estate rende più visibili le contraddizioni del carcere italiano. Il caldo che soffoca le nostre città entra anche negli istituti penitenziari, aggravando condizioni di vita già segnate dal sovraffollamento, dalla carenza di spazi e dalla progressiva compressione dei diritti fondamentali. Quello che per molti è un disagio temporaneo, per migliaia di persone detenute diventa una pena ulteriore, che la legge non ha mai previsto.

In queste settimane è arrivata una decisione che segna un passaggio importante: il sequestro di alcuni reparti del carcere di Sollicciano. È la conferma giudiziaria di ciò che Antigone denuncia da tempo. Non possiamo continuare ad amministrare l'emergenza aspettando che siano i tribunali a intervenire dove politica e amministrazione hanno scelto di non farlo.

Intanto il numero delle persone detenute continua a crescere, i suicidi non si fermano e il sistema penitenziario si avvicina a un punto di rottura. Servono interventi immediati: misure alternative per chi è a fine pena, più attività durante il periodo estivo, sezioni aperte, più tempo all'aria, contatti quotidiani con le famiglie e condizioni materiali dignitose, a partire dalla disponibilità di ventilatori e frigoriferi nelle celle. Il carcere, poi deve, tornare ad essere visto come l'extrema ratio e non come il baricentro delle politiche penali.

Difendere la dignità delle persone private della libertà non significa chiedere privilegi. Significa pretendere che lo Stato rispetti la Costituzione anche nei luoghi in cui è più facile dimenticarla. È questo il senso del lavoro quotidiano di Antigone, ed è questo il filo che unisce i temi di questa newsletter.

Patrizio Gonnella
Presidente di Antigone