{"id":146343,"date":"2021-11-21T12:21:51","date_gmt":"2021-11-21T11:21:51","guid":{"rendered":"https:\/\/nuovosoldo.com\/?p=146343"},"modified":"2021-11-23T07:30:06","modified_gmt":"2021-11-23T06:30:06","slug":"le-emissioni-monetali-di-longane-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/nuovosoldo.com\/index.php\/2021\/11\/21\/le-emissioni-monetali-di-longane-2\/","title":{"rendered":"Le emissioni monetali di Longane"},"content":{"rendered":"<p>La citt\u00e0 sicula di <em>Longane<\/em> non \u00e8 menzionata da alcuna fonte storica. La sua esistenza \u00e8 attestata solo dalle rare monetine d\u2019argento e da un caduceo di bronzo, ora conservato al British Museum <a href=\"#_ftn1\" name=\"_ftnref1\">[1]<\/a>, di ignota provenienza e recante inciso sullo stelo l\u2019iscrizione <strong>\u039b\u039f\u039d\u0393\u0395\u039d\u0391\u0399\u039f\u03a3 EMI HMO\u03a3[IO\u03a3]<\/strong>, che significa \u201csono [l\u2019araldo] pubblico longanese\u201d.<\/p>\n<p>Di contro le fonti storiche ricordano il fiume <em>Longanos<\/em>, sulle rive del quale si svolse nel 269 a.C. la battaglia fra i Siracusani, guidati dal loro futuro sovrano Gerone II, e i Mamertini, guidati da Chione<a href=\"#_ftn2\" name=\"_ftnref2\">[2]<\/a>, che si risolse con la vittoria dei primi. Tuttavia, il passo di Diodoro contiene punti oscuri. Prima accenna all\u2019espugnazione di <em>Mylai<\/em> (l\u2019attuale Milazzo) e successivamente dice che l\u2019ultima fortezza dei Siracusani nell\u2019avanzata verso il territorio dei Mamertini era <em>Tyndaris<\/em>, che \u00e8 ad occidente di <em>Mylai<\/em>. Seguendo quest\u2019ultimo passo, alcuni autori<a href=\"#_ftn3\" name=\"_ftnref3\">[3]<\/a> hanno ritenuto che Gerone II avesse prima conquistato <em>Mylai <\/em>e poi sconfitto i Mamertini presso il fiume <em>Longanos,<\/em> sulla strada per <em>Messana<\/em>.<\/p>\n<p>Di conseguenza essi hanno ipotizzato che il fiume <em>Longanos<\/em> fosse situato ad est di <em>Mylai<\/em>. Altri autori<a href=\"#_ftn4\" name=\"_ftnref4\">[4]<\/a> hanno sostenuto che <em>Longanos<\/em> dovesse trovarsi subito dopo <em>Tyndaris<\/em>, in uno dei tanti torrenti che scorrono paralleli fra Tindari e Milazzo. L\u2019ultima ipotesi si \u00e8 rivelata quella esatta. Grazie ad accurate indagini condotte pazientemente sul terreno dall\u2019ing. Domenico Ryolo di Maria, il fiume <em>Longanos<\/em> \u00e8 ora identificato con l\u2019attuale fiume Termini<a href=\"#_ftn5\" name=\"_ftnref5\">[5]<\/a>.<\/p>\n<p>In seguito a tale identificazione, lo stesso Ryolo e l\u2019archeologo Luigi Bernab\u00f2 Brea si proposero di ricercare l\u2019antica citt\u00e0 di <em>Longane <\/em>battendo con insistenza il terreno retrostante il medesimo fiume. La loro ricerca fu coronata da successo<a href=\"#_ftn6\" name=\"_ftnref6\">[6]<\/a>, con il rinvenimento di una cinta muraria e di scarse tracce di antichi edifici (costituenti forse l\u2019acropoli) sul monte Ciappa, delimitato dalla valle del fiume Termini a est e dal torrente brancolino, affluente del fiume Mazzarr\u00e0, a ovest, non lontano da Rodi e da Milici. La ceramica ivi raccolta indica un inizio di abitazione fin dalla prima et\u00e0 del bronzo (XVIII-XV secolo a.C.), mentre i livelli pi\u00f9 ricchi sono quelli del V secolo a.C.. I frammenti pi\u00f9 recenti sono riferibili alla fine del IV \u2013 inizio del III secolo a.C.. <em>Longane <\/em>sembra quindi scomparsa assai presto. Forse fu distrutta dai Mamertini e il sito era gi\u00e0 deserto quando si svolse la battaglia di <em>Longanos <\/em>nel 269 a.C.: in tal modo si spiegherebbe l\u2019omissione di Polibio a menzionare anche la citt\u00e0.<\/p>\n<p>Non \u00e8 assolutamente ammissibile l\u2019ipotesi, strenuamente sostenuta dal Mirone<a href=\"#_ftn7\" name=\"_ftnref7\">[7]<\/a>, che la citt\u00e0 in questione possa essere identificata con una fortezza di nome <em>Longon, <\/em>menzionata da Filisto e da Diodoro<a href=\"#_ftn8\" name=\"_ftnref8\">[8]<\/a>, e ora localizzata nell\u2019attuale Ognina, un sobborgo a nord-est di Catania.<\/p>\n<p>______________________<\/p>\n<p>[1] H. B. Walters, <em>Catalogue of Bronzes in the Greek and Roman Department of British Museum<\/em>, 1899, p. 48 n. 319.<\/p>\n<p>[2] I. Polibio, 9, 7 e Diodoro XXII, 13, 2<\/p>\n<p>[3] A. Holm, <em>Storia della Sicilia antica<\/em>, Torino 1901, I, p. 537. La sua opinione \u00e8 condivisa e riportata integralmente da G.E. Rizzo, <em>Monete Greche della Sicilia, <\/em>Roma 1946, p. 64.<\/p>\n<p>[4] T. Fazello, De rebus Siculis<\/p>\n<p>[5] D. Ryolo di Maria, <em>Il Longano e la sua battaglia<\/em>, Archivio Storico Siciliano, 1950. Egli ipotizza che Gerone II avesse abbandonato <em>Mylai<\/em>, poi ricaduta nelle mani dei Mamertini, tanto pi\u00f9 che fra l\u2019azione contro <em>Mylai <\/em>e la battaglia del <em>Longanos <\/em>\u00e8 intercorso un certo intervallo di tempo, forse anche di anni. Egli non solo identific\u00f2 il fiume <em>Longanos <\/em>ma anche il luogo esatto della battaglia, localizzato nell\u2019attuale contrada Sulleria, e il monte Thorax, dietro cui Gerone II aveva nascosto la sua cavalleria prima dell\u2019attacco finale, con l\u2019attuale monte Marro.<\/p>\n<p>[6] L. Bernab\u00f2 Brea, <em>Sulla citt\u00e0 di Lontane<\/em>, Archivio Storico Siciliano, 1950. Una buona sintesi del problema topografico della citt\u00e0 di Lontane pu\u00f2 essere letta su un altro articolo dello stesso autore, <em>Che cosa conosciamo dei centri indigeni della Sicilia che hanno coniato monete prima dell\u2019et\u00e0 di Timoleonte, <\/em>Atti dell\u2019Istituto Italiano di Numismatica, suppl. al vol. 20, 1975, p. 6-9.<\/p>\n<p>[7] S. Mirone, <em>Le monete di L\u00f2ngane o L\u00f2ngone, <\/em>Rivista Italiana di Numismatica, 1916, p. 450-460 e, ancora dello stesso autore<\/p>\n<p>[8] Filisto fr. 38 (riportato da Stefano Bizantino sub vocem \u039bo\u03b3\u03b3\u03c9\u03bd\u03b7 e Diodoro XXIV, 6 (che scrive \u039bo\u03b3\u03b3\u03c9\u03bd).<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>Monetazione<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><strong>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 <\/strong>A nome di questa citt\u00e0 furono emesse due litre d\u2019argento, gi\u00e0 descritte da G.K. Jenkins<a href=\"#_ftn9\" name=\"_ftnref9\">[9]<\/a> e il cui stile pu\u00f2 essere fatto risalire con buona sicurezza agli anni 424-415 a.C.. Sul diritto di ambedue le litre si osserva una testa giovanile di Eracle a destra, con stile crudo e piuttosto provinciale. \u00c8 merito della Consolo Langher<a href=\"#_ftn10\" name=\"_ftnref10\">[10]<\/a> avere evidenziato come questo tipo possa trovare il pi\u00f9 stretto riferimento, solo tipologico e non anche stlistico, alla testa di Eracle che ricorre sui tetradrammi di <em>Kamarina, <\/em>evolvendosi da forme iniziali pi\u00f9 severe e realistiche verso una rappresentazione pi\u00f9 raffinata e idealizzata nel corso del periodo 425-405 a.C.<a href=\"#_ftn11\" name=\"_ftnref11\">[11]<\/a><\/p>\n<p>Questa affinit\u00e0 tipologica confermerebbe l\u2019esistenza di stretti rapporti di natura politica e militare che intercorsero tra <em>Kamarina <\/em>e il mondo siculo settentrionale, gi\u00e0 attestati da fonti storiche. Ad esempio Tucidide<a href=\"#_ftn12\" name=\"_ftnref12\">[12]<\/a> narra che, al tempo del primo conflitto tra Siracusa e Atene, <em>Kamarina <\/em>e i Siculi settentrionali si allinearono insieme dalla parte delle citt\u00e0 calcidesi e di Atene contro la tradizionale nemica Siracusa. A questo proposito \u00e8 interessante osservare che un esemplare della litra n. 1, ora giacente presso il Museo nazionale di Siracusa<a href=\"#_ftn13\" name=\"_ftnref13\">[13]<\/a>, fu rinvenuto proprio a <em>Kamarina <\/em>e quindi ben lontano dalla propria ristretta area cittadina.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-146345 alignleft\" src=\"https:\/\/nuovosoldo.com\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/1-3.jpg\" alt=\"\" width=\"294\" height=\"150\" \/><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Litra n. 1: AR (0,73-0,56 g.). (foto tratta da <em>CoinArchives.com<\/em>)<\/p>\n<p>Diritto: Testa giovanile di Eracle a destra, con spoglia leonina; davanti <strong>\u039b\u039f\u0393\u0393ANAION<\/strong>, retrogrado; bordo di puntini. Rovescio: Testa del dio fluviale Longanos a sinistra, con capelli smossi e con piccolo corno sulla fronte; bordo di puntini.<\/p>\n<p>Davanti alla testa di Eracle si legge l\u2019etnico, in direzione retrograda (che denoterebbe una influenza della cultura sicula), <strong>\u039b\u039f\u0393\u0393ANAION<\/strong>, con una lettera <strong>\u0393 <\/strong>al posto di una <strong>N<\/strong>.<strong> C<\/strong>irca il problema dell\u2019esatto nome della citt\u00e0 si deve rilevare che il nome iscritto sul caduceo gi\u00e0 menzionato all\u2019inizio presenta alcune difformit\u00e0 (in pratica <strong>\u039b\u039fN\u0393ENE <\/strong>al posto di <strong>\u039b\u039f\u0393\u0393ANE<\/strong>). Tuttavia secondo Jenkins questo documento \u00e8 di data anteriore rispetto alle monete e il nome pu\u00f2 essere cambiato in <em>Longane <\/em>(o <em>Loggane<\/em>) analogamente al cambiamento osservato sulle monete di <em>Messana<\/em>, da Messene al dorico Messana, un evento che pu\u00f2 essere fatto risalire circa alla meta del V secolo a.C.<\/p>\n<p>_____________________________<\/p>\n<p>[9] G.K. Jenkins, <em>The coniages of Enna, Galaria, Piakos, Imakara, Kephaloidion and Longane<\/em>, Annali dell\u2019Istituto Italiano di Numismatica, suppl. Al vol. 20, 1975, p. 99-101.<\/p>\n<p>[10] S. Consolo Langher, <em>Contributo alla storia dell\u2019antica moneta bronzea in Sicilia,<\/em> Milano 1964, p. 143.<\/p>\n<p>[11] U. Westmark G.K. Jenkins, <em>The coinage of Kamarina, <\/em>Londra 1980, p. 40-56.<\/p>\n<p>[12] Tucidide III, 86. E\u2019 da notare che questa amicizia fra Kamarina e il mondo siculo sembra essere di antica data: \u00e8 noto che la prima offr\u00ec il suo aiuto contro Siracusa gi\u00e0 nel VI secolo a.C.<\/p>\n<p>[13] Come risulta dalla testimonianza di G. Manganaro, nel dibattito successivo all\u2019intervento di G.K. Jenkins, op. cit., a p. 102. Lo stesso studioso siciliano ha rivelato che un altro esemplare, pure esso nel Museo di Siracusa, proviene da Tusa, (l\u2019antica <em>Alaisa<\/em>) e quindi non lontano da <em>Lontane.<\/em><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-146346 alignleft\" src=\"https:\/\/nuovosoldo.com\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/2-2.jpg\" alt=\"\" width=\"336\" height=\"150\" srcset=\"https:\/\/nuovosoldo.com\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/2-2.jpg 336w, https:\/\/nuovosoldo.com\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/2-2-300x134.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 336px) 100vw, 336px\" \/><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Litra n. 2: AR (0,70-0,53 g.). (foto tratta da <em>CoinArchives.com<\/em>)<\/p>\n<p>Diritto: Testa giovanile di Eracle a destra, con spoglia leonina; davanti <strong>\u039b\u039f\u0393\u0393ANAION<\/strong>, retrogrado; bordo di puntini. Rovescio: Testa del dio fluviale Longanos a destra, con capelli smossi e con piccolo corno sulla fronte; bordo di puntini.<\/p>\n<p>Al rovescio \u00e8 riportata invece una bella testa di dio fluviale, certamente il fiume <em>Longanos<\/em>, volta a sinistra nella litra n. 1 e volta a destra nella litra n. 2. La testa di <em>Longanos <\/em>a sinistra presenta uno stile leggermente pi\u00f9 raffinato e, come gi\u00e0 osservato dal Jenkins (vedi nota 9), ricorda assai da vicino la testa del dio fluviale <em>Gelas<a href=\"#_ftn14\" name=\"_ftnref14\"><strong>[14]<\/strong><\/a><\/em> per il particolare trattamento della capigliatura, coi capelli un poco spettinati e rivolti in alto. La testa di <em>Longanos <\/em>a destra presenta almeno in un conio uno stile un poco pi\u00f9 pesante e la capigliatura \u00e8 diversa rispetto alla precedente litra, sempre con ciocche di capelli cadenti in basso, e risulta ripresa da altre monete in bronzo di <em>Gela<a href=\"#_ftn15\" name=\"_ftnref15\"><strong>[15]<\/strong><\/a><\/em>. Tutte queste monete di <em>Gela <\/em>sono datate dal Jenkins al periodo 420-405 a.C., quasi lo stesso dei tetradrammi di <em>Kamarina <\/em>e che corrisponde al periodo di massimo splendore di <em>Longane<\/em>.<\/p>\n<p>Come gi\u00e0 sottolineato da Jenkins, le due litre risultano tra loro contemporanee per la presenza di un conio del diritto in comune. La loro datazione pi\u00f9 probabile, che il Jenkins si limita a fissare genericamente al \u201clate fifth century BC\u201d, sembra essere quella che va dal 424 al 415, ossia in un periodo in cui le citt\u00e0 sicule godettero di una certa autonomia, che fu loro riconosciuta dal Congresso di <em>Gela <\/em>(424 a.C.) e che fu poi perduta con la seconda invasione ateniese e con il conseguente predominio siracusano. \u00c8 interessante osservare che il Congresso di <em>Gela<\/em>, che pose fine al primo conflitto tra Siracusa e Atene, fu organizzata da <em>Gela <\/em>e da <em>Kamarina<\/em>, ossia dalle due citt\u00e0 le cui monete risultano in parte copiate dalla piccola citt\u00e0 sicula di <em>Longane<\/em>.<\/p>\n<p>Non sembra che <em>Longane <\/em>abbia battuto monete di bronzo. In verit\u00e0 Mirone<a href=\"#_ftn16\" name=\"_ftnref16\">[16]<\/a> riporta due bronzetti del Cabinet des M\u00e9dailles di Parigi aventi al diritto una maschera barbuta di attore a destra e al rovescio una cornucopia, con ai lati le lettere <strong>\u039b\u039f<\/strong> e <strong>\u0393, <\/strong>lette dal Mirone come le iniziali dell\u2019etnico. Il loro stile e la loro tecnica di produzione ci fanno risalire al periodo romano. Inoltre non \u00e8 finora pervenuta alcuna notizia circa il loro ritrovamento in Sicilia.<\/p>\n<p>Giacomo Gugliandolo<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>_________________________________________________<\/p>\n<p>[14] G.K. Jenkins, <em>The coinage of Gela<\/em>, Berlino 1970, ai nn. 499 e 501.<\/p>\n<p>[15] G.K. Jenkins, op. cit.., nn. 521-529.<\/p>\n<p>[16] S. Mirone, opere gi\u00e0 citate nella nota 7: i due esemplari furono gi\u00e0 descritti dal Mionnet ai nn. 253 e 254. A questi bronzetti si deve ora aggiungere l\u2019esemplare SNG M\u00fcnchen, vol. 5, n. 605. I pesi dei tre esemplari noti sono 4,20 \u2013 3,48 \u2013 2,82 g. con le caratteristiche ampie oscillazioni che si osservano nel periodo romano.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref1\" name=\"_ftn1\">[1]<\/a> H. B. Walters, <em>Catalogue of Bronzes in the Greek and Roman Department of British Museum<\/em>, 1899, p. 48 n. 319.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref2\" name=\"_ftn2\">[2]<\/a> I. Polibio, 9, 7 e Diodoro XXII, 13, 2<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref3\" name=\"_ftn3\">[3]<\/a> A. Holm, <em>Storia della Sicilia antica<\/em>, Torino 1901, I, p. 537. La sua opinione \u00e8 condivisa e riportata integralmente da G.E. Rizzo, <em>Monete Greche della Sicilia, <\/em>Roma 1946, p. 64.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref4\" name=\"_ftn4\">[4]<\/a> T. Fazello, De rebus Siculis<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref5\" name=\"_ftn5\">[5]<\/a> D. Ryolo di Maria, <em>Il Longano e la sua battaglia<\/em>, Archivio Storico Siciliano, 1950. Egli ipotizza che Gerone II avesse abbandonato <em>Mylai<\/em>, poi ricaduta nelle mani dei Mamertini, tanto pi\u00f9 che fra l\u2019azione contro <em>Mylai <\/em>e la battaglia del <em>Longanos <\/em>\u00e8 intercorso un certo intervallo di tempo, forse anche di anni. Egli non solo identific\u00f2 il fiume <em>Longanos <\/em>ma anche il luogo esatto della battaglia, localizzato nell\u2019attuale contrada Sulleria, e il monte Thorax, dietro cui Gerone II aveva nascosto la sua cavalleria prima dell\u2019attacco finale, con l\u2019attuale monte Marro.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref6\" name=\"_ftn6\">[6]<\/a> L. Bernab\u00f2 Brea, <em>Sulla citt\u00e0 di Lontane<\/em>, Archivio Storico Siciliano, 1950. Una buona sintesi del problema topografico della citt\u00e0 di Lontane pu\u00f2 essere letta su un altro articolo dello stesso autore, <em>Che cosa conosciamo dei centri indigeni della Sicilia che hanno coniato monete prima dell\u2019et\u00e0 di Timoleonte, <\/em>Atti dell\u2019Istituto Italiano di Numismatica, suppl. al vol. 20, 1975, p. 6-9.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref7\" name=\"_ftn7\">[7]<\/a> S. Mirone, <em>Le monete di L\u00f2ngane o L\u00f2ngone, <\/em>Rivista Italiana di Numismatica, 1916, p. 450-460 e, ancora dello stesso autore<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref8\" name=\"_ftn8\">[8]<\/a> Filisto fr. 38 (riportato da Stefano Bizantino sub vocem \u039bo\u03b3\u03b3\u03c9\u03bd\u03b7 e Diodoro XXIV, 6 (che scrive \u039bo\u03b3\u03b3\u03c9\u03bd).<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref9\" name=\"_ftn9\">[9]<\/a> G.K. Jenkins, <em>The coniages of Enna, Galaria, Piakos, Imakara, Kephaloidion and Longane<\/em>, Annali dell\u2019Istituto Italiano di Numismatica, suppl. Al vol. 20, 1975, p. 99-101.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref10\" name=\"_ftn10\">[10]<\/a> S. Consolo Langher, <em>Contributo alla storia dell\u2019antica moneta bronzea in Sicilia,<\/em> Milano 1964, p. 143.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref11\" name=\"_ftn11\">[11]<\/a> U. Westmark G.K. Jenkins, <em>The coinage of Kamarina, <\/em>Londra 1980, p. 40-56.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref12\" name=\"_ftn12\">[12]<\/a> Tucidide III, 86. E\u2019 da notare che questa amicizia fra Kamarina e il mondo siculo sembra essere di antica data: \u00e8 noto che la prima offr\u00ec il suo aiuto contro Siracusa gi\u00e0 nel VI secolo a.C.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref13\" name=\"_ftn13\">[13]<\/a> Come risulta dalla testimonianza di G. Manganaro, nel dibattito successivo all\u2019intervento di G.K. Jenkins, op. cit., a p. 102. Lo stesso studioso siciliano ha rivelato che un altro esemplare, pure esso nel Museo di Siracusa, proviene da Tusa, (l\u2019antica <em>Alaisa<\/em>) e quindi non lontano da <em>Lontane.<\/em><\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref14\" name=\"_ftn14\">[14]<\/a> G.K. Jenkins, <em>The coinage of Gela<\/em>, Berlino 1970, ai nn. 499 e 501.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref15\" name=\"_ftn15\">[15]<\/a> G.K. Jenkins, op. cit.., nn. 521-529.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref16\" name=\"_ftn16\">[16]<\/a> S. Mirone, opere gi\u00e0 citate nella nota 7: i due esemplari furono gi\u00e0 descritti dal Mionnet ai nn. 253 e 254. A questi bronzetti si deve ora aggiungere l\u2019esemplare SNG M\u00fcnchen, vol. 5, n. 605. I pesi dei tre esemplari noti sono 4,20 \u2013 3,48 \u2013 2,82 g. con le caratteristiche ampie oscillazioni che si osservano nel periodo romano.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La citt\u00e0 sicula di Longane non \u00e8 menzionata da alcuna fonte storica. La sua esistenza \u00e8 attestata solo dalle rare monetine d\u2019argento e da un caduceo di bronzo, ora conservato al British Museum <a href=\"https:\/\/nuovosoldo.com\/index.php\/2021\/11\/21\/le-emissioni-monetali-di-longane-2\/\" class=\"more-link\">&#8230;<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":6,"featured_media":146346,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":""},"categories":[1],"tags":[],"categoria_articolo":[8084],"tag_articolo":[8089,8090],"collezione":[],"class_list":["post-146343","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-senza-categoria","categoria_articolo-arte-e-cultura","tag_articolo-archeologia","tag_articolo-arte"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/nuovosoldo.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/146343","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/nuovosoldo.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/nuovosoldo.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/nuovosoldo.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/6"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/nuovosoldo.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=146343"}],"version-history":[{"count":4,"href":"https:\/\/nuovosoldo.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/146343\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":146460,"href":"https:\/\/nuovosoldo.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/146343\/revisions\/146460"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/nuovosoldo.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media\/146346"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/nuovosoldo.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=146343"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/nuovosoldo.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=146343"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/nuovosoldo.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=146343"},{"taxonomy":"categoria_articolo","embeddable":true,"href":"https:\/\/nuovosoldo.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categoria_articolo?post=146343"},{"taxonomy":"tag_articolo","embeddable":true,"href":"https:\/\/nuovosoldo.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tag_articolo?post=146343"},{"taxonomy":"collezione","embeddable":true,"href":"https:\/\/nuovosoldo.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/collezione?post=146343"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}