{"id":148723,"date":"2022-01-01T21:13:26","date_gmt":"2022-01-01T20:13:26","guid":{"rendered":"https:\/\/nuovosoldo.com\/?p=148723"},"modified":"2022-01-01T21:13:26","modified_gmt":"2022-01-01T20:13:26","slug":"amos-luzzatto-1928-2020","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/nuovosoldo.com\/index.php\/2022\/01\/01\/amos-luzzatto-1928-2020\/","title":{"rendered":"Amos Luzzatto (1928-2020)"},"content":{"rendered":"<div class=\"article-presentation__contributors\"><span class=\"of\">di<\/span> <a class=\"author\" title=\"Vedi gli altri articoli di Bruno Segre\" href=\"https:\/\/www.rivistailmulino.it\/isni\/20632\">Bruno Segre<\/a> &#8211;<\/div>\n<div>\n<p>In Italia i rabbini scrivono spesso articoli in cui denunziano le condizioni critiche delle comunit\u00e0 ebraiche. L\u2019andamento demografico dell\u2019ebraismo italiano \u2013 lamentano quei testi \u2013 \u00e8 inquietante, caratterizzato dal rovinoso calo del numero degli iscritti e dalla scomparsa, a quanto pare irreversibile, di varie comunit\u00e0 minori. Con questo trend, affermano i rabbini, nel giro di pochi anni saranno progressivamente ridotte all\u2019osso anche le due comunit\u00e0 maggiori, Roma e Milano. A tali denunce si accompagnano vigorose filippiche che rivelano, negli scriventi, una patetica nostalgia per \u00abil mondo di ieri\u00bb. Vi si prendono di mira, in particolare, i matrimoni misti, sempre pi\u00f9 numerosi, la scarsa osservanza delle <i>mitzwot<\/i> e la generale tendenza di molti ebrei ad assimilarsi agli usi e ai costumi dei <i>goyim<\/i>. Il declino delle comunit\u00e0 italiane viene generalmente letto dai nostri rabbini nel segno di un deprimente pessimismo conservatore.<\/p>\n<p>Rileggo gli scritti di Amos Luzzatto a distanza di un anno dalla scomparsa. E il suo pensiero, se lo paragono a quello attuale dei rabbini, mi appare decisamente pi\u00f9 moderno, pi\u00f9 equilibrato, pi\u00f9 calato nel mondo e nei suoi problemi, e pi\u00f9 aperto a orizzonti di speranza nel futuro. In un saggio pubblicato nel 2003, intitolato <i>Il posto degli ebrei<\/i> e dedicato fra l\u2019altro a individuare le possibili vie che la costruzione della nuova Europa aveva allora dinanzi a s\u00e9, Luzzatto scriveva:<\/p>\n<p class=\"corpominore\">\u00abL\u2019Europa deve essere aperta e inclusiva delle culture e delle confessioni di minoranza, nella consapevolezza che queste ultime presentano una costante crescita per numero e per importanza \u2026 Se l\u2019Europa deve aspirare a essere un fenomeno nuovo che nasce all\u2019insegna del superamento di un passato di sopraffazioni, di lacrime e di sangue, allora deve essere soprattutto la patria <i>di tutti coloro che la abitano<\/i> e che intendono abitarla, portandovi una sintesi tra culture, religioni, lingue e costumi di vita diversi, all\u2019insegna del rispetto reciproco\u00bb.<\/p>\n<p>Nato in una famiglia di antica tradizione ebraica, cacciato a dieci anni dalle scuole italiane in seguito alle leggi fasciste sulla \u00abdifesa della razza\u00bb, costretto nel 1939 a emigrare nella Palestina mandataria con la madre e i nonni Lattes, rientrato in Italia dopo la fine della guerra, iscritto al Partito comunista dal 1946, impegnato per pi\u00f9 di quarant\u2019anni quale chirurgo in svariati ospedali, eletto presidente dell\u2019Unione della Comunit\u00e0 ebraiche italiane per due mandati, dal 1998 all\u2019inizio del 2006 \u2013 cio\u00e8 in un periodo di impervia transizione, con la nuova destra postfascista al potere a Palazzo Chigi e un quadro politico nazionale e internazionale gravido di rischi \u2013, Amos Luzzatto fu l\u2019autorevole dirigente ebreo che nel 2003 si assunse la responsabilit\u00e0 di scortare il postfascista Gianfranco Fini nella sua storica visita allo Yad Vashem di Gerusalemme.<\/p>\n<p>Nel 2008 la rivista di vita e cultura ebraica \u00abKeshet\u00bb, che dirigevo, celebr\u00f2 l\u2019ottantesimo compleanno di Amos dedicandogli un corposo <i>Festschrift<\/i>. Nelle pagine di apertura, quel fascicolo conteneva una calorosa lettera intitolata \u00abAmos visto da vicino\u00bb, nella quale Alisa, Gadi e Michele, i tre figlioli di Amos e Laura, scrivevano fra l\u2019altro:<\/p>\n<p class=\"corpominore\">\u00abAnche quando eravamo bambini Amos non \u00e8 mai stato un uomo &#8220;privato&#8221;, chiuso nell\u2019orizzonte della famiglia e della sua vita [\u2026] Amos si \u00e8 sempre occupato attivamente di politica, ha fatto il chirurgo, non come un mestiere ma come un\u2019avventura intellettuale e umana, ha continuato a studiare l\u2019ebraismo anche in periodi in cui non era proprio di moda e poteva essere scomodo farlo in certi ambienti. Nel frattempo scriveva racconti, per bambini e per grandi, studiava matematica [\u2026] Come filo rosso, costante su tutto, Amos ha sempre tenuto la cultura al primo posto\u00bb.<\/p>\n<p>In coincidenza con l\u2019ottantesimo compleanno, Amos stesso diede alle stampe nel 2008 l\u2019autobiografia <i>Conta e racconta<\/i> (un titolo che si rif\u00e0 a un versetto del libro di Daniele, \u00abfai il tuo bilancio e parlane\u00bb), con il significativo sottotitolo <i>Memorie di un ebreo di sinistra<\/i>. Pubblicata a tre anni di distanza dalle dimissioni dalla presidenza dell\u2019Ucei, quest\u2019opera ha il grande pregio di restituirci un ampio quadro delle riflessioni che Luzzatto stesso ebbe a fare circa il proprio impegno nella vita pubblica italiana e nell\u2019ambito della cultura degli ebrei.<\/p>\n<p class=\"corpominore\">\u00abMi dichiaro di sinistra\u00bb, spiegava Amos, \u00abe sostengo che si debba promuovere una cultura di sinistra, non certo un\u2019ideologia. E mi dichiaro al tempo stesso ebreo; certo, non un ebreo ortodosso, ma uno che \u00e8 cresciuto immerso nello studio della cultura ebraica. E mi dichiaro al tempo stesso europeo. Perch\u00e9 l\u2019Europa ha avuto la filosofia, il teatro, l\u2019arte, la matematica e la scienza. E voglio e devo capire perch\u00e9 ha avuto anche le Crociate, l\u2019Inquisizione, i roghi, la tratta degli schiavi dall\u2019Africa, il nazismo\u00bb.<\/p>\n<p>Per quanto concerne l\u2019impegno in ambito ebraico, Luzzatto dichiarava di averlo perseguito essendo influenzato da pi\u00f9 fattori indipendenti fra loro, ma in particolare dall\u2019esigenza di comprendere meglio la sua stessa esperienza palestinese, quell\u2019ebraismo che vi si era formato \u00abcon quel carattere non ortodosso, non sefardita, laico [\u2026] Intensificare i rapporti con Israele \u2013 chiariva Amos in <i>Conta e racconta<\/i> \u2013 significava e significa necessariamente entrare nell\u2019ottica del <i>pluralismo <\/i>che non respinge neppure un ebraismo cosiddetto <i>laico<\/i>\u00bb.<\/p>\n<p>Amos fu membro del Consiglio dell\u2019Unione delle Comunit\u00e0 ebraiche per ben diciannove anni, dal 1986 al 2006, ivi compreso il periodo in cui ne fu il presidente. Sosteneva di avere fatto, in tale veste, il suo lavoro \u00absenza cercare di imporre una linea di parte, consapevole di rappresentare la totalit\u00e0 dell\u2019ebraismo italiano\u00bb. Cos\u00ec, quando assunse la presidenza succedendo a Tullia Zevi, volle definirne il carattere presentando una sua breve linea programmatica, articolata con equilibrio lungo tre assi che, in senso lato, si potevano ben qualificare come \u00abpolitici\u00bb.<\/p>\n<p>Vi si affermava in primo luogo la necessit\u00e0 di una presenza <i>pubblica<\/i> dell\u2019ebraismo in Italia, nella nostra societ\u00e0 civile, \u00abper sostenere le ragioni di uno Stato laico, equanime nei confronti di <i>tutte<\/i> le sue minoranze, religiose, linguistiche, di recente immigrazione; nessuna identificazione con precisi schieramenti politici ma apertura al confronto con tutti, con l\u2019unica pregiudiziale del nostro antifascismo\u00bb. In secondo luogo vi si sosteneva l\u2019importanza di promuovere la cultura e la conoscenza della lingua ebraica, unitamente a un intenso rapporto con lo Stato d\u2019Israele. E, in terzo luogo, vi si sottolineava la necessit\u00e0 di potenziare \u00abil dialogo interreligioso, affrontando con civile dignit\u00e0 una serie di problemi ancora insoluti, malgrado l\u2019indiscutibile innovazione portata dal Concilio Vaticano II, e parlando con il mondo musulmano dove le riserve politiche condizionano troppo spesso le relazioni religiose\u00bb.<\/p>\n<p>Nel frattempo Luzzatto non mancava di prendere parte di persona a iniziative di dialogo, soprattutto a quelle dette \u00abinterconfessionali\u00bb quali il Sae, l\u2019Amicizia ebraico-cristiana, il Colloquio cristiano-ebraico di Camaldoli; e poi alle iniziative della Comunit\u00e0 di Sant\u2019Egidio nonch\u00e9 a iniziative squisitamente culturali quali quelle promosse da \u00abBiblia\u00bb.<\/p>\n<p>In una lettera scritta nel 2001 al pastore luterano J\u00fcrg Kleeman, Amos affermava:<\/p>\n<p class=\"corpominore\">\u00abDobbiamo guardarci dall\u2019errore di personificare, per cos\u00ec dire, le nostre religioni facendole diventare i &#8220;soggetti&#8221; del dialogo. I soggetti rimangono sempre, con tutti i loro limiti, le donne e gli uomini che si riconoscono in queste religioni\u2026 le &#8220;persone&#8221; in dialogo hanno bisogno di parlarsi per confessarsi reciprocamente i propri dubbi, i propri dilemmi, le contraddizioni che non sanno risolvere. Se lo fanno con sincerit\u00e0, essi diventano amici e alla fine cercano la strada per aiutarsi l\u2019uno con l\u2019altro [\u2026] si domanderanno assieme perch\u00e9 c\u2019\u00e8 ancora tanta malvagit\u00e0 a questo mondo, perch\u00e9 ci si uccide, perch\u00e9 tanti cercano rifugio nella droga [\u2026]\u00a0 perch\u00e9 si glorificano ancora le divise militarti e le battaglie [\u2026]\u00a0 Pensiamo a Giobbe. Egli aveva tanti dubbi. I suoi amici non ne avevano affatto. Egli cercava il dialogo, i tre amici gli rispondevano con monologhi [\u2026]\u00a0 Ma alla fine del libro, Dio apprezza la sincerit\u00e0 di Giobbe\u00bb.<\/p>\n<p>A proposito del contributo offerto da Luzzatto alle sessioni estive del Sae, il compianto Gioachino Pistone rilevava:<\/p>\n<p class=\"corpominore\">\u00abAmos \u00e8 stato non solo un grande <i>hakham<\/i> (in ebraico: &#8220;sapiente, saggio&#8221;) ma anche un grande <i>mor\u00e8<\/i> (in ebraico: &#8220;maestro&#8221;), senza rinunciare mai alla profondit\u00e0 del messaggio. Con le sue conferenze, con le sue meditazioni, con la partecipazione ai gruppi di lavoro, con i suoi interventi di cui \u00e8 difficile dimenticare l\u2019acutezza e la ricchezza, unite alla chiarezza cristallina, Amos non solo ha trasmesso alle generazioni di cristiani che si sono succedute al Sae dei contenuti di conoscenza fondamentali ma \u2013 cosa che credo ancora pi\u00f9 importante \u2013 ha insegnato loro a guardare e a rapportarsi in modo diverso al popolo d\u2019Israele e a tutto ci\u00f2 che lo rappresenta e lo definisce\u00bb.<\/p>\n<p>Nei primi anni di Luzzatto alla presidenza dell\u2019Ucei, si tenne a Roma il primo gay pride italiano: un evento nel corso del quale vi furono pressioni perch\u00e9 il corteo non si avvicinasse troppo alle mura vaticane. In quella circostanza Amos \u2013 incurante di chi gli ricordava che l\u2019omosessualit\u00e0 \u00e8 condannata dalla Tor\u00e0 \u2013 insistette perch\u00e9 l\u2019Ucei sostenesse senza mezzi termini i diritti degli omosessuali: minoranza irrisa, emarginata, assassinata anch\u2019essa ad Auschwitz (\u00abnoi con il triangolo giallo, voi con il triangolo rosa\u00bb). Secondo Luzzatto, il diritto a manifestare pacificamente, quando e dove avessero voluto, nel rispetto della Legge e all\u2019interno del territorio gestito dalle autorit\u00e0 italiane, doveva essere sostenuto quale diritto irrinunciabile per i gay, come pure per altre minoranze quale sarebbe potuta essere quella ebraica, per ribadire la stessa laicit\u00e0 dello Stato come valore comune.<\/p>\n<p>Un capitolo di <i>Conta e racconta<\/i> (intitolato <i>La politica degli ebrei, gli ebrei nella politica<\/i>) illustra in modo argomentato il senso che Luzzatto intendeva dare al suo impegnarsi di persona, in quanto ebreo, nella vita pubblica italiana. \u00abHo spesso detto \u2013 scriveva Amos \u2013 che <i>anche se gli ebrei non vanno dalla politica, \u00e8 la politica che va dagli ebrei<\/i> (e non solo dagli ebrei) [\u2026] L\u2019errore \u2013 proseguiva \u2013 non \u00e8 quello di \u201cfare politica&#8221;, semmai \u00e8 quello di far coincidere le istituzioni ebraiche con un <i>preciso schieramento<\/i> <i>politico<\/i> che venga proclamato &#8220;il miglior amico degli ebrei\u201d, generalmente sulla base di un\u2019autentica autocertificazione\u00bb. Richiamati, poi, alcuni temi politici che a suo parere sono\u00a0 di spiccato interesse ebraico, e precisamente: la laicit\u00e0 dello Stato, la democrazia, i diritti delle minoranze, il ripudio della violenza, la promozione della cultura, Amos rilevava che \u00abistituzioni rappresentative pubbliche, come le nostre Comunit\u00e0 o la loro Unione, che si proclamano pluraliste (e anche\u00a0<i>unitarie<\/i>, che non significa la stessa cosa di <i>maggioritarie<\/i>), dovrebbero essere rappresentate con modalit\u00e0, forme e contenuti largamente condivisi, sempre nel rispetto dei principi qui enunciati\u00bb. E infine, ricorrendo a parole profondamente meditate, che sottintendevano sofferti interrogativi, Amos dichiarava: \u00abho cercato di farlo con tutte le mie forze. Pu\u00f2 darsi che non sempre ci sia riuscito, ma ho impegnato in questo sforzo tutta la mia attivit\u00e0 in sette anni di presidenza, contro coloro che cercavano in tutti i modi di spingermi ad abbracciare posizioni di parte\u00bb.<\/p>\n<p>Nel ricordare qui con voi la vicenda di Amos Luzzatto alla testa della massima istituzione ebraica italiana, temo di non poter confermare che egli sia riuscito, al di l\u00e0 delle sue migliori intenzioni, a trasformare l\u2019Ucei in uno strumento capace di guidare il piccolo rissoso mondo degli ebrei italiani verso quei valori che egli riteneva dovessero stare al centro dell\u2019azione e degli interessi del nostro ebraismo. Sugli ultimi burrascosi mesi della sua presidenza, dal settembre 2005 al febbraio 2006, e sulle circostanze che lo indussero a dimettersi, sarebbe inutile cercare in <i>Conta e racconta<\/i> qualche cenno chiarificatore.<\/p>\n<p>Per comprendere il dramma che Luzzatto visse in quel periodo, occorre tenere conto del fatto che la sua cultura politica era quella di un uomo formatosi negli anni dell\u2019immediato dopoguerra, nella temperie culturale dettata da quella \u00e9lite che fece nascere e crescere l\u2019Italia repubblicana, contribuendo a dotarla di una Carta costituzionale per molti versi splendida e muovendosi all\u2019interno del cosiddetto \u00abparadigma antifascista e resistenziale\u00bb. Durante la Resistenza e negli anni del dopoguerra, molti furono nel nostro Paese gli ebrei che tennero fede alla solidariet\u00e0 antifascista militando nei vari partiti, in particolare in quelli della sinistra e in quelli laici che, assieme alla Democrazia cristiana, facevano allora parte dell\u2019arco costituzionale.<\/p>\n<p><span class=\"cke-highlight-glossa\">Durante la Resistenza e negli anni del dopoguerra, molti furono nel nostro Paese gli ebrei che tennero fede alla solidariet\u00e0 antifascista militando nei vari partiti, in particolare in quelli della sinistra e in quelli laici<\/span><\/p>\n<p>Ma con il collasso e la scomparsa dell\u2019Unione Sovietica, nel 1989, con la fine della Guerra fredda e la conseguente crisi della Prima Repubblica, vennero emergendo in un ruolo protagonista nuove formazioni politiche, quali la Lega e Forza Italia, estranee alla vicenda storica dell\u2019antifascismo o addirittura, come nel caso di Alleanza nazionale, affondanti le radici nelle vicende storiche e nei valori dello stesso regime fascista. Fin dal loro sorgere, queste nuove forze dimostrarono d\u2019avere inteso chiaramente quanto la storia e la memoria possano essere formidabili strumenti di lotta politica e ideale. Perci\u00f2, sfruttando anche con maestria il circuito tra media e politica, avviarono una spregiudicata e martellante \u00abguerra della memoria\u00bb, tesa a operare un profondo spostamento del clima civile, culturale e politico del Paese, e a spianare la strada al post-fascismo con la diffusione presso la pubblica opinione di un giudizio edulcorato e assolutorio dell\u2019avventura fascista, e mediante la contestuale messa sotto accusa della Resistenza, considerata colpevole di troppi eccessi e soprattutto d\u2019avere legittimato i comunisti. \u00abL\u2019antifascismo \u00e8 un mito incapacitante\u00bb della storia italiana, ebbe a dichiarare in quel periodo il berlusconiano Marcello Pera quand\u2019era presidente del Senato. Vi fu persino uno storico di vaglia, come Renzo De Felice che, dedicando l\u2019ultimo periodo della sua vita a una tenace battaglia per superare il paradigma antifascista, propose un\u2019implicita riabilitazione di Mussolini affermando, fra l\u2019altro, che il suo regime rimase \u00abal di fuori del cono d\u2019ombra dell\u2019Olocausto\u00bb e \u00abcome non fu razzista, non fu nemmeno antisemita\u00bb.<\/p>\n<p>L\u2019eredit\u00e0 che vari anni di guerra della memoria lasciarono dietro di s\u00e9 in Italia consistette in un profondo cambiamento dello spirito pubblico, frutto di una vera e propria \u00abfrattura delle memorie\u00bb e di una diffusa amnesia collettiva: fenomeni che \u2013 agevolati dalla progressiva scomparsa dei sopravvissuti e dei testimoni della persecuzione nazifascista \u2013 investirono anche il piccolo mondo degli ebrei, in nulla diversi da tutti gli altri italiani.<\/p>\n<p><span class=\"cke-highlight-glossa\">L\u2019eredit\u00e0 che vari anni di guerra della memoria lasciarono dietro di s\u00e9 in Italia consistette in un profondo cambiamento dello spirito pubblico, frutto di una vera e propria &#8220;frattura delle memorie&#8221;\u00a0e di una diffusa amnesia collettiva<\/span><\/p>\n<p>Cos\u00ec la galassia politica delle destre, con la quale Amos Luzzatto si dovette confrontare nella veste di presidente dell\u2019Ucei, destin\u00f2 all\u2019oblio il paradigma antifascista sostituendolo con due altri paradigmi, quello anticomunista e quello antislamico: paradigmi che, assunti quali stelle polari anche dall\u2019establishment di destra che da vari decenni andava governando lo Stato d\u2019Israele, non per caso risultarono andare a genio alla maggioranza degli ebrei italiani, in particolare agli ebrei che egemonizzano la Comunit\u00e0 di Roma.<\/p>\n<p>Fu dunque un ruolo ufficiale improbo, particolarmente ostico, quello che Amos, \u00abebreo di sinistra\u00bb, si trov\u00f2 a svolgere nell\u2019Italia politica di quegli anni, esponendosi ad attacchi colmi di veleno provenienti da ogni parte, ma in particolare dall\u2019interno della stessa comunit\u00e0 ebraica, attestata ormai in larga maggioranza su posizioni di destra.<\/p>\n<p>Fedele alla sua cultura politica, Luzzatto si sforz\u00f2 con lucido impegno di porre al centro dell\u2019azione e degli interessi della massima istituzione del nostro ebraismo temi quali la laicit\u00e0 dello Stato, la democrazia, i diritti delle minoranze, il ripudio della violenza, la promozione della cultura. Ma il momento storico non era pi\u00f9 tale da consentire che un simile impegno potesse svilupparsi con successo.<\/p>\n<p>Mi accade ora dunque, come rammentavo all\u2019inizio, di ritrovarmi al cospetto del cupo, chiuso pessimismo con il quale i rabbini assistono, apparentemente impotenti, al progressivo declino del nostro piccolo mondo. E tuttavia, il fare qui con voi memoria dell\u2019alta figura e della lezione mirabile di Amos Luzzatto, mi induce a credere che sapremo reagire all\u2019amnesia collettiva e al mediocre provincialismo autoreferenziale che da qualche decennio ci stanno ottundendo, e che riusciremo prima o poi a recuperare con orgoglio quella variegata creativit\u00e0 culturale che il mondo ebraico ha saputo, anche in Italia, storicamente produrre.<\/p>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Bruno Segre &#8211; In Italia i rabbini scrivono spesso articoli in cui denunziano le condizioni critiche delle comunit\u00e0 ebraiche. L\u2019andamento demografico dell\u2019ebraismo italiano \u2013 lamentano quei testi \u2013 \u00e8 inquietante, caratterizzato dal <a href=\"https:\/\/nuovosoldo.com\/index.php\/2022\/01\/01\/amos-luzzatto-1928-2020\/\" class=\"more-link\">&#8230;<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":6,"featured_media":148724,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":""},"categories":[1],"tags":[],"categoria_articolo":[],"tag_articolo":[8105],"collezione":[],"class_list":["post-148723","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-senza-categoria","tag_articolo-opinioni"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/nuovosoldo.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/148723","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/nuovosoldo.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/nuovosoldo.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/nuovosoldo.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/6"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/nuovosoldo.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=148723"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/nuovosoldo.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/148723\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":148725,"href":"https:\/\/nuovosoldo.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/148723\/revisions\/148725"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/nuovosoldo.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media\/148724"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/nuovosoldo.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=148723"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/nuovosoldo.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=148723"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/nuovosoldo.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=148723"},{"taxonomy":"categoria_articolo","embeddable":true,"href":"https:\/\/nuovosoldo.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categoria_articolo?post=148723"},{"taxonomy":"tag_articolo","embeddable":true,"href":"https:\/\/nuovosoldo.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tag_articolo?post=148723"},{"taxonomy":"collezione","embeddable":true,"href":"https:\/\/nuovosoldo.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/collezione?post=148723"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}