{"id":150252,"date":"2022-01-29T21:26:11","date_gmt":"2022-01-29T20:26:11","guid":{"rendered":"https:\/\/nuovosoldo.com\/?p=150252"},"modified":"2022-01-29T21:26:11","modified_gmt":"2022-01-29T20:26:11","slug":"un-concerto-di-cigni-starnazzanti-e-neri","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/nuovosoldo.com\/index.php\/2022\/01\/29\/un-concerto-di-cigni-starnazzanti-e-neri\/","title":{"rendered":"Un concerto di cigni starnazzanti e neri"},"content":{"rendered":"<p>di Franco Berardi Bifo &#8211;<\/p>\n<p class=\"has-drop-cap\">Stento a crederci. Forse c\u2019\u00e8 qualcosa che non funziona pi\u00f9 bene nella mia testa: quel che accade non riesco a spiegarmelo. In Italia non se ne parla neanche, siamo impegnati a eleggere l\u2019uomo della Goldmann Sachs oppure un altro chissenefrega. Ma <strong>quello che sta accadendo alla frontiera orientale del continente \u00e8 la situazione pi\u00f9 prossima alla guerra atomica che io abbia visto in vita mia<\/strong>. Avevo undici anni ai tempi della crisi dei missili per Cuba, e ricordo che non si parlava d\u2019altro. Oggi nessuno parla pi\u00f9 con nessuno, zitti e Mosca. A proposito, ricapitoliamo i fatti.<\/p>\n<p>Quando Biden parl\u00f2 alla nazione in agosto, quando disse \u201c<em>war in Afghanistan is over<\/em>\u201d mentre i suoi collaboratori afghani si accalcavano all\u2019aeroporto, rincorrevano gli aerei in partenza, si attaccavano alle ali e cadevano gi\u00f9 da mille metri di altezza, pensai: quest\u2019uomo \u00e8 finito, ma il problema \u00e8 che gli Stati Uniti d\u2019America saranno ora costretti a fare i conti con se stessi. <strong>Dopo due catastrofiche guerre concluse in modo ignominioso, con l\u2019Iraq trasformato in terreno di guerra perenne, consegnato in parte all\u2019arcinemico iraniano, e l\u2019Afghanistan restituito ai talebani, pensavo che il ceto dirigente americano avrebbe preso per lo meno una pausa di riflessione<\/strong>.<\/p>\n<p>Per qualche ragione che fatico a capire, Biden ha invece pensato che, perdute due guerre regionali contro nemici militarmente primitivi, il solo modo per ristabilire l\u2019onore dell\u2019America e per recuperare l\u2019appoggio del suo popolo che si prepara a nuove elezioni, era lanciare una guerra contro un regime granitico nel suo nazionalismo, e dotato di un arsenale atomico che pu\u00f2 annientare il genere umano.<\/p>\n<p>Mentre Lavrov chiede che la NATO ritiri i suoi contingenti dai paesi che confinano con la Russia (come Reagan aveva promesso a Gorbaciov in un tempo che ora appare assai lontano), mandare ottomila uomini nel Baltico e novanta tonnellate di armi in Ucraina equivale a costringere Putin alla guerra.<\/p>\n<p><strong>Putin sa che se perde la faccia il suo potere si sgretola<\/strong>, e pu\u00f2 contare sulla tradizione russa di unit\u00e0 sacra fino all\u2019ultimo uomo quando un nemico attenta alla Santa Madre Russia. Non occorre ricordare i precedenti storici, basta leggere Tolstoj e Dostoevskij. E anche Solgenitsin, e pi\u00f9 di tutti Vasily Grossman. Se \u00e8 vero, come dicono osservatori colti come Enrico Franceschini, che Putin nasconde il cuore di uno Stavrogin, allora siamo fritti.<\/p>\n<p>Biden a questo punto non pu\u00f2 tornare indietro, e il gruppo dirigente americano si trova con ogni evidenza in una condizione psicopatica di panico.<\/p>\n<p><strong>Quando il virus si impadron\u00ec dell\u2019attenzione generale, qualcuno disse che si trattava di un cigno nero<\/strong>, nel senso che Taleb illustra nel suo libro <a href=\"https:\/\/www.ilsaggiatore.com\/libro\/il-cigno-nero-3\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><em>The Black Swan<\/em><\/a>: <strong>un evento rarissimo e imprevedibile che cambia improvvisamente l\u2019ordine delle cose<\/strong>. Quel che Taleb non aveva previsto \u00e8 che il cigno nero non \u00e8 solo, cos\u00ec quando Covid-19 cominci\u00f2 a starnazzare nel lago, molti altri cigni neri si risvegliarono e tutti cominciarono a starnazzare insieme in un concerto cacofonico. Certo, lo so che i cigni non starnazzano ma sibilano, ma insomma ci siamo capiti: <strong>gli eventi catastrofici si moltiplicano imprevedibilmente e l\u2019angoscia si gonfia come un\u2019onda che sommerge la terra<\/strong>.<\/p>\n<p><strong>Il ceto finanziario \u00e8 la sola frazione del mondo che non soffre, anzi moltiplica le ricchezze private<\/strong>. E questo<strong> \u00e8 il cigno pi\u00f9 nero di tutti<\/strong>, perch\u00e9 la buona salute dell\u2019economia finanziaria \u00e8 sempre pi\u00f9 apertamente lo specchio rovesciato delle disgrazie umane.<\/p>\n<p>Nel concerto nero il Nazismo riemerge come attore dominante della storia del mondo: nazionalismo, identitarismo etnico-religioso, guerra di sterminio sono le forme in cui si riconoscono sia i popoli del Nord che traggono la loro prosperit\u00e0 dallo sfruttamento coloniale, sia i popoli del Sud che solo con il fascismo pensano di potersi emancipare dalle conseguenze di quello sfruttamento. Perfino Israele, che pure coltiva la memoria delle vittime di Hitler, si \u00e8 modellata culturalmente sul modello hitleriano, fino a sancire, con la deliberazione costituzionale del 2018, il carattere razziale e razzista dell\u2019identit\u00e0 statuale sionista.\u00a0La novit\u00e0 \u00e8 che il Nazismo del XXI secolo ha la bomba atomica, anzi migliaia e migliaia di bombe atomiche disseminate in ogni luogo del pianeta. E questo cigno nero si sta risvegliando alla frontiera orientale d\u2019Europa, come nell\u2019Estremo Oriente intorno all\u2019isola di Taiwan, come nel Medio Oriente dove Iran e Israele si avvicinano alla resa dei conti.<\/p>\n<p>Cerchiamo di ricapitolare la faccenda partendo da lontano: la notte di <strong>Natale del 1991<\/strong>.<\/p>\n<p class=\"has-luminous-vivid-orange-color has-white-background-color has-text-color has-background\"><strong>Il trasloco<\/strong><\/p>\n<p><strong>Quella notte di Natale il terzo canale della RAI trasmise l\u2019ultimo discorso di Gorbachov, quello con cui dichiarava la fine dell\u2019Unione Sovietica. Non era mai accaduto nella storia che un gigante geopolitico, uno Stato multinazionale dotato di immensa potenza militare decidesse quasi pacificamente di dissolversi<\/strong>. Fu una prova di sublime ragionevolezza? Fu un errore? Ai posteri l\u2019ardua sentenza: ma i posteri siamo noi.<\/p>\n<p>Alla fine la telecamera inquadr\u00f2 la bandiera rossa che scendeva sul pennone del Cremlino. E subito dopo, ma proprio subito, senza neppure uno stacco pubblicitario, inizi\u00f2 <em>Il trasloco<\/em>, il film che avevamo girato con la regia di Renato De Maria un anno prima durante il trasloco dalla casa di via Marsili. L\u2019appartamento dove avevo vissuto per venti anni con altri naufraghi, e dove con un nugolo di amici di passaggio avevamo pensato Radio Alice e creato <em>A\/traverso<\/em>. La casa dell\u2019utopia la chiamarono con poca fantasia alcuni giornalisti.<\/p>\n<p>Il film, che potete vedere <a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=3rK_ahy5Nzg&amp;t=15s\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">qui<\/a>, and\u00f2 in onda un attimo dopo che la bandiera rossa era discesa sul tetto del Cremlino, ma avevamo finito le riprese del film undici mesi prima, il 17 gennaio del 1991, proprio il giorno in cui gli Stati Uniti iniziavano i bombardamenti su Baghdad. Nell\u2019ultima scena infatti si vede la sala vuota e buia dopo che tutti gli abitanti se ne sono andati, e un apparecchio televisivo per terra, fra la polvere e le cartacce. Uno dei due facchini chiama il mio nome: \u201cBerardi\u2026. Berardi\u2026 noi abbiamo finito\u201d. Ma io non rispondo. La televisione, nel frattempo, mostra i traccianti verdi nel buio della notte irachena. Il facchino Fabio chiama un\u2019altra volta, invano. Poi dice: \u201cSpegniamo e andiamo\u201d, e quell\u2019ultimo lampo di luce si spegne. Finita. Ciascuno se ne va per i suoi sensi, disse Vivolo.<\/p>\n<p><strong>Gli occidentali non capirono niente del crollo dell\u2019Unione Sovietica, o piuttosto non vollero capire<\/strong>. La democrazia liberale trionfa nel mondo, proclamarono, <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Fine_della_storia\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">la storia \u00e8 finita<\/a>.<\/p>\n<p>Pochi videro nella disintegrazione della societ\u00e0 sovietica il ritorno del nazismo con la bomba atomica. <strong>Dalla deflagrazione emersero uno dopo l\u2019altro un coacervo di nazionalismi poveri, aggressivi e rancorosi: quello ceceno, quello ucraino, e nell\u2019impero esterno il nazionalismo ungherese, polacco, lituano, lettone eccetera. Ma sopra tutti il nazionalismo russo<\/strong>.<\/p>\n<p>Gli ideologi liberal democratici, che forse non avevano letto bene Tolstoj e Dostoevskij, si affrettarono a considerare la Russa terra di conquista e favoleggiarono di una democrazia liberale russa in formazione. Avrebbero almeno dovuto leggere <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Ivan_Aleksandrovi%C4%8D_Il%27in\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Ivan Ilin<\/a>, che aveva pubblicato le sue idee negli anni dell\u2019ascesa hitleriana.<\/p>\n<p>Nato da una famiglia nobile nel 1883, Ilin negli anni Trenta visse a Berlino, riconobbe a Hitler il ruolo di campione della cristianit\u00e0 minacciata dall\u2019ateismo bolscevico, e vide nel nazismo, o piuttosto in un fascismo cristiano, lo spirito in cui i russi dell\u2019epoca futura avrebbero dovuto riconoscersi. Ilin scrisse i suoi testi come guida per i leader russi che sarebbero saliti al potere dopo la fine dell\u2019Unione Sovietica. Mor\u00ec nel 1954. Secondo <a href=\"https:\/\/rizzoli.rizzolilibri.it\/libri\/la-paura-e-la-ragione\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Timothy Snyder<\/a>, \u201cl\u2019essenza degli interventi di Ilin in quegli anni consiste nell\u2019idea che la Russia dovrebbe essere intesa non come una minaccia comunista presente, bens\u00ec come salvezza cristiana futura\u201d.<\/p>\n<p>Il futuro \u00e8 arrivato con Putin, non c\u2019\u00e8 dubbio. L\u2019uomo che incarna la riscossa nazionale russa ha citato Ilin nei suoi interventi pi\u00f9 importanti dal punto di vista strategico e, per cos\u00ec dire, filosofico.<\/p>\n<p>Intendiamoci: non \u00e8 vero che nel 1991 gli ideologi occidentali ignorassero che il nazismo era il destino pi\u00f9 probabile della Russia, una volta crollato il regime autoritario che si autodefiniva \u201csocialista\u201d. Ma per loro il nemico principale era (\u00e8 sempre stato) lo spettro del comunismo: il movimento anticapitalista cui l\u2019URSS offriva una sponda geopolitica. <strong>Come negli anni Venti del Novecento la grande finanza internazionale consider\u00f2 Hitler uno squilibrato utile a combattere il pericolo comunista, cos\u00ec oggi il ceto finanziario non disdegna affatto l\u2019alleanza con Trump e con Modi, e con ogni altro tagliagole di provata fede antioperaia<\/strong>.<\/p>\n<p><strong>Dal punto di vista della lunga durata storica, l\u2019abbattimento dello Stato sovietico rappresent\u00f2 un colpo mortale contro le (mal riposte) speranze degli operai di tutto il mondo, ma soprattutto rappresent\u00f2 la riunificazione della razza bianca e della cultura cristiana a livello mondiale<\/strong>. La guerra fredda aveva contrapposto due blocchi del mondo bianco, quello occidentale e quello russo: questi avevano separatamente perseguito progetti (diversi per molti rispetti ma in ultima analisi simili) che prevedevano la sottomissione coloniale dei popoli altri (non cristiani, non bianchi). Perci\u00f2 la politica russa di Donald Trump non manca di un senso strategico lungimirante: pacificazione di lungo periodo coi russi bianchi (nel duplice senso della parola: antropologico e politico). Il settore pi\u00f9 brutalmente guerrafondaio della classe dirigente americana, il partito di Biden, ha respinto con orrore questa pacificazione e s\u2019\u00e8 infilato in un pasticcio pericoloso che ora rischia di esplodere in Ucraina.<\/p>\n<p>Trump aveva perfettamente ragione (come Berlusconi del resto) nel dire: questo Putin \u00e8 un nostro simile, un nazista come noi, chiudiamo un occhio sulle sue birichinate. Che ammazzi i giornalisti che dicono le verit\u00e0 non dovrebbe scandalizzarci, visto che noi vogliamo la pelle di Julian Assange.<\/p>\n<p><strong>Con la vittoria di Biden la guerra si fa pi\u00f9 probabile: l\u2019imperialismo americano rivendica la leadership della civilt\u00e0 bianca, ma gli Stati Uniti non sono pi\u00f9 in grado di governare niente, neppure se stessi<\/strong>. Il paese \u00e8 preda di una psicosi di massa che si manifesta sempre pi\u00f9 spesso come violenza armata, e soprattutto \u00e8 diviso per ragioni antropologiche che la politica non \u00e8 in grado di mediare. Putin sa che l\u2019America \u00e8 sull\u2019orlo di un abisso, e come lui lo sanno i cinesi e lo sanno i pasdaran che sono tornati al governo dell\u2019Iran. Infatti i tre paesi hanno siglato patti di alleanza economica e militare. L\u2019America ha perso, e c\u2019\u00e8 un modo solo per rovesciare il tavolo: andare fino in fondo in una guerra di cui non possiamo neppure immaginare le conseguenze. Perci\u00f2 dobbiamo occuparci dell\u2019anima lacerata di quello che continua a proclamarsi leader della democrazia liberale. Ma esiste ancora la democrazia liberale?<\/p>\n<p class=\"has-luminous-vivid-orange-color has-white-background-color has-text-color has-background\"><strong>L\u2019impensabile crollo della democrazia liberale<\/strong><\/p>\n<p>Il 6 gennaio del 2022, un anno dopo l\u2019assalto di qualche migliaio di Joker al cuore della politica americana, Joe Biden ha fatto un accorato discorso per riaffermare i valori della democrazia americana e per sollevare un po\u2019 gli spiriti demoralizzati. Prevedibilmente ha detto molte parole retoriche ma cariche di autentica emozione, ma una frase in particolare ha catturato la mia attenzione. \u201cIn questo momento dobbiamo decidere \u2013 ha detto \u2013 che tipo di nazione vogliamo essere. Vogliamo essere una nazione che accetta la violenza politica come norma? Vogliamo essere una nazione che vive nell\u2019ombra delle menzogne piuttosto che nella luce della verit\u00e0? Non possiamo permetterci di essere quel tipo di nazione\u201d.\u00a0Il problema \u00e8 che l\u2019America \u00e8 sempre stato quel tipo di nazione. Se togliamo la violenza e la menzogna, la storia americana scompare. <strong>Cos\u2019\u00e8 l\u2019America se non patria di violenza sistematica nata da un genocidio, nutrita dalla schiavit\u00f9 di milioni di uomini e donne, e intenta a proclamare la democrazia?<\/strong><\/p>\n<p>La disfatta afghana ha aperto le porte dell\u2019inferno per la coscienza americana, ma i democratici non sono pronti ad accettare il significato profondo di quella disfatta: che il dominio occidentale \u00e8 finito, anche se le implicazioni di questo declino sono sconosciute e impensabili.<\/p>\n<p>La parola \u201cimpensabile\u201d ricorre nel discorso pubblico degli Stati Uniti di oggi.<\/p>\n<p><em>We Need to Think the Unthinkable About Our Country<\/em> \u00e8 il titolo di <a href=\"https:\/\/www.nytimes.com\/2022\/01\/13\/opinion\/january-6-civil-war.html\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">un editoriale<\/a> del <em>New York Times<\/em> del 13 gennaio 2022, firmato da Jonathan Stevenson e Steven Simon: \u201cLe prossime elezioni saranno inevitabilmente contestate con cattiveria e forse in modo violento. Occorre dire che la minaccia di destra agli Stati Uniti \u00e8 politicamente esistenziale. Gli Stati Uniti come li abbiamo conosciuti potrebbero disgregarsi\u201d.<\/p>\n<p><strong><em>The Unthinkable<\/em>, inoltre, \u00e8 <a href=\"https:\/\/www.theguardian.com\/books\/2022\/jan\/09\/unthinkable-review-jamie-raskin-son-tommy-capitol-attack-trump-impeachment\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">il titolo di un libro<\/a> di Jamie Raskin<\/strong>, uscito proprio il 6 gennaio del 2022, nel primo anniversario dell\u2019insurrezione psicotica che port\u00f2 migliaia di Joker nei dintorni di Capitol Hill, il cuore della vita politica americana. <strong>L\u2019autore non \u00e8 soltanto uno scrittore, ma un importante membro del Congresso, eletto nel Maryland nelle file del partito democratico. Inoltre Jamie Raskin \u00e8 professore di Diritto Costituzionale, si autodefinisce liberal, ed \u00e8 padre di tre figli che hanno tra i venti e i trent\u2019anni. Uno di loro, Tommy, venticinquenne, attivista politico, sostenitore di cause progressiste, animalista, \u00e8 morto la notte dell\u2019ultimo giorno dell\u2019anno 2020. Per essere pi\u00f9 precisi, Tommy ha scelto di morire: si \u00e8 suicidato<\/strong>, come si dice abitualmente. Lo ha fatto dopo una lunga depressione, e dopo (occorre dirlo) la lunga umiliazione morale che il trumpismo ha inflitto ai suoi sentimenti umanitari.<\/p>\n<p>Il suicidio del suo amatissimo figlio agisce come un\u2019apocalisse sulla mente del padre. Per Jaimie Raskin, la decisione finale di Tommy non \u00e8 solo una catastrofe affettiva, ma l\u2019avvio di una radicale riconsiderazione delle sue convinzioni.<\/p>\n<p>Leggendo questo libro ho condiviso il dolore di un padre e il tormento di un intellettuale. Insieme mi si \u00e8 spalancata davanti la profondit\u00e0 della crisi che sta lacerando l\u2019Occidente, e in particolare l\u2019orizzonte culturale della democrazia liberale.<\/p>\n<p><strong>Il libro racconta insieme tre diverse storie che si sviluppano contemporaneamente e si alimentano a vicenda.\u00a0 La prima \u00e8 la storia del fascismo americano emergente, l\u2019epoca Trump come regno dell\u2019ignoranza del razzismo e dell\u2019aggressivit\u00e0. La seconda \u00e8 Tommy, la sua formazione, i suoi ideali e la costante umiliazione della sua sensibilit\u00e0 etica. La terza \u00e8 l\u2019effetto del Covid-19 sulla mente della generazione giovane che ha sofferto di pi\u00f9 le regole del distanziamento, la depressione strisciante, l\u2019incapacit\u00e0 di immaginare un futuro vivibile<\/strong>. Tommy ha sofferto di depressione, e nel suo ultimo messaggio ne parla: \u201cPerdonatemi, la mia malattia ha vinto\u201d. Poi aggiunge: \u201cVoi continuate a curarvi l\u2019un l\u2019altro, e pensate agli animali e ai poveri del mondo per me.\u201d<\/p>\n<p>Jamie Raskin scrive:<\/p>\n<p class=\"has-white-background-color has-background\">\u201cCome molti giovani della sua generazione, Tommy \u00e8 stato trascinato dal Covid in una spirale maligna. Con la scuola chiusa, la vita sociale ridotta a un fragile minimo mascherato, i viaggi che diventano un incubo. Le relazioni difficili, costrette in un\u2019intimit\u00e0 prematura e goffa, o piuttosto in un oblio virtuale. Un sacco di giovani hanno sofferto la disoccupazione, la contrazione economica e l\u2019incertezza profonda. Molti, come Tommy, sono stati costretti a tornare a casa dei loro genitori in una camera piena dei libri delle scuole superiori\u201d.<\/p>\n<p>Si pu\u00f2 dire lo stesso per milioni di giovani in ogni citt\u00e0 del mondo, e gli effetti di lungo periodo di questo trauma sono al momento sconosciuti, e impensabili. Tuttavia possiamo prevedere facilmente che<strong> il panorama psicoculturale (il paesaggio intimo, le attese di mondo, gli investimenti del desiderio) \u00e8 destinato a cambiare. La precariet\u00e0 ha preso il sopravvento in ogni aspetto della vita<\/strong>, e questo modella le scelte della generazione del millennio in maniera imprevedibile. Tuttavia qualcosa pu\u00f2 essere previsto: un declino dell\u2019energia che rese possibile la mobilitazione neoliberale nei decenni passati. L\u2019energia espansiva \u00e8 finita, questo \u00e8 il messaggio che emerge dalla mutazione virale.<\/p>\n<p>Nelle parole del padre,<\/p>\n<p class=\"has-white-background-color has-background\">\u201cTommy si era dichiarato <a href=\"https:\/\/not.neroeditions.com\/vhemt-salviamo-il-pianeta-estinguiamoci\/\">antinatalista<\/a> perch\u00e9 non poteva accettare la prospettiva di impegnare un altro essere umano a vivere una vita destinata a essere dominata dal dolore, dalla tristezza e dalla sofferenza. Per quanto io e Sarah cercassimo di descrivergli la gioia dell\u2019avere figli, Tommy non accettava di rinunciare alla sua determinazione perch\u00e9 nessuno ha il diritto di imporre l\u2019inevitabile su un altro. Non mi consola molto sapere che un\u2019enorme e crescente parte della generazione di Tommy pensa lo stesso sulla questione di non avere figli\u201d.<\/p>\n<p><strong>L\u2019antinatalismo \u00e8 probabilmente un effetto della depressione<\/strong>, come no. Ci\u00f2 dimostra che la depressione pu\u00f2 essere una condizione di saggezza, non solo di malattia. Diviene una malattia quando non riusciamo a comprenderne il messaggio, e cerchiamo disperatamente di conformarci alle norme dominanti di produttivit\u00e0, efficacia e dinamismo. Respingere il messaggio della depressione, riaffermare la forza della volont\u00e0 contro il messaggio della depressione \u00e8 un modo per cadere in una deriva suicida.<\/p>\n<p>Raskin si rimprovera per non avere indagato direttamente e francamente sulle tendenze suicide del figlio:<\/p>\n<p class=\"has-white-background-color has-background\">\u201cMolti genitori fanno l\u2019errore che ho fatto anche io, cercando di non dire quella parola, per paura di darle troppo potere e troppa presenza, come se pronunciarla potesse conferirle un\u2019aura provvidenziale terrificante, un sortilegio sul futuro. Ma la verit\u00e0 invece \u00e8 proprio contrario: le parole guadagnano un potere magico quando non le pronunciamo nel momento in cui dovremmo. Non parlare del suicidio a una persona depressa \u00e8 come non parlare di sesso a un adolescente\u201d.<\/p>\n<p>Dopo la morte di suo figlio, per\u00f2, la percezione di Raskin cambia: il suo ottimismo di costituzionalista \u00e8 scosso dall\u2019esplosione di forza brutale che tende a prevalere sulla forza della ragione, e le sue certezze democratiche vacillano di fronte al dilagare della depressione:<\/p>\n<p class=\"has-white-background-color has-background\">\u201cImprovvisamente l\u2019ottimismo costituzionale mi imbarazza come fosse una vergogna. Temo che il mio luminoso ottimismo politico, quello che molti miei amici hanno pi\u00f9 apprezzato in me, sia divenuto una trappola di autoinganno di massa, una debolezza che pu\u00f2 essere sfruttata dai nostri nemici. Al tempo stesso sono terrorizzato a pensare cosa vuol dire vivere senza questo entusiasmo e senza il mio amato insostituibile figlio. Le due cose stavano insieme e ora debbo vivere senza l\u2019una e senza l\u2019altro\u201d.<\/p>\n<p><strong>L\u2019ottimismo politico di questo generoso professore di Legge \u00e8 scosso dall\u2019improvvisa comprensione che la democrazia liberale poggia su un fondamento fragile<\/strong>. Infatti scrive:<\/p>\n<p class=\"has-white-background-color has-background\">\u201cQuattro dei nostri primi presidenti erano padroni di schiavi, e sette dei nostri primi dieci presidenti erano proprietari di schiavi. Questi fatti non sono casuali ma nascono dall\u2019architettura stessa delle nostre istituzioni politiche\u201d.<\/p>\n<p class=\"has-luminous-vivid-orange-color has-white-background-color has-text-color has-background\"><strong>L\u2019impensabile disintegrazione del mostro<\/strong><\/p>\n<p>Nel discorso tenuto il 6 Gennaio 2022, Biden dice: \u201cDobbiamo decidere che tipo di nazione saremo\u201d. Ma <strong>pu\u00f2 l\u2019America decidere che la violenza non \u00e8 la norma, se la storia americana si fonda fin dall\u2019inizio sulla violenza, la schiavit\u00f9 e il genocidio? <\/strong>L\u2019irredimibilit\u00e0 di quel passato \u00e8 adesso una fonte di depressione sistemica per l\u2019Occidente, e quindi \u00e8 una fonte sistemica di fascismo, fin quando non riusciremo a elaborare una strategia terapeutica di rassegnazione.\u00a0 Questo \u00e8 il punto, sul piano teorico:<strong> possiamo prevedere l\u2019esito di un\u2019ondata di depressione sociale? Possiamo agire sull\u2019evoluzione dell\u2019epidemia psicotica?<\/strong> <strong>L\u2019esperienza passata ci insegna che un modo per reagire alla depressione \u00e8 il fascismo, che la trasforma in violenza contro un nemico fantasmatico<\/strong>. Questo ciclo depressione-fascismo si \u00e8 riattivato in ogni luogo del mondo, e soprattutto negli Stati Uniti. Qual \u00e8 l\u2019alternativa? Per Tommy l\u2019alternativa \u00e8 stata la morte.<\/p>\n<p><strong>Come possiamo deviare la traiettoria della depressione verso una risignificazione? Rassegnandoci?<\/strong> La parola rassegnazione <a href=\"https:\/\/not.neroeditions.com\/rassegnatevi\/\">risuona nella mia mente come un rompicapo<\/a>. <strong>Significa abbandonare il lavoro<\/strong>, ma anche: accettare il destino e piegare la testa. Io suggerisco una diversa interpretazione: <strong>cambiare l\u2019orizzonte delle attese, risignificare la vita sociale, concentrarsi sulla frugalit\u00e0 e l\u2019utilit\u00e0, concentrarsi sul piacere piuttosto che sull\u2019accumulazione, concentrarsi sulla solidariet\u00e0 piuttosto che sulla competizione<\/strong>. Far emergere dalla tempesta virale questo cambiamento psicoculturale \u00e8 il compito intellettuale del presente.<\/p>\n<p>Leggere il libro di Raskin ha confermato la mia convinzione che l\u2019entit\u00e0 politica chiamata Stati Uniti sia sul bordo di un abisso, un abisso che \u00e8 inscritto nella storia di quel paese. <strong>Il crollo degli Stati Uniti come Stato nazionale \u00e8 un processo irreversibile che la volont\u00e0 politica non pu\u00f2 fermare, ma il crollo di questo mostro politico non apre di per s\u00e9 una prospettiva di evoluzione pacifica<\/strong>. Al contrario, la disintegrazione dell\u2019entit\u00e0 politica denominata Stati Uniti non implica la disattivazione delle piattaforme di controllo globale che sono emanazione del potere americano. Parlo dell\u2019infrastruttura militare che connette uomini e macchine sparsi per il mondo (il Pentagono), parlo dell\u2019infrastruttura che connette in banda larga ogni punto informatizzato del mondo. Parlo dell\u2019infrastruttura logistica che permette di spostare uomini e merci fisiche. E naturalmente dell\u2019infrastruttura finanziaria, che negli ultimi quarant\u2019anni ha avuto un ruolo decisivo nell\u2019assoggettamento politico delle popolazioni.<\/p>\n<p>Ecco infine l\u2019infrastruttura sanitaria o biopolitica che ha assunto il posto centrale nella dinamica del mondo negli ultimi due anni, e che si \u00e8 incorporata nella vita quotidiana e soprattutto dentro la dinamica psicoaffettiva dell\u2019umanit\u00e0.<\/p>\n<p>Queste entit\u00e0 non dipendono dalla decisione politica dal momento che gli Stati nazionali sono diventati mere articolazioni di entit\u00e0 globali senza le quali la sopravvivenza sociale sarebbe impossibile.<\/p>\n<p><strong>Gli Stati Uniti possono essere in fase di implosione politica, ma le infrastrutture globali non implodono con la dissoluzione del loro contenitore formale nazionale<\/strong>. Al contrario, rafforzano la loro presa sul corpo sociale, a tutti i costi, anche al costo della distruzione del corpo sociale stesso. Il mostro non muore prima di aver provocato un disastro globale: l\u2019America non scomparir\u00e0 senza un atto finale di sterminio.<\/p>\n<p>Questo \u00e8 l\u2019orizzonte geopolitico a questo punto del secolo.<\/p>\n<p class=\"has-luminous-vivid-orange-color has-white-background-color has-text-color has-background\"><strong>Totalitarismo extrastatuale e biopotere<\/strong><\/p>\n<p><strong>Le nazioni non sono pi\u00f9 il luogo del potere reale. Per questo i nazionalisti alzano la voce: sentono che la sovranit\u00e0 nazionale si dissolve nell\u2019aria e anche il domino bianco declina.<\/strong> Il potere reale si incarna ora nel sistemi operativi globali che Keller Easterling chiama \u201c<a href=\"https:\/\/www.treccanilibri.it\/catalogo\/lo-spazio-in-cui-ci-muoviamo\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">infrastrutture extra-statuali<\/a>\u201d. Easterling si riferisce a queste infrastrutture come connessioni automatiche che modellano lo spazio sociale. Ma possiamo generalizzare il concetto: queste infrastrutture extra-statuali agiscono come forme (Gestalten) per la concatenazione della vita sociale: \u201cLa parola infrastruttura evoca associazioni con le reti fisiche di trasporto, o di servizio sociale. L\u2019infrastruttura \u00e8 un sostrato nascosto, il medium che coordina. Oggi per\u00f2, piuttosto che reti di tubi e di fili, l\u2019infrastruttura include gangli di micro-onde che lampeggiano dai satelliti, e insieme di congegni elettronici atomizzati che teniamo nelle nostre mani\u201d.<\/p>\n<p>L\u2019infrastruttura pu\u00f2 essere vista come un sistema operativo che rende possibile la concatenazione di vaste quantit\u00e0 di elementi separati. Ma questa concatenazione si deve articolare secondo un modello, un formato, uno schema che si pu\u00f2 descrivere in termini di dispositivo foucaultiano. Easterling osserva che \u201cl\u2019infrastruttura \u00e8 un sistema operativo per modellare la citt\u00e0. Questo sistema operativo \u00e8 qualcosa di simile al medium di cui parla McLuhan quando dice che il medium \u00e8 il messaggio\u201d.<\/p>\n<p>Le infrastrutture sono sistemi operativi che sottomettono il caos all\u2019ordine algoritmico. <strong>Poich\u00e9 il virus ha agito come agente caotico investendo l\u2019organismo fisico, sociale e psichico, sul caos proliferante si \u00e8 innescato un processo di automazione totale della biosfera umana<\/strong>. Un compito impossibile, che per\u00f2 sovrappone alla vita del mondo una griglia bio-totalitaria della quale cominciamo a vedere le articolazioni: controllo informatico sui corpi individuali e sulle loro relazioni con altri corpi individuali, creazione di un capro espiatorio (la colpa del male addossata alla minoranza no vax piuttosto che alla distruzione neoliberale del sistema pubblico di sanit\u00e0), emarginazione e persecuzione dei devianti, internamento e domani chiss\u00e0.<\/p>\n<p>Nel caso che a Omicron succeda una quinta ondata dobbiamo aspettarci che si organizzeranno pogrom contro gli untori?<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Franco Berardi Bifo &#8211; Stento a crederci. Forse c\u2019\u00e8 qualcosa che non funziona pi\u00f9 bene nella mia testa: quel che accade non riesco a spiegarmelo. In Italia non se ne parla neanche, <a href=\"https:\/\/nuovosoldo.com\/index.php\/2022\/01\/29\/un-concerto-di-cigni-starnazzanti-e-neri\/\" class=\"more-link\">&#8230;<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":6,"featured_media":150253,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":""},"categories":[1],"tags":[],"categoria_articolo":[],"tag_articolo":[8105],"collezione":[],"class_list":["post-150252","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-senza-categoria","tag_articolo-opinioni"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/nuovosoldo.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/150252","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/nuovosoldo.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/nuovosoldo.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/nuovosoldo.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/6"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/nuovosoldo.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=150252"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/nuovosoldo.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/150252\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":150254,"href":"https:\/\/nuovosoldo.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/150252\/revisions\/150254"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/nuovosoldo.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media\/150253"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/nuovosoldo.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=150252"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/nuovosoldo.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=150252"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/nuovosoldo.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=150252"},{"taxonomy":"categoria_articolo","embeddable":true,"href":"https:\/\/nuovosoldo.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categoria_articolo?post=150252"},{"taxonomy":"tag_articolo","embeddable":true,"href":"https:\/\/nuovosoldo.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tag_articolo?post=150252"},{"taxonomy":"collezione","embeddable":true,"href":"https:\/\/nuovosoldo.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/collezione?post=150252"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}