{"id":151987,"date":"2022-03-25T01:07:21","date_gmt":"2022-03-25T00:07:21","guid":{"rendered":"https:\/\/nuovosoldo.com\/?p=151987"},"modified":"2022-03-25T01:07:21","modified_gmt":"2022-03-25T00:07:21","slug":"lettera-a-un-amico-liberale-sullucraina","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/nuovosoldo.com\/index.php\/2022\/03\/25\/lettera-a-un-amico-liberale-sullucraina\/","title":{"rendered":"Lettera a un amico liberale sull\u2019Ucraina"},"content":{"rendered":"<p>Caro Mauro,<\/p>\n<p>Sono davvero contento di leggerti, della Tua risposta cos\u00ec articolata.<\/p>\n<p>Vedi, Tu dai per scontato, che noi rappresentiamo e incarniamo i valori della Democrazia-liberale. Soltanto che siamo abituati, siamo pronti, a difendere la causa della libert\u00e0 con metodi &#8220;fascisti&#8221; e sto pesando le parole. In quest\u2019ultimo mese, nel mio piccolo, ho sperimentato cosa significhi sostenere tesi non-conformiste, quando tutti i mass-media (i maggiori quotidiani, tutte le televisioni) sono schieratissimi nel sostenere una tesi opposta e fanno il lavaggio del cervello.<\/p>\n<p>Un piccolo esempio: un quotidiano telematico, espressione di una particolare realt\u00e0 regionale italiana (non la Sicilia), il quale aveva sempre pubblicato senza problemi i miei pezzi, quando ha ricevuto il mio articolo titolato <em>Attivare il senso critico<\/em>, senza chiedermi niente ha pubblicato il primo terzo ed ha omesso di pubblicare gli altri due terzi. Pensi che, nel Ventennio, le &#8220;veline&#8221; passate dal Regime alla stampa mirassero a risultati differenti? Pure allora si trattava di orientare i giornali, in modo sapessero preventivamente cosa era opportuno e cos&#8217;era non-opportuno pubblicare.<\/p>\n<p>Sto facendo una fatica tremenda a provare a trovare qualche residuo spazio per argomentare il mio punto di vista. Che non interessa l\u2019establishment: perch\u00e9 chi non \u00e8 con loro, chi non giura fedelt\u00e0 alla Nato con la mano sul cuore, \u00e8 &#8220;putiniano&#8221;.<\/p>\n<p>Quello di Putin \u00e8 un regime illiberale. Siamo perfettamente d\u2019accordo. \u00c8 molto probabile che, se fossi vissuto in Russia, mi avrebbero arrestato come oppositore, o mi avrebbero ammazzato. Chiediti, per\u00f2, se la Russia sia l&#8217;unico regime illiberale esistente al mondo.<\/p>\n<p>Pensiamo alle caratteristiche politiche della Cina, di tutti gli Stati nei quali domina la religione islamica (dalla Turchia, all\u2019Iran, a tutti i Paesi arabi, a partire dall\u2019Egitto e dalla Arabia Saudita), alle caratteristiche dell\u2019India, alla quale facciamo troppi sconti definendola una grande democrazia e che, invece, ha un governo molto nazionalista e tendenzialmente aggressivo nei confronti delle minoranze religiose non-ind\u00f9. Senza contare i regimi dittatoriali dichiaratamente tali, tipo la Corea del Nord.<\/p>\n<p>Diciamo che due terzi del mondo umano sono occupati da popoli non governati secondo il modello delle liberal-democrazie. Cosa facciamo? Dichiariamo guerra a tutti? Portiamo tutti i capi di Stato davanti a una Corte internazionale di giustizia con sede in Olanda, affinch\u00e9 siano giudicati e severamente condannati per aver commesso crimini contro i &#8220;diritti umani&#8221;? La legalit\u00e0 internazionale, cos\u00ec come l\u2019avevano concepita Ugo Grozio e Immanuel Kant, doveva servire ad evitare nuove guerre. Gli attivisti dei diritti umani, nel loro significato ideologico propagandato dagli statunitensi e dagli inglesi, sono i peggiori guerrafondai. Vogliono &#8220;punire&#8221; tutti.<\/p>\n<p>L\u2019ONU, l\u2019Organizzazione delle Nazioni Unite, non funziona. Tu affermi che ci\u00f2 dipende dalla circostanza che la Russia pu\u00f2 mettere il diritto di veto e ne abusa. Io penso, invece, che l\u2019ONU sia nata storicamente in base ad un patto fra i Paesi vincitori della seconda guerra mondiale. Infatti, i membri permanenti del Consiglio di sicurezza, ciascuno dotato del potere di veto, sono soltanto cinque: 1) Stati Uniti d\u2019America; 2) Russia (in precedenza, Unione Sovietica); 3) Cina (prima nazionalista, poi comunista); 4) Regno Unito; 5) Francia. Inglesi e francesi, tuttavia, hanno da tempo perso i rispettivi imperi e, dunque, non hanno pi\u00f9, nella realt\u00e0, uno &#8220;status&#8221; corrispondente al ruolo di membro permanente.<\/p>\n<p>Posto che l\u2019ONU \u00e8 poco pi\u00f9 che una finzione, anche la tanto declamata &#8220;legalit\u00e0 internazionale&#8221; \u00e8 una finzione. Contano gli interessi delle singole potenze. Gli Stati Uniti, attraverso la retorica dei &#8220;diritti umani&#8221;, sono pronti ad argomentare la &#8220;barbarie&#8221; della Russia, cos\u00ec come di ogni altro loro avversario politico (Siria, Iran, eccetera). Si lanciano accuse a getto continuo: coloro che, dal punto di vista degli Usa sono Stati &#8220;reprobi&#8221;, userebbero armi proibite da convenzioni internazionali, come le armi chimiche, i gas, eccetera.<\/p>\n<p>Nei collegamenti televisivi odierni, riferiti alla situazione in Ucraina, si passa dall\u2019immagine di un palazzo bombardato, all\u2019immagine di un appartamento sventrato. Il tutto viene accompagnato sempre dallo stesso commento: che orrore! Che orrore! S\u00ec, ma quando mai una guerra \u00e8 stata una bella cosa?<\/p>\n<p>Vogliamo pensare, soltanto un attimo, a come gli Stati Uniti d\u2019America hanno combattuto le loro guerre? In Vietnam, come Ti ricorderai, usavano il napalm, ossia bruciavano vivi i combattenti avversari. Il crimine pi\u00f9 efferato finora compiuto, il lancio delle bombe atomiche su Hiroshima e Nagasaki, nel mese di agosto del 1945, \u00e8 stato perpetrato dagli americani. La dichiarazione universale dei diritti dell\u2019uomo \u00e8 stata approvata dall\u2019Assemblea generale dell\u2019ONU nel mese di dicembre del 1948. Poco pi\u00f9 di tre anni prima, nel mese di febbraio del 1945, l\u2019aviazione degli Stati Uniti e del Regno Unito ha, letteralmente, raso al suolo la citt\u00e0 di Dresda. Non un palazzo, non due palazzi. Che orrore! Che orrore! Ma l\u2019intera citt\u00e0. Che era una fra le pi\u00f9 belle d\u2019Europa. Evidentemente, la popolazione civile di Dresda non era rilevante dal punto di vista dei diritti umani. La giustificazione data da americani ed inglesi \u00e8 che era necessario accelerare la conclusione della guerra.<\/p>\n<p>In assenza di una legalit\u00e0 internazionale \u2013 perch\u00e9, ripeto, l\u2019ONU \u00e8 una finzione \u2013 gli statunitensi teorizzano che spetta loro punire con un &#8220;nodoso bastone&#8221; tutti i loro nemici, sempre presentati come spregiatori dei &#8220;diritti umani&#8221;. Chi d\u00e0 loro questo diritto? C\u2019\u00e8 stata qualche investitura divina, della quale non siamo a conoscenza?<\/p>\n<p>Non si preoccupano neppure di salvare la faccia. Richiamo un episodio, avvenuto i primi giorni del mese di gennaio del 2020: l\u2019uccisione del generale iraniano Qassem Soleimani, compiuta nel territorio di uno Stato terzo, l\u2019Iraq, mediante l\u2019utilizzo di droni, attivati a distanza, che lanciavano missili.<\/p>\n<p>Se volessimo richiamare e documentare tutte le malefatte, tutte le violazioni della legalit\u00e0 internazionale, tutti i comportamenti contrari ai diritti umani, addebitabili agli Stati Uniti d\u2019America, non basterebbe scrivere un libro, non basterebbe scrivere un trattato articolato in pi\u00f9 tomi, ma servirebbe un\u2019enciclopedia. Vogliamo parlare dei &#8220;colpi di stato&#8221; organizzati in diversi Paesi dell\u2019America latina e dell\u2019America centrale? O anche in Grecia, per andare a realt\u00e0 a noi pi\u00f9 vicine? Vogliamo ricordare il fatto che l\u2019Italia, sconfitta nella seconda guerra mondiale, \u00e8 rimasta sempre un Paese a sovranit\u00e0 limitata? Vogliamo ricordare che c\u2019\u00e8 sempre stata una &#8220;manina&#8221; americana in numerose vicende, mai chiarite, dell\u2019Italia repubblicana? Penso alla morte di Aldo Moro. Ucciso certamente dalle Brigate Rosse; ma \u00e8 altrettanto certo che chi avrebbe dovuto impegnarsi per liberarlo ha fatto l\u2019esatto contrario. Ha fatto di tutto perch\u00e9 Moro non ne uscisse vivo.<\/p>\n<p>Voglio poi ricordare un particolare problema, a Te che ti interessi delle dinamiche dell\u2019economia e le comprendi. Come sai, oggi, 24 marzo 2022, a Bruxelles non si riuniscono soltanto il Consiglio della Nato e il Consiglio Europeo, ma si riunisce pure il &#8220;G7&#8221;.<\/p>\n<p>Come tutti sanno, fanno parte di questo gruppo quasi tutti gli Stati economicamente pi\u00f9 avanzati. Tre Stati sono membri della Unione Europea: Francia, Germania, Italia. Gli altri quattro Stati sono: Regno Unito, Stati Uniti d\u2019America, Canada, Giappone.<\/p>\n<p>Meno nota la circostanza che la prima riunione del predetto gruppo (del quale allora non faceva ancora parte il Canada) avvenne nel 1975. Per rispondere ad una grave crisi prodottasi nella politica monetaria, nella dimensione internazionale. Quando Presidente degli Stati Uniti era Richard Nixon, nel 1971, fu evidente che il sistema dei cambi fissi tra le diverse valute, concepito a Bretton Woods circa trent\u2019anni prima (nel mese di luglio del 1944) non potesse pi\u00f9 reggere. A Bretton Woods si era posto fine al tradizionale criterio, seguito per secoli e secoli, secondo cui il valore di una moneta dipende dalla sua convertibilit\u00e0 in oro. Al posto dell\u2019oro, si era deciso di adottare, come criterio di misura, il valore in oro del dollaro statunitense. Si assumeva che un\u2019oncia (ossia, un dodicesimo di una libbra) d\u2019oro corrispondesse a 35 dollari USA.<\/p>\n<p>Con il predetto sistema, per lungo tempo gli Stati Uniti d\u2019America godettero di una posizione di incomparabile vantaggio. Nel contempo, seguirono la prassi di scaricare gli oneri del sempre crescente debito pubblico statunitense sulle altre monete. Si stampavano dollari, ma quanti pi\u00f9 se ne stampavano, tanto pi\u00f9 era evidente che il loro valore reale diminuisse. Mantenendo i cambi fissi, le altre valute dovevano continuare a pagare l\u2019equivalente di un dollaro del 1944, quando invece il dollaro si era molto deprezzato. Furono proprio alcuni Stati europei, come la Francia e la Germania (si intende la Repubblica federale tedesca, RFT), a denunciare il fatto che quella situazione era diventata non pi\u00f9 sostenibile.<\/p>\n<p>Gli Stati Uniti, a dispetto della loro &#8220;<em>grandeur<\/em>&#8220;, hanno un\u2019economia molto pi\u00f9 fragile di quanto comunemente si pensi. Sembra facile e furbo continuare a stampare dollari; ma la carta-moneta, quando non rispecchia i valori dell\u2019economia reale, si deprezza e genera inflazione. Questo lo sanno tutti coloro che mastichino un po\u2019 di economia. Si d\u00e0 appunto il caso che la Cina oggi sia anche il maggiore creditore degli Stati Uniti. Di conseguenza, se lo ritenesse opportuno, potrebbe pure scatenare una tempesta monetaria.<\/p>\n<p>Nell\u2019approccio alla questione ucraina ci sono, secondo il mio giudizio, tre evidenti falsit\u00e0 da confutare.<\/p>\n<p>1) Non \u00e8 vero che un qualunque Stato formalmente sovrano abbia il diritto di chiedere, ed automaticamente ottenere, l\u2019adesione all\u2019alleanza militare internazionale che preferisce. \u00c8 evidente che quando uno Stato abbia un conflitto aperto con un altro Stato, come nella vicenda dei rapporti tra Ucraina e Russia, se un\u2019alleanza militare internazionale (quale la Nato) accoglie una delle due parti contrastanti, ci\u00f2 automaticamente significa che si schiera con essa e d\u00e0 torto all\u2019altra. In altre parole, non pu\u00f2 sussistere un &#8220;diritto&#8221; astratto all\u2019adesione; \u00e8 necessario valutare, preliminarmente, le conseguenze dell\u2019adesione negli equilibri politici globali. Almeno, chi \u00e8 realmente interessato alla pace dovrebbe comportarsi cos\u00ec.<\/p>\n<p>2) Non \u00e8 vero che nell\u2019odierna crisi ucraina ci sia una ed una sola circostanza che meriti di essere considerata: uno Stato sovrano ed indipendente \u00e8 stato aggredito da un altro Stato. Si tratta di un criterio del tutto astratto, che ben si sposa con la ideologia dei &#8220;diritti umani&#8221; modello statunitense. Non ci sarebbe alcuna differenza tra il fatto che i russi abbiano scelto di combattere in Ucraina, o se, invece, avessero combattuto in qualunque altro territorio del pianeta. Mettiamo, in Portogallo, o in Senegal (facendo gli opportuni scongiuri per questi incolpevoli Stati, che cito solo a titolo di esempio). Tale visione prescinde, volutamente, dalla Storia. In altre parole, per i teorici dei diritti umani secondo la vulgata statunitense, \u00e8 del tutto indifferente tenere conto delle relazioni pregresse tra Ucraina e Russia. Io tengo a ricordare il non trascurabile particolare che il filorusso Viktor Janukovyc, il quale aveva regolarmente vinto le elezioni presidenziali del febbraio 2010 ed era stato il legittimo presidente dell\u2019Ucraina fino al mese di febbraio del 2014, fu, appunto nel mese di febbraio del 2014, privato del potere e costretto a riparare in Russia, per effetto di violente manifestazioni di piazza. Manifestazioni che sarebbe davvero ingenuo ritenere si siano determinate spontaneamente, come in Occidente si preferisce ritenere. I servizi segreti ed i servizi di intelligence degli Stati Uniti ne sanno pi\u00f9 di qualcosa.<\/p>\n<p>Aggiungo che per molti russi l\u2019Ucraina \u00e8 un pezzo della loro Patria. Questa non \u00e8 soltanto una &#8220;fissazione&#8221; del presidente Putin.<\/p>\n<p>3) Non \u00e8 vero che, nel mondo odierno, nel ventunesimo secolo dell\u2019era cristiana, ogni popolo sia &#8220;sciolto&#8221; da tutti i legami tradizionali, con la propria storia, con la propria cultura, con la propria religione, e possa liberamente, di punto in bianco, scegliere un percorso nuovo, che pi\u00f9 gli aggrada. La libert\u00e0 \u00e8 uno dei beni in assoluto pi\u00f9 preziosi. Ma bisogna avere ben chiaro che nel mondo umano nulla \u00e8 &#8220;<em>gratis<\/em>&#8220;. Se davvero vuoi una cosa te la devi sudare, meritare, conquistare. Se ti senti oppresso da un vicino troppo potente e vuoi emanciparti dalla sua influenza, non basta assumere che puoi fare ci\u00f2 che vuoi perch\u00e9 sei &#8220;libero&#8221;. Il vicino, infatti, avvertir\u00e0 la tua volont\u00e0 di emanciparti come una sua &#8220;<em>deminutio<\/em>&#8220;, come una scelta che lo danneggia sotto una serie di profili molto concreti e far\u00e0 di tutto per resistere, per opporsi.<\/p>\n<p>Il presidente Zelensky si \u00e8 potuto permettere di sfidare ripetutamente la Russia, non per effetto di un\u2019astratta libert\u00e0, ma in quanto faceva affidamento sul sostegno degli Stati Uniti d\u2019America e della Nato. I quali molto gli devono avere promesso e molto lo devono avere incoraggiato ad andare, comunque, avanti.<\/p>\n<p>La guerra tra Russia e Ucraina \u00e8 stata come l\u2019esplosione di un momento di realismo, in un mondo umano occidentale che si baloccava come se la Storia andasse avanti soltanto in forza degli ideali. Qui in Italia alcuni ritenevano che non potessero pi\u00f9 scoppiare nuove guerre, perch\u00e9 la Costituzione della Repubblica italiana vieta la guerra \u2026<\/p>\n<p>Tante ingenuit\u00e0, tanta ignoranza storica, tanto idealismo cos\u00ec stupido da non saper vedere l\u2019inganno e l\u2019ipocrisia sottintesi nella ideologia dei &#8220;diritti umani&#8221; modello statunitense, sono stati di colpo spazzati via. Questo, dal mio punto di vista \u00e8 un bene, perch\u00e9 auspico un mondo umano composto da individui maturi e responsabili, non da &#8220;bambini desideranti&#8221;, poi piagnucolosi quando si accorgono che il Paese dei balocchi non esiste.<\/p>\n<p>Ci sarebbero tantissime altre cose da puntualizzare; ma mi sono dilungato fin troppo. Non presumo di averti convinto. Spero soltanto sia chiaro che non mi sarei tanto sforzato di trovare argomenti, se non dessi importanza e peso alla tua opinione. Ricambio la stima.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Caro Mauro, Sono davvero contento di leggerti, della Tua risposta cos\u00ec articolata. Vedi, Tu dai per scontato, che noi rappresentiamo e incarniamo i valori della Democrazia-liberale. 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