{"id":154275,"date":"2022-06-03T00:27:51","date_gmt":"2022-06-02T22:27:51","guid":{"rendered":"https:\/\/nuovosoldo.com\/?p=154275"},"modified":"2022-06-03T00:27:51","modified_gmt":"2022-06-02T22:27:51","slug":"la-bellezza-dei-piccoli-gesti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/nuovosoldo.com\/index.php\/2022\/06\/03\/la-bellezza-dei-piccoli-gesti\/","title":{"rendered":"LA BELLEZZA DEI PICCOLI GESTI"},"content":{"rendered":"<p>di Concetta Guerriero &#8211;<\/p>\n<p><em>L\u2019improvvisa immobilit\u00e0 che rasentava la rigidezza e lo stupore nel viso, avevano richiamato l\u2019attenzione della maestra, al tal punto da voltarsi di scatto verso di lei.<\/em><\/p>\n<p><em>La piccola Akida si era fermata all\u2019ingresso di una delle sale della Pinacoteca di Brera a Milano, davanti alla bellezza di quei meravigliosi quadri.<\/em><\/p>\n<p><em>Roteava lentamente la sua minuta testolina, come una barca da pesca \u201ca strascico\u201d, con gli occhi che fungevano da rete, dove metter dentro tutto quel mondo a lei sconosciuto. Sembrava che lo assaporasse dolcemente, con la flemma del suo movimento che le faceva pescare anche i pi\u00f9 piccoli dettagli.<\/em><\/p>\n<p>Ecco! Questa \u00e8 l\u2019immagine che in quel momento sta passando davanti agli occhi di Carla. Il ricordo della luce negli occhi della sua ex alunna Akida la pervade con un calore quasi viscerale al punto da farla immobilizzare di colpo, come in preda ad uno spasmo, nel luogo esatto dove si ferm\u00f2 la bambina, dieci anni prima.<\/p>\n<ul>\n<li>Mamma, ti sei imbambolata? Ho detto che ho sete! &#8211;<\/li>\n<\/ul>\n<p>Sente la mano di suo figlio che le strattona la gamba. Con un gesto meccanico prende la bottiglietta d\u2019acqua dentro la borsa e gliela porge, quasi senza guardarlo, sopraffatta ormai dai ricordi.<\/p>\n<p>La sua mente vaga ancora nella memoria e riesce perfino ad assaporare quell\u2019aria che respirava quotidianamente in classe, intrisa delle sensazioni emanate dalla bambina, in particolar modo la sua voglia inarrestabile di conoscere e la sua incolmabile gioia di vivere.<\/p>\n<p>Si ricorda bene di lei: proveniva dal Marocco, aveva cinque anni quando arriv\u00f2 nella sua classe. Non conosceva neanche una parola della lingua italiana, ma riusc\u00ec a colmare in poche settimane quella lacuna, infatti, non solo impar\u00f2 la nuova lingua senza difficolt\u00e0 ma divenne ben presto la traduttrice ufficiale della sua mamma e del suo pap\u00e0.<\/p>\n<p>Il suo mondo interiore era quello di un calzino spaiato in mezzo a tanti altri calzini accoppiati e lo convogliava tutto nelle attivit\u00e0 di pittura.<\/p>\n<p>Quando immaginava un cielo nuvoloso, ad esempio, non lo rappresentava con ovvie e scontate nuvole grigie, ma con una scia di striature color argento, puntinati da scintille di un pallido sole contenuto in nuvole a forma di mani.<\/p>\n<p>Non le ci volle molto, tuttavia, per comprendere che quella \u201csua\u201d immagine, nella vita reale rimaneva un banalissimo cielo di nuvole grigie.<\/p>\n<p>Quel <em>cielo nuvoloso<\/em>, infatti, le cadde addosso una mattina di met\u00e0 marzo quando sent\u00ec suo padre, rivolto alla maestra Carla, pronunciare le parole: \u201cNo venire Akida a museo\u201d.<\/p>\n<p>Carla le pass\u00f2 la mano sulla spalla mentre le parole risuonarono in loro due come una eco lontana e tacitamente si capirono.<\/p>\n<p>Ma Akida tolse quasi subito la mano dalla sua spalla e silenziosamente, in compagnia delle <em>insignificanti nuvole<\/em>, and\u00f2 a sedersi.<\/p>\n<p>Di quelle scuse farfugliate dal padre, in un italiano stentato, Carla sent\u00ec unicamente le parole non dette, ne capt\u00f2 l\u2019effettivo senso e intu\u00ec le parole che il padre stava pensando che pronunciate sarebbero state: <em>\u201cNon ho abbastanza soldi per mandarla\u201d.<\/em><\/p>\n<p>Le sal\u00ec addosso una sensazione che andava dalla rassegnazione alla rabbia, e dalla compassione alla voglia di gridare, sapeva quanto importante fosse e quanto ci tenesse Akida a quell\u2019uscita scolastica.<\/p>\n<p>In classe avevano lavorato per pi\u00f9 di due mesi intorno a due misteriosi personaggi, una donna e un uomo e ne avrebbero scoperto la vera identit\u00e0 solamente attraversando la Galleria e ascoltando una storia raccontata attraverso le immagini dei dipinti esposti.<\/p>\n<p>Ma non era solo quello il motivo che dava valore all\u2019importanza che ne scaturiva, perch\u00e9 se lo si considerava soltanto da un punto di vista pratico, il non poter partecipare, cio\u00e8, alla <em>gita<\/em> <em>scolastica<\/em>, poteva sembrare superficiale, mentre la ragione doveva ricercarsi nel bisogno, quasi fisiologico di dare concretezza e fisicit\u00e0 all\u2019astrazione. Gli ideali, la fantasia, le emozioni, i pensieri, le idee, l\u2019immaginazione, non si possono materialmente vedere, n\u00e9 ascoltare, n\u00e9 odorare, n\u00e9 gustare, tantomeno toccare, ma Carla era convinta che quella visita alla Pinacoteca avrebbe dato dimostrazione del contrario. Senza ombra di dubbio quell\u2019esperienza avrebbe dato ad Akida, e a tutti, la possibilit\u00e0 di <em>vedere<\/em> il<em> colore e le immagini dei concetti<\/em>\u00a0 \u2013 attraverso i dipinti esposti \u2013 di <em>ascoltare<\/em> la<em> melodia e il suono delle opinioni<\/em> \u2013 con la storia dei due personaggi \u2013 di <em>odorare<\/em> il <em>profumo che i pensieri emanano<\/em> \u2013 attraverso le considerazioni personali di ciascuno\u2013 di <em>gustare<\/em> il <em>dolce sapore delle emozioni<\/em> \u2013 chi non ne avrebbe provate? \u2013 e di <em>toccare<\/em> con mano il <em>calore delle idee<\/em> \u2013 perch\u00e9 ognuno di loro aveva realizzato una sagoma dei personaggi \u2013.<\/p>\n<p>La sensazione di caldo che Carla avverte sulla sua mano che tiene stretta quella del<\/p>\n<p>figlio e che le comincia a sudare, la distoglie dai suoi ricordi.<\/p>\n<p>Lo guarda camminare al suo fianco, mentre percorrono le sale della Pinacoteca, e si chiede come mai l\u2019abbia portato l\u00ec e non al parco o al cinema. Cosa l\u2019aveva condotta in quel luogo?<\/p>\n<p>Un dipinto, s\u00ec uno soltanto, le viene subito alla mente, e ci tiene a farglielo vedere al figlio. S\u00ec, \u00e8 proprio quello il motivo!<\/p>\n<p>Ritorna nuovamente ai ricordi e si chiede se quella innocente piccola bugia inventata dieci anni prima, e che tanta ansia le procur\u00f2, fu mai intuita o scoperta? Ha un ricordo nitidissimo del giorno in cui mostr\u00f2 al padre di Akida un foglio, con in alto l\u2019intestazione dell\u2019Istituto Scolastico, dove si comunicava che le spese per la visita al museo venivano pagate dalla scuola. In realt\u00e0 per\u00f2 quel che gli \u201cmostr\u00f2\u201d, che cercava di coprire il pi\u00f9 possibile con la mano, altro non era che una circolare (con altre diciture) rimasta dentro il registro di classe e che, dunque, era del tutto fasullo ci\u00f2 che gli stava leggendo.<\/p>\n<p>Gli ment\u00ec Carla, approfittando del fatto che il padre di Akida non conosceva bene la lingua italiana, soprattutto quella scritta, e gli sembr\u00f2 quasi un inganno perch\u00e9 approfitt\u00f2 anche della buona fede di quell\u2019uomo, anche se lo scopo era quello di nascondere l\u2019iniziativa che aveva messo in atto il giorno precedente, e cio\u00e8 che pag\u00f2 lei l\u2019importo necessario per far partecipare Akida alla gita. Non aveva avuto, d&#8217;altronde, altra soluzione in quanto prov\u00f2 dapprima a chiedere in segreteria, con risposta, ovviamente, negativa perch\u00e9 \u201cl\u2019Istituzione scuola\u201d non poteva mica tener conto di un singolo alunno, successivamente ne parl\u00f2 con la sua collega che si rifiut\u00f2 di contribuire.<\/p>\n<p>Carla pass\u00f2 i giorni che seguirono con l\u2019angoscia che lui potesse scoprire la verit\u00e0 e aveva paura, dunque, di perdere la sua stima perch\u00e9 si sarebbe sentito umiliato. Ma per fortuna non accadde nulla di ci\u00f2 e in un fresco mattino di fine marzo si ritrovarono tutti davanti al cancello di scuola con la piacevole trepidazione tipica dell\u2019attesa del bus di gita scolastica.<\/p>\n<p>Il vociare allegro e chiassoso di un gruppo di studenti la svia dai suoi pensieri.<\/p>\n<p>\u201cVieni con me, voglio farti vedere un quadro\u201d, propone al figlio.<\/p>\n<p>\u201c\u00c8 bello?\u201d<\/p>\n<p>\u201cOh s\u00ec! Credo abbia donato qualcosa di speciale\u201d<\/p>\n<p>\u201cIl quadro ha fatto un regalo?\u201d risponde perplesso il bambino.<\/p>\n<p>\u201cIn un certo senso!\u201d ammicca, sorridendo, Carla.<\/p>\n<p>Cominciano, cos\u00ec a percorrere le sale del museo e arrivati davanti al quadro i loro occhi fissano il dipinto.<\/p>\n<p>\u201cEccolo!\u201d &#8211; sussulta Carla, visibilmente emozionata &#8211; \u201cQuesto era il finale della storia di due misteriosi personaggi, una donna e un uomo, che dopo tante vicissitudini, che ti far\u00f2 vedere negli altri dipinti, riuscirono a ritrovarsi. Lui, cos\u00ec, pot\u00e9 finalmente baciare la sua amata.<\/p>\n<p>\u201cBleah, si baciano!\u201d &#8211; precisa il figlio con una smorfia di disgusto sul volto -.<\/p>\n<p>\u201cGi\u00e0\u201d &#8211; risponde, con un lieve sorriso, Carla &#8211; \u201cil quadro si chiama appunto \u201cIl Bacio\u201d e il pittore che lo dipinse si chiama Francesco Hayez\u201d.<\/p>\n<p>In un attimo \u00e8 pervasa dal ricordo degli occhietti luccicanti di Akida alla vista del dipinto e alla scoperta dei misteriosi personaggi della storia.<\/p>\n<p>Un tocco soffice avvolge Carla dandogli una vampata di calore, talmente sottile da sfiorarle appena appena la pelle, il tocco soffice del vestito di grazia interiore cos\u00ec leggero ma, nel contempo, cos\u00ec corposo da riempire la nudit\u00e0 del corpo e riscaldare il suo essere.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Concetta Guerriero &#8211; L\u2019improvvisa immobilit\u00e0 che rasentava la rigidezza e lo stupore nel viso, avevano richiamato l\u2019attenzione della maestra, al tal punto da voltarsi di scatto verso di lei. 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