{"id":155946,"date":"2022-07-22T23:52:34","date_gmt":"2022-07-22T21:52:34","guid":{"rendered":"https:\/\/nuovosoldo.com\/?p=155946"},"modified":"2022-07-22T23:52:34","modified_gmt":"2022-07-22T21:52:34","slug":"un-bilancio-su-mario-draghi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/nuovosoldo.com\/index.php\/2022\/07\/22\/un-bilancio-su-mario-draghi\/","title":{"rendered":"Un bilancio su Mario Draghi"},"content":{"rendered":"<p>di Livio Ghersi &#8211;<\/p>\n<p>Chi \u00e8 pi\u00f9 europeista? Chi \u00e8 convinto che l\u2019Unione Europea sia indissolubilmente legata agli Stati Uniti d\u2019America e ne debba necessariamente condividere gli orientamenti (nelle politiche estera, della difesa, energetica, commerciale), oppure chi auspica che l\u2019Unione Europea diventi un autonomo soggetto politico nello scenario internazionale? Ritengo di essere un europeista del secondo genere. Posto che, tanto a proposito, quanto pi\u00f9 spesso a sproposito, si richiama il Manifesto di Ventotene, tengo a ricordare che Ernesto Rossi era un fautore dell\u2019Unione Europea, ma, ad esempio, era contrario alla Nato.<\/p>\n<p>La questione ha risvolti molto pratici. Numerosi commentatori hanno visto nella conclusione dell\u2019esperienza del governo presieduto da Mario Draghi la fine del governo &#8220;pi\u00f9 europeista&#8221; che l\u2019Italia abbia espresso. Mi permetto di dissentire. Il presidente Draghi, appena sono iniziate le ostilit\u00e0 della Russia nei confronti dell\u2019Ucraina, ha dato un\u2019interpretazione di quella crisi perfettamente conforme alla lettura propria degli Stati Uniti d\u2019America. Mentre il cancelliere tedesco Scholz, o il presidente della Repubblica francese, Macron, ogni tanto hanno ricordato che gli interessi di potenza propri degli Stati Uniti d\u2019America e gli interessi economici della Unione Europea non sono necessariamente coincidenti, il presidente Draghi non ha mai avuto dubbi. Si \u00e8 allineato su posizioni integralmente filoamericane. A partire dall\u2019adesione entusiastica alla prospettiva che l\u2019Ucraina entri a far parte dell\u2019Unione Europea. Per quanto mi riguarda, sono in radicale disaccordo con le scelte compiute dall\u2019Unione Europea nel merito della crisi ucraina. In un mio precedente articolo ho scritto che, a partire dalla data del 22 marzo 2022, mi consideravo ufficialmente all\u2019opposizione rispetto al governo presieduto da Mario Draghi.<\/p>\n<p>La posta in gioco va ben oltre la crisi ucraina. Dopo la dissoluzione dell\u2019Unione Sovietica, nel 1991, gli Stati Uniti d\u2019America sono rimasti a lungo l\u2019unica potenza globale. Cos\u00ec hanno finito per confondere i propri interessi di potenza con la legalit\u00e0 internazionale. La stessa concezione dei diritti umani \u00e8 scaduta ad arma ideologica, con la quale &#8220;bastonare&#8221; tutti gli Stati &#8220;reprobi&#8221;, ossia quelli che non si allineano al volere americano. La legalit\u00e0 internazionale imposta unilateralmente dagli Stati Uniti d\u2019America non realizza alcuna esigenza di giustizia e di equit\u00e0. Se sei uno Stato fedele alleato degli USA vieni giustificato e perdonato qualunque cosa abbia fatto; e, naturalmente, vieni protetto. Come non molti sanno, i cittadini degli Stati Uniti possono essere giudicati soltanto da corti statunitensi; non da corti di giustizia internazionali. Perch\u00e9 i diritti umani vanno tutelati e affermati, s\u00ec, ma sempre per gli altri.<\/p>\n<p>Lo stesso sistema monetario \u00e8 oggi largamente dominato dagli americani e dai loro pi\u00f9 stretti alleati. Si pensi al sistema cosiddetto &#8220;Swift&#8221;, acronimo di &#8220;Societ\u00e0 mondiale per le telecomunicazioni finanziarie interbancarie&#8221;. Si tratta di un\u2019istituzione con sede a Bruxelles, in Belgio. Escludere uno Stato dal circuito Swift significa, tendenzialmente, rendere pi\u00f9 difficili le transazioni interbancarie, cosicch\u00e9 i pagamenti che dovrebbero essere destinati a quello Stato siano molto ritardati, se non impediti del tutto. La conseguenza \u00e8 che la Cina, la Russia, altri Paesi, stanno organizzandosi per attivare sistemi alternativi che consentano le transazioni interbancarie internazionali. C\u2019\u00e8, quindi, un ordine internazionale che viene messo sempre pi\u00f9 in discussione, da tutti i punti di vista.<\/p>\n<p>Non auspico certamente che, al posto di un accettabile sistema di legalit\u00e0 internazionale, si instauri il caos. \u00c8 fin troppo palese, tuttavia, che l\u2019Organizzazione delle Nazioni Unite (ONU), non funzioni, non realizzi i suoi compiti di istituto e, cos\u00ec, come \u00e8 al momento strutturata, sia nell\u2019impossibilit\u00e0 di funzionare in modo efficiente. Servirebbe una molto significativa riforma dell\u2019ONU. Ad esempio, eliminando i privilegi dei quali finora hanno goduto i cinque membri permanenti del Consiglio di sicurezza. Privilegi legati alla circostanza che si trattava delle potenze vincitrici della seconda guerra mondiale. Sono trascorsi 77 anni dal termine della seconda guerra mondiale. \u00c8 venuto il momento di pensare ad un differente assetto internazionale, capace di determinare un nuovo equilibrio; quindi la ripresa di relazioni il pi\u00f9 possibile pacifiche.<\/p>\n<p>Dal mio punto di vista, la riforma dell\u2019ONU avr\u00e0 un senso se verr\u00e0 realizzata in modo da affermare il principio del multilateralismo: ossia se sar\u00e0 frutto del consenso di una pluralit\u00e0 qualificata di Stati (ad esempio, una maggioranza qualificata di quelli che fanno parte del Consiglio di Sicurezza), consenso espresso secondo apposite procedure. Soltanto se determinata nella logica multilaterale, la legalit\u00e0 internazionale potr\u00e0 definirsi veramente tale e, quindi, acquistare autorevolezza. Quanto alla ipotetica, futura, composizione del Consiglio di sicurezza dell\u2019ONU, esso, secondo, me dovrebbe ricomprendere stabilmente tutti gli Stati che, attualmente, fanno parte del Gruppo denominato &#8220;G20&#8221;. Istituito nel 1999, comprendente gli Stati, di tutti i continenti, pi\u00f9 rilevanti dal punto di vista economico e finanziario. Un certo numero di Stati, scelti periodicamente dall\u2019Assemblea generale, mediante elezione, verrebbero poi ad integrare la struttura del Consiglio di sicurezza.<\/p>\n<p>L\u2019esperienza di Draghi quale presidente della Banca Centrale Europea (BCE) \u00e8 stata molto positiva e ha portato vantaggi all\u2019Italia. La palese &#8220;impoliticit\u00e0&#8221; di Draghi nella veste di presidente del Consiglio dei ministri italiano, \u00e8 stata altrettanto evidente. Il Presidente della Repubblica Mattarella ha ritenuto che il prestigio personale di cui godeva l\u2019uomo Draghi fosse sufficiente per assicurargli la guida politica, in una situazione caratterizzata da un Parlamento italiano, questo della XVIII Legislatura, assai problematico, con forze politiche e gruppi parlamentari molto frammentati al proprio interno. Sarebbe servita una capacit\u00e0 di convincimento e di mediazione che il presidente del Consiglio uscente non aveva nelle proprie corde. Del resto, i talenti sono distribuiti: \u00e8 difficile che una stessa persona sappia fare tutto.<\/p>\n<p>\u00c8 curioso che un sicuro democratico, quale il presidente della Repubblica Mattarella, abbia ormai dato ripetute prove della sua contrariet\u00e0 ad andare ad elezioni anticipate, anche quando \u00e8 stato palese che le Camere non potessero funzionare altrimenti che in modo disordinato e politicamente contraddittorio. Che democratico \u00e8 chi ricorre ad ogni scusa, ad ogni pretesto, purch\u00e9 non si voti, come se le elezioni fossero un male in s\u00e9? Nel Regno Unito, culla della democrazia rappresentativa, oppure in Spagna, non si fanno certamente drammi, quando \u00e8 necessario ricorrere ad elezioni anticipate.<\/p>\n<p>C\u2019\u00e8 poi un ulteriore argomento da considerare. Molti fra gli iniziali oppositori di Draghi ritennero di avversarlo, quando fu nominato presidente del Consiglio, perch\u00e9 lo considerano un &#8220;banchiere&#8221;, molto legato alla finanza internazionale; ossia un &#8220;liberista&#8221;. Io allora tifavo per lui per i motivi esattamente opposti. Speravo potesse mettere ordine nei disastrati conti pubblici italiani; lavorare perch\u00e9, passando attraverso una fase espansiva, non si perdesse di vista la necessit\u00e0 di ridurre il debito pubblico nazionale.<\/p>\n<p>A me sembra che Draghi, in economia, si sia rivelato un puro &#8220;socialdemocratico&#8221;, un keynesiano, se vogliamo nobilitare la cosa. Ci\u00f2 spiega il naturale feeling che il Partito Democratico prova per lui. Gli ho sentito parlare di dovere di &#8220;protezione&#8221; che lo Stato italiano deve assicurare nei confronti di tutti i cittadini in condizione di sofferenza economica. Per realizzare la predetta &#8220;protezione&#8221;, tutto va bene: dall\u2019alleggerimento delle bollette per i consumi di energia, alla riduzione dell\u2019accise sulla benzina, eccetera. Provvedimenti con efficacia limitata, nel contesto di una grave crisi internazionale; in cui la situazione economica pu\u00f2 peggiorare, ma \u00e8 difficile migliori a breve termine. Cos\u00ec si butta il denaro pubblico dalla finestra e, nel giro di sei mesi, i cittadini sono pi\u00f9 in difficolt\u00e0 di prima.<\/p>\n<p>Non si sta dalla parte dello Stato perch\u00e9 questo ci &#8220;protegge&#8221; economicamente. Il dovere di una classe dirigente degna di questo nome \u00e8 cercare di far s\u00ec che lo Stato sia sempre pi\u00f9 in grado di servire in modo efficiente i cittadini (tutti i cittadini) realizzando riforme di grande respiro. A partire da una diversa strutturazione della scuola pubblica e dei contenuti del suo insegnamento. Oggi la scuola pubblica italiana pu\u00f2 piacere soltanto ai demagoghi. L\u2019ignoranza dilagante non fa certo bene, n\u00e9 allo sviluppo economico, n\u00e9 al funzionamento delle istituzioni democratico-rappresentative. Lo Stato italiano deve recuperare credibilit\u00e0 nei confronti del mondo finanziario internazionale. Quindi finirla con la politica economica basata sui bonus, sulle mancette e sui provvedimenti corto respiro. Tale politica, a ben vedere, ha senso esclusivamente in una logica clientelare. Non per cercare di costruire un futuro migliore per la comunit\u00e0 nazionale.<\/p>\n<p>Per quanto riguarda, infine, l\u2019ormai famoso Piano nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), potrebbe rivelarsi un bel titolo; ma, in non pochi casi, con una distanza incolmabile fra obiettivi dichiarati e possibilit\u00e0 di realizzazione pratica. Si sa che noi italiani possiamo brillare per molte cose; ma la capacit\u00e0 organizzativa, l\u2019efficienza amministrativa, ci fanno difetto. Sono il nostro maggior punto debole. La burocrazia finisce sempre per trionfare, perch\u00e9 nessuno vuole assumersi un minimo di responsabilit\u00e0 decisionale e tutti fanno a gara per &#8220;coprirsi le spalle&#8221; da potenziali vicende giudiziarie e per scaricare la responsabilit\u00e0 su altri.<\/p>\n<p>Aggiungo che lo Stato italiano si dovrebbe amare, a prescindere dalla &#8220;protezione&#8221; economica. Perch\u00e9 ci sente parte integrante ed attiva di una comunit\u00e0 nazionale, che ha in comune una bellissima lingua, una letteratura importante e molto ricca, tanti esempi umani delle precedenti generazioni dai quali poter trarre insegnamenti. Storia, costumi, tradizioni, letteratura, amore per la lingua, sono appunto alcuni dei valori che una scuola pubblica bastarda ha azzerato.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Livio Ghersi &#8211; Chi \u00e8 pi\u00f9 europeista? 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