{"id":157816,"date":"2022-09-16T11:29:20","date_gmt":"2022-09-16T09:29:20","guid":{"rendered":"https:\/\/nuovosoldo.com\/?p=157816"},"modified":"2022-09-16T11:29:20","modified_gmt":"2022-09-16T09:29:20","slug":"discorso-di-papa-francesco","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/nuovosoldo.com\/index.php\/2022\/09\/16\/discorso-di-papa-francesco\/","title":{"rendered":"DISCORSO DI PAPA FRANCESCO"},"content":{"rendered":"<p><em>Fratelli e sorelle!<\/em><\/p>\n<p>Permettetemi di rivolgermi a voi con queste parole dirette e familiari: fratelli e sorelle. Cos\u00ec desidero salutarvi, Capi religiosi e Autorit\u00e0, membri del Corpo diplomatico e delle Organizzazioni internazionali, Rappresentanti di istituzioni accademiche e culturali, della societ\u00e0 civile e di varie organizzazioni non governative, in nome di quella fratellanza che tutti ci unisce, in quanto\u00a0<em>figli e figlie dello stesso Cielo<\/em>.<\/p>\n<p>Di fronte al mistero dell\u2019infinito che ci sovrasta e ci attira, le religioni ci ricordano che siamo creature: non siamo onnipotenti, ma donne e uomini in cammino verso la medesima meta celeste. La creaturalit\u00e0 che condividiamo instaura cos\u00ec una comunanza, una reale fraternit\u00e0. Ci rammenta che il senso della vita non pu\u00f2 ridursi ai nostri interessi personali, ma si inscrive nella fratellanza che ci contraddistingue. Cresciamo solo con gli altri e grazie agli altri. Cari\u00a0<em>Leader<\/em>\u00a0e Rappresentanti delle religioni mondiali e tradizionali, ci troviamo in una terra percorsa nei secoli da grandi carovane: in questi luoghi, anche attraverso l\u2019antica via della seta, si sono intrecciate tante storie, idee, fedi e speranze. Possa il Kazakhstan essere ancora una volta\u00a0<em>terra d\u2019incontro<\/em>\u00a0tra chi \u00e8 distante. Possa aprire\u00a0<em>una nuova via di incontro<\/em>, incentrata sui rapporti umani: sul rispetto, sull\u2019onest\u00e0 del dialogo, sul valore imprescindibile di ciascuno, sulla collaborazione; una via fraterna per camminare insieme verso la pace.<\/p>\n<p>Ieri ho preso in prestito l\u2019immagine della dombra; oggi allo strumento musicale vorrei associare una voce, quella del poeta pi\u00f9 celebre del Paese, padre della sua moderna letteratura, l\u2019educatore e compositore spesso raffigurato proprio insieme alla dombra. Abai (1845-1904), come popolarmente \u00e8 chiamato, ci ha lasciato scritti impregnati di religiosit\u00e0, nei quali traspare la migliore anima di questo popolo: una saggezza armoniosa, che desidera la pace e la ricerca interrogandosi con umilt\u00e0, anelando a una sapienza degna dell\u2019uomo, mai chiusa in visioni ristrette e anguste, ma disposta a lasciarsi ispirare da molteplici esperienze. Abai ci provoca con un interrogativo intramontabile: \u00abQual \u00e8 la bellezza della vita, se non si va in profondit\u00e0?\u00bb (<em>Poesia<\/em>, 1898). Un altro poeta si chiedeva il senso dell\u2019esistenza, mettendo sulle labbra di un pastore di queste sconfinate terre d\u2019Asia una domanda altrettanto essenziale: \u00abOve tende questo vagar mio breve?\u00bb (G. Leopardi,\u00a0<em>Canto notturno di un pastore errante dell\u2019Asia<\/em>). Sono interrogativi come questi a suscitare il bisogno della religione, a ricordarci che noi esseri umani non esistiamo tanto per soddisfare interessi terreni e per tessere relazioni di sola natura economica, quanto per camminare insieme, come viandanti con lo sguardo rivolto al Cielo. Abbiamo bisogno di trovare un senso alle domande ultime, di coltivare la spiritualit\u00e0; abbiamo bisogno, diceva Abai, di mantenere \u00abdesta l\u2019anima e limpida la mente\u00bb (<em>Parola 6<\/em>).<\/p>\n<p>Fratelli e sorelle, il mondo attende da noi l\u2019esempio di anime deste e di menti limpide, attende religiosit\u00e0 autentica. \u00c8 venuta l\u2019ora di destarsi da quel fondamentalismo che inquina e corrode ogni credo, l\u2019ora di rendere limpido e compassionevole il cuore. Ma \u00e8 anche l\u2019ora di lasciare solo ai libri di storia i discorsi che per troppo tempo, qui e altrove, hanno inculcato sospetto e disprezzo nei riguardi della religione, quasi fosse un fattore di destabilizzazione della societ\u00e0 moderna. In questi luoghi \u00e8 ben nota l\u2019eredit\u00e0 dell\u2019ateismo di Stato, imposto per decenni, quella mentalit\u00e0 opprimente e soffocante per la quale il solo uso della parola \u201creligione\u201d creava imbarazzo. In realt\u00e0, le religioni non sono problemi, ma parte della soluzione per una convivenza pi\u00f9 armoniosa. La ricerca della trascendenza e il sacro valore della fraternit\u00e0 possono infatti ispirare e illuminare le scelte da prendere nel contesto delle crisi geopolitiche, sociali, economiche, ecologiche ma, alla radice, spirituali che attraversano molte istituzioni odierne, anche le democrazie, mettendo a repentaglio la sicurezza e la concordia tra i popoli. Abbiamo dunque bisogno di religione per rispondere alla sete di pace del mondo e alla sete di infinito che abita il cuore di ogni uomo.<\/p>\n<p>Per questo, condizione essenziale per uno sviluppo davvero umano e integrale \u00e8\u00a0<em>la libert\u00e0 religiosa<\/em>. Fratelli, sorelle, siamo creature libere. Il nostro Creatore si \u00e8 \u201cfatto da parte per noi\u201d, ha, per cos\u00ec dire, \u201climitato\u201d la sua libert\u00e0 assoluta per fare anche di noi delle creature libere. Come possiamo allora costringere dei fratelli in nome suo? \u00abMentre crediamo e adoriamo \u2013 insegnava Abai \u2013, non dobbiamo dire che possiamo costringere gli altri a credere e adorare\u00bb (<em>Parola 45<\/em>). La libert\u00e0 religiosa \u00e8 un diritto fondamentale, primario e inalienabile, che occorre promuovere ovunque e che non pu\u00f2 limitarsi alla sola libert\u00e0 di culto. \u00c8 infatti diritto di ogni persona rendere pubblica testimonianza al proprio credo: proporlo senza mai imporlo. \u00c8 la buona pratica dell\u2019annuncio, differente dal proselitismo e dall\u2019indottrinamento, da cui tutti sono chiamati a tenersi distanti. Relegare alla sfera del privato il credo pi\u00f9 importante della vita priverebbe la societ\u00e0 di una ricchezza immensa; favorire, al contrario, contesti dove si respira una rispettosa convivenza delle diversit\u00e0 religiose, etniche e culturali \u00e8 il modo migliore per valorizzare i tratti specifici di ciascuno, di unire gli esseri umani senza uniformarli, di promuoverne le aspirazioni pi\u00f9 alte senza tarparne lo slancio.<\/p>\n<p>Ecco dunque, accanto al valore immortale della religione, quello attuale, che il Kazakhstan mirabilmente promuove, ospitando da un ventennio questo Congresso di rilevanza mondiale. La presente edizione ci porta a riflettere sul nostro ruolo nello sviluppo spirituale e sociale dell\u2019umanit\u00e0 durante il periodo post-pandemico.<\/p>\n<p><em>La pandemia, tra vulnerabilit\u00e0 e cura<\/em>, rappresenta\u00a0<em>la prima di<\/em>\u00a0<em>quattro sfide globali<\/em>\u00a0che vorrei delineare e che richiamano tutti \u2013 ma in modo speciale le religioni \u2013 a una maggiore unit\u00e0 d\u2019intenti. Il Covid-19 ci ha messo tutti sullo stesso piano. Ci ha fatto capire che, come diceva Abai, \u00abnon siamo demiurghi, ma mortali\u00bb (<em>ibid.<\/em>): tutti ci siamo sentiti fragili, tutti bisognosi di assistenza; nessuno pienamente autonomo, nessuno completamente autosufficiente. Ora, per\u00f2, non possiamo dilapidare il bisogno di solidariet\u00e0 che abbiamo avvertito andando avanti come se nulla fosse successo, senza lasciarci interpellare dall\u2019esigenza di affrontare insieme le urgenze che riguardano tutti. A ci\u00f2 le religioni non devono essere indifferenti: sono chiamate a stare in prima linea, ad essere promotrici di unit\u00e0 di fronte a prove che rischiano di dividere ancora di pi\u00f9 la famiglia umana.<\/p>\n<p>Nello specifico, sta a noi, che crediamo nel Divino, aiutare i fratelli e le sorelle della nostra epoca a\u00a0<em>non dimenticare la vulnerabilit\u00e0\u00a0<\/em>che ci caratterizza: a non cadere in false presunzioni di onnipotenza suscitate da progressi tecnici ed economici, che da soli non bastano; a non farsi imbrigliare nei lacci del profitto e del guadagno, quasi fossero i rimedi a tutti i mali; a non assecondare uno sviluppo insostenibile che non rispetti i limiti imposti dal creato; a non lasciarsi anestetizzare dal consumismo che stordisce, perch\u00e9 i beni sono per l\u2019uomo e non l\u2019uomo per i beni. Insomma, la nostra comune vulnerabilit\u00e0, emersa durante la pandemia, dovrebbe stimolarci a non andare avanti come prima, ma con pi\u00f9 umilt\u00e0 e lungimiranza.<\/p>\n<p>Oltre a sensibilizzare sulla nostra fragilit\u00e0 e responsabilit\u00e0, i credenti nel post-pandemia sono chiamati alla\u00a0<em>cura<\/em>: a prendersi cura dell\u2019umanit\u00e0 in tutte le sue dimensioni, diventando\u00a0<em>artigiani di comunione<\/em>\u00a0\u2013 ripeto la parola: artigiani di comunione \u2013, testimoni di una collaborazione che superi gli steccati delle proprie appartenenze comunitarie, etniche, nazionali e religiose. Ma come intraprendere una missione cos\u00ec ardua? Da dove iniziare? Dall\u2019ascolto dei pi\u00f9 deboli, dal dare voce ai pi\u00f9 fragili, dal farsi eco di una solidariet\u00e0 globale che in primo luogo riguardi loro, i poveri, i bisognosi che pi\u00f9 hanno sofferto la pandemia, la quale ha fatto prepotentemente emergere l\u2019iniquit\u00e0 delle disuguaglianze planetarie. Quanti, oggi ancora, non hanno facile accesso ai vaccini, quanti! Stiamo dalla loro parte, non dalla parte di chi ha di pi\u00f9 e d\u00e0 di meno; diventiamo coscienze profetiche e coraggiose, facciamoci prossimi a tutti ma specialmente ai troppi dimenticati di oggi, agli emarginati, alle fasce pi\u00f9 deboli e povere della societ\u00e0, a coloro che soffrono di nascosto e in silenzio, lontano dai riflettori. Quanto vi propongo non \u00e8 solo una via per essere pi\u00f9 sensibili e solidali, ma un percorso di guarigione per le nostre societ\u00e0. S\u00ec, perch\u00e9 \u00e8 proprio l\u2019indigenza a permettere il dilagare di epidemie e di altri grandi mali che prosperano sui terreni del disagio e delle disuguaglianze. Il maggior fattore di rischio dei nostri tempi permane\u00a0<em>la povert\u00e0<\/em>. A tale proposito Abai saggiamente si domandava: \u00abPossono quanti hanno fame custodire una mente limpida [\u2026] e mostrare diligenza nell\u2019apprendere? Povert\u00e0 e liti [\u2026] generano [\u2026] violenza e avidit\u00e0\u00bb (<em>Parola 25<\/em>). Fino a quando continueranno a imperversare disparit\u00e0 e ingiustizie, non potranno cessare virus peggiori del Covid: quelli dell\u2019odio, della violenza, del terrorismo.<\/p>\n<p>E questo ci porta alla seconda sfida planetaria che interpella in modo particolare i credenti:\u00a0<em>la sfida della pace.<\/em>\u00a0Negli ultimi decenni il dialogo tra i responsabili delle religioni ha riguardato soprattutto questa tematica. Eppure, vediamo i nostri giorni ancora segnati dalla piaga della guerra, da un clima di esasperati confronti, dall\u2019incapacit\u00e0 di fare un passo indietro e tendere la mano all\u2019altro. Occorre un sussulto e occorre, fratelli e sorelle, che venga da noi. Se il Creatore, a cui dedichiamo l\u2019esistenza, ha dato origine alla vita umana, come possiamo noi, che ci professiamo credenti, acconsentire che essa venga distrutta? E come possiamo pensare che gli uomini del nostro tempo, molti dei quali vivono come se Dio non esistesse, siano motivati a impegnarsi in un dialogo rispettoso e responsabile se le grandi religioni, che costituiscono l\u2019anima di tante culture e tradizioni, non si impegnano attivamente per la pace?<\/p>\n<p>Memori degli orrori e degli errori del passato, uniamo gli sforzi, affinch\u00e9 mai pi\u00f9 l\u2019Onnipotente diventi ostaggio della volont\u00e0 di potenza umana. Abai rammenta che \u201ccolui che permette il male e non si oppone al male non pu\u00f2 essere considerato un vero credente ma, nel migliore dei casi, un credente tiepido\u201d (cfr\u00a0<em>Parola<\/em>\u00a0<em>38<\/em>). Fratelli e sorelle, \u00e8 necessaria, per tutti e per ciascuno, una purificazione dal male. Il grande poeta kazako insisteva su questo aspetto, scrivendo che chi \u00ababbandona l\u2019apprendimento si priva di una benedizione\u00bb e \u00abchi non \u00e8 severo con s\u00e9 stesso e non \u00e8 capace di compassione non pu\u00f2 essere considerato credente\u00bb (<em>Parola<\/em>\u00a0<em>12<\/em>). Fratelli e sorelle, purifichiamoci, dunque, dalla presunzione di sentirci giusti e di non avere nulla da imparare dagli altri; liberiamoci da quelle concezioni riduttive e rovinose che offendono il nome di Dio attraverso rigidit\u00e0, estremismi e fondamentalismi, e lo profanano mediante l\u2019odio, il fanatismo e il terrorismo, sfigurando anche l\u2019immagine dell\u2019uomo. S\u00ec, perch\u00e9 \u00abla fonte dell\u2019umanit\u00e0 \u2013 ricorda Abai \u2013 \u00e8 amore e giustizia, [\u2026] sono esse le corone della creazione divina\u00bb (<em>Parola<\/em>\u00a0<em>45<\/em>). Non giustifichiamo mai la violenza. Non permettiamo che il sacro venga strumentalizzato da ci\u00f2 che \u00e8 profano. Il sacro non sia puntello del potere e il potere non si puntelli di sacralit\u00e0!<\/p>\n<p>Dio \u00e8 pace e conduce sempre alla pace, mai alla guerra. Impegniamoci dunque, ancora di pi\u00f9, a promuovere e rafforzare la necessit\u00e0 che i conflitti si risolvano non con le inconcludenti ragioni della forza, con le armi e le minacce, ma con gli unici mezzi benedetti dal Cielo e degni dell\u2019uomo: l\u2019incontro, il dialogo, le trattative pazienti, che si portano avanti pensando in particolare ai bambini e alle giovani generazioni. Esse incarnano la speranza che la pace non sia il fragile risultato di affannosi negoziati, ma il frutto di un impegno educativo costante, che promuova i loro sogni di sviluppo e di futuro. Abai, in tal senso, incoraggiava a espandere il sapere, a valicare il confine della propria cultura, ad abbracciare la conoscenza, la storia e la letteratura degli altri. Investiamo, vi prego, in questo: non negli armamenti, ma nell\u2019istruzione!<\/p>\n<p>Dopo quelle della pandemia e della pace, raccogliamo una terza sfida, quella dell\u2019<em>accoglienza fraterna<\/em>. Oggi \u00e8 grande la fatica di accettare l\u2019essere umano. Ogni giorno nascituri e bambini, migranti e anziani vengono scartati. C\u2019\u00e8 una cultura dello scarto. Tanti fratelli e sorelle muoiono sacrificati sull\u2019altare del profitto, avvolti dall\u2019incenso sacrilego dell\u2019indifferenza. Eppure ogni essere umano \u00e8 sacro. \u00abHomo sacra res homini\u00bb, dicevano gli antichi (Seneca,\u00a0<em>Epistulae morales ad Lucilium<\/em>, 95,33): \u00e8 compito anzitutto nostro, delle religioni, ricordarlo al mondo! Mai come ora assistiamo a grandi spostamenti di popolazioni, causati da guerre, povert\u00e0, cambiamenti climatici, dalla ricerca di un benessere che il mondo globalizzato permette di conoscere, ma a cui \u00e8 spesso difficile accedere. Un grande esodo \u00e8 in corso: dalle aree pi\u00f9 disagiate si cerca di raggiungere quelle pi\u00f9 benestanti. Lo vediamo tutti i giorni, nelle diverse migrazioni nel mondo. Non \u00e8 un dato di cronaca, \u00e8 un fatto storico che richiede soluzioni condivise e lungimiranti. Certo, viene istintivo difendere le proprie sicurezze acquisite e chiudere le porte per paura; \u00e8 pi\u00f9 facile sospettare dello straniero, accusarlo e condannarlo piuttosto che conoscerlo e capirlo. Ma \u00e8 nostro dovere ricordare che il Creatore, il quale veglia sui passi di ogni creatura, ci esorta ad avere uno sguardo simile al suo, uno sguardo che riconosca il volto del fratello. Il fratello migrante bisogna riceverlo, accompagnarlo, promuoverlo e integrarlo.<\/p>\n<p>La lingua kazaka invita a questo sguardo accogliente: in essa \u201camare\u201d letteralmente significa \u201cavere uno sguardo buono su qualcuno\u201d. Ma anche la cultura tradizionale di queste regioni afferma la medesima cosa attraverso un bel proverbio popolare: \u00abSe incontri qualcuno, cerca di renderlo felice, forse \u00e8 l\u2019ultima volta che lo vedi\u00bb. Se il culto dell\u2019ospitalit\u00e0 della steppa ricorda il valore insopprimibile di ogni essere umano, Abai lo sancisce dicendo che \u00abl\u2019uomo dev\u2019essere amico dell\u2019uomo\u00bb e che tale amicizia si fonda su una condivisione universale, perch\u00e9 le realt\u00e0 importanti della vita e dopo la vita sono comuni. E dunque, sentenzia, \u00abtutte le persone sono ospiti l\u2019una dell\u2019altra\u00bb e \u00abl\u2019uomo stesso \u00e8 un ospite in questa vita\u00bb (<em>Parola<\/em>\u00a0<em>34<\/em>). Riscopriamo l\u2019arte dell\u2019ospitalit\u00e0, dell\u2019accoglienza, della compassione. E impariamo pure a vergognarci: s\u00ec, a provare quella sana vergogna che nasce dalla piet\u00e0 per l\u2019uomo che soffre, dalla commozione e dallo stupore per la sua condizione, per il suo destino di cui sentirsi partecipi. \u00c8 la via della compassione, che rende pi\u00f9 umani e pi\u00f9 credenti. Sta a noi, oltre che affermare la dignit\u00e0 inviolabile di ogni uomo, insegnare a\u00a0<em>piangere per gli altri<\/em>, perch\u00e9 solo se avvertiremo come nostre le fatiche dell\u2019umanit\u00e0 saremo veramente umani.<\/p>\n<p>Un\u2019ultima sfida globale ci interpella:\u00a0<em>la custodia della casa comune<\/em>. Di fronte agli stravolgimenti climatici occorre proteggerla, perch\u00e9 non sia assoggettata alle logiche del guadagno, ma preservata per le generazioni future, a lode del Creatore. Scriveva Abai: \u00abChe mondo meraviglioso ci ha dato il Creatore! Egli ci ha donato la sua luce con magnanimit\u00e0 e generosit\u00e0. Quando la madre-terra ci ha nutriti al suo seno, il nostro Padre celeste con premura si \u00e8 inclinato su di noi\u00bb (<em>dalla poesia \u201cPrimavera\u201d<\/em>). Con cura amorevole l\u2019Altissimo ha disposto una casa comune per la vita: e noi, che ci professiamo suoi, come possiamo permettere che venga inquinata, maltrattata e distrutta? Uniamo gli sforzi anche in questa sfida. Non \u00e8 l\u2019ultima per importanza. Essa, infatti, si ricollega alla prima, a quella pandemica. Virus come il Covid-19, che, pur microscopici, sono in grado di sgretolare le grandi ambizioni del progresso, spesso sono legati a un equilibrio deteriorato, in gran parte per causa nostra, con la natura che ci circonda. Pensiamo ad esempio alla deforestazione, al commercio illegale di animali vivi, agli allevamenti intensivi\u2026 \u00c8\u00a0<em>la mentalit\u00e0 dello sfruttamento<\/em>\u00a0a devastare la casa che abitiamo. Non solo: essa porta a eclissare quella visione rispettosa e religiosa del mondo voluta dal Creatore. Perci\u00f2 \u00e8 imprescindibile favorire e promuovere la custodia della vita in ogni sua forma.<\/p>\n<p>Cari fratelli e sorelle, andiamo avanti insieme, perch\u00e9 il cammino delle religioni sia sempre pi\u00f9 amichevole. Abai diceva che \u00abun falso amico \u00e8 come un\u2019ombra: quando il sole splende su di te, non ti libererai di lui, ma quando le nuvole si addensano su di te, non si vedr\u00e0 da nessuna parte\u00bb (<em>Parola<\/em>\u00a0<em>37<\/em>). Non ci capiti questo: l\u2019Altissimo ci liberi dalle ombre del sospetto e della falsit\u00e0; ci conceda di coltivare amicizie solari e fraterne, attraverso il dialogo frequente e la luminosa sincerit\u00e0 delle intenzioni. E vorrei ringraziare qui per lo sforzo del Kazakhstan su questo punto: cercare sempre di unire, cercare sempre di provocare il dialogo, cercare sempre di fare amicizia. Questo \u00e8 un esempio che il Kazakhstan d\u00e0 a tutti noi e dobbiamo seguirlo, assecondarlo. Non cerchiamo finti sincretismi concilianti \u2013 non servono \u2013, ma custodiamo le nostre identit\u00e0 aperti al coraggio dell\u2019alterit\u00e0, all\u2019incontro fraterno. Solo cos\u00ec, su questa strada, nei tempi bui che viviamo, potremo irradiare la luce del nostro Creatore. Grazie a tutti voi!<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Fratelli e sorelle! Permettetemi di rivolgermi a voi con queste parole dirette e familiari: fratelli e sorelle. Cos\u00ec desidero salutarvi, Capi religiosi e Autorit\u00e0, membri del Corpo diplomatico e delle Organizzazioni internazionali, Rappresentanti <a href=\"https:\/\/nuovosoldo.com\/index.php\/2022\/09\/16\/discorso-di-papa-francesco\/\" class=\"more-link\">&#8230;<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":6,"featured_media":157817,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":""},"categories":[1],"tags":[],"categoria_articolo":[8087],"tag_articolo":[],"collezione":[],"class_list":["post-157816","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-senza-categoria","categoria_articolo-senza-categoria"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/nuovosoldo.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/157816","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/nuovosoldo.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/nuovosoldo.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/nuovosoldo.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/6"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/nuovosoldo.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=157816"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/nuovosoldo.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/157816\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":157818,"href":"https:\/\/nuovosoldo.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/157816\/revisions\/157818"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/nuovosoldo.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media\/157817"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/nuovosoldo.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=157816"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/nuovosoldo.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=157816"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/nuovosoldo.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=157816"},{"taxonomy":"categoria_articolo","embeddable":true,"href":"https:\/\/nuovosoldo.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categoria_articolo?post=157816"},{"taxonomy":"tag_articolo","embeddable":true,"href":"https:\/\/nuovosoldo.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tag_articolo?post=157816"},{"taxonomy":"collezione","embeddable":true,"href":"https:\/\/nuovosoldo.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/collezione?post=157816"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}