{"id":159284,"date":"2022-10-27T17:29:00","date_gmt":"2022-10-27T15:29:00","guid":{"rendered":"https:\/\/nuovosoldo.com\/?p=159284"},"modified":"2022-10-27T23:40:32","modified_gmt":"2022-10-27T21:40:32","slug":"pantelleria-individuato-a-130-metri-di-profondita-un-sito-subacqueo-con-oltre-300-anfore-di-epoca-punica","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/nuovosoldo.com\/index.php\/2022\/10\/27\/pantelleria-individuato-a-130-metri-di-profondita-un-sito-subacqueo-con-oltre-300-anfore-di-epoca-punica\/","title":{"rendered":"Pantelleria, individuato a 130 metri di profondit\u00e0 un sito subacqueo con oltre 300 anfore di epoca punica"},"content":{"rendered":"<p>Oltre trecento anfore di et\u00e0 punica sono state individuate nel mare di Pantelleria a 130 metri di profondit\u00e0, ad alcune centinaia di metri di distanza dal porticciolo di Gadir. Le immersioni, nell\u2019ambito del progetto \u201cPantelleria 2022\u201d, hanno avuto il coordinamento scientifico della Soprintendenza del Mare della Regione Siciliana e sono state effettuate da un team composto da sette subacquei della Sdss &#8211; The Society for Documentation of Submerged Sites.<\/p>\n<p>Il sito archeologico \u00e8 stato documentato da un gruppo di subacquei altofondalisti che ha rilevato una grande distesa di anfore sparse lungo una fascia di 400 metri. Il giacimento era stato individuato per la prima volta nel 2011 dai due subacquei Francesco Spaggiari e Fabio Leonardi. Adesso, la Sdss, guidata da Mario Arena, ha rivelato l&#8217;esatta consistenza del ritrovamento, documentando con immagini fotografiche e video la grande concentrazione di anfore puniche.<\/p>\n<p>\u00abSiamo solo all&#8217;inizio di una campagna di rilievo e documentazione &#8211; dichiara il soprintendente del Mare, Ferdinando Maurici &#8211; che certamente sveler\u00e0 importanti tracce del passato. La costa nord di Pantelleria ha gi\u00e0 restituito preziose testimonianze relative alla navigazione e alla frequentazione dell&#8217;Isola in tempi remoti. Continueremo lo studio di questo interessante e difficile sito subacqueo, vista la notevole profondit\u00e0, grazie alla collaborazione dei professionisti che in questi anni ci hanno consentito di raggiungere eccellenti risultati nello studio della Battaglia delle Egadi\u00bb.<\/p>\n<p>Nel corso delle immersioni sono state effettuate operazioni di rilievo e documentazione videofotografica, realizzando in particolare una fotogrammetria tridimensionale ad alta risoluzione, attualmente in fase di elaborazione. Questo dettagliato rilievo consentir\u00e0 di studiare la consistenza totale del sito archeologico, la tipologia delle anfore e la loro dispersione. Da una prima analisi delle immagini si pu\u00f2 dire che le anfore sono di cinque tipologie, tutte di epoca punica. La maggior parte si presenta in buono stato e, da una stima iniziale, meno di un terzo dei reperti individuati durante la ricognizione appare fratturato. L\u2019analisi della fotogrammetria consentir\u00e0, comunque, di effettuare un esame pi\u00f9 dettagliato.<\/p>\n<p>\u00abLa tutela del patrimonio storico-archeologico della nostra Isola &#8211; commenta il dirigente generale del dipartimento dei Beni culturali e dell&#8217;Identit\u00e0 siciliana, Franco Fazio &#8211; \u00e8 il principale obiettivo della Regione e i tesori sommersi ne costituiscono una parte cospicua e peculiare. Le operazioni appena concluse a Pantelleria rafforzano le collaborazioni internazionali e confermano l\u2019importanza del lavoro di ricerca, studio, tutela e valorizzazione che la Soprintendenza del Mare porta avanti ormai da circa vent&#8217;anni nei fondali siciliani\u00bb.<\/p>\n<p>In occasione della missione, grazie al metal detector subacqueo, sono stati individuati in localit\u00e0 Cala Tramontana, alla profondit\u00e0 di circa 20 metri, alcuni oggetti riconducibili al ritrovamento del 2011, quando fu scoperto e recuperato un tesoretto di circa 4 mila monete puniche. Si tratta, in particolare, di: 11 chiodi in bronzo di un\u2019imbarcazione naufragata nello stesso tratto di mare; 26 anelli in piombo facenti parte della dotazione dell&#8217;imbarcazione e alcuni frammenti in metallo, oltre ad alcuni in ceramica. Questo ritrovamento fa seguito a quello dell\u2019anno scorso, sempre in localit\u00e0 Cala Tramontana, quando furono individuate 40 monete della stessa tipologia, nonch\u00e9 altri chiodi, materiale ceramico e anelli in piombo. I reperti recuperati sono stati trasferiti a Palermo presso il laboratorio di primo intervento della Soprintendenza del Mare per ulteriori studi e analisi.<\/p>\n<p>La Sdss collabora ormai da diversi anni con la Regione, soprattutto nell\u2019ambito delle operazioni di individuazione e recupero dei reperti pertinenti la Battaglia delle Egadi nell&#8217;isola di Levanzo. Il team di ricerca per il progetto \u201cPantelleria 2022\u201d \u00e8 composto da: Soprintendenza del Mare: Ferdinando Maurici e Salvo Emma \u2013 Sdss: Mario Arena, Elena Romano, Claudio Provenzani, Andrea D&#8217;Ambrosi, Sheila Rinaldi, Romano Rampazzo, Massimiliano Sabatini. Diving DIVE-Y: Edoardo Famularo e Marco Bonomo.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Oltre trecento anfore di et\u00e0 punica sono state individuate nel mare di Pantelleria a 130 metri di profondit\u00e0, ad alcune centinaia di metri di distanza dal porticciolo di Gadir. 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