{"id":159566,"date":"2022-11-06T13:04:26","date_gmt":"2022-11-06T12:04:26","guid":{"rendered":"https:\/\/nuovosoldo.com\/?p=159566"},"modified":"2022-11-06T15:06:07","modified_gmt":"2022-11-06T14:06:07","slug":"teatro-vittorio-emanuele-2022-2023-presentazione-della-stagione-2022-2023","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/nuovosoldo.com\/index.php\/2022\/11\/06\/teatro-vittorio-emanuele-2022-2023-presentazione-della-stagione-2022-2023\/","title":{"rendered":"Teatro Vittorio Emanuele 2022\/2023.Presentazione della stagione 2022\/2023"},"content":{"rendered":"<p>MESSINA (5 nov.) \u2013 Presentata oggi, nei locali della rinnovata Sala Laudamo, la stagione del Teatro Vittorio Emanuele 2022\/2023.<br \/>\nUn programma ricco, composto da ben 16 titoli, a cui si aggiunge l\u2019immancabile Concerto di Capodanno, con eventi internazionali e grandi protagonisti del panorama teatrale italiano. Un\u2019ampia variet\u00e0 di proposte fra autori classici o contemporanei. Un cartellone che accoglier\u00e0 il pubblico da dicembre 2022 a maggio 2023 e che vedr\u00e0 protagonista anche l\u2019opera lirica, con produzioni dell\u2019Ente.<br \/>\n\u00abSiamo consapevoli &#8211; dichiara il presidente dott. Orazio Miloro &#8211; che oggi pi\u00f9 che mai Messina ha bisogno di un Teatro in grande forma. In questi tre anni abbiamo lavorato per superare serie difficolt\u00e0 di carattere economico-gestionali e strutturali, dovute sia alle contingenze del momento che a questioni di \u201cprofonda trascuratezza\u201d datate nel tempo, affrontate con determinazione e con grande discrezione, arrivando ad offrire, anche quest\u2019anno, una stagione \u201csostenibile\u201d e \u201ccredibile\u201d. E\u2019 proprio vero: l\u2019arte fiorisce dove ci sono difficolt\u00e0. Sono soddisfatto di questa stagione \u2013 conclude Miloro &#8211; e spero insieme a noi lo siano anche i nostri concittadini, e lo sono ancor di pi\u00f9 vedendo lo slancio del Vittorio Emanuele verso un futuro positivo, con un\u2019inversione di tendenza che guarda tanto al pubblico fidelizzato ma anche, e soprattutto, alle nuove generazioni che devono sentirsi coinvolte e protagoniste nel Teatro della citt\u00e0\u00bb.<\/p>\n<p>\u00abA conclusione del mandato \u2013 dichiara il sovrintendente avv. Gianfranco Scoglio \u2013 sono soddisfatto del programma della stagione, oggi presentato, poich\u00e9 questo come i precedenti, coniuga il passaggio dalla tradizione alla contemporaneit\u00e0 con l\u2019obiettivo di incuriosire il pubblico rappresentando valori e temi che appartengono a ciascuno di noi. Sono temi di riflessione dedicati all\u2019essere e non all\u2019apparire. Un ringraziamento sentito \u2013 conclude Scoglio \u2013 desidero esprimere al Sindaco della Citt\u00e0 che da sempre ci ha supportati, al presidente Orazio Miloro, ai componenti del C.d.A. Giuseppe Ministeri e Nino Principato, al Collegio dei Revisori dottori Cacciola, Carrello e Coniglio, ai Direttori Artistici Simona Celi Zanetti e Matteo Pappalardo per la passione, la competenza e la sensibilit\u00e0 con i quali ci hanno supportati, ai Professori di orchestra ed ai dipendenti tecnici ed amministrativi che hanno reso possibile l\u2019attivit\u00e0 teatrale\u00bb.<\/p>\n<p>\u00abOggi \u2013 dichiara il consigliere dott. Giuseppe Ministeri \u2013 \u00e8 una giornata importante per la nostra Citt\u00e0: il Teatro Vittorio Emanuele torna protagonista presentando la propria Stagione, che conta alcuni appuntamenti in dicembre per poi svilupparsi da gennaio in poi. Una programmazione ampia, variegata, che punta a intercettare storici e nuovi abbonati, i quali potranno orientarsi su ben sedici appuntamenti, oltre al Concerto di Capodanno. Un\u2019offerta che potr\u00e0 anche essere ulteriormente arricchita prossimamente: penso alla musica sinfonica, ai pi\u00f9 piccini, ad un altro titolo d\u2019opera, al Jazz, alla Laudamo. Tutto ci\u00f2 \u2013 conclude Ministeri \u2013 con una rinnovata attenzione agli aspetti amministravi-contabili che questa Amministrazione ha particolarmente curato, ricostituendo una condotta virtuosa, nel segno dell\u2019oculatezza, e che adesso consente di guardare al futuro con ragionevole ottimismo. Un futuro, siamo certi, con il nostro Teatro \u201cattore\u201d principale delle dinamiche culturali (e non solo) del nostro territorio.<\/p>\n<p><b>STAGIONE 2022\/2023<br \/>\nViaggio attraverso i desideri e le paure dell\u2019individuo tra passato e presente<\/b><\/p>\n<p>Il cartellone di prosa proposto per la stagione 2022\/23 affronta, talvolta in chiave ironica ed umoristica altre volte con drammaticit\u00e0 i temi della solitudine, della paura del diverso all\u2019interno della famiglia e pi\u00f9 in generale della societ\u00e0, ed al contempo mostra le luci del coraggio e della determinazione dell\u2019individuo nel lottare per i propri ideali.<br \/>\nIpocrisia, prevaricazione, competitivit\u00e0, ricatti, inganni, invidia, prevalenza dell\u2019apparire sull\u2019essere sono in fondo le ombre della societ\u00e0 contemporanea, come di quella passata, mentre il coraggio, il desiderio di libert\u00e0 e di verit\u00e0 ne rappresentano le luci.<br \/>\nTutti questi elementi costituiscono il filo conduttore della stagione proposta perch\u00e9 presenti in ogni spettacolo.<br \/>\nUn ruolo importante riveste la donna, protagonista di quasi tutti gli spettacoli in stagione, rappresentata in tutta la sua forza e nella sua fragilit\u00e0.<\/p>\n<p>1) \u201cAmori e sapori nelle cucine del Gattopardo\u201d, 20, 21 e 22 gennaio nato da un\u2019idea della direttrice artistica Simona Celi, coprodotta dal Teatro di Messina e dalla Contrada di Trieste, per la regia di Nadia Baldi con Tosca D\u2019Aquino, Giampiero Ingrassia, Giancarlo Ratti, Enzo De Rosa e Francesco Paolo Ferrara e con l\u2019esordio di un giovane attore messinese Tommaso D\u2019Alia.<br \/>\nL\u2019opera ispirata alla Sicilia dell\u2019ottocento si svolge in chiave contemporanea e mette in luce con grande ironia e sarcasmo la sfida tra due cuochi, fatta non solo di piatti succulenti ma di ripicche e ricatti per ingraziarsi i favori del potente padrone di casa Don Fabrizio<\/p>\n<p>2) Mine Vaganti 27, 28 e 29 gennaio di e con la regia di Ferzan OzpeteK con Francesco Pannofino, Iaia Forte, Edoardo Purgatori, Carmine Recano e Simona Marchini.<br \/>\nRiduzione teatrale del film di successo a differenza da questo \u00e8 ambientato in una cittadina tipo Gragnano, in una piccola comunit\u00e0 alto borghese mette in luce il rifiuto del capo famiglia di accettare la diversit\u00e0 delle scelte sessuali dei propri figli per l\u2019incapacit\u00e0 di adeguarsi al cambiamento sociale preferendo l\u2019apparenza all\u2019essere ma alla fine la verit\u00e0 prevale.<\/p>\n<p>3) \u201cCome tu mi vuoi\u201d 3, 4 e 5 febbraio di Lugi Pirandello per la regia di Luca De Fusco con Lucia Lavia<br \/>\nRicorrono i temi pi\u00f9 tipici del tratto pirandelliano: la ricerca della verit\u00e0, mai univoca e sempre inafferrabile dai suoi personaggi. Lo spettatore non capisce chi sia la stessa Ignota, che diventa Lucia solo quando lei lo desidera e lascia che gli altri lo credano.<br \/>\nScatta cos\u00ec l\u2019immedesimazione e l\u2019inevitabile riflessione sulla capacit\u00e0 di ciascuno di potersi rappresentare nella societ\u00e0 in modo diverso da come \u00e8 intimamente nella propria coscienza. La riflessione diventa ancora pi\u00f9 profonda nel domandarsi se ne valga davvero la pena e se ci\u00f2 che si smussa del proprio carattere possa essere realmente ripagato dall\u2019amore degli altri.<br \/>\nLa risposta di Pirandello si impone chiara, come nel Berretto a sonagli: \u00abdica la verit\u00e0, signora, e tutti la prenderanno per pazza, ma almeno sar\u00e0 libera\u00bb. Una verit\u00e0 che per il grande drammaturgo siciliano non pu\u00f2 appartenere al regno del compromesso, ma che tuttavia pu\u00f2 rendersi scudo malleabile all\u2019occorrenza, docile alla volont\u00e0 di cui sapr\u00e0 usarla per farsi beffe dei manipolatori. Il tema dell\u2019opera \u00e8 la differenza tra l\u2019essere e l\u2019apparire ed il contrasto tra l\u2019ipocrisia e la trasparenza.<\/p>\n<p>4) \u201cLisistrata\u201d 10, 11 e 12 febbraio, regia di Ugo Chiti con Amanda Sandrelli<br \/>\nLisistrata \u00e8 un\u2019opera di una modernit\u00e0 impressionante, Aristofane qui pone le donne sullo stesso piano degli uomini inneggiando all\u2019isonomia. \u00c8 un riscatto di genere, o meglio una vera e propria guerra tra i generi, animata dall\u2019intenzione pi\u00f9 nobile: ristabilire la quiete e la tranquillit\u00e0. Questa commedia \u00e8 il primo testo oggi noto che tratti il tema dell&#8217;emancipazione femminile, non solo tramite il lamento patetico (a questo avevano gi\u00e0 pensato le tragedie, una per tutte la Medea di Euripide), ma attraverso una fattiva collaborazione tra donne, anche di diverse citt\u00e0, che appaiono qui pi\u00f9 che mai consce delle loro possibilit\u00e0 nell&#8217;imporre la propria volont\u00e0 agli uomini.<br \/>\n\u00c8 un gesto di ribellione contro la violenza e la prevaricazione e la conclamazione della capacit\u00e0 e dell\u2019intelligenza delle donne.<\/p>\n<p>5) \u201cIl Padre della Sposa\u201d 10, 11 e 12 marzo, regia di Gianluca Guidi con Gianfranco Iannuzzo e Barbara De Rossi<br \/>\nRiduzione teatrale del celebre film \u00e8 una commedia brillante con contenuti sentimentali mette in luce la paura di un padre di perdere la figlia, di non poterla pi\u00f9 proteggere e quindi la paura del nido vuoto.<br \/>\nAllo stesso tempo il padre ha la consapevolezza di doverla lasciare andare perch\u00e9 la pi\u00f9 grande prova d\u2019amore \u00e8 quella di consentire l\u2019esercizio della libert\u00e0 di scelta e di vivere la vita.<\/p>\n<p>6) \u201cIl Nodo\u201d 15, 16 e 17 marzo, regia di Serena Sinigallia con Ambra Angiolini ed Arianna Scommegna<br \/>\nSpettacolo molto intenso che tratta il tema del bullismo altro dramma della societ\u00e0 contemporanea e che fa riflettere sulle ragioni intime che lo generano e sulle responsabilit\u00e0 educative dei genitori e della scuola nei confronti dei ragazzi.<br \/>\nDi chi \u00e8 la colpa se i figli si trasformano in vittime o carnefici.<\/p>\n<p>7) \u201cQuasi Amici\u201d 24, 25 e 26 marzo, regia di Alberto Ferrari con Massimo Ghini e Paolo Ruffini<br \/>\nAnche questa \u00e8 la riduzione teatrale di un film francese di successo.<br \/>\nRacconta la storia di un\u2019amicizia vera, ambientata nel mondo reale eppure surreale per molti aspetti. Soprattutto, \u00e8 il racconto della crescita di un\u2019amicizia nata per opportunismo, per sfruttarsi reciprocamente, salvo poi durare per 10 anni di convivenza pi\u00f9 o meno forzata.<br \/>\nIn definitiva, Quasi Amici \u00e8 una favola atipica moderna che ha il merito di raccontare il disagio sociale di chi non si sente libero di fare delle scelte e di chi pur avendo apparentemente tutto non possiede nulla. Queste due realt\u00e0 si specchiano l\u2019una con l\u2019altra che, compenetrandosi, mettono in piedi un gigantesco affresco emotivo.<\/p>\n<p>8) \u201cUna Compagnia di Pazzi\u201d 31 marzo, 1 e 2 aprile regia di Antonio Grosso con Antonello Pascale, Francesco Nannarelli, Joele Rotini, Gaspare Di Stefano e Natale Russo<br \/>\n\u00c8 ambientato in un manicomio in dismissione diretto da un uomo senza un minimo di umanit\u00e0.<br \/>\nUno spettacolo che tratta un tema forte con la solita ironia che caratterizza oramai da anni gli spettacoli di Antonio Grosso. La compagnia \u00e8 la stessa che ha portato per anni in giro, nei migliori teatri italiani, lo spettacolo diventato un cult, Minchia Signor tenente.<br \/>\nIl sogno della libert\u00e0 prevale sulla crudelt\u00e0 con cui i cosiddetti \u201csani di mente\u201d tentano di prevaricare i cosiddetti diversi.<\/p>\n<p>9) Manola 14, 15 e 16 aprile, regia di Leo Muscato con Nancy Brilli e Chiara Noschese<br \/>\nUna maratona commovente, che svela l\u2019intimit\u00e0 femminile in tutte le sue sfumature.<br \/>\nOdio ed amore di due sorelle gemelle in contrasto fin da prima della nascita, si raccontano a Manola, terapeuta dell\u2019occulto, che altro non \u00e8 se non il pubblico, dal quale pretendono attenzione e comprensione. Il linguaggio comico, colto e gergale, alto e basso si alterna come nella realt\u00e0, per raccontare una tragedia contemporanea, in chiave di commedia esilarante.<\/p>\n<p>10) \u201cZorro\u201d 28, 29 e 30 aprile, diretto ed interpretato da Sergio Castellitto<br \/>\nUn vagabondo che ripercorre la storia della sua vita e delle scelte che lo hanno portato a vivere sulla strada e nel mentre riflette sul significato della vita. Un uomo ai margini della societ\u00e0 capace di vedere la realt\u00e0 osservando la vita delle persone &#8220;normali&#8221;.<br \/>\n&#8220;Zorro mi ha aiutato a stanare un timore che da qualche parte appartiene a tutti. Perch\u00e9 dentro ognuno di noi, inconfessata, incappucciata, c&#8217;\u00e8 questa estrema possibilit\u00e0: perdere improvvisamente i fili, le zavorre che ci tengono ancorati al mondo regolare. Chi di noi in una notte di strozzatura d&#8217;anima, bavero alzato sotto un portico, non ha sentito verso quel corpo, quel sacco di fagotti con un uomo dentro, una possibilit\u00e0 di se stesso? I barboni sono randagi scappati dalle nostre case, odorano dei nostri armadi, puzzano di ci\u00f2 che non hanno, ma anche di tutto ci\u00f2 che ci manca. Perch\u00e9 forse ci manca quell&#8217;andare silenzioso totalmente libero, quel deambulare perplesso, magari losco, eppure cos\u00ec naturale, cos\u00ec necessario, quel fottersene del tempo meteorologico e di quello irreversibile dell&#8217;orologio&#8221; Sergio Castellitto<br \/>\n11) \u201cPerfetti Sconosciuti\u201d 9, 10 e 11 maggio, regia di Paolo Genovese con Paolo Calabresi<br \/>\nAnche questa \u00e8 la riduzione teatrale del celebre film.<br \/>\nOgnuno di noi ha tre vite una pubblica, una privata ed una segreta.<br \/>\nQuesta \u00e8 una brillante commedia sull\u2019amicizia sull\u2019amore e sul tradimento che porter\u00e0 quattro coppie di amici a confrontarsi e scoprire di essere perfetti sconosciuti attraverso il gioco della verit\u00e0 svelando i propri segreti pi\u00f9 profondi.<\/p>\n<p>TOSCA 24 e 26 febbraio, regia di Carlo Antonio De Lucia, direttore Carlo Palleschi, Orchestra del Teatro Vittorio Emanuele<br \/>\nTosca\u201d \u00e8 un\u2019opera divisa in tre atti, che conta tre personaggi principali: Floria Tosca, Mario Cavaradossi e il barone Scarpia.<br \/>\nNel personaggio di Tosca (soprano) troviamo un concentrato di vitalit\u00e0, giovinezza, passione e soprattutto gelosia; \u00e8 caratterizzata da una forte personalit\u00e0. Cavaradossi (tenore) \u00e8 la rappresentazione del giovane liberale e rivoluzionario, ma allo stesso tempo \u00e8 fortemente innamorato di Tosca. Scarpia (baritono) rappresenta l\u2019arroganza del potere, la lussuria e la perfidia umana; \u00e8 un ricattatore che approfitta di tutto per raggiungere i propri scopi e lo fa con ogni mezzo; anche lui desidera Tosca, ma il suo \u00e8 solo un capriccio fisico. La trama si svolge a Roma nel 1798, periodo delle guerre napoleoniche, durante il quale si formano due fazioni: i rivoluzionari, che sperano in una vittoria di Napoleone (con il desiderio che Roma torni ad essere di nuovo una repubblica) e i seguaci del papa, che chiede aiuto al re di Napoli per scongiurare l\u2019evento. Il primo atto si apre con la comparsa di Cesare Angelotti, un ex console della repubblica romana, il quale si rifugia nella chiesa dove Mario Cavaradossi sta dipingendo. Riconoscendo in Mario un suo amico, gli racconta di essere scappato di prigione e gli chiede aiuto; il pittore accetta di aiutarlo e lo fa nascondere a casa sua. Nel mentre arriva Tosca e mostra subito il suo amore per Mario, ma anche la sua gelosia, che la far\u00e0 cadere nelle grinfie di Scarpia. Il barone infatti, che stava cercando Angelotti, fa credere a Tosca che Mario la sta tradendo; la donna, accecata dalla gelosia, si reca a casa del pittore (seguita inconsapevolmente dalle guardie di Scarpia, che lo arrestano). Il secondo atto si svolge a palazzo Farnese. Scarpia sta cenando nelle sue stanze, quando le guardie gli portano Cavaradossi e, dal momento che Angelotti non \u00e8 stato trovato, il barone lo fa torturare per avere informazioni. Intanto arriva Tosca che, sentendo le grida di dolore del suo amante, per salvarlo rivela a Scarpia il nascondiglio di Angelotti. Mario viene condannato a morte con l\u2019accusa di essere complice di un fuggitivo. Tosca disperata scongiura Scarpia di salvare Mario e in cambio acconsente di darsi a lui per una notte. Il barone fa credere alla ragazza che la fucilazione sar\u00e0 simulata; rimasti soli, Tosca, presa dall\u2019odio, afferra un coltello e lo pugnala. Nel terzo atto la scena ha luogo a Castel Sant\u2019Angelo, dove \u00e8 richiuso Mario in attesa della fucilazione. Tra le lacrime il pittore cerca di scrivere una lettera alla sua amata; in quel momento arriva Tosca e gli dice che la fucilazione sar\u00e0 simulata. Giunta l\u2019ora dell\u2019esecuzione, Tosca aspetta che siano andati via tutti per andare da Mario ma, quando lo trova morto veramente, presa dalla disperazione, si getta dagli spalti di Castel Sant\u2019Angelo.<br \/>\n*****<br \/>\nNell\u2019ambito della programmazione verr\u00e0 rappresentata il 7 e 8 gennaio \u201cScatola \u2013 ossessioni da Asporto\u201d regia di Valerio Vella ispirata dal film \u201cThe Wall\u201d.<br \/>\nRappresenta il fallimento della modernit\u00e0 (spazzatura che avvelena il mondo) e della globalizzazione (androidi burattini) abbrutita dal consumismo, dall\u2019incomunicabilit\u00e0 e dalla prevaricazione trasfigurata in una realt\u00e0 nella quale la follia sembra essere l\u2019unica risposta possibile. \u201cScatola\u201d \u00e8 l\u2019emblema di un percorso a ritroso tipico del decadentismo di fine ottocento che si traduce nella geometria della televisione capace si soddisfare i bisogni dell\u2019uomo ignaro di trovarsi di fronte al balcone di futuri tiranni. Dall\u2019immagine allo specchio che svela il volto dell\u2019uomo di fronte alle sue infinite maschere tipica della dialettica pirandelliana tra vita e forma.<br \/>\nUna performance composita nella quale recitazione, danza e musica si mescolano in uno spettacolo che vede l\u2019attore messinese Elio Crif\u00f2 calato in un monologo profondo e avvincente e sei danzatrici che muovono e danno forma alle angosce del protagonista. I balletti di modern e contemporaneo sono eseguiti dalla Compagnia di danza \u201cMarvan Dance\u201d diretta da Mariangela Bonanno che con Alice Rella e Giorgia Di Giovanni ne firma le coreografie.<br \/>\nLo spettacolo ha debuttato il 5 settembre scorso a Taormina e coniuga in chiave contemporanea i temi che caratterizzano la nostra stagione.<br \/>\n*****<br \/>\nIl 10 dicembre 2022 sar\u00e0 al Teatro Vittorio Emanuele il comico \u201cMax Angioni\u201d con il suo ultimissimo spettacolo \u201cMiracolato\u201d;<br \/>\nIl 17 dicembre 2022 sar\u00e0 la volta di un grande evento internazionale con la presenza a Messina della cantante \u201cAmii Stewart\u201d.<br \/>\nNel periodo natalizio \u2013 21 dicembre 2022 \u2013 in scena i \u201cNemiah H. Brown &amp; Faith Gospel Choir\u201d un gospel natalizio di grande successo internazionale.<br \/>\nSempre nel periodo natalizio come ogni anno si terr\u00e0 l\u20191 gennaio 2023 il classico \u201cConcerto di Capodanno\u201d con l\u2019Orchestra del Teatro Vittorio Emanuele diretta dal M\u00b0 Matthias Fletzberger.<br \/>\nAltro evento internazionale \u00e8 il 22 aprile 2023 \u201cPink Floyd &#8211; Laser Show\u201d con la partecipazione di Gary Wallis (percussionista), Scott Page (sassofonista) e Machan Taylor (corista) del celebre gruppo dei Pink Floyd.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>MESSINA (5 nov.) \u2013 Presentata oggi, nei locali della rinnovata Sala Laudamo, la stagione del Teatro Vittorio Emanuele 2022\/2023. 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