{"id":160259,"date":"2022-11-29T21:10:32","date_gmt":"2022-11-29T20:10:32","guid":{"rendered":"https:\/\/nuovosoldo.com\/?p=160259"},"modified":"2022-12-02T19:57:55","modified_gmt":"2022-12-02T18:57:55","slug":"dagli-stati-generali-delloncologia-del-sud-lappello-le-reti-oncologiche-devono-essere-un-punto-di-partenza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/nuovosoldo.com\/index.php\/2022\/11\/29\/dagli-stati-generali-delloncologia-del-sud-lappello-le-reti-oncologiche-devono-essere-un-punto-di-partenza\/","title":{"rendered":"Dagli Stati generali dell\u2019oncologia del Sud l\u2019appello: le reti oncologiche devono essere un punto di partenza"},"content":{"rendered":"<p>La rete oncologica rappresenta il miglior modello organizzativo e gestionale, non tutte le regioni per\u00f2, come ad esempio le Marche, ancora non ne hanno strutturata una. Creare e mettere a regime una rete per\u00f2 non \u00e8 un punto di arrivo poich\u00e9 ogni struttura a rete deve essere accompagnato da PDTA di patologia e da un sistema territoriale di cure in grado di garantire una corretta gestione del paziente durante e dopo la fase di diagnosi e terapia.<\/p>\n<p>Napoli, 29 novembre 2022 \u2013 L\u2019oncologia sta cambiando, \u00e8 in pieno sviluppo sul piano della cura e tecnologico e questo comporta un radicale cambiamento di visione e di tipo organizzativo. Le grandi sfide che il Sud ha di fronte vanno dall\u2019innovazione digitale a garantire in maniera duratura l\u2019accesso alle terapie innovative, dal coinvolgimento del territorio al potenziamento delle attivit\u00e0 di prevenzione e dei servizi di psiconcologia ospedalieri e territoriali e dei team nutrizionali, nonch\u00e9 il potenziamento della promozione di rapporti con i pazienti e le loro associazioni. Se n\u2019\u00e8 parlato a \u201cONCOnnection &#8211; Stati generali dell\u2019Oncologia SUD: CAMPANIA, MARCHE, PUGLIA, SICILIA\u201d nella tavola rotonda \u201cA che punto siamo, cosa c\u2019\u00e8, cosa serve: tra carenza di personale, hub&amp;Spoke e capillarit\u00e0 dell\u2019assistenza\u201d. L\u2019evento \u00e8 organizzato da Motore Sanit\u00e0, con la sponsorizzazione non condizionante di Janssen Pharmaceutical Companies of Johnson &amp; Johnson, GSK, Bristol Myers Squibb, Takeda, AstraZeneca e Daiichi-Sankyo.<\/p>\n<p>In Campania la Rete oncologica campana (ROC) ha fatto passi da gigante nonostante il Covid. \u00c8 partita nel 2016 con 4 Pdta e una manciata di gruppi multidisciplinari (Gom), ad oggi i cittadini campani possono contare su 37 Pdta, annualmente aggiornati e revisionati, e 343 gruppi multidisciplinari che possono, mediante la piattaforma Roc offrire ai pazienti una significativa riduzione del \u201cburden burocratico\u201d e la valutazione dei pazienti per arruolamento in trial clinici; sul Molecular tumor board; sulla cooperazione con le organizzazioni non-profit di pazienti.<br \/>\nSecondo la voce della Federazione delle associazioni di volontariato in oncologia (FAVO) \u201cla priorit\u00e0 assoluta in Campania \u00e8 consentire alla Rete oncologica campana di raggiungere l\u2019obiettivo fondante: ridurre la mortalit\u00e0 e garantire ai cittadini campani le stesse chances di sopravvivenza e qualit\u00e0 della vita, adesso posseduti dalla media dei cittadini italiani\u201d spiega Fabrizio Capuano, Delegato regionale FAVO Campania, \u201cEsistono altre criticit\u00e0 di carattere \u201coperativo-pragmatico\u201d e culturale \u201cdi indirizzo\u201d: per le prime le reti oncologiche, la digitalizzazione, il Pnrr, precludono a figure professionali che sicuramente non sono al momento nelle piante organiche dei nostri enti sanitari; probabilmente neanche fuori. Sono professionalit\u00e0 strategiche all\u2019interno del viaggio della persona nel percorso diagnostico terapeutico assistenziale. Dove le recuperiamo e come? Come le formiamo? Di quanto tempo e quanti soldi abbiamo bisogno? Per le seconde, diffuse un po\u2019 dovunque, ma pi\u00f9 ostinate nel sud Italia, a nostro avviso i temi principali sono due: la capacit\u00e0 di \u201cdelegare\u201d, la capacit\u00e0 di \u201ccomunicare\u201d tra il soggetto superiore e quelli che si trovano ai livelli sottostanti, ma tutti stakeholders\u201d.<\/p>\n<p>Da Cittadinanzattiva Campania arriva un dato allarmante. \u201cAd oggi il 30% dei nuovi pazienti oncologici entra direttamente all\u2019interno del percorso e la maggior parte sono concentrati nella citt\u00e0 metropolitana o nei grandi agglomerati urbani. Le aree interne e disagiate non sono pienamente comprese all\u2019interno dei percorsi di tutela. \u00c8 qui che si deve concentrare maggiormente lo sforzo di tutti noi e, in particolare dei medici di medicina generale. Dei 4.000 medici di medicina generale presenti in Campania solo 500 hanno acquisito le credenziali per l\u2019accesso alla piattaforma Roc e solo 100 di loro le utilizzano regolarmente\u201d. Ma la Rete oncologica campana non si ferma. \u201cLa Roc \u00e8 ormai una realt\u00e0 consolidata e in grado di organizzare percorsi di cura che vanno dal sospetto diagnostico fino alla gestione del follow up del paziente. Un punto di orgoglio della nostra regione, impensabile fino a pochi anni fa \u2013 prosegue Lorenzo Latella -. La gestione multidisciplinare del paziente attraverso i Gom garantisce tempi di accesso ottimali e una valutazione integrata del percorso di cura da affrontare, garantendo efficacia ed efficienza del sistema, oltre che ad una effettiva presa in carico del paziente che garantisce l\u2019organizzazione dell\u2019intero iter. Stiamo lavorando per migliorare ancora di pi\u00f9 il sistema individuando luoghi e tempi di accesso alle prestazioni diagnostiche e specialistiche personalizzate per ogni singolo paziente e il dialogo tra istituzioni, associazioni e direzione scientifica \u00e8 costante e costruttivo\u201d.<\/p>\n<p>Dalla Sicilia ecco le risposte ai nuovi bisogni dei pazienti oncologici. \u201cLa Regione Siciliana \u00e8 in piena revisione della Rete oncologica, istituita per la prima volta nel 2014 ma attuata a macchia di leopardo \u2013 spiega Stefano Campo, Dirigente del servizio 4 programmazione ospedaliera di Regione Siciliana, assessorato alla Sanit\u00e0 -. Oggi, con la ormai consolidata Rete delle Breast Unit, costituita nel gennaio 2020, si associano quelle create per il trattamento dei tumori del colon-retto, polmone, prostata e ovaio e quelle della tiroide e mesotelioma in corso. Abbiamo realizzato e approvato percorsi diagnostici terapeutici per i tumori di mammella, colon-retto, prostata, ovaio, polmone, tiroide e mesotelioma. Abbiamo istituito il Molecular Tumor Board regionale per supportare l\u2019assessorato nella nuova frontiera della medicina di precisione. \u00c8 chiaro che c\u2019\u00e8 ancora tanto da fare: innovazione digitale, garanzia fissa e duratura dell\u2019accesso alle terapie innovative, coinvolgimento del territorio (oggi molti pazienti oncologici, grazie alle cure innovative, diventano \u201ccronici\u201d), potenziamento delle attivit\u00e0 di prevenzione, potenziamento servizi di psiconcologia ospedalieri e territoriali e dei team nutrizionali, potenziamento della promozione di rapporti con i pazienti e le loro associazioni. Queste rappresentano le nuove sfide che ci aspettano per garantire un\u2019assistenza adeguata ai nostri pazienti oncologi\u201d.<\/p>\n<p>Massimiliano Spada, Coordinatore regionale AIOM Sicilia, ha sottolineato che l&#8217;adeguata disponibilit\u00e0 di professionisti sanitari \u00e8 indispensabile per soddisfare i bisogni di salute della popolazione.<br \/>\nSecondo i dati OECD del 2020 in Italia il numero di infermieri \u00e8 6,2 ogni 1.000 abitanti contro la media europea di 8,8. In Sicilia nel 2020 il personale del servizio sanitario nazionale era di 8.844 medici e 17.221 infermieri; nel 2019 i medici di medicina generale erano 4.000 e i pediatri di libera scelta 721 contro i 3.871 e 656, rispettivamente, del 2021. \u201cNell\u2019ambito del personale medico risultano carenti alcuni specialisti e i medici di medicina generale rispetto alle medie EU e non omogeneamente distribuiti sul territorio nazionale \u2013 spiega il professore Massimiliano Spada -. I provvedimenti emergenziali adottati durante la pandemia non hanno prodotto significative correzioni delle consistenze di personale infermieri\/medici di medicina generale. A fronte della carenza di specialisti il numero di borse di specializzazione per il biennio 2021\/22 \u00e8 stato ridotto di 4.000 unit\u00e0 rispetto al precedente; consola il dato siciliano del 2021 con 322 borse per la formazione dei medici di medicina generale verso le 89 del 2020. Si stima, a livello nazionale, la messa in servizio di 61.760 infermieri dal 2027, tenendo conto della capacit\u00e0 formativa e un tasso di successo del 75%. Gli effetti dell\u2019offerta formativa delle scuole di specializzazione saranno apprezzabili dal 2023. In assenza di aggiustamenti nella pianificazione dei fabbisogni delle risorse, senza una fattiva integrazione ospedale\/territorio, in assenza del coinvolgimento delle strutture private accreditate anche i fondi del Pnrr verranno usati per costruire \u201ccontenitori\u201d vuoti.<\/p>\n<p>Se Alfredo Budillon, Direttore scientifico INT Pascale di Napoli, ha fatto una panoramica delle opportunit\u00e0 che la rete oncologica pu\u00f2 dare e fare rete pu\u00f2 garantire, nonch\u00e9 le difficolt\u00e0 da superare, Renato Bisonni, Direttore dell\u2019Oncologia dell\u2019ospedale di Fermo, Coordinatore CIPOMO Marche e Co-coordinatore network associazioni di volontariato Marcangola, ha spiegato che la rete oncologica rappresenta il miglior modello organizzativo e gestionale, ma non tutte le regioni per\u00f2, come ad esempio le Marche, ne hanno una strutturata. \u201cIn Regione Marche ancora non abbiamo una rete oncologica strutturata e formale, abbiamo per\u00f2 una rete di professionisti che si riunisce e lavora per garantire omogeneit\u00e0 e qualit\u00e0 di cure su tutto il territorio regionale\u201d. Inoltre, Bisonni aggiunge: \u201cSono sempre pi\u00f9 importanti le richieste dei pazienti oncologici e lo spiega il fenomeno dello sviluppo di sempre pi\u00f9 associazioni, almeno una al mese\u201d.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La rete oncologica rappresenta il miglior modello organizzativo e gestionale, non tutte le regioni per\u00f2, come ad esempio le Marche, ancora non ne hanno strutturata una. 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