{"id":160690,"date":"2022-12-23T16:37:59","date_gmt":"2022-12-23T15:37:59","guid":{"rendered":"https:\/\/nuovosoldo.com\/?p=160690"},"modified":"2022-12-23T16:37:59","modified_gmt":"2022-12-23T15:37:59","slug":"vallelunga-dagli-scavi-nella-villa-romana-emergono-tre-nuovi-edifici","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/nuovosoldo.com\/index.php\/2022\/12\/23\/vallelunga-dagli-scavi-nella-villa-romana-emergono-tre-nuovi-edifici\/","title":{"rendered":"Vallelunga, dagli scavi nella villa romana emergono tre nuovi edifici"},"content":{"rendered":"<p>La villa romana di et\u00e0 imperiale (I-II secolo d.C.), emersa nel corso degli scavi archeologici condotti in localit\u00e0 Manca, a Vallelunga Pratameno, in provincia di Caltanissetta, continua a regalare preziosi ritrovamenti.<\/p>\n<p>Le ricerche effettuate in questi mesi nella zona pi\u00f9 meridionale hanno fatto emergere, infatti, almeno tre edifici a pianta rettangolare che si distribuiscono secondo una pianificazione urbanistica non sempre regolare e che prospettano verso una zona centrale sulla quale sembra aprirsi anche un altro vano che presenta consistenti tracce di bruciato e resti di concotto.<\/p>\n<p>Il rinvenimento, negli scorsi mesi, di alcune tegole con bollo lascia pensare che la villa sia collegabile a un personaggio della cerchia pubblica romana.<\/p>\n<p>Le ricerche sono state avviate tra il 2020 e il 2021 a seguito dell\u2019attivit\u00e0 di vigilanza della Soprintendenza dei Beni culturali di Caltanissetta sui lavori del raddoppio della linea ferrata Catania-Palermo.<\/p>\n<p>\u00abL\u2019attivit\u00e0 di vigilanza svolta dalla Soprintendenza di Caltanissetta \u2013 dice l\u2019assessore ai Beni culturali e all\u2019Identit\u00e0 siciliana, Elvira Amata \u2013 ci sta restituendo un\u2019importante testimonianza della vita economica dell\u2019entroterra siciliano in quell\u2019area che per i romani era il granaio dell\u2019impero. Le scoperte effettuate ci consegnano l\u2019emozione di una testimonianza della ricca attivit\u00e0 economica della provincia di Caltanissetta su un importante asse di collegamento viario e creano le condizioni per lavorare ancora di pi\u00f9 alla valorizzazione delle aree interne della Sicilia\u00bb.<\/p>\n<p>\u00abIl ritrovamento di abbondante materiale ceramico di scarico all\u2019esterno degli ambienti \u2013 evidenzia la soprintendente Daniela Vullo \u2013 lascia ipotizzare un\u2019attivit\u00e0 di produzione e lavorazione che ancora non siamo in grado di definire dettagliatamente. Mentre gli edifici individuati presentano caratteristiche costruttive che stiamo riscontrando in modo costante\u00bb.<\/p>\n<p>Scheda tecnica dei ritrovamenti<\/p>\n<p>Le costruzioni individuate nel corso dell\u2019ultima fase di scavo, quasi sempre a pianta rettangolare, sono costituite da almeno quattro vani in sequenza secondo un prevalente asse nordest-sudovest, fatta eccezione di uno, l\u2019edificio IV, che presenta un orientamento chiaramente divergente. In tre casi, l\u2019angolo sudovest interno del vano \u00e8 delimitato da un muretto semicircolare ed \u00e8 pavimentato da un lastricato di ciottoli ben costipati; probabilmente si tratta di un vano-ripostiglio per derrate o altri oggetti. Alcuni ambienti di questo insediamento si ritiene dovessero essere utilizzati come deposito o magazzino. \u00c8 il caso, ad esempio, dell\u2019ambiente posto al centro dell\u2019attuale area di scavo che ha restituito una notevole quantit\u00e0 di anfore da trasporto riconducibili, secondo una prima analisi, a 3-4 tipologie prevalentemente di produzione africana che si collocano cronologicamente tra IV e V secolo d.C.<\/p>\n<p>L\u2019insediamento, che \u00e8 di grandi dimensioni, doveva avere degli spazi la cui funzionalit\u00e0 deve ancora essere individuata, come il grande ambiente rettangolare (edificio X) interamente pavimentato con ciottoli di piccole dimensioni che sembra essere stato privo di copertura e probabilmente utilizzato come ricovero per animali.<\/p>\n<p>Un altro dato interessante, che proviene dagli ultimi scavi, riguarda la sequenza della frequentazione del sito. La villa si colloca chiaramente su una precedente fase che \u00e8 stata individuata, al momento, nella zona nord-orientale di un terzo saggio aperto a sud dell\u2019edificio. Le strutture individuate sono pertinenti a una costruzione a pianta quadrata o rettangolare al cui interno si imposta un grande impianto circolare a doppio paramento per il quale, al momento, \u00e8 prematuro avanzare ipotesi funzionali dal momento che lo scavo non \u00e8 ancora stato completato.<\/p>\n<p>Dall\u2019abbondanza dei tipi di ceramica rinvenuti, fra i quali si distinguono lucerne, anfore, vasellame da mensa in sigillata africana, ma anche alcune monete, collocabili entro un arco cronologico compreso tra il II ed il IV sec. d.C. si desume la lunga vita di questo interessante complesso edilizio che aveva trovato il suo principale sostentamento nello sfruttamento, a scopi cerealicoli, del vasto territorio attraversato dal Torrente Belici.<\/p>\n<p>Le indagini archeologiche sono curate dalla Soprintendenza dei Beni culturali di Caltanissetta diretta da Daniela Vullo e dal dirigente della sezione archeologica, Filippo Spagnolo, in sinergia con la responsabile archeologa di Italferr, Valeria d\u2019Amico. Le operazioni di scavo sul campo sono seguite dagli archeologi Cristina Restivo, Paolo Scifo e Italo Giordano, coordinati da Marina Congiu e con la direzione tecnica di Andrea Simeoni per la ditta appaltatrice dei lavori.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La villa romana di et\u00e0 imperiale (I-II secolo d.C.), emersa nel corso degli scavi archeologici condotti in localit\u00e0 Manca, a Vallelunga Pratameno, in provincia di Caltanissetta, continua a regalare preziosi ritrovamenti. 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