{"id":161158,"date":"2023-01-14T00:00:23","date_gmt":"2023-01-13T23:00:23","guid":{"rendered":"https:\/\/nuovosoldo.com\/?p=161158"},"modified":"2023-01-14T00:01:50","modified_gmt":"2023-01-13T23:01:50","slug":"come-vivremo-nel-2023","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/nuovosoldo.com\/index.php\/2023\/01\/14\/come-vivremo-nel-2023\/","title":{"rendered":"Come vivremo nel 2023?"},"content":{"rendered":"<p>di <a class=\"autori\" href=\"https:\/\/comune-info.net\/autori\/franco-berardi-bifo\/\">Franco Berardi Bifo<\/a> &#8211;<\/p>\n<div class=\"entry-data\">\n<p class=\"has-drop-cap\">Cosa fare quando non c\u2019\u00e8 pi\u00f9 niente da fare? Mai fu tanto difficile scrivere una lettera. Voglio spedirla prima di fine d\u2019anno (per riprendere il filo con qualche decina di amici conosciuti recentemente), ma dapprima il Covid che mi \u00e8 venuto a trovare in ottobre, poi una successione di altri malanni mi hanno imposto di stare in silenzio. Infine l\u2019enormit\u00e0 degli eventi e la profondit\u00e0 dello squallore umano di cui ci giunge ogni giorno notizia, mi ha quasi tolto il coraggio di scrivere quel che pensavo, di prevedere, di immaginare, costringendomi quasi a bisbigliarmi il dubbio: debbo io forse indorare la pillola, fingere che sia possibile suscitare un\u2019energia politica che non esiste? oppure brutalmente descrivere il panorama? o forse continuare questo silenzio che nessuno mi potrebbe rimproverare?<\/p>\n<p>Un anno fa, nel dicembre del 2021, ho ripreso un\u2019attivit\u00e0 che avevo dovuto sospendere durante la pandemia: un\u2019attivit\u00e0 difficilmente definibile che consiste nell\u2019andare a parlare in luoghi pi\u00f9 o meno affollati, per cercar di capire come pu\u00f2 ricucirsi il tessuto un po\u2019 sdrucito della soggettivit\u00e0 collettiva. E anche per immaginare come pu\u00f2 ricomporsi una comunit\u00e0 dei comportamenti e dei sentieri, e tessere le fila di un movimento. Movimento: coscienza condivisa di una possibilit\u00e0. Durante uno di queste assemblee, <strong>al centro sociale di Garbatella La strada<\/strong> mi capit\u00f2 di fare un incontro che in qualche maniera ha illuminato il mio percorso durante l\u2019anno successivo. Oscuramente illuminato, se vogliamo. <strong>Avevo parlato dell\u2019epidemia di depressione che sembra diffondersi nella generazione emergente, e uno studente mi disse che durante l\u2019occupazione della scuola aveva notato che il solo modo per liberarsi dall\u2019ansia era parlarne con i suoi amici, e che intendeva fare la richiesta di avere uno psicologo nella scuola. Io gli risposi che forse lo psicologo \u00e8 meno utile che un\u2019elaborazione collettiva di quella sofferenza che durante i due anni pandemici \u00e8 dilagata, soprattutto fra i giovanissimi che hanno fatto la loro prima esperienza collettiva costretti all\u2019isolamento<\/strong>.<\/p>\n<p>Nei giorni successivi andai all\u2019Asilo Filangieri di <strong>Napoli<\/strong> e all\u2019aula occupata di Mezzocannone a Napoli. A febbraio, mentre si preparava l\u2019invasione dell\u2019Ucraina e la guerra mondiale asintotica nella quale oggi siamo immersi, con Ambrogio Mago e Rolando convocammo un incontro dal titolo: Come vivremo? per lanciare il CRAPU (Centro per la Riattivazione del Pensiero Umano). Il luogo di convegno era una sala di <strong>Bologna <\/strong>piuttosto grande, in cui pensavamo di incontrare un po\u2019 di gente. La sala si riemp\u00ec fino al punto che si dovette aprire una sala attigua e metterci uno schermo per seguire la discussione. La domanda rimase per\u00f2 senza risposta. Quanto al pensiero umano ancora langue, e la riattivazione non sembra tanto facile.<\/p>\n<p>Poi inizi\u00f2 lo spettacolo atroce: <strong>una popolazione di quaranta milioni di persone sono state spinte a immolarsi sull\u2019altare della Nazione Risorta, per gli interessi dei grandi produttori di armi e per l\u2019eccitazione di vecchi criminali<\/strong> quali Putin, Biden, Hillary Rodham Clinton, <strong>e tutta una folla di giornalisti che amano il sacrificio estremo per i sacri valori della democrazia, ma solo se a crepare sono afghani, iracheni, o ucraini<\/strong>. Lo spettacolo diventa sempre pi\u00f9 atroce: milioni di persone sono senza luce e senza riscaldamento, le citt\u00e0 ridotte a macerie, l\u2019orrore dilaga dagli schermi e invade l\u2019inconscio collettivo. L\u2019Occidente manda armi e soldi, e guarda da lungi le fiamme la neve e i corpi spiaccicati nel fango in quelle citt\u00e0 lontane, ma non proprio tanto lontane.<\/p>\n<p><strong>Loro muoiono, noi paghiamo. Quanto pagheremo non \u00e8 chiaro. Al momento i salari sono taglieggiati dall\u2019inflazione, la povert\u00e0 si diffonde, i padroni del petrolio e del gas arricchiscono.<\/strong> L\u2019ossido di carbonio si ingigantisce e sull\u2019altare della Nazione Risorta riaprono le miniere di carbone, <strong>ma se un giovane ambientalista protesta, un giudice lo considera socialmente pericoloso<\/strong>.<\/p>\n<p><strong>Sullo sfondo vediamo il femminicidio di massa in Iran, la violenza idiota e bestiale dei talebani, ma anche il femminicidio casalingo quotidiano nei nostri quartieri. La guerra contro le donne sembra inarrestabile, e intanto lontano dai fari dell\u2019attenzione mediatica continua la pulizia etnica in Palestina<\/strong>, dove il nazi-sionismo persegue senza fretta il suo sterminio.<\/p>\n<p><strong>La domanda \u201ccome vivremo?\u201d non smette di perseguitarmi, per quanto il mio tempo stia per scadere. Gli eventi che si scatenano su scala mondiale<\/strong> dopo la psicodeflazione virale <strong>segnano la fine del realismo capitalista. Ma il capitalismo non finisce affatto<\/strong>: irreale insensato demente ma inarrestabile, continua a tagliare la sanit\u00e0 pubblica mentre il morbo infuria, continua a concentrare capitali nelle mani di vecchi e di nuovi assassini. <strong>Liberal-democratici e nazional-sovranisti, pur dilaniandosi sui dettagli dell\u2019apocalisse, sono d\u2019accordissimo su una cosa sola: la priorit\u00e0 assoluta \u00e8 la crescita economica<\/strong>, l\u2019accumulazione di capitale. Il resto crepi.<\/p>\n<p>In effetti il resto sta crepando: <strong>qualche migliaio di schiavi sono morti nel sole soffocante del Qatar per costruire piramidi ad aria condizionata<\/strong>, e Maradona che sta in cielo ha mandato il suo Messia perch\u00e9 il popolo argentino possa adunarsi festante anche se l\u2019economia argentina sprofonda (ma quando non ha sprofondato?). Scarica adrenalinica dell\u2019orrore o della festa. Disforia dei corpi isolati, iperconnessi e depressi, oppure euforia collettiva a-significante? L\u2019una e l\u2019altra. Non c\u2019\u00e8 dunque alcuna possibilit\u00e0 di ricomporre una comunit\u00e0 capace di immaginazione? Il piacere \u00e8 possibile solo a prezzo del cinismo, dell\u2019indifferenza? E l\u2019empatia sar\u00e0 sempre pi\u00f9 condivisione di una sofferenza intollerabile? S\u00ec e no.<\/p>\n<p><strong>Alcuni segnali mi fanno pensare che nei comportamenti spontanei che gli psichiatri etichettano come depressione, si prepari un\u2019onda per ora inconsapevole: un\u2019onda di diserzione da questo genere umano.<\/strong> \u00c8 una strategia di diserzione dalla riproduzione: l\u2019estinzione come strategia. Apparentemente paradossale, ma perfettamente ragionevole: disprezzo della politica, fuga dal lavoro inutile mal pagato e precario, ripugnanza per il consumo di merda e plastica, diserzione dalla guerra, ma soprattutto rifiuto della procreazione, rifiuto di mettere al mondo le vittime destinate all\u2019Olocausto che si prepara dovunque.<\/p>\n<p><strong>Come far emergere una consapevolezza che trasformi la depressione in diserzione consapevole?<\/strong> Con quali segni pu\u00f2 riconoscersi l\u2019orda dispersa di coloro che fuggono, che si rinchiudono nelle loro tane, che si nascondono per evitar la luce di un sole velenoso? <strong>Come diventare corpo collettivo e cosciente?<\/strong> Come vivere felicemente l\u2019esaurimento di ogni futuro di questo genere umano? <strong>Come sottrarre ogni energia alla macchina cieca dello sfruttamento e dell\u2019accumulazione?<\/strong><\/p>\n<p><strong>Alla domanda: come vivremo nel 2023 non ho alcuna risposta da dare che sia rassicurante. Ma alla domanda: cosa possiamo fare quando non c\u2019\u00e8 pi\u00f9 niente da fare? La mia risposta \u00e8 decisa: niente. Non fare niente, non collaborare con nessun potere, non partecipare a nessuna politica, rifiuta qualsiasi lavoro tanto son tutti di merda, mal pagati e inutili. Cerca soltanto amicizia, piacere condiviso, frugalit\u00e0 e condivisione, gioia oggi e domani non importa<\/strong>.<\/p>\n<p>Suggerisco per\u00f2 anche di seguire il consiglio dello studente che ho incontrato alla Strada un anno fa: <strong>creiamo assembramenti nel centro delle metropoli per discutere apertamente su alcune questioni nascoste dalla boria idiota della politica e dall\u2019arroganza ignorante dell\u2019economia. Le sole questioni che ci interessano veramente: come possiamo rendere felice il tempo che ci rimane, il tempo oltre il quale non c\u2019\u00e8 pi\u00f9 niente? Come possiamo trasformare la paura dell\u2019estinzione in coscienza tranquilla dell\u2019impermanenza?<\/strong><\/p>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Franco Berardi Bifo &#8211; Cosa fare quando non c\u2019\u00e8 pi\u00f9 niente da fare? Mai fu tanto difficile scrivere una lettera. 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