{"id":162043,"date":"2023-03-18T17:28:10","date_gmt":"2023-03-18T16:28:10","guid":{"rendered":"https:\/\/nuovosoldo.com\/?p=162043"},"modified":"2023-03-18T17:28:10","modified_gmt":"2023-03-18T16:28:10","slug":"scuola-con-lautonomia-il-sud-perde-14-miliardi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/nuovosoldo.com\/index.php\/2023\/03\/18\/scuola-con-lautonomia-il-sud-perde-14-miliardi\/","title":{"rendered":"Scuola: con l\u2019autonomia il Sud perde 1,4 miliardi"},"content":{"rendered":"<p>di Marco Esposito &#8211;<\/p>\n<p>\u00c8 pronto. Il testo Calderoli per dare il via all\u2019autonomia differenziata contiene sette articoli e circola di telefonino in telefonino dal Veneto, la Regione che pi\u00f9 di tutte spinge per acquisire nuovi poteri e, soprattutto, soldi. \u00abPrepariamoci a combattere\u00bb, ha detto ieri il presidente della Campania Vincenzo De Luca: \u00abBisogna combattere questo modo truffaldino che continua a deprimere il Mezzogiorno e la domanda di servizi sociali e di cultura che da esso proviene\u00bb. E proprio sui soldi, grazie alle bozze, \u00e8 possibile fare qualche primo conto concreto sulla materia di gran lunga pi\u00f9 importante fra le 23 in discussione: l\u2019istruzione.<\/p>\n<p><strong>L\u2019IMPATTO<\/strong><\/p>\n<p>Su un tema cos\u00ec delicato per la vita pubblica l\u2019argomento centrale \u00e8 l\u2019opportunit\u00e0 o meno di frammentare un\u2019istituzione nazionale. Ma anche l\u2019impatto finanziario ha il suo peso: lo Stato spende 50 miliardi, di cui 35 regionalizzati. I risultati delle simulazioni non sono incoraggianti per il Mezzogiorno: serve un taglio di 1,4 miliardi di euro per portare la spesa attuale al costo standard, inteso come media nazionale. Un taglio, peraltro, del tutto immeritato perch\u00e9 \u00e8 vero che la scuola nel Mezzogiorno \u00e8 molto pi\u00f9 costosa sia in rapporto agli abitanti sia, come \u00e8 pi\u00f9 corretto conteggiare, in rapporto agli studenti. Ma questo apparente \u201cspreco\u201d \u00e8 conseguenza diretta di una situazione economica e sociale ben nota che porta gli insegnanti giovani a lavorare al Nord e quelli anziani a concentrarsi al Sud. E, visto che lo stipendio di un prof cresce in base agli anni di anzianit\u00e0, ecco che a parit\u00e0 di corpo docente la spesa al Sud \u00e8 notevolmente pi\u00f9 alta. In Lombardia e in Veneto la spesa statale per studente \u00e8 intorno ai 3.800 euro all\u2019anno mentre in Campania si sale a 4.500, in Sicilia quasi a 4.900 e in Basilicata arriva a 5.600. La media italiana, lo standard, \u00e8 di 4.346 euro e applicando tale livello a tutte le Regioni si dovrebbero appunto spostare da Sud a Nord risorse per la scuola pari a 1,4 miliardi.<br \/>\nChe la gestione diretta della scuola sia il principale obiettivo di Attilio Fontana in Lombardia e di Luca Zaia in Veneto non \u00e8 un mistero. Roberto Calderoli nella sua bozza di legge non prevede limiti alle materie, anzi: l\u2019istruzione \u00e8 esplicitamente citata. Prima del trasferimento di competenze per\u00f2 lo Stato dovr\u00e0 approvare i Livelli essenziali delle prestazioni (Lep) operazione che al Sud potrebbe portare un incremento del tempo pieno e delle palestre. Nella legge c\u2019\u00e8 un anno di tempo.A quel punto, in pratica <strong>con l\u2019anno scolastico 2024\/2025, la scuola potr\u00e0 essere assegnata alle Regioni che lo chiederanno.<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-79381 size-full td-animation-stack-type0-2 lazyloaded\" src=\"https:\/\/www.roars.it\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/spesa-Esposito.png\" sizes=\"auto, (max-width: 557px) 100vw, 557px\" srcset=\"https:\/\/www.roars.it\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/spesa-Esposito.png 557w, https:\/\/www.roars.it\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/spesa-Esposito-232x300.png 232w, https:\/\/www.roars.it\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/spesa-Esposito-324x420.png 324w\" alt=\"\" width=\"557\" height=\"721\" data-src=\"https:\/\/www.roars.it\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/spesa-Esposito.png\" data-srcset=\"https:\/\/www.roars.it\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/spesa-Esposito.png 557w, https:\/\/www.roars.it\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/spesa-Esposito-232x300.png 232w, https:\/\/www.roars.it\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/spesa-Esposito-324x420.png 324w\" \/><\/p>\n<p>Si ipotizzi che siano soltanto Lombardia e Veneto: lo Stato il primo anno staccherebbe un assegno di 5,1 miliardi in Lombardia (3.745 euro per studente) e uno da 2,6 miliardi in Veneto (3.838 euro per studente) per gestire le scuole al suo posto. Cio\u00e8 esattamente quanto spende oggi in quei territori per l\u2019istruzione scolastica. Per le altre Regioni all\u2019inizio non cambia nulla. Tuttavia dalla spesa \u201cstorica\u201d, prevede la legge, a regime si deve passare alla spesa \u201cstandard\u201d chiesta a gran voce da Lombardia e Veneto perch\u00e9 sanno che il loro livello attuale \u00e8 il pi\u00f9 basso d\u2019Italia.<br \/>\nNella narrazione lombardo-veneta, con lo standard si vanno a colpire le inefficienze di chi spende troppo, cio\u00e8 il Sud. L\u2019attuale standard \u00e8 di 4.346 euro per studente per cui alla Lombardia dovrebbero andare 820 milioni di bonus e al Veneto 340 milioni. Per le altre Regioni l\u2019impatto non sar\u00e0 neutrale perch\u00e9 gli oneri complessivi in base all\u2019articolo 7 della legge devono restare immutati: tagli in vista quindi nei territori sopra lo standard. Comprese le Regioni autonome Sicilia e Sardegna.<br \/>\nIl punto \u00e8 che il Sud, che pure ha da farsi perdonare in quanto a capacit\u00e0 di gestione della cosa pubblica, sulla scuola non ha colpe per l\u2019eccesso di oneri. \u00c8 infatti noto che i giovani meridionali, per la carenza di lavoro sul proprio territorio, partecipano in largo numero ai concorsi nelle scuole e trovano posto quasi sempre in cattedre lontane dalla propria residenza. Dopo alcuni anni, per\u00f2, tornano nel territorio d\u2019origine. Tale meccanismo \u00e8 neutrale dal punto di vista della contabilit\u00e0 pubblica finch\u00e9 la scuola resta una grande istituzione nazionale, mentre diventa un\u2019anomalia da correggere in caso di spezzatino. La \u201ccolpa\u201d dei divari di costo si spiega con il fatto che la paga di un docente \u00e8 molto bassa nei primi anni e poi gradualmente cresce fino a raddoppiare a fine carriera l\u2019importo iniziale. Gli insegnanti che lavorano al Sud, quindi, costano di pi\u00f9 per automatismi contrattuali di cui non \u00e8 responsabile nessuna Regione, nessun istituto scolastico n\u00e9, ovviamente, il singolo prof.<\/p>\n<p><strong>LA TABELLA<\/strong><\/p>\n<p>Il passaggio forzato alla regionalizzazione, insomma, impatta su un sistema con profonde divergenze cristallizzatesi nei decenni. Eppure in Veneto gi\u00e0 scalpitano e non a caso nel 2018 la leghista Erika Stefani, da ministra delle Autonomie, aveva pubblicato sul sito del governo una tabella con fonte Ragioneria generale dello Stato per dimostrare quanto la spesa procapite per l\u2019istruzione fosse pi\u00f9 bassa in Lombardia e in Veneto. E che quindi le due Regioni fossero legittimate a chiedere di pi\u00f9. Un errore tecnico non casuale.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Marco Esposito &#8211; \u00c8 pronto. 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