{"id":162955,"date":"2023-05-26T14:08:49","date_gmt":"2023-05-26T12:08:49","guid":{"rendered":"https:\/\/nuovosoldo.com\/?p=162955"},"modified":"2023-05-26T14:08:49","modified_gmt":"2023-05-26T12:08:49","slug":"lucraina-e-don-lorenzo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/nuovosoldo.com\/index.php\/2023\/05\/26\/lucraina-e-don-lorenzo\/","title":{"rendered":"L\u2019Ucraina e don Lorenzo"},"content":{"rendered":"<p>di <a class=\"autori\" href=\"https:\/\/comune-info.net\/autori\/francuccio-gesualdi\/\">Francesco Gesualdi<\/a> &#8211;<\/p>\n<div class=\"entry-data\">\n<p class=\"has-drop-cap\">Nel centenario della sua nascita, in quanto ex-allievo, mi sento chiedere da molte persone cosa avrebbe detto il Priore, alias don Lorenzo Milani, rispetto alla guerra in Ucraina. Mettere parole in bocca ai defunti \u00e8 sempre sconveniente, per cui rispondo che \u00e8 impossibile dirlo e che tocca ad ognuno di noi<strong> assumerci la responsabilit\u00e0 di trovare le risposte agli avvenimenti in corso. <\/strong><\/p>\n<p>Ma nel contempo aggiungo che il Milani\u00a0 pu\u00f2 esserci d\u2019aiuto per individuare il metodo utile a formarci un\u2019opinione. Il testo di riferimento \u00e8 la Lettera ai cappellani militari scritta per contestare la leggerezza con cui quest\u2019ultimi avevano condannato gli obiettori di coscienza.<\/p>\n<hr class=\"wp-block-separator\" \/>\n<hr class=\"wp-block-separator\" \/>\n<p>Il comunicato dei cappellani militari era intriso della parola \u201cpatria\u201d, un concetto che don Milani non condivide, ma che affronta solo marginalmente perch\u00e9 capisce che per dimostrare l\u2019infondatezza di quanto affermavano i cappellani non deve restringere il campo di osservazione, bens\u00ec allargarlo in una prospettiva storica, politica, morale.<\/p>\n<p>Cos\u00ec decide di passare in rassegna le guerre che hanno coinvolto l\u2019Italia dal 1860 in poi, per dimostrare che la patria si serviva obiettando, non obbedendo. <strong>Rispetto alla guerra in Ucraina, se vogliamo formarci un\u2019idea il pi\u00f9 possibile vicina alla verit\u00e0, dobbiamo fare la stessa operazione: dobbiamo abbandonare l\u2019ambito ristretto degli avvenimenti contingenti e allargare lo sguardo alle origini del conflitto. <\/strong><\/p>\n<p>Che significa fare un viaggio a ritroso nella storia e analizzare gli interessi di tutte le parti in causa sotto ogni profilo: militare, politico, economico. Ricordandoci che <strong>in tempo di guerra la prima vittima \u00e8 l\u2019informazione, che non ci viene data proprio o ci viene data distorta e amputata.<\/strong><\/p>\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-474396\" src=\"https:\/\/comune-info.net\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/DonMilani_2.jpg\" sizes=\"auto, (max-width: 635px) 100vw, 635px\" srcset=\"https:\/\/comune-info.net\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/DonMilani_2.jpg 635w, https:\/\/comune-info.net\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/DonMilani_2-300x151.jpg 300w, https:\/\/comune-info.net\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/DonMilani_2-500x251.jpg 500w\" alt=\"\" width=\"635\" height=\"319\" \/><\/figure>\n<\/div>\n<p><strong>Per ammissione generale la guerra in Ucraina non \u00e8 solo fra russi e ucraini, ma fra Russia e Nato.<\/strong> Lo dicono gli sforzi profusi dai paesi Nato per sostenere l\u2019Ucraina e le ragioni espresse da Mosca a giustificazione della sua aggressione. Secondo i calcoli del Keil Institute, dal gennaio 2022 al febbraio 2023, <strong>i paesi occidentali hanno stanziato a favore dell\u2019Ucraina aiuti complessivi per 143 miliardi di euro, di cui 73 da parte degli Stati Uniti e 55 da parte dell\u2019Unione Europea unitamente ai paesi che la compongono<\/strong>. Oltre un terzo dell\u2019aiuto \u00e8 stato per armi fornite principalmente da Stati Uniti (44 miliardi di euro) seguiti da Gran Bretagna (4,89 miliardi), Polonia ( 2,43 miliardi), Germania (2,36 miliardi).<\/p>\n<p>Per di pi\u00f9 alcuni paesi Nato ospitano soldati ucraini per corsi di addestramento e garantiscono servizi di intelligence nel teatro di guerra. <strong>Tanto impegno \u00e8 giustificato con l\u2019argomentazione che \u00e8 doveroso intervenire a fianco di chi \u00e8 aggredito. <\/strong><\/p>\n<p><strong>Ma la credibilit\u00e0 viene meno quando pensiamo che molti di quegli stessi paesi che mostrano tanta solerzia verso l\u2019Ucraina non hanno mosso un dito a sostegno di altri popoli aggrediti. <\/strong><\/p>\n<p><strong>Peggio ancora hanno permesso alle proprie industrie di fornire armi agli aggressori.<\/strong> Tipico il caso del governo italiano che per anni ha autorizzato la fornitura di <strong>bombe e missili ad Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti<\/strong> che le utilizzavano per bombardare lo Yemen.<\/p>\n<p>Del resto come dimenticare la guerra in Iraq, i bombardamenti in Serbia e altre aggressioni perpetuate nel recente passato dai paesi occidentali singolarmente o come alleanza Nato?<\/p>\n<p>Il punto da cui partire per capire le ragioni e le dinamiche della guerra scoppiata nel cuore dell\u2019Europa \u00e8 che l\u2019aggressione russa non \u00e8 un fulmine a ciel sereno, ma il risultato di 30 anni di rapporti logoranti fra paesi occidentali e Russia.<\/p>\n<p>A inizio anni \u201990 del secolo scorso, quando l\u2019impero sovietico cominci\u00f2 a sgretolarsi, molti pensarono che la guerra fredda sarebbe finita considerato che i rapporti di tensione fino allora esistenti erano conseguenza di blocchi economici e politici contrapposti.<\/p>\n<p>Ma se il sistema economico adottato da entrambi le parti ora \u00e8 lo stesso, perch\u00e9 continuare a ritenersi nemici?<\/p>\n<p>La variabile non considerata, per\u00f2, erano i nazionalismi in agguato in entrambi gli schieramenti. Finch\u00e9 si configura con la tutela delle proprie tradizioni culturali, il nazionalismo si pu\u00f2 anche ritenere un sentimento positivo, ma molto pi\u00f9 spesso ha il connotato del senso di superiorit\u00e0 ed allora diventa mortale perch\u00e9 sfocia nell\u2019egemonia e nella supremazia.<\/p>\n<p>Nel desiderio, cio\u00e8, di dominare gli altri popoli. <strong>Non a caso un prodotto tipico dei nazionalismi sono gli eserciti, anche se la ragione addotta a loro giustificazione \u00e8 la sicurezza. L\u2019esigenza, cio\u00e8, di tutelarsi dall\u2019istinto di egemonia altrui. Cos\u00ec crescono le spese militari in un mondo dominato dallo spirito di sopraffazione.<\/strong> Ed \u00e8 stato proprio il tema della sicurezza uno dei principali elementi di frizione che ha condotto alla guerra in Ucraina.<\/p>\n<p>Nel 1991, assieme all\u2019impero sovietico si dissolse anche il Patto di Varsavia, l\u2019alleanza dei paesi dell\u2019Est, ma non si dissolse la Nato, l\u2019alleanza dei paesi occidentali. Il che era elemento di preoccupazione per i dirigenti della nuova Federazione russa, che fin dai primi scricchioli del proprio declino avevano chiesto assicurazioni sulla non espansione della Nato.<\/p>\n<p><strong>Assicurazione data a pi\u00f9 riprese dagli Stati Uniti come testimonia la storica frase pronunciata dal segretario di stato James Baker il 9 febbraio 1990 in un incontro col leader sovietico Mikhail Gorbachev. <\/strong><\/p>\n<p><strong>La promessa era che la Nato non si sarebbe spostata ad est neanche di un centimetro, ma nel 1999 la troviamo arricchita di tre nuovi paesi dell\u2019Europa dell\u2019Est e successivamente di altri 11, contando, nel 2020, un totale di 30 membri rispetto ai 16 del 1998. <\/strong><\/p>\n<p><strong>La grande nazione dell\u2019est che ancora mancava era l\u2019Ucraina, che per\u00f2 aveva iniziato le procedure di ammissione. <\/strong>Con grande ira della Russia che chiedeva la neutralit\u00e0 per questo paese confinante. In conclusione l\u2019Ucraina \u00e8 diventato un paese strattonato da ambedue le parti, ciascuna utilizzando l\u2019argomentazione che pi\u00f9 le \u00e8 funzionale per il raggiungimento dei propri obiettivi.<\/p>\n<p>L\u2019Occidente sostenendo il diritto dell\u2019Ucraina a scegliere con quale parte stare; la Russia sostenendo il diritto alla propria sicurezza e il diritto all\u2019autonomia da parte delle minoranze russofone presenti soprattutto nella regione del Donbass.<\/p>\n<p>Quanto alle sommosse popolari avvenute in ambedue i campi, solo fra qualche decennio gli storici potranno dirci se si \u00e8 trattato di iniziative spontanee o di fenomeni alimentati dalle potenze straniere. <strong>Di certo c\u2019\u00e8 che la guerra in Ucraina poteva essere evitata se le due parti l\u2019avessero voluto. <\/strong><\/p>\n<p>Lo dimostra l\u2019esistenza di una bozza di accordo presentata nel dicembre 2022 dalla Russia. Che per\u00f2 non fu neanche presa in considerazione dalle forze occidentali. Ed <strong>oggi che la guerra \u00e8 in atto, seminando morte e distruzione, non c\u2019\u00e8 la volont\u00e0 di fermarla, bens\u00ec di vincerla, perch\u00e9 il vero oggetto del contendere non \u00e8 l\u2019Ucraina ma il dominio del mondo. Il che ci porta su un altro piano, quello economico, la madre di tutti i nazionalismi.<\/strong><\/p>\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-474397\" src=\"https:\/\/comune-info.net\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/organizz-internazionali-1647603627.png\" sizes=\"auto, (max-width: 400px) 100vw, 400px\" srcset=\"https:\/\/comune-info.net\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/organizz-internazionali-1647603627.png 400w, https:\/\/comune-info.net\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/organizz-internazionali-1647603627-300x300.png 300w, https:\/\/comune-info.net\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/organizz-internazionali-1647603627-100x100.png 100w\" alt=\"\" width=\"400\" height=\"400\" \/><\/figure>\n<\/div>\n<p><strong>E\u2019 interessante notare come l\u2019allargamento della Nato inizi\u00f2 nello stesso decennio in cui venne istituita l\u2019Organizzazione Mondiale del Commercio (OMC). <\/strong>Che sembra una contraddizione, ma solo in apparenza. In realt\u00e0 <strong>il rafforzamento della Nato faceva da polizza assicurativa contro i rischi posti dall\u2019OMC.<\/strong> <strong>In fondo l\u2019OMC \u00e8 stato lo strumento giuridico per liberalizzare il mondo, ossia per farne un unico mercato dentro il quale le imprese potessero competere alla conquista del mercato mondo. <\/strong><\/p>\n<p>Una prospettiva fortemente voluta dai paesi occidentali, patria delle multinazionali sicure di uscirne vincitrici. Ma dovettero ricredersi, perch\u00e9 il nuovo contesto favoriva la crescita di imprese collocate in nazioni prima insignificanti dal punto di vista economico. In particolare cinque paesi racchiusi nella sigla Brics, i pi\u00f9 temuti dei quali sono Cina e Russia che l\u2019Occidente vuole frenare.<\/p>\n<p>E sapendo che <strong>la partita economica sar\u00e0 vinta da chi sar\u00e0 in grado di controllare le nuove tecnologie e le nuove risorse ad esse funzionali, gli Sati Uniti da anni si stanno organizzando per limitare il progresso tecnologico e l\u2019accesso alle materie prime strategiche da parte delle potenze emergenti. <\/strong><\/p>\n<p><strong>Con due strumenti chiave: sanzioni commerciali e impegno militare.<\/strong> In un caso per isolarle sul piano tecnologico, nell\u2019altro per fiaccarle in modo da limitare la loro capacit\u00e0 di penetrazione nei paesi del Sud del mondo ricchi di materie prime. Principalmente Africa e America Latina.<\/p>\n<p>Tanta complessit\u00e0 dovrebbe insegnarci ad evitare le tifoserie incondizionate e a chiederci sempre se le scelte che stiamo sostenendo sono a difesa dei diritti e della vita o al servizio di logiche di sopraffazione.<\/p>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Francesco Gesualdi &#8211; Nel centenario della sua nascita, in quanto ex-allievo, mi sento chiedere da molte persone cosa avrebbe detto il Priore, alias don Lorenzo Milani, rispetto alla guerra in Ucraina. 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