{"id":163118,"date":"2023-06-03T20:14:09","date_gmt":"2023-06-03T18:14:09","guid":{"rendered":"https:\/\/nuovosoldo.com\/?p=163118"},"modified":"2023-06-03T20:14:09","modified_gmt":"2023-06-03T18:14:09","slug":"ponte-sullo-stretto-non-e-piu-tempo-di-stare-a-guardare","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/nuovosoldo.com\/index.php\/2023\/06\/03\/ponte-sullo-stretto-non-e-piu-tempo-di-stare-a-guardare\/","title":{"rendered":"Ponte sullo Stretto: non \u00e8 pi\u00f9 tempo di stare a guardare"},"content":{"rendered":"<div id=\"attachment_149579\" style=\"width: 1034px\" class=\"wp-caption alignleft\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-149579\" class=\"size-large wp-image-149579\" src=\"https:\/\/nuovosoldo.com\/wp-content\/uploads\/2022\/01\/Lo-Stretto-di-Messina-foto-Teresa-Comande-1024x768.jpg\" alt=\"\" width=\"1024\" height=\"768\" \/><p id=\"caption-attachment-149579\" class=\"wp-caption-text\">Lo Stretto di Messina &#8211; foto Teresa Comand\u00e8<\/p><\/div>\n<p>di <em>Cettina Lupoi<\/em><\/p>\n<p>\u201cSe non conosci la tua terra non puoi amarla. Se non la ami con tutto il sentimento non puoi viverne la bellezza e non puoi averne cura e se non condividi con altri la cura non saprai cosa fare quando \u00e8 necessario difenderla\u201d. Profonda riflessione di chi, avendo un legame viscerale con la propria terra, ne avverte le latenti minacce e che oggi giunge come monito alle coscienze di chi intravede nella costruzione del Ponte sullo Stretto la totale devastazione dei propri territori.<\/p>\n<p>Questo tema, preponderante sui tavoli istituzionali, presso i comitati, le varie associazioni ambientaliste e lobbies che hanno interessi diretti, lascia purtroppo indifferenti la maggioranza dei cittadini.<\/p>\n<p>\u00c8 triste stare a guardare nascondendosi dietro l\u2019alibi della disillusione, consegnando deleghe in bianco sul futuro della propria terra\u2026<\/p>\n<p>Il tutto assume contorni ancora pi\u00f9 tristi se si considera che la Sicilia come pure la Calabria dispongono di \u201cteste pensanti\u201d che, a quanto pare, preferiscono infoltire la \u201cschiera degli ignavi\u201d o salire sul carro del vincitore, scoprendosi alla fine non uomini liberi ma dei colonizzati.<\/p>\n<p>Ora al di l\u00e0 dell\u2019utilit\u00e0 o meno di un collegamento stabile tra le due sponde, proverei a ragionare sul tema Ponte da comune cittadina esaminando alcuni dati oggettivi e supportata dal semplice buonsenso.<\/p>\n<p>Partirei intanto da una seria valutazione sulla credibilit\u00e0 dell\u2019interlocutore: basilare in qualsiasi forma di transazione.<\/p>\n<p>Leggiamo in questi giorni che l\u2019attuale Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, al temine dell\u2019incontro al MIT con i sindacati, dichiara con toni ottimistici che quella del Ponte \u00e8 un\u2019opera fondamentale che Sicilia Calabria e tutta Italia aspettano da 50 anni e che se tutto dovesse andare come previsto il Ponte sar\u00e0 transitato nel 2032. Lo stesso Ministro, nel corso di un\u2019intervista di pochi anni fa, dichiarava che parecchi ingegneri sostenevano che il Ponte non stava in piedi e che tanti siciliani gli avevano detto che il 90% delle ferrovie presenti nel territorio era a binario unico, che met\u00e0 dei treni viaggiava a gasolio e che lui non avrebbe voluto spendere qualche miliardo di euro per un Ponte in mezzo al mare, quando poi in Sicilia e Calabria i treni andavano a binario unico.<\/p>\n<p>Se \u00e8 lecito cambiare opinione tuttavia \u201cEst modus in rebus\u201d sosteneva Quinto Orazio Flacco. Due sono le cose: o il Ministro era disinformato prima o lo \u00e8 ora e ci\u00f2 \u00e8 da ritenersi cosa assai grave poich\u00e9, da cittadini, \u00e8 lecito aspettarsi ben altri comportamenti e visioni su materia cos\u00ec complessa da parte di un\u2019alta Istituzione. Altro nodo cruciale sono i tempi di realizzazione dell\u2019opera che ci vengono prospettati relativamente brevi.<\/p>\n<p>Anche questa \u00e8 una questione da trattare con la massima seriet\u00e0, anche perch\u00e9 i territori a diretto impatto con l\u2019opera sono fortemente antropizzati e condannare le nostre comunit\u00e0 ad essere schiacciate, per decenni, tra cantieri a cielo aperto ne potrebbe produrre forti tensioni sociali dai risvolti imprevedibili.<\/p>\n<p>Leggiamo che il Ponte dello Stretto di Akashi in Giappone, il secondo Ponte sospeso a tre campate pi\u00f9 lungo al mondo iniziato nel 1988, ha richiesto 20 anni di progettazione. I lavori, interrotti per un brevissimo periodo a causa del terremoto di Kobe che ha spostato di 120 cm la Torre Sud, hanno richiesto ben 10 anni per il loro completamento. Dieci anni non sono pochi se si considera che il Ponte \u00e8 privo di trasporto ferroviario e che l\u2019operosit\u00e0 del popolo giapponese, la cui dedizione al lavoro \u00e8 assoluta, \u00e8 lontana anni luce dalla nostra. Ora, considerando che il nostro Ponte avrebbe torri di 399 metri e sarebbe il pi\u00f9 lungo ponte sospeso a campata unica al mondo, su cui correranno 2 binari ferroviari e 6 corsie stradali in grado di far circolare 200 treni al giorno e 6000 veicoli l\u2019ora, parlare di circa 7-8 anni, come ci viene raccontato, per la sua realizzazione ne diviene pura propaganda se non addirittura follia, anche perch\u00e9 l\u2019opera dovr\u00e0 necessariamente confrontarsi con il contesto socio-ambientale di riferimento e con l\u2019instabilit\u00e0 politica dei nostri Governi.<\/p>\n<p>Volendo poi passare alle problematiche trasportistiche di Sicilia e Calabria che, secondo i fautori dell\u2019opera, dovrebbero essere risolte grazie al collegamento stabile tra le due sponde che porrebbe fine all\u2019isolamento della Sicilia collegandola anche al resto dell\u2019Europa, mi permetterei qualche doveroso rilievo.<\/p>\n<p>Questi paladini di infrastrutture faraoniche che forse potevano andare bene 70-80 anni fa, quando ancora non si parlava di autostrade del mare o di voli aerei a costi di autobus n\u00e9 di treni Maglev, hanno mai preso in considerazione l\u2019idea di rivedere tutta la materia e prospettare sulla mobilit\u00e0 grandi opere s\u00ec, ma che rispondessero ai reali bisogni della comunit\u00e0 e che sprovincializzando una volta per tutte Calabria e Sicilia le collegassero realmente al resto d\u2019Europa?<\/p>\n<p>Oggi la linea di Shangai \u00e8 il servizio regolare pi\u00f9 veloce al mondo. Il treno a levitazione magnetica \u00e8 in grado di percorrere a 432km\/h e in circa 7 minuti i 30 km che separano la citt\u00e0 dall\u2019aeroporto internazionale di Pudong. Inoltre, per questo tipo di treni, \u00e8 stato avviato un progetto che permettendo la sovrapposizione dei sistemi per la levitazione magnetica sull\u2019infrastruttura ferroviaria gi\u00e0 esistente non rivoluzionerebbe la stessa. In Puglia \u00e8 gi\u00e0 partita la sperimentazione di questo tipo di treni ed in Veneto un treno ultraveloce a levitazione sembra che sia gi\u00e0 pronto a partire dal 2026;<\/p>\n<p>si calcola che percorrer\u00e0 gli oltre 46 km della tratta Padova-Venezia in appena 6 minuti.<\/p>\n<p>Ci chiediamo le ragioni per cui in alcuni territori del nostro Paese si sperimentino nuove forme avanzate di mobilit\u00e0 ferroviaria, mentre in altri ci si ostini con infrastrutture superate, costosissime, devastanti, tecnicamente improbabili e che non rispondono ai loro sistemi di sviluppo.<\/p>\n<p>Non sono per nulla convincenti certi politici ed esperti di turno quando, con toni enfatici, dichiarano che il Ponte sar\u00e0 \u201cil volano di sviluppo che il Meridione aspetta da sempre\u201d o che esso rappresenta \u201cun\u2019occasione unica per il rilancio del territorio\u201d.<\/p>\n<p>Con tutto il rispetto per le declamazioni di questi signori ci andrei un tantino cauta nell\u2019abbracciare \u201ccerte verit\u00e0\u201d su argomenti cos\u00ec complessi; il motto latino \u201cErrare humanum est\u201d me ne suggerisce la massima prudenza, inoltre per indole personale ho sempre diffidato di chi ostenta troppe certezze\u2026<\/p>\n<p>Anni\u00a0 fa alcune associazioni\u00a0 consideravano la costruzione del Ponte l\u2019ultima opportunit\u00e0 per il Meridione ma, poich\u00e9 il progetto dell\u2019infrastruttura provocava danni socio-economici per l\u2019intera area del Mezzogiorno con conseguente perdita di\u00a0 luminosit\u00e0 mondiale, proponevano la modifica del progetto in opera monumentale di attrazione\u00a0 turistica del Terzo millennio, senza ferrovia e con traffico pedonale e ciclabile, stimando milioni di\u00a0 visitatori annui superiori persino a quelli della Tour Eiffel che si aggiravano ai 2 milioni circa. C\u2019\u00e8 seriamente da chiedersi se le stime milionarie, fatte da tali esperti, sui presunti visitatori del Ponte fossero state per caso calcolate sulla base di una sottostima del QI dell\u2019interlocutore\u2026 Ovviamente c\u2019\u00e8 qualcosa che non torna! Non mi risulta che il turista si rechi a Parigi perch\u00e9 affascinato da migliaia di pezzi di ferro e da qualche milione di bulloni ma sicuramente perch\u00e9 attratto da Montmartre, dal Museo del Louvre, d\u2019Orsay o dalla cattedrale di Notre-Dame, dalla Senna con i boulevards alle sue sponde e da tanti altri tesori che Parigi e dintorni possono offrire. Certamente egli visiter\u00e0 anche la Tour Eiffel ma di sicuro non \u00e8 stata soprattutto questa a movimentare due milioni di visitatori!<\/p>\n<p>Partendo da questi pochi dati il comune cittadino comincia a riflettere, ad interrogarsi ed a preoccuparsi seriamente per il futuro del proprio territorio, anche perch\u00e9 se un\u2019opera di tale portata per vari motivi dovesse rimanere una \u201cgrande incompiuta\u201d, e non sarebbe cosa insolita dalle nostre parti, quale giustificazione potrebbe mai addurre ai propri figli nel consegnare solo un cumulo di macerie? Non \u00e8 pi\u00f9 tempo di stare a guardare, di lasciare solo chi difende le nostre ragioni; uniamoci alle civiche manifestazioni, partecipiamo alle assemblee di piazza, approfondiamo i nostri saperi scrollandoci il torpore che offusca la mente.<\/p>\n<p>E soprattutto non permettiamo a nessuno di sradicarci, di decidere dei nostri destini, di pontificare sul futuro della nostra terra, di espropriarci di ci\u00f2 che di bello e buono ancora ci rimane\u2026<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Cettina Lupoi \u201cSe non conosci la tua terra non puoi amarla. 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