{"id":163809,"date":"2023-07-18T23:51:56","date_gmt":"2023-07-18T21:51:56","guid":{"rendered":"https:\/\/nuovosoldo.com\/?p=163809"},"modified":"2023-07-18T23:51:56","modified_gmt":"2023-07-18T21:51:56","slug":"da-messina-un-ricordo-di-don-bettazzi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/nuovosoldo.com\/index.php\/2023\/07\/18\/da-messina-un-ricordo-di-don-bettazzi\/","title":{"rendered":"Da Messina un ricordo di don Bettazzi"},"content":{"rendered":"<p>di Citto Saija &#8211;<br \/>\nNegli ultimi concistori di papa Francesco ho sempre atteso la nomina di don Luigi Bettazzi a cardinale, sia pure onorifico data l\u2019et\u00e0.<br \/>\nE\u2019 stato sempre un mio grande desiderio che non si \u00e8 avverato. Ma certamente, per il Popolo di Dio che gli ha voluto bene Bettazzi sta tra i Beati e i Santi. Sono certo che un giorno lo sar\u00e0 con una decisione ufficiale della Chiesa.<br \/>\nForse la stessa curia vaticana di oggi, una parte dell\u2019episcopato italiano e dello stesso collegio dei cardinali non avrebbero tollerato un cardinale centenario (sia pure non elettore) dalla mente lucidissima e modernissima come il vescovo Bettazzi.<br \/>\nIl pensiero profetico ed evangelico di don Bettazzi, morto all\u2019et\u00e0 di 99 anni all\u2019alba del 16 luglio, festivit\u00e0 della Madonna del monte Carmelo, \u00e8 vivo e continuer\u00e0 a vivere fra tutti coloro che lo amarono e lo stimarono come uomo di Dio e come vescovo.<br \/>\nPerch\u00e9 un ricordo mio personale da Messina? Perch\u00e9, sin dagli anni giovanili dell\u2019universit\u00e0 ed anche negli anni della maturit\u00e0, il mio percorso di vita ecclesiale, sociale e politica ha incrociato la grande testimonianza cristiana e sociale di padre Luigi.<br \/>\nAll\u2019inizio degli anni \u201960, negli anni pi\u00f9 belli della vita, facevo parte della F.U.C.I. (Federazione universitaria cattolica italiana) che era il \u201cramo\u201d universitario dell\u2019Azione cattolica.<br \/>\nAssistente nazionale della Fuci era il mitico don Costa (poi diventato vescovo e assistente nazionale dell\u2019Azione cattolica italiana). Vice assistenti nazionali erano don Agostino Ferrari Toniolo (che poi divenne arcivescovo di Perugia, padre conciliare e rappresentante della Santa sede presso la Fao), don Antonio Zama (poi vescovo ausiliare di Napoli e vescovo di Sorrento), don Vivaldo (poi vescovo di Massa marittima) e don Luigi Bettazzi che fu a Bologna vescovo ausiliare del famoso cardinale Lercaro (il vescovo dei poveri e padre conciliare) e quindi vescovo di Ivrea.<br \/>\nUn tempo di grande impegno, quello del Concilio Vaticano II, che vide tanti vescovi, sacerdoti e teologi ma anche tanti laici giovani e meno giovani impegnati per una riforma della Chiesa cattolica.<br \/>\nProprio in quegli anni, giovanissimo studente universitario, ho conosciuto, come tante altre amiche e amici, don Luigi ancora giovane: nei congressi e convegni nazionali della Fuci, durante le bellissime settimane teologiche per noi studenti di allora presso l\u2019abbazia di Camaldoli che ci port\u00f2 anche a conoscere figure di grande rilievo culturale e spirituale tra i monaci eremiti camaldolesi, nei convegni regionali siciliani e forse anche in qualche visita di don Luigi ai circoli fucini \u201cContardo Ferrini\u201d e \u201cCamiola Turinga\u201d di Messina.<br \/>\nDopo quegli anni memorabili, ho sempre seguito fino ai giorni nostri, l\u2019impegno pastorale, mai cessato, del vescovo Bettazzi.<br \/>\nCome non ricordare la partecipazione di don Luigi alla settimana teologica di Messina, promossa dall\u2019Azione cattolica e fermamente voluta dall\u2019arcivescovo padre Francesco Fasola? Ed ancora, in tempi recenti, la sua venuta a Messina presso la parrocchia di S. Luca, dove era parroco don Ettore Sentimentale, e quindi il suo incontro presso il seminario di Messina, anche se non ho partecipato perch\u00e9 fuori citt\u00e0.<br \/>\nIn questo momento triste mi piace ricordare l\u2019impegno di don Bettazzi nel Concilio e la sua persona dal perenne sorriso.<br \/>\nFra i vescovi italiani era l\u2019ultimo padre conciliare ancora in vita, dopo la morte, alcuni anni fa, dell\u2019ex abate benedettino di San Paolo fuori le mura di Roma dom Giovanni Franzoni, non ancora riabilitato.<br \/>\nSto leggendo in questi giorni il volumone del domenicano Yves Congar \u201cDiario del Concilio 1960-1966\u201c, uscito quest\u2019anno in unico volume nelle edizioni San Paolo.<br \/>\nCongar ci ricorda che l\u201911 ottobre del 1963 (nella congregazione generale del Concilio) l\u2019ausiliare di Bologna Bettazzi \u201cLicet junior in episcopatu et italicus\u201c (bench\u00e9 giovane nell\u2019episcopato italiano) prende la parola nella discussione sul corpo episcopale, esponendo con grande passione il \u201cdossier Dossetti-Alberigo\u201d sui poteri dei vescovi.<br \/>\nE ci ricorda ancora (a p. 429 del I volume) che un tal mons. Carli, sostenitore delle tesi della curia di allora, cerca di ribaltare \u201cl\u2019effetto del discorso dell\u2019ausiliare di Bologna\u201c. Il padre conciliare Carli sosteneva che il collegio episcopale doveva essere solo \u201cad nutum Romani Pontificis\u201d (a discrezione del Romano Pontefice).<br \/>\nE sempre Congar, nel diario del 19 ottobre del 1965 (a p. 369 del II volume) ci fa sapere che Bettazzi, in Concilio \u201cha fatto propaganda per la canonizzazione di papa Roncalli.<br \/>\nMa sappiamo anche, che proprio nell\u2019ottobre del 1965, don Bettazzi citava il capolavoro di Antonio Rosmini sulle \u201cCinque piaghe della Santa Chiesa\u201d, quando ancora l\u2019opera rosminiana era nel cosiddetto Indice dei libri proibiti.<br \/>\nVorrei anche ricordare che don Bettazzi fu il solo vescovo italiano a partecipare, il 16 novembre del 1965 (poco prima della chiusura del Concilio) alla famosa Eucaristia nelle catacombe di Domitilla a Roma e a sottoscrivere con circa altri quaranta vescovi soprattutto dell\u2019America latina (fra i quali il brasiliano Helder Camara), il famoso \u201cPatto delle catacombe\u201c. Quella minoranza profetica di vescovi esortava tutto l\u2019episcopato e anche il romano pontefice a vivere la povert\u00e0 nella Chiesa. A vivere nel concreto della vita quotidiana la Chiesa dei poveri. Quei vescovi si impegnavano a vivere i valori della Chiesa delle origini, quella degli Atti degli Apostoli, rinunciando a vivere in sontuosi palazzi arcivescovili e vescovili e a non utilizzare auto di grossa cilindrata. Una prassi di vita che cerca anche oggi di condurre papa Francesco.<br \/>\nL\u2019impegno pastorale di don Bettazzi \u00e8 stato esemplare sui problemi della pace, della giustizia sociale e dei diritti civili,<br \/>\nNon possiamo non ricordare la sua presidenza del Movimento Pax Christi e la sua partecipazione, nel 1992, alla marcia pacifista in piena guerra a Sarajevo con \u201cBeati i costruttori di pace\u201d, don Tonino Bello e il messinese Antonio Mazzeo del Comitato per la pace e il disarmo unilaterale di Messina. E ancora i suoi impegni a difesa dell\u2019obiezione di coscienza e per l\u2019obiezione fiscale contro le spese militari. E anche negli ultimi giorni della sia vita terrena si \u00e8 battuto contro l\u2019invio delle armi in Ucraina.<br \/>\nProprio quest\u2019anno, nel febbraio scorso, all\u2019et\u00e0 di 99 anni, don Bettazzi ha partecipato a Venegono, ad un convegno sulla pace oggi.<br \/>\nAl convegno ha partecipato il nostro Antonio Mazzeo con una relazione sulla \u201cNato e l\u2019Europa\u201d.<br \/>\nIl vescovo Bettazzi, in videoconferenza, ha fatto una lunga e acutissima relazione contro la Nato come strumento di guerra.<br \/>\nLa giustizia sociale stava al centro della pastorale di don Luigi. Chi non ricorda il suo impegno contro il \u201cprofitto\u201d capitalistico e la difesa degli operai della \u201cOlivetti\u201d di Ivrea e di altre aziende? E la sua lettera \u201cpolitica\u201d al segretario del PCI Enrico Berlinguer?<br \/>\nE ancora la sua disponibilit\u00e0, insieme con il vescovo rosminiano don Clemente Riva e il vescovo Ablondi, ad offrirsi come ostaggio per la liberazione del presidente della DC Aldo Moro.<br \/>\nE infine il suo essere favorevole, in tempi pi\u00f9 a noi vicini, al riconoscimento delle unioni civili e al riconoscimento delle coppie gay. Per Bettazzzi l\u2019amore era uguale nelle coppie eterosessuali e in quelle omosessuali.<br \/>\nOggi sarebbe molto utile discutere sulle sue idee sulla sinodalit\u00e0 nella Chiesa come Popolo di Dio in cammino, soprattutto dove la sinodalit\u00e0 stenta a salpare.<br \/>\nMi auguro che nella nostra citt\u00e0 si cominci a discutere sul grande lascito spirituale e \u201cpolitico\u201d del vescovo emerito di Ivrea don Luigi Bettazzi.<br \/>\nE termino queste riflessioni ricordando che in grandi citt\u00e0 italiane (ricordo Napoli, Torino e Bari) si svolgevano ogni due anni i congressi nazionali della Fuci. Partecipava una moltitudine di studenti universitari cattolici e per le strade nei momenti liberi dagli impegni culturali e religiosi, noi ragazzi di allora cantavamo \u201cFucini resterem fino a cent\u2019anni\u201d. E con noi vi era anche il giovane prete don Bettazzi. Oggi, a quasi cento anni (li avrebbe compiuti nel prossimo novembre) il giovane fucino don Luigi ci ha lasciati.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Citto Saija &#8211; Negli ultimi concistori di papa Francesco ho sempre atteso la nomina di don Luigi Bettazzi a cardinale, sia pure onorifico data l\u2019et\u00e0. 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