{"id":164544,"date":"2023-09-07T13:08:35","date_gmt":"2023-09-07T11:08:35","guid":{"rendered":"https:\/\/nuovosoldo.com\/?p=164544"},"modified":"2023-09-07T20:24:49","modified_gmt":"2023-09-07T18:24:49","slug":"messina-citta-novecentesca","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/nuovosoldo.com\/index.php\/2023\/09\/07\/messina-citta-novecentesca\/","title":{"rendered":"MESSINA CITTA&#8217; NOVECENTESCA"},"content":{"rendered":"<div id=\"attachment_163840\" style=\"width: 1034px\" class=\"wp-caption alignleft\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-163840\" class=\"size-large wp-image-163840\" src=\"https:\/\/nuovosoldo.com\/wp-content\/uploads\/2023\/07\/IMG_20230722_141113-1024x302.jpg\" alt=\"\" width=\"1024\" height=\"302\" srcset=\"https:\/\/nuovosoldo.com\/wp-content\/uploads\/2023\/07\/IMG_20230722_141113-1024x302.jpg 1024w, https:\/\/nuovosoldo.com\/wp-content\/uploads\/2023\/07\/IMG_20230722_141113-300x88.jpg 300w, https:\/\/nuovosoldo.com\/wp-content\/uploads\/2023\/07\/IMG_20230722_141113-768x226.jpg 768w, https:\/\/nuovosoldo.com\/wp-content\/uploads\/2023\/07\/IMG_20230722_141113.jpg 1080w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><p id=\"caption-attachment-163840\" class=\"wp-caption-text\">Messina (foto nuovosoldo.com)<\/p><\/div>\n<p>Non si ripeter\u00e0 mai abbastanza quanto sia oggi importante la conservazione e la valorizzazione della Messina ricostruita dopo il terremoto dei 1908.<\/p>\n<p>Forse il comprensibile rammarico per la scomparsa delle memorie pi\u00f9 antiche ha impedito ai messinesi di apprezzare il nuovo volto che la citt\u00e0 assunse nella ricostruzione. Ed \u00e8 con indifferenza, e talvolta con disprezzo, che si \u00e8 sempre guardato agli edifici del primo Novecento, e sembra si sia smarrita quella facolt\u00e0 di osservazione serena che permette non solo di apprezzare i valori dell&#8217;esistente, ma anche di fermarvi l&#8217;attenzione.<\/p>\n<p>In altre parole, sembra che non si riesca a prendere coscienza dei fatto che ormai Messina \u00e8 una citt\u00e0 del Novecento, e che sono proprio questi edifici a darle un carattere: parlo delle costruzioni di stile &#8220;eclettico&#8221; che si vestono delle forme pi\u00f9 varie e talvolta fantasiose, e che oggi sono ormai anch&#8217;esse da considerarsi &#8220;storiche&#8221;.<\/p>\n<p>Se poniamo appena un po&#8217; di attenzione nell&#8217;attraversare la nostra citt\u00e0, vedremo che tutto ci\u00f2 \u00e8 ampiamente, e decorosamente rappresentato dagli edifici sorti negli anni fra il 1911 e il 1930. Ma vedremo anche come questa edilizia sia in condizioni di abbandono, o talvolta alterata da modifiche improprie, da sopraelevazioni, da interventi di ogni genere che ne svisano le forme e le proporzioni originarie, quando non sia stata addirittura (e ci\u00f2 \u00e8 accaduto soprattutto negli ultimi dieci anni) demolita e sostituita da maxicostruzioni del tutto prive di stile, oltre che estranee al contesto circostante. Tuttavia, nonostante ci\u00f2, sopravvivono ancora grossi brani di &#8220;questa&#8221; Messina della ricostruzione, che si riconosce sia in singoli edifici che in interi complessi e quartieri ancora pi\u00f9 o meno integri.<\/p>\n<p>E&#8217; nostra intenzione fare qui una carrellata sulla citt\u00e0 per fermare, anche brevemente, su queste interessanti sopravvivenze, l&#8217;attenzione di chi sino ad oggi non ha considerato questi aspetti della citt\u00e0, ovvero di chi la attraversa quotidianamente senza &#8220;guardare&#8221;.<\/p>\n<p>Pochi cittadini sanno, ad esempio, che per alcuni anni a partire dal 1913, a Messina fu attivo l&#8217;architetto fiorentino Gino Copped\u00e8 e vi progett\u00f2 e realizzo almeno sei edifici: di questi, alcuni sono documentati, altri attribuiti sulla base della loro configurazione stilistica, particolarmente riconoscibile: in essi si rileva infatti una decorazione esterna che rielabora motivi di cultura moresca (balaustre traforate, tarsie geometrizzanti, rilievi e graffiti policromi sulle facciate; e, all&#8217;interno, ballatoi con elementi lignei, tettoie spioventi a travicelli variamente decorati). Ma tutti sanno che il Copped\u00e8 realizz\u00f2 a Roma un intero quartiere che da lui prese il nome.<\/p>\n<p>Ci si chiede perch\u00e8 a Messina questi edifici sono ignorati ed alcuni di essi alterati da sopraelevazioni e ristrutturazioni; tra questi va rilevato il caso dell&#8217;isolato 311 (sito tra le vie Garibaldi e Cardines), nel quale, un intervento graduale e selvaggio di ristrutturazione delle botteghe sul fronte di via Garibaldi ha letteralmente cancellato la decorazione a fasce che correva lungo tutta la facciata.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Schiere di palazzi assai caratteristici si svolgono lungo i principali assi viari, come via Garibaldi e il viale S. Martino, ma anche lungo quelli minori fra i quali via Cavour, via Cesare Battisti, e, all&#8217;interno di questi, nelle relative strade traverse. Ad ogni passo si incontrano palazzi riccamente decorati con rilievi dai motivi pi\u00f9 vari: mascheroni, figurazioni vegetali e zoomorfe, motivi stilizzati; eseguiti con una tecnica di impasti oggi ormai in disuso, che si avvaleva di maestranze specializzate e richiedeva peraltro una lavorazione attenta e paziente, non pi\u00f9 praticabile con i costi attuali della manodopera. Quindi tanto pi\u00f9 preziosi sono questi edifici, in quanto irripetibili modelli in estinzione. Oltre alle decorazioni, \u00e8 ormai rara anche la configurazione strutturale di questi palazzi, distesa e spaziosa, spesso addirittura di carattere monumentale, con elementi tratti a volte dalle culture rinascimentale e neoclassica: portali affiancati da colonne, o colonne di ordine gigante, come nell&#8217;isolato 305 (il palazzo Arcivescovile, sulla facciata di via Cesare Battisti); o con strutture articolate con larghi cortili all&#8217;interno, come l&#8217;isolato 68 (fra viale Europa, viale S. Martino, via dei Mille e via Trento), arricchito peraltro da una gustosa e varia decorazione con prue di navi e figure d\u00ec puma, ma purtroppo mutilato di una grossa fetta per dare luogo ad una moderna quanto insignificante costruzione sull&#8217;angolo viale Europa-viale S. Martino.<\/p>\n<p>E soprattutto monumentali sono gli edifici pubblici. Non ci rendiamo conto, ad esempio, della dignit\u00e0 che deriva alla citt\u00e0 da palazzi come quelli della Provincia, delle Poste, del Comune, della Prefettura, dei vari istituti bancari (e se ne possono enumerare molti altri), e, al contrario, dello squallore che emana da certe costruzioni pi\u00f9 recenti, nel cui progetto sembra sia stata assente qualsiasi esigenza di carattere estetico: cito fra tutti, di contro alla dignit\u00e0 di Palazzo Comunale, edificato su progetto di Antonio Zanca fra il 1914 e il 1927, lo squallore del pi\u00f9 recente palazzo Satellite in piazza Stazione.<\/p>\n<p>Tutta l&#8217;edilizia scolastica cittadina dei primo Novecento, poi, \u00e8 di rilevante dignit\u00e0, ma purtroppo trascurata e abbandonata ad una rovina graduale (vedi, ad esempio, lo stabile del liceo &#8220;Maurolico&#8221;, che sembra cadere a pezzi da un momento all&#8217;altro) o destinata alla demolizione (vedi l&#8217;assurdo caso del complesso scolastico Cannizzaro-Galatti fortunatamente salvato dalla mobilitazione dei genitori e di parte dell\u2019opinione pubblica).<\/p>\n<p>Che questi palazzi vengano lasciati cadere in rovina \u00e8 una colpa molto grave delle istituzioni, ma io credo che se il cittadino prendesse coscienza dei valori, estetici e storici, che essi rappresentano, tale rovina si potrebbe in gran parte evitare. Molto spesso infatti, i proprietari degli edifici privati, che non sono informati del loro valore, preferiscono dare in locazione lo stabile pi\u00f9 &#8220;vecchio&#8221;, per sceglierne come propria abitazione uno \u201cnuovo&#8221;, e in questi casi il primo viene abbandonato al degrado.<\/p>\n<p>Sono questi i casi che una maggiore sensibilizzazione culturale potrebbe evitare; da ci\u00f2 l&#8217;importanza dell&#8217;informazione nei confronti di cittadini che non sono stati avviati a considerare certi valori, ma che possono sempre iniziare a conoscerli e a farvi attenzione. Inoltre una opinione pubblica pi\u00f9 largamente informata pu\u00f2 agire con manifestazioni che condizionino a loro volta l&#8217;azione delle istituzioni e degli Enti locali e Regionali.<\/p>\n<p><em>Teresa Pugliatti<\/em>, Storica dell\u2019arte e Professore Emerito di Storia dell&#8217;arte all&#8217;Universit\u00e0 di Palermo<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Non si ripeter\u00e0 mai abbastanza quanto sia oggi importante la conservazione e la valorizzazione della Messina ricostruita dopo il terremoto dei 1908. 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