{"id":164650,"date":"2023-09-16T09:07:27","date_gmt":"2023-09-16T07:07:27","guid":{"rendered":"https:\/\/nuovosoldo.com\/?p=164650"},"modified":"2023-09-16T09:07:27","modified_gmt":"2023-09-16T07:07:27","slug":"il-ponte-dellestrattivismo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/nuovosoldo.com\/index.php\/2023\/09\/16\/il-ponte-dellestrattivismo\/","title":{"rendered":"Il ponte dell\u2019estrattivismo"},"content":{"rendered":"<p>di Antudo &#8211;<\/p>\n<p class=\"has-drop-cap\">Il 12 agosto, a poco pi\u00f9 di un mese dalla grande <a href=\"https:\/\/napolimonitor.it\/no-al-ponte-sullo-stretto-tremila-persone-in-corteo-a-messina\/\">manifestazione di Torre Faro<\/a> (luogo simbolo della costruzione del ponte), un altro imponente corteo ha attraversato la citt\u00e0 dello <strong>Stretto<\/strong>. Pi\u00f9 di cinquemila persone, soprattutto della citt\u00e0 ma anche dal resto della <strong>Sicilia<\/strong>, dalla <strong>Calabria<\/strong> e da altre parti di <strong>Italia,<\/strong> hanno manifestato alla vigilia della settimana di <strong>Ferragosto<\/strong> per le vie del centro di <strong>Messina.<\/strong> In prima fila, i comitati siciliani e italiani di lotta contro grandi opere e militarizzazione del territorio.<\/p>\n<p>Dopo la vittoria elettorale di <strong>Giorgia Meloni<\/strong>, il ponte \u00e8 tornato al centro del dibattito e dell\u2019agenda politica nazionale. Questa volta il suo pi\u00f9 motivato promotore ha un nome e un cognome, quello di <strong>Matteo Salvini<\/strong>, ormai lontano dalla propaganda antimeridionalista che ha connotato per anni la sua appartenenza politica e il suo bacino di consensi. Al suo fianco c\u2019\u00e8 <strong>Pietro Salini<\/strong>, amministratore delegato di <strong>Webuild<\/strong>, \u201ceccellenza italiana\u201d nel campo delle infrastrutture che ha assorbito negli ultimi anni gran parte delle societ\u00e0 che si occupavano di opere pubbliche in <strong>Italia<\/strong>, nonch\u00e9 l\u2019intero sistema di spartizione dei relativi appalti e profitti.<\/p>\n<p>Stavolta, il progetto per la costruzione del ponte \u00e8 connotato dall\u2019accostamento all\u2019aggettivo \u201csostenibile\u201d, utilizzato per giustificare la circolazione incontrollata di capitali attraverso un modello di sviluppo estrattivista, fondato sull\u2019aggressione ai territori, l\u2019estrazione di profitti dalla terra e dalle biografie dei suoi abitanti. Un modello che non prevede alcun processo di confronto con le comunit\u00e0 dei territori e che bypassa persino le amministrazioni locali: i sindaci, per esempio, che non toccano palla nei processi che si sviluppano attorno alle grandi opere e vengono anzi spesso assorbiti dal meccanismo dagli interventi collaterali e compensativi, che fungono da vero e proprio strumento di scambio: o la borsa (il ricatto lavorativo e la devastazione conseguente) o la vita.<\/p>\n<p>Si \u00e8, negli anni, ampiamente dibattuto sul quanto questa opera sia di pi\u00f9 che ardua realizzazione tecnica, tanto che anche la comunit\u00e0 scientifica si \u00e8 in buona parte espressa contro la sua esecuzione. Per comprendere meglio ci\u00f2 che questo progetto rappresenta realmente, bisogna per\u00f2 analizzarne il \u201cruolo politico\u201d all\u2019interno di un meccanismo pi\u00f9 complesso che inquadra la <strong>Sicilia<\/strong> come territorio ancora soggetto a dominio coloniale.<\/p>\n<p class=\"has-text-align-left\"><strong>Demistificare la narrazione<br \/>\n<\/strong>Il vice premier <strong>Salvini<\/strong> ha spesso sostenuto in questi ultimi mesi \u2013 senza alcun contraddittorio, sui principali mezzi di informazione \u2013 che il ponte sar\u00e0 \u201cl\u2019infrastruttura pi\u00f9 <em>green<\/em> mai esistita\u201d. Sar\u00e0, inoltre, \u201cmezzo di unit\u00e0 nazionale\u201d e fondamentale occasione di sviluppo per <strong>Sicilia <\/strong>e<strong> Calabria<\/strong>, capace di creare centomila posti di lavoro. Una propaganda \u201csostenibile\u201d, elemento necessario per giustificare il rifinanziamento della societ\u00e0 concessionaria <strong>Stretto di Messina Spa<\/strong> e la conseguente cantierizzazione dell\u2019area che dovrebbe avvenire al pi\u00f9 tardi entro la fine del 2024. Eppure, non esiste ancora un vero e proprio progetto, dal momento che quello approvato dalla Stretto di Messina Spa non ha ancora neppure una valutazione d\u2019impatto ambientale, e dovr\u00e0 essere aggiornato alla luce delle nuove normative.<\/p>\n<p>Questo progetto in aggiornamento prevede un ponte di tremila e seicento metri di lunghezza complessivi, con campata unica di tremila e trecento metri e torri, su entrambe le sponde, alte quattrocento metri; una tipologia, preferita al ponte a pi\u00f9 campate, al tunnel sub-alveo e al tunnel in alveo, che ha gi\u00e0 evidenziato una serie di criticit\u00e0 in altre circostanze, come nel caso della campata unica stradale e ferroviaria pi\u00f9 lunga al mondo: lo <strong>Tsing Ma Bridge <\/strong>di<strong> Hong Kong<\/strong>. Nel caso italiano, l\u2019alto costo previsto per la costruzione del ponte a campata unica aveva fatto propendere gli stessi tecnici della commissione <strong>De Micheli<\/strong> (governo <strong>Conte<\/strong> bis) verso l\u2019idea di un progetto a tre campate, con il tratto pi\u00f9 lungo di circa duemila metri. Un\u2019idea progettuale comunque molto discussa, a sua volta scartata a causa delle forti correnti presenti nello <strong>Stretto<\/strong> e per l\u2019elevato impatto derivato dalle fondazioni dei pilastri sui fondali marini.<\/p>\n<p>Ancora maggiori criticit\u00e0 emergono sul piano finanziario, su cui si aren\u00f2 il progetto di ponte nella sua versione berlusconiana. \u00c8 singolare, in questo senso, che proprio <strong>Pietro Ciucci<\/strong>, protagonista di quell\u2019infausta stagione, venga rimesso sulla poltrona di amministratore delegato della <strong>Stretto di Messina Spa<\/strong>. Errate si sono rivelate, per esempio, tutte le previsioni di crescita del traffico su gomma effettuate nel corso della sua gestione, che a detta dei proponenti avrebbero giustificato l\u2019opera. Le crescite del <strong>Pil<\/strong> che avrebbero determinato questo maggiore attraversamento dell\u2019area non sono infatti avvenute, anzi. Il traffico su gomma dal 1995 a oggi si \u00e8 ridotto notevolmente: dallo <strong>Stretto<\/strong> passano circa un milione di veicoli e centomila tir in meno rispetto a vent\u2019anni fa.<\/p>\n<p>Altrettanto evidente \u00e8 la contraddittoriet\u00e0 dell\u2019associazione tra l\u2019idea di \u201c<em>green<\/em>\u201d e il potenziale scavo delle decine di chilometri di gallerie e la produzione dell\u2019acciaio e del calcestruzzo necessari e costruire l\u2019infrastruttura. Non \u00e8 chiaro, in una terra come la <strong>Sicilia<\/strong> che vede bruciare decine di migliaia di ettari di bosco ogni estate, e che vive sulla propria pelle la piaga del dissesto idrogeologico legato a siccit\u00e0, piani di tutela del patrimonio naturale inesistenti, abusivismo edilizio diffuso, cantieri perenni attorno a opere incompiute, scheletri di eco-mostri abbandonati nelle campagne, come possano altro cemento, altri cantieri e altro acciaio essere\u00a0 mezzi di salvaguardia ambientale (se non nelle fantasie cementificatrici di costruttori e tecnici a cui sono stati promessi lauti compensi).<\/p>\n<p>Ci\u00f2 che appare evidente \u00e8 invece come il \u201cdispositivo ponte\u201d serva a legittimare l\u2019impianto ideologico sviluppista, una macchina di consenso e spesa intorno a qualcosa che probabilmente non esister\u00e0 mai. Un vero e proprio metodo, basato sulla \u201cnon fattibilit\u00e0\u201d di opere pubbliche e infrastrutture, in cui lungaggini burocratiche, dibattito politico drogato e permanere di grandi interessi che giustificano la necessit\u00e0 di apertura dei cantieri diventano elementi funzionali a un processo che mira in realt\u00e0 all\u2019indirizzamento dei flussi finanziari, all\u2019orientamento del consenso, alla gestione del territorio. Non \u00e8 un caso che il carattere di dispositivo politico del ponte individui specifiche categorie che traggono vantaggio dal riavvio dell\u2019iter progettuale \u2013 indipendentemente dalla sua fattibilit\u00e0 tecnica e finanziaria \u2013 ben coinvolte per esempio nel sistema infinito di consulenze e progettazioni (i maggiori agit-prop locali dell\u2019operazione sono ingegneri, architetti, avvocati, notai, giornalisti).<\/p>\n<p><strong>Decolonizzare l\u2019immaginario<br \/>\n<\/strong>Quando, ne <em><a href=\"https:\/\/www.edizionimutusliber.com\/store\/product\/la-nuova-corsa-alloro-societ\u00e0-estrattiviste-e-rapina\">La nuova corsa all\u2019oro. Societ\u00e0 estrattiviste e rapina<\/a><\/em>, <strong>Zibechi<\/strong> parla di estrattivismo capitalistico dei territori, identifica sette aspetti che evidenziano il modo in cui le popolazioni vengono escluse dal processo e assoggettate. Uno di questi \u00e8 l\u2019occupazione massiccia dei luoghi, seguita dall\u2019espulsione di intere comunit\u00e0 e dalla riduzione delle loro possibilit\u00e0 di rimanere sul territorio tramite controllo, repressione, militarizzazione. Il <strong>ponte sullo Stretto<\/strong> \u00e8 emblematico di questo tipo di gestione politica, con la diffusa cantierizzazione e il collaterale supporto militare a difesa della stessa.<\/p>\n<p>Il carattere estrattivista dell\u2019opera si palesa inoltre nella scientifica e sistematica creazione di conflitti all\u2019interno delle comunit\u00e0, tra gli abitanti che subiscono l\u2019impatto negativo dei lavori e le categorie che vengono invece cooptate all\u2019interno dell\u2019iter di progettazione e costruzione. A fronte di una posizione di non negoziabilit\u00e0 con il dispositivo estrattivista, come quella portata avanti dalle soggettivit\u00e0 che vi si oppongono, lo Stato riesce a tutelare l\u2019apparato di sfruttamento del territorio solo attraverso la militarizzazione (si veda ci\u00f2 che accade con le gi\u00e0 presenti basi militari <strong>Nato <\/strong>e<strong> Usa<\/strong>, come <strong>Muos<\/strong> e <strong>Sigonella<\/strong>, o l\u2019intensificarsi degli <a href=\"https:\/\/www.antudo.info\/fermare-escalation-difendere-liberta-espressione-informazione\/\">interventi giudiziari<\/a>, polizieschi e prefettizi). Non \u00e8 un caso, allora, che a capo di <strong>Eurolink<\/strong> \u2013 general contractor per la progettazione e costruzione del ponte \u2013 venga nominato <strong>Gianni De Gennaro<\/strong>, dal 2013 al 2020 presidente di <strong>Leonardo<\/strong> e capo della polizia durante il <strong>G8<\/strong> di <strong>Genova<\/strong>; o che dal giugno 2023 a capo del <strong>Comando interregionale carabinieri di Sicilia e Calabria<\/strong> ci sia il generale <strong>Giovanni Truglio<\/strong>, che \u2013 tra le altre cose \u2013 nel 2001 ha fatto parte delle <strong>Compagnie di contenimento e intervento risolutivo<\/strong> formate per fronteggiare le manifestazioni contro il <strong>G8<\/strong>.<\/p>\n<p>Funzionale al modello di appropriazione estrattivista \u00e8 anche la gestione dei fenomeni dell\u2019emigrazione interna e dello spopolamento, ben presenti sul territorio siciliano; uno di quei territori \u201cmarginali\u201d, in cui i processi di accumulazione avvengono in buona parte tramite la realizzazione di discariche, inceneritori, raffinerie, infrastrutture militari, centri di espulsione, carceri ad alta sicurezza, aree di stoccaggio di scorie di vario tipo, impianto invasivo di pannelli solari (ultima frontiera dello sfruttamento: l\u2019aggressione al territorio attraverso la transizione energetica). In un contesto del genere, la popolazione, soprattutto nelle fasce giovanili, diviene forza lavoro docile, svuotata di consapevolezza politica, da espiantare a seconda delle necessit\u00e0 di mercato di altre aree pi\u00f9 \u201cproduttive\u201d. Se \u00e8 vero che chi resta pu\u00f2 ancora incidere sul proprio territorio per cambiarne le sorti, la distruzione delle comunit\u00e0 che lo abitano diviene ulteriore possibilit\u00e0 di avanzamento del capitale estrattivo.<\/p>\n<p>Da considerare, infine, come aspetto centrale nei processi estrattivisti e in quello di progettazione e costruzione del ponte, \u00e8 la creazione di economie di enclave, come espressione estrema di spazi socio-produttivi strutturalmente dipendenti dall\u2019esterno. Le enclave erano infatti tra le principali forme di occupazione dello spazio nel modello coloniale-imperialista, caratterizzate dalla possibilit\u00e0 di eludere qualsiasi rapporto con l\u2019ambiente circostante: economie verticali che non si articolano con le economie delle popolazioni, ma \u201cestraggono, traggono e sottraggono, non interagiscono; impoveriscono la terra e il tessuto sociale, e isolano le persone\u201d (Zibechi, 2018).<\/p>\n<p><strong>Per un modello alternativo a questo \u201csviluppo\u201d<br \/>\n<\/strong>La polarizzazione delle posizioni sulla costruzione del <strong>ponte sullo Stretto<\/strong> implica uno scontro che in realt\u00e0 contrappone due modelli antitetici. Uno, che ammicca a un progresso senza limiti, all\u2019innovazione senza indugi, all\u2019aggressione della tecnica sulla natura come unica prospettiva di crescita, e un altro che riconosce il fallimento del sistema sociale ed economico attuale, che vuole ripensare il rapporto dell\u2019uomo con la natura, mettere al centro il patrimonio relazionale e paesaggistico, riportare nella discussione la possibilit\u00e0 di decisione degli abitanti in base alle loro necessit\u00e0.<\/p>\n<p>Un investimento cos\u00ec massiccio come quello del ponte, calato dall\u2019alto su un territorio che non potrebbe beneficiarne in alcun modo se non in termini di clientele e profitto per i soliti noti, va esattamente nella stessa direzione delle politiche degli ultimi cento anni, che hanno fondato il paradigma dell\u2019arretratezza, dell\u2019indebitamento, dello smantellamento dei servizi essenziali di questo territorio. Mentre il governo pianifica di investire quattordici miliardi per l\u2019opera, le mobilitazioni in corso mostrano potenzialit\u00e0 e forza addirittura maggiori. In gioco non c\u2019\u00e8 solo quest\u2019opera inutile, ma un intero paradigma socio-economico da destrutturare. (<a href=\"https:\/\/napolimonitor.it\/antudo\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><em>antudo<\/em><\/a>)<\/p>\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\" \/>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Antudo &#8211; Il 12 agosto, a poco pi\u00f9 di un mese dalla grande manifestazione di Torre Faro (luogo simbolo della costruzione del ponte), un altro imponente corteo ha attraversato la citt\u00e0 dello <a href=\"https:\/\/nuovosoldo.com\/index.php\/2023\/09\/16\/il-ponte-dellestrattivismo\/\" class=\"more-link\">&#8230;<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":6,"featured_media":164652,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":""},"categories":[1],"tags":[],"categoria_articolo":[],"tag_articolo":[8105],"collezione":[],"class_list":["post-164650","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-senza-categoria","tag_articolo-opinioni"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/nuovosoldo.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/164650","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/nuovosoldo.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/nuovosoldo.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/nuovosoldo.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/6"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/nuovosoldo.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=164650"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/nuovosoldo.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/164650\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":164653,"href":"https:\/\/nuovosoldo.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/164650\/revisions\/164653"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/nuovosoldo.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media\/164652"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/nuovosoldo.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=164650"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/nuovosoldo.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=164650"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/nuovosoldo.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=164650"},{"taxonomy":"categoria_articolo","embeddable":true,"href":"https:\/\/nuovosoldo.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categoria_articolo?post=164650"},{"taxonomy":"tag_articolo","embeddable":true,"href":"https:\/\/nuovosoldo.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tag_articolo?post=164650"},{"taxonomy":"collezione","embeddable":true,"href":"https:\/\/nuovosoldo.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/collezione?post=164650"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}