{"id":165410,"date":"2023-11-07T00:07:19","date_gmt":"2023-11-06T23:07:19","guid":{"rendered":"https:\/\/nuovosoldo.com\/?p=165410"},"modified":"2023-11-07T00:07:19","modified_gmt":"2023-11-06T23:07:19","slug":"4-novembre-non-e-la-nostra-festa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/nuovosoldo.com\/index.php\/2023\/11\/07\/4-novembre-non-e-la-nostra-festa\/","title":{"rendered":"4 Novembre? Non \u00e8 la nostra festa"},"content":{"rendered":"<p>di <a class=\"autori\" href=\"https:\/\/comune-info.net\/autori\/osserv-vs-la-militarizzazione-delle-scuole\/\">Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole &#8211;<\/a><\/p>\n<p>In Parlamento procede l\u2019iter che potrebbe portare all\u2019istituzione del 4 Novembre come festa nazionale. Una simile celebrazione rappresenta un ulteriore passo in avanti rispetto al processo di <strong>normalizzazione della guerra<\/strong> e di <strong>marginalizzazione della cultura della pace <\/strong>che quotidianamente osserviamo nel mondo educativo e nella societ\u00e0.<\/p>\n<p>Ci <strong>sgomenta la particolare attenzione rivolta alle istituzioni scolastiche invitate anche in questa giornata a \u201csensibilizzare gli studenti sul ruolo quotidiano che le Forze armate svolgono\u201d<\/strong>. Si tratta di una ennesima narrazione falsa ed edulcorata che tace sulla violenza e sulle distruzioni della guerra e fa leva su quegli interventi \u2013 in occasione, per esempio, di calamit\u00e0 naturali \u2013 che in realt\u00e0 potrebbero essere svolti da un altrettanto valido servizio civile.\u00a0Un tentativo di far accettare supinamente alle nuove generazioni l\u2019inevitabilit\u00e0 delle guerre eludendo ogni forma di riflessione critica sul tema.<\/p>\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\" \/>\n<p>LEGGI ANCHE QUESTO ARTICOLO DI LAURA TUSSI:<\/p>\n<figure class=\"wp-block-embed is-type-wp-embed is-provider-comune-info wp-block-embed-comune-info\">\n<div class=\"wp-block-embed__wrapper\"><iframe loading=\"lazy\" class=\"wp-embedded-content\" title=\"\u201cInsegnare il rifiuto della guerra\u201d \u2014 Comune-info\" src=\"https:\/\/comune-info.net\/insegnare-il-rifiuto-della-guerra\/embed\/#?secret=8Nzi1MCZdn#?secret=liRK3TwPLC\" width=\"500\" height=\"332\" frameborder=\"0\" marginwidth=\"0\" marginheight=\"0\" scrolling=\"no\" sandbox=\"allow-scripts\" data-secret=\"liRK3TwPLC\" data-mce-fragment=\"1\"><\/iframe><\/div>\n<\/figure>\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\" \/>\n<p><strong>Si profila quindi un 4 Novembre che mira a portare dentro le scuole una forte ventata\u00a0di nazionalismo, attraverso la retorica del compimento de dell\u2019unit\u00e0 nazionale, e di militarismo facendo ricorso alla retorica del sacrificio<\/strong>: \u201cSi intende ricordare, in special modo, tutti coloro che, anche giovanissimi molto giovani, hanno sacrificato il\u00a0 bene\u00a0 supremo della\u00a0 vita per\u00a0 un\u00a0 ideale\u00a0 di\u00a0 Patria e\u00a0 di attaccamento al dovere: valori immutati nel tempo, per i militari di allora e quelli di oggi\u201d.<\/p>\n<p>Noi, proprio perch\u00e9 abbiamo il massimo rispetto per chi ha perso la vita nel corso del primo conflitto mondiale, pensiamo che la riflessione sul 4 Novembre debba indagare i fatti storici sottraendoli alla retorica militarista. <strong>Il nostro obiettivo \u00e8 antitetico a quello del Governo: noi vogliamo \u201cgettare\u201d finalmente la guerra fuori dalla storia<\/strong>.<\/p>\n<p><strong>Va innanzitutto ricordato che la Prima guerra mondiale fu per il nostro Paese una guerra di aggressione<\/strong>. Fu infatti l\u2019Italia a dichiarare guerra all\u2019Austria, dopo aver sottoscritto il Patto di Londra, un accordo con il quale Francia, Gran Bretagna e Russia assicuravano all\u2019Italia, in caso di vittoria, l\u2019espansione dei propri confini anche in territori in cui la popolazione italiana era in netta minoranza. Territori nei quali pochi anni dopo avvenne l\u2019italianizzazione forzata ai danni di lingue e tradizioni autoctone.\u00a0Altre rassicurazioni rivolte all\u2019Italia dalle allora potenze mondiali riguardavano una parte dell\u2019Albania, tutte le isole del Dodecanneso (peraltro, gi\u00e0 occupate), il riconoscimento in Libia \u201cdi tutti quei diritti e quelle prerogative (\u2026) finora riservate al Sultano in virt\u00f9 del trattato di Losanna\u201d e, infine, \u201cun\u2019estensione dei possedimenti italiani in Eritrea, Somalia e Libia nelle aree coloniali confinanti con le colonie francesi e britanniche\u201d.<\/p>\n<p>\u00c8 di tutta evidenza che non si trattava tanto\u00a0di\u00a0completare il\u00a0percorso risorgimentale\u00a0verso\u00a0l\u2019unit\u00e0\u00a0nazionale,\u00a0intriso\u00a0anch\u2019esso\u00a0di\u00a0massacri\u00a0di popolazioni del Sud inermi e di false promesse di riforme sociali, quanto invece di riaffermare il carattere imperialistico di<strong> un\u2019Italia che rivendicava il diritto all\u2019occupazione e allo sfruttamento economico di altri Paesi<\/strong>, n\u00e9 pi\u00f9 n\u00e9 meno di altre potenze coloniali europee.<\/p>\n<p><strong>Contro questa narrazione a senso unico \u00e8 fondamentale ricordare la diffusa opposizione di tanti soldati verso i comandi che sfoci\u00f2 in diversi episodi di diserzione e renitenza alla leva<\/strong> con conseguenti condanne nei tribunali militari e decimazioni al fronte: circa 870mila denunciati, 350mila processi celebrati, 170mila condanne eseguite.<\/p>\n<p>La ferocia dei comandi militari, le decimazioni, le condizioni bestiali in cui i militari italiani si trovarono\u00a0 in\u00a0trincea\u00a0sono\u00a0tutti\u00a0elementi,\u00a0ampiamente riconosciuti dalla storiografia, che devono di necessit\u00e0 entrare in una riflessione didattica attorno alla Prima guerra mondiale.<\/p>\n<p>Un conflitto che Papa Benedetto XV defin\u00ec prima \u201cun\u2019orrenda carneficina\u201d che disonora l\u2019Europa e successivamente una \u201cinutile strage\u201d.<\/p>\n<p><strong>Ci sono dunque fondati motivi per evitare una ricostruzione storica tanto acritica quanto appiattita sulla propaganda militarista<\/strong> odierna, o ancor peggio retorica e bellicista, di questo tragico periodo storico. Soprattutto oggi, in un mondo ancora attraversato da numerosi conflitti, e non solo in Ucraina, \u00e8 necessario difendere e diffondere la cultura della pace per contribuire a realizzare il fine politico e storico della \u201cpace perpetua\u201d per l\u2019intera umanit\u00e0, cos\u00ec come prescritto nella nostra <strong>Costituzione<\/strong>.<\/p>\n<p>Nel contesto attuale, le celebrazioni del 4 Novembre, Giornata dell\u2019Unit\u00e0 nazionale e delle Forze armate, diventano, perci\u00f2, l\u2019occasione per esaltare non solo il passato bellicista, ma il presente sostegno alla guerra.<\/p>\n<p>Cos\u00ec scriveva Lorenzo Milani: \u201cEra nel \u201922 che bisognava difendere la Patria aggredita. Ma l\u2019esercito non la difese. Cos\u00ec la Patria and\u00f2 in mano a un pugno di criminali che viol\u00f2 ogni legge umana e divina e, riempiendosi la bocca della parola Patria, condusse la Patria allo sfacelo\u201d.<\/p>\n<p>Non intendiamo, a cent\u2019anni di distanza da quei tragici eventi, annacquare la storia e la storiografia nell\u2019esaltazione acritica delle idee di patria e del dovere dentro un sistema di disvalori in cui\u00a0il\u00a0sacrificio\u00a0della\u00a0propria\u00a0vita\u00a0 e l\u2019annientamento del nemico vanno a braccetto con le malsane idee di vittoria e gloria perpetua. <strong>La guerra, qualsiasi guerra, \u00e8 solo morte e distruzione.<\/strong> La guerra non ammette vincitori.<\/p>\n<p>Il processo di militarizzazione delle nostre scuole, gi\u00e0 molto avanzato, cerca un appiglio nella storia passata attraverso l\u2019esaltazione del 4 Novembre proprio nel momento in cui all\u2019orizzonte si profila il terribile spettro di una guerra totale.<\/p>\n<p><strong>In questo senso ci preme anche ricordare che in Italia il servizio di leva obbligatorio \u00e8 attualmente sospeso dalla legge\u00a023 agosto 2004 n. 226, ma all\u2019occorrenza potrebbe essere\u00a0ripristinato<\/strong>.\u00a0L\u2019articolo 1929 del\u00a0Codice dell\u2019ordinamento militare prevede infatti che la leva obbligatoria possa essere ripristinata solo se \u201cil personale volontario in servizio \u00e8 insufficiente e non \u00e8 possibile colmare le vacanze di organico, in funzione delle predisposizioni di mobilitazione, mediante il richiamo in servizio di personale militare volontario cessato dal servizio da non pi\u00f9 di cinque anni\u201d. Spetta ai Comuni, ogni anno, procedere alla formazione delle liste di leva che contengono i nominativi di tutti i cittadini maschi da 17 a 45 anni.<\/p>\n<p><strong>Poich\u00e9 l\u2019attuale governo sta rispolverando il cosiddetto progetto della mini naja (40 giorni di servizio militare volontario), va rilanciata fra le giovani generazioni l\u2019obiezione di coscienza coerentemente con chi, oggi, appoggia la diserzione russa e ucraina.<\/strong><\/p>\n<p>Per tutte queste ragioni, e per molte altre osservazioni che potrebbero essere aggiunte, <strong>l\u2019Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle universit\u00e0 propone per il prossimo 4 novembre una giornata di mobilitazione da declinare nelle forme che le realt\u00e0 territoriali riterranno opportune<\/strong>, individuando luoghi e percorsi che possano contribuire a rimettere in discussione la \u201cvoglia di guerra\u201d che attraversa le classi dirigenti, e non solo loro, del nostro Paese.<\/p>\n<p>Facciamo appello in particolare a tutte le persone che operano nell\u2019ambito della formazione, ma non\u00a0solo\u00a0a\u00a0loro,\u00a0per\u00a0 la\u00a0 costruzione\u00a0 di\u00a0 una\u00a0 giornata\u00a0 di mobilitazione atta a promuovere la cultura della pace per opporsi alla crescente militarizzazione di ogni spazio sociale.<\/p>\n<p class=\"has-text-align-right\">[Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle universit\u00e0]<\/p>\n<div class=\"entry-data\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole &#8211; In Parlamento procede l\u2019iter che potrebbe portare all\u2019istituzione del 4 Novembre come festa nazionale. 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