{"id":165590,"date":"2023-11-21T12:56:16","date_gmt":"2023-11-21T11:56:16","guid":{"rendered":"https:\/\/nuovosoldo.com\/?p=165590"},"modified":"2023-11-21T12:56:16","modified_gmt":"2023-11-21T11:56:16","slug":"perche-le-universita-del-mezzogiorno-stanno-perdendo-migliaia-di-studenti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/nuovosoldo.com\/index.php\/2023\/11\/21\/perche-le-universita-del-mezzogiorno-stanno-perdendo-migliaia-di-studenti\/","title":{"rendered":"Perch\u00e9 le universit\u00e0 del Mezzogiorno stanno perdendo migliaia di studenti"},"content":{"rendered":"<p>di <a href=\"https:\/\/www.nature.com\/articles\/d43978-023-00170-0#author-0\" data-test=\"author-name\" data-track=\"click\" data-track-label=\"view author info\" data-author-popup=\"author-0\">Emiliano Feresin<\/a> &#8211;<\/p>\n<figure class=\"figure\"><figcaption>\n<p class=\"figure__caption u-sans-serif\">\n<\/figcaption><\/figure>\n<p>Subito dopo aver conseguito la laurea triennale nel 2017, a 21 anni, Francesca Vita ha lasciato la sua citt\u00e0 natale, Messina, per conseguire un master in biotecnologie 1.000 chilometri pi\u00f9 a nord, all&#8217;Universit\u00e0 di Torino.<\/p>\n<p>Vita \u00e8 solo una delle migliaia di studenti persi dalle universit\u00e0 del Sud Italia negli ultimi anni, secondo l\u2019ultimo <a href=\"https:\/\/www.anvur.it\/attivita\/rapporto-biennale\/rapporto-versione-2023\/\" data-track=\"click\" data-label=\"https:\/\/www.anvur.it\/attivita\/rapporto-biennale\/rapporto-versione-2023\/\" data-track-category=\"body text link\">rapporto<\/a> dell&#8217;Agenzia Nazionale di Valutazione del sistema Universitario e della Ricerca (ANVUR). Nel 2011, pi\u00f9 di 600.000 studenti risultavano iscritti in un ateneo meridionale, su un totale nazionale di 1,7 milioni di studenti nelle 68 universit\u00e0 pubbliche e 31 private del Paese. Dieci anni dopo, il totale \u00e8 salito a quasi 2 milioni, grazie all&#8217;aumento degli iscritti negli atenei settentrionali e in quelli online, dove sono quintuplicati arrivando oltre i 200.000 studenti. Ma la quota nelle universit\u00e0 pubbliche meridionali \u00e8 scesa di 100.000 unit\u00e0, con grandi atenei come Palermo, Bari e Napoli che hanno perso tra i 9.000 e i 15.000 studenti ciascuno.<\/p>\n<p>Questa disparit\u00e0 si aggiunge ad altre forme di divario tra nord e sud Italia, e tra il Paese nel suo complesso e gli altri Paesi industrializzati. L&#8217;Italia spende circa l&#8217;1% del PIL per l&#8217;istruzione terziaria, meno della maggior parte dei Paesi OCSE (la cui media \u00e8 dell&#8217;1,45%), e ha un tasso molto basso di giovani laureati (29%) rispetto alla maggior parte dei Paesi OCSE (47%).Tra le cause del calo degli iscritti ci sono un declino demografico pi\u00f9 pronunciato nel Sud, un minor numero di persone che proseguono gli studi dopo la scuola superiore e una maggiore fuga di cervelli verso il Nord. &#8220;La mia \u00e8 stata una scelta obbligata per avere accesso a maggiori e migliori opportunit\u00e0 per il mio futuro&#8221;, spiega per esempio Vita.<\/p>\n<p>Il futuro del sistema universitario al Sud \u00e8 descritto anche da un <a href=\"https:\/\/www.money.it\/universita-italiane-rischio-chiusura-quali-sono-atenei-con-calo-iscritti\" data-track=\"click\" data-label=\"https:\/\/www.money.it\/universita-italiane-rischio-chiusura-quali-sono-atenei-con-calo-iscritti\" data-track-category=\"body text link\">rapporto<\/a> di SVIMEZ, un\u2019associazione privata che studia l&#8217;economia del Mezzogiorno. In assenza di politiche attive di intervento, entro il 2041 potrebbe verificarsi un ulteriore calo del 27% degli iscritti al Sud, secondo SVIMEZ. L&#8217;impatto sar\u00e0 maggiore per le universit\u00e0 medio-piccole delle regioni periferiche, dove il calo demografico colpir\u00e0 pi\u00f9 duramente, mentre le universit\u00e0 del centro-nord saranno colpite meno e in una fase successiva. &#8220;O riusciamo a compensare lo spopolamento, o per alcune universit\u00e0 diventer\u00e0 difficile restare aperte&#8221;, afferma Daniele Livon, direttore dell&#8217;ANVUR.<\/p>\n<p>Secondo l&#8217;Istituto Nazionale di Statistica (ISTAT), la popolazione italiana \u00e8 destinata a diminuire di quasi 3 milioni di unit\u00e0 entro il 2041, a causa di un basso tasso di fecondit\u00e0 (il numero medio di figli per donna) pari a 1,24. Dalla fine degli anni 2000, il tasso di fecondit\u00e0 nel sud \u00e8 sceso al di sotto della media nazionale. Gli effetti si fanno gi\u00e0 sentire. &#8220;Nella nostra regione abbiamo il 30% in meno di potenziali studenti rispetto a 20 anni fa, e siamo preoccupati&#8221;, dice Patrizia Falabella, prorettrice alla didattica dell&#8217;Universit\u00e0 della Basilicata. Fondata nel 1982, l\u2019universit\u00e0 regionale \u00e8 una delle pi\u00f9 piccole del Paese, con circa 5.800 studenti. Dal 2011 ne ha persi 2.500 e potrebbe perderne altri 2.000 entro il 2041.<\/p>\n<p>Alla riduzione del bacino di potenziali studenti si aggiunge un minor tasso di passaggio all&#8217;universit\u00e0 dei diplomati meridionali, oggi inferiore al 60%. Questa percentuale era aumentata per un po&#8217; all&#8217;inizio degli anni 2000, ma la crisi economica del 2008 ha invertito la tendenza perch\u00e9 &#8220;ha avuto un impatto maggiore sulle famiglie del sud&#8221;, spiega Gaetano Vecchione, economista dell&#8217;Universit\u00e0 di Napoli Federico II e coautore del rapporto SVIMEZ.<\/p>\n<p>La crisi del 2008 ha anche provocato una migrazione a senso unico verso le universit\u00e0 del centro-nord. Oggi, circa 1 studente del sud su 4 lascia la propria regione per la laurea triennale, e pi\u00f9 di 1 su 3 lo fa dopo la laurea triennale, come ha fatto Vita. Gli studenti cercano migliori opportunit\u00e0 di lavoro dopo la laurea, ma anche migliori offerte didattiche e formative e servizi di diritto allo studio, spiega Alessia Polisini, rappresentante dell&#8217;associazione studentesca UDU (Unione degli Universitari). Le universit\u00e0 del Sud tendono a ottenere risultati peggiori rispetto a quelle del Nord nelle classifiche internazionali e nella valutazione dell&#8217;ANVUR che viene utilizzata per assegnare la quota premiale dei finanziamenti statali alle universit\u00e0. &#8220;Poich\u00e9 il budget complessivo \u00e8 basso, il sistema attuale di fatto trasferisce fondi dalle universit\u00e0 pi\u00f9 povere e periferiche a quelle pi\u00f9 ricche e centrali&#8221;, afferma Vecchione.<\/p>\n<p>Alcune universit\u00e0 riescono ad assorbire lo shock. L&#8217;Universit\u00e0 di Napoli, la quarta pi\u00f9 grande d&#8217;Italia, ospita pi\u00f9 di 73.000 studenti, un numero che si \u00e8 stabilizzato negli ultimi cinque anni. &#8220;Perdiamo studenti verso il centro-nord, ma ne acquisiamo da altre universit\u00e0 del sud&#8221;, afferma il rettore Matteo Lorito. Secondo Lorito, \u201coltre ad aumentare il numero di studenti \u00e8 ancora pi\u00f9 importante riuscire a offrire loro pi\u00f9 servizi e opportunit\u00e0\u201d. A San Giovanni a Teduccio, nella periferia di Napoli, l&#8217;universit\u00e0 propone 12 programmi per studenti in collaborazione con l&#8217;industria.In altri atenei del Sud ci si affanna alla ricerca di soluzioni per attrarre e trattenere gli studenti. &#8220;Le nostre universit\u00e0 devono creare sinergie con il mondo delle imprese e con i territori circostanti&#8221;, afferma Massimo Midiri, rettore dell&#8217;Universit\u00e0 di Palermo. Nella sede di Trapani l&#8217;universit\u00e0 ha introdotto nuovi corsi sulla biodiversit\u00e0 e sull&#8217;agricoltura locale. &#8220;In questo modo abbiamo raddoppiato gli iscritti in quel polo&#8221;, dice Midiri. Il rettore punta anche ad attrarre studenti da Tunisia, Algeria, Libia ed Egitto, introducendo corsi in inglese e francese e sviluppando partnership con le istituzioni di riferimento.<\/p>\n<p>LLe universit\u00e0 pi\u00f9 piccole e periferiche non sempre hanno la capacit\u00e0 di implementare soluzioni. L&#8217;Universit\u00e0 della Basilicata fatica ad aumentare le collaborazioni di ricerca con le imprese locali, che sono troppo piccole o poco interessate, spiega Falabella. Per contrastare queste dinamiche, gli esperti della SVIMEZ suggeriscono di aumentare le collaborazioni tra le istituzioni. Stefano Bronzini, rettore dell&#8217;Universit\u00e0 di Bari, ha recentemente proposto di federare tutti gli atenei della Puglia per consolidare le risorse e proporre un&#8217;offerta formativa pi\u00f9 razionale. L&#8217;idea \u00e8 stata accolta con scetticismo dalle altre universit\u00e0 e dai politici regionali. &#8220;Tra 10 anni saremo obbligati a federarci, ma con meno risorse e meno libert\u00e0&#8221;, dice Bronzini.Lo SVIMEZ propone di aggiungere un 20% in pi\u00f9 al fondo di finanziamento delle universit\u00e0, per sostenere quelle che gi\u00e0 soffrono il calo degli iscritti ed evitare i cosiddetti &#8220;deserti educativi&#8221;, luoghi dove la mancanza di istruzione superiore si traduce in declino sociale e industriale. &#8220;Sono favorevole a sostenere l&#8217;eccellenza, ma non a scapito delle universit\u00e0 pi\u00f9 povere e piccole&#8221;, afferma Vecchione.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Emiliano Feresin &#8211; Subito dopo aver conseguito la laurea triennale nel 2017, a 21 anni, Francesca Vita ha lasciato la sua citt\u00e0 natale, Messina, per conseguire un master in biotecnologie 1.000 chilometri <a href=\"https:\/\/nuovosoldo.com\/index.php\/2023\/11\/21\/perche-le-universita-del-mezzogiorno-stanno-perdendo-migliaia-di-studenti\/\" class=\"more-link\">&#8230;<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":6,"featured_media":165591,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":""},"categories":[1],"tags":[],"categoria_articolo":[],"tag_articolo":[8096],"collezione":[],"class_list":["post-165590","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-senza-categoria","tag_articolo-scuola"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/nuovosoldo.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/165590","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/nuovosoldo.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/nuovosoldo.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/nuovosoldo.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/6"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/nuovosoldo.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=165590"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/nuovosoldo.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/165590\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":165592,"href":"https:\/\/nuovosoldo.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/165590\/revisions\/165592"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/nuovosoldo.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media\/165591"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/nuovosoldo.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=165590"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/nuovosoldo.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=165590"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/nuovosoldo.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=165590"},{"taxonomy":"categoria_articolo","embeddable":true,"href":"https:\/\/nuovosoldo.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categoria_articolo?post=165590"},{"taxonomy":"tag_articolo","embeddable":true,"href":"https:\/\/nuovosoldo.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tag_articolo?post=165590"},{"taxonomy":"collezione","embeddable":true,"href":"https:\/\/nuovosoldo.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/collezione?post=165590"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}