{"id":165848,"date":"2023-12-04T21:58:55","date_gmt":"2023-12-04T20:58:55","guid":{"rendered":"https:\/\/nuovosoldo.com\/?p=165848"},"modified":"2023-12-04T23:32:18","modified_gmt":"2023-12-04T22:32:18","slug":"comunicare-le-idee-e-la-bonta-delle-intenzioni-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/nuovosoldo.com\/index.php\/2023\/12\/04\/comunicare-le-idee-e-la-bonta-delle-intenzioni-2\/","title":{"rendered":"COMUNICARE LE IDEE E LA BONT\u00c0 DELLE INTENZIONI"},"content":{"rendered":"<div id=\"attachment_165849\" style=\"width: 814px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-165849\" class=\"size-large wp-image-165849\" src=\"https:\/\/nuovosoldo.com\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/IMG_20231130_192211-804x1024.jpg\" alt=\"\" width=\"804\" height=\"1024\" srcset=\"https:\/\/nuovosoldo.com\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/IMG_20231130_192211-804x1024.jpg 804w, https:\/\/nuovosoldo.com\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/IMG_20231130_192211-235x300.jpg 235w, https:\/\/nuovosoldo.com\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/IMG_20231130_192211-768x978.jpg 768w, https:\/\/nuovosoldo.com\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/IMG_20231130_192211.jpg 1073w\" sizes=\"auto, (max-width: 804px) 100vw, 804px\" \/><p id=\"caption-attachment-165849\" class=\"wp-caption-text\">Liane Oey (L&#8217;Aia 1930 &#8211; L&#8217;Aia 2011) &#8220;Ritratto di Monica&#8221; 1957 &#8211; olio su tela, cm 50 x 40<\/p><\/div>\n<p>di <em>Cettina Lupoi &#8211;<br \/>\n<\/em><\/p>\n<p>La comunicazione intesa come capacit\u00e0 di proiettarsi in una dimensione sociale ed umana, attraverso l&#8217;uso del linguaggio o di altri strumenti idonei, che consente ascolto attivo e reciproco oltre che crescita personale ed apertura verso l&#8217;interlocutore di turno, \u00e8 nel nostro tempo divenuta un \u201cbene primario ed essenziale&#8221;.<\/p>\n<p>I concetti alla base di tale intenzione comunicativa ne delineano non solo la peculiarit\u00e0, ma ne fanno anche intravedere la difficolt\u00e0 nella ricezione e nella loro ampia pratica. Tra le tante cause individuiamo:<\/p>\n<p>1) relativismo culturale indotto da schemi mentali precostituiti<\/p>\n<p>2) varie forme di pressioni emotive a cui ognuno \u00e8 sottoposto<\/p>\n<p>3) vuoto ideale.<\/p>\n<p>Tutto ci\u00f2 proietta ad una ricezione non corretta dei messaggi con conseguente paradossale incomunicabilit\u00e0. Quella di comunicare \u00e8 stata sempre un&#8217;esigenza umana primordiale, si comunic\u00f2 servendosi di qualsiasi mezzo a disposizione, spesso indelebile. L&#8217;uomo delle caverne ad esempio comunic\u00f2 attraverso forme rudimentali, lasciando segni carichi di forte fantasia creativa ed immaginativa (vedi i graffiti), e non riusc\u00ec a prescindere da tale bisogno che lo contraddistingueva \u201cHomo sapiens\u201d, ponendolo un gradino su rispetto a tutti gli altri esseri viventi che pur comunicano tra loro, ma con modalit\u00e0 e bisogni assai diversi.<\/p>\n<p>Nel corso dei millenni il bisogno di comunicare fu sempre una \u201ccostante\u201d. Si comunic\u00f2 spinti da necessit\u00e0 pratico-operative, da motivazioni artistiche, scientifiche o psicologiche ed emotive. Per particolari ragioni storico-politiche la comunicazione divenne a volte settoriale e mirata o addirittura distorta, ma non rinunci\u00f2 mai alla sua vera vocazione. Insieme a quella \u201cdeviata\u201d ne sopravviveva l&#8217;altra \u201cvelata\u201d o semplicemente accennata, ma perennemente attiva in ogni ambito della vita socio-culturale.<\/p>\n<p>Questo bisogno da sempre insopprimibile si ritrova, oggi pi\u00f9 che mai, \u201cinvalidato\u201d nel centrarne l&#8217;obiettivo, soprattutto quando si esplica in una dimensione pedagogico-sociale. Nessuno nega la difficolt\u00e0 di tale funzione comunicativa determinata, oltre che dai motivi gi\u00e0 evidenziati, da altri dati di ordine oggettivo e soggettivo: tempi, spazi, disponibilit\u00e0 all&#8217;ascolto, emittenti capaci, anche sotto il profilo metodologico, ed orientati al messaggio assai complesso ed intricato poich\u00e9 ne implica, tra l&#8217;altro, lo smantellamento graduale di verit\u00e0 individuali basate spesso su pregiudizi ( vecchi e nuovi), convenzioni sociali, luoghi comuni ed altro. Tutto ci\u00f2 finisce per condizionare obiettivamente la spinta comunicativa e formativa del messaggio stesso, che ne fallisce il bersaglio.<\/p>\n<p>Platone, secoli fa, sosteneva che la verit\u00e0 che cade sotto i nostri occhi non \u00e8 quella autentica ma solo una lontana parvenza di essa, \u201cl&#8217;altra\u201d (del mondo intelligibile) \u00e8 nascosta e soltanto pochi saggi (i filosofi) sono in grado di poterla percepire, per cui condividerne tale percezione diviene pura utopia. Oggi pi\u00f9 semplicemente si tratterebbe di un tentativo di induzione a riferire, attraverso una sana comunicazione, quelle velate (ai molti) ed immanenti verit\u00e0 (buon senso, equilibrio, regole ecc&#8230;) che soltanto coloro che conservano quel tanto di saggezza possono percepire (ed intendere) nel mondo che li circonda. Succede poi che i saggi (intellettuali, Istituzioni\u2026) spesso si neghino alle \u201ccelate verit\u00e0\u201d, ripiegando su se stessi e disattendendo alla loro funzione pedagogico-istituzionale, per cui comunicarle ne diviene quasi utopia.<\/p>\n<p>Tale realt\u00e0 antica e drammaticamente attuale, spinge ad un turbamento profondo e ne tenta l&#8217;induzione allo scetticismo o ad un vero e proprio nichilismo. Questo rischio ci minaccia oggi pi\u00f9 che mai. I pochi ne avvertono il pericolo, i molti non lo intravedono nemmeno o comunque preferiscono crogiolarsi nelle loro illusioni o disillusioni. Tuttavia ognuno, almeno potenzialmente, vorrebbe ben comunicare. Ed allora perch\u00e9 non si riesce a farlo? Perch\u00e9 si continua a sostare in una perenne \u201cTorre di Babele\u201d da cui vorremmo liberarci? \u00c8 colpa della tecnologia o del tempo che ci manca? \u00c8 forse un problema davvero irrisolvibile? O magari c\u2019\u00e8 qualcosa che ci sfugge e di cui preferiamo rimanere all&#8217; oscuro?&#8230;<\/p>\n<p>In molti ambiti della vita sociale e culturale non esiste pi\u00f9 comunicazione o perlomeno essa risulta svuotata da ogni connotazione emotiva o tensione conoscitiva. Si comunica per scambiarsi informazioni, impartire ordini, attrarre clientela o altro. I genitori, in buona parte, avendo da tempo rinunciato al proprio ruolo, hanno finito per non comunicare pi\u00f9 con i figli, a scuola gli insegnanti comunicano male o tra mille difficolt\u00e0 con i loro alunni ed anche tra di loro. Si urla o peggio ancora si sta zitti, non si ascolta e ci si aspetta, o addirittura si pretende, che sia l\u2019altro ad entrare nel \u201ctuo mondo&#8221;, o semplicemente non ci si aspetta nulla. Monadi confinate nell&#8217;orgoglio (o nella paura?) e nel vuoto di idee e di speranza, ci si immerge nel proprio isolamento in cui ci si perde ed in cui, vittime di assenza comunicativa, ci si condanna a mostruose forme di disumanizzazione o all&#8217;infelicit\u00e0. Eppure dovremo pur uscire da questo guado senza fine e, per quanto invalicabile possa esserne il confine, dovremo ugualmente tentarne il varco con tutte le forze di cui siamo capaci, prendendo le distanze dall\u2018insidioso amico della disillusione e dall&#8217;ignavia dilagante.<\/p>\n<p>Il sommo poeta, sette secoli fa, inducendoci ad una riflessione attenta del suo messaggio \u201cQuesto misero modo tegnon l\u2019anime triste di coloro che visser sanza \u2018nfamia e sanza lodo\u201d, ce ne indicava finanche la strada. E la strada alla fine la dovremo pur trovare se \u00e8 vero che esistono ancora migliaia di uomini e donne capaci di alzare uno sguardo vigile sul mondo, di intendere e ben comunicare le nascoste ed immanenti verit\u00e0. Aggreghiamoci, interloquiamo con loro servendoci di ogni luogo o strumento utile, anche il pi\u00f9 banale che importa? Abbattiamo i muri, comunichiamo liberamente le nostre idee e la bont\u00e0 delle intenzioni. Incontriamoci, magari solo idealmente, ma non rinunciamo al tentativo di smuovere le montagne di macerie che ci sovrastano e ci sgretolano, facendo leva su ci\u00f2 che di bello e buono ancora ci rimane. Non rinneghiamo la nostra vocazione pedagogica, lo dobbiamo a noi stessi ed i nostri figli ce lo chiedono a gran voce.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Cettina Lupoi &#8211; La comunicazione intesa come capacit\u00e0 di proiettarsi in una dimensione sociale ed umana, attraverso l&#8217;uso del linguaggio o di altri strumenti idonei, che consente ascolto attivo e reciproco oltre <a href=\"https:\/\/nuovosoldo.com\/index.php\/2023\/12\/04\/comunicare-le-idee-e-la-bonta-delle-intenzioni-2\/\" class=\"more-link\">&#8230;<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":6,"featured_media":165849,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":""},"categories":[1],"tags":[],"categoria_articolo":[8080],"tag_articolo":[8105],"collezione":[],"class_list":["post-165848","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-senza-categoria","categoria_articolo-economia-e-societa","tag_articolo-opinioni"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/nuovosoldo.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/165848","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/nuovosoldo.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/nuovosoldo.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/nuovosoldo.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/6"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/nuovosoldo.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=165848"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/nuovosoldo.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/165848\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":165852,"href":"https:\/\/nuovosoldo.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/165848\/revisions\/165852"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/nuovosoldo.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media\/165849"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/nuovosoldo.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=165848"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/nuovosoldo.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=165848"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/nuovosoldo.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=165848"},{"taxonomy":"categoria_articolo","embeddable":true,"href":"https:\/\/nuovosoldo.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categoria_articolo?post=165848"},{"taxonomy":"tag_articolo","embeddable":true,"href":"https:\/\/nuovosoldo.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tag_articolo?post=165848"},{"taxonomy":"collezione","embeddable":true,"href":"https:\/\/nuovosoldo.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/collezione?post=165848"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}