{"id":166052,"date":"2023-12-19T08:44:57","date_gmt":"2023-12-19T07:44:57","guid":{"rendered":"https:\/\/nuovosoldo.com\/?p=166052"},"modified":"2023-12-19T08:44:57","modified_gmt":"2023-12-19T07:44:57","slug":"nino-recupero-tra-storia-politica-e-editoria","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/nuovosoldo.com\/index.php\/2023\/12\/19\/nino-recupero-tra-storia-politica-e-editoria\/","title":{"rendered":"Nino Recupero tra storia, politica e editoria"},"content":{"rendered":"<p>di Chiara Aiello &#8211;<\/p>\n<div id=\"it-block-italiagov-content\" class=\"block block-system block-system-main-block\">\n<article class=\"node node--type-article node--view-mode-full\">\n<div class=\"node__content\">\n<div class=\"field field--type-text-with-summary field--name-body field--entity-node field--label-hidden field--view-mode-full\">\n<p>Un\u2019aula magna gremita di persone, con tante generazioni di allievi e studiosi che non sono voluti mancare al convegno di studi in suo omaggio.<\/p>\n<p>Il <a href=\"https:\/\/www.dsps.unict.it\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Dipartimento di Scienze politiche e sociali<\/a> dell\u2019ateneo catanese, insieme con il dottorato di ricerca in Scienze politiche, ha voluto ricordare cos\u00ec <strong>Nino Recupero<\/strong>, docente di Storia moderna a Catania e di Storia contemporanea a Messina e poi anche a Trieste e a Milano.<\/p>\n<p>Ad aprire i lavori del convegno, dal titolo <em>Omaggio a Nino Recupero tra storia, politica e editoria. A 20 anni dalla scomparsa<\/em>, nell\u2019aula magna di Palazzo Pedagaggi, \u00e8 stata <strong>Stefania Mazzone<\/strong>, docente di Storia del pensiero politico e coordinatrice del Dottorato di ricerca in Scienze politiche.<\/p>\n<p>La direttrice del dipartimento, <strong>Pinella Di Gregorio<\/strong>, ha ricostruito il profilo di uno storico eclettico, transdisciplinare, dalla dimensione locale ed internazionale, in una costruzione di percorsi interpretativi guidati da una ferrea disciplina archivistica unita ad un rigore argomentativo, ma anche ad una capacit\u00e0 di visione, che fa di Recupero una guida sicura per la lettura progressista dei processi storici e dei nessi sociali.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"align-center\" src=\"https:\/\/www.unictmagazine.unict.it\/sites\/default\/files\/inline-images\/foto%201%20Granata%20DiGregorio%20Mazzone.jpg\" alt=\"Da sinistra Angelo Granata, Pinella Di Gregorio e Stefania Mazzone\" width=\"1427\" height=\"803\" data-entity-uuid=\"9e85607d-f69b-4480-a6e8-0b171893f609\" data-entity-type=\"file\" \/><\/p>\n<p class=\"text-align-center\"><em>Da sinistra Angelo Granata, Pinella Di Gregorio e Stefania Mazzone<\/em><\/p>\n<p>A dimostrarlo \u00e8 stato <strong>Angelo Granata<\/strong>, docente di Storia contemporanea del Dsps, con una attenta e coinvolgente analisi del saggio di Nino Recupero su \u201cla Sicilia\u201d per la Storia d\u2019Italia della Einaudi.<\/p>\n<p><strong>Stefania Mazzone<\/strong> ha ricordato di Nino Recupero il magistero storiografico, l\u2019impegno politico, la statura etica, la militanza di un intellettuale che ha lasciato un segno profondo nelle generazioni di studenti, militanti, intellettuali catanesi, messinesi, triestini e milanesi, ma anche di studiosi e studenti fuori dall\u2019Italia, che lo hanno conosciuto direttamente o attraverso i suoi scritti e le sue tante attivit\u00e0 culturali e editoriali.<\/p>\n<p>A 20 anni dalla sua scomparsa, Nino Recupero viene ricordato come un uomo sobrio, sensibile, attento alle dimensioni sociali e culturali del suo tempo. Rigoroso nel suo lavoro storiografico, inscindibile dall\u2019attenzione per gli ultimi, con l\u2019impronta dell\u2019anarchismo etico di un Kropotkin, Recupero \u00e8 tra quei giovani con <em>la maglietta a strisce<\/em> che nel 1960 vedevano cadere sul selciato, a Catania, il giovanissimo <strong>Salvatore Novembre<\/strong>, durante una manifestazione contro il governo Tambroni.<\/p>\n<p>Da quella profonda ingiustizia, da quella grande tragedia, Recupero non ha mai smesso di stare attivamente con gli ultimi, in una <strong>militanza del collettivo mai ideologica<\/strong>: dalla presenza attiva nelle lotte contadine, all\u2019attivismo di fabbrica, fino alla dimensione movimentista delle culture giovanili, dal 1968 al 1977, che tanto hanno segnato la storia catanese, in un intreccio inscindibile con la prospettiva nazionale ed europea.<\/p>\n<p>Fino agli scritti sulla guerra, dal Vietnam ai Balcani, che ne hanno segnato la capacit\u00e0 visionaria di cogliere orientamenti e percorsi dei poteri e dei contropoteri in dimensione internazionale.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"align-center\" src=\"https:\/\/www.unictmagazine.unict.it\/sites\/default\/files\/inline-images\/foto%202%20di%20gregorio%20tavolo.jpg\" alt=\"Un momento dell'intervento della prof.ssa Pinella Di Gregorio\" width=\"1536\" height=\"864\" data-entity-uuid=\"2ab4b6d2-a302-41c2-931c-275bbdf78130\" data-entity-type=\"file\" \/><\/p>\n<p class=\"text-align-center\"><em>Un momento dell&#8217;intervento della prof.ssa Pinella Di Gregorio<\/em><\/p>\n<p><strong>Giovanna Fiume<\/strong>, gi\u00e0 ordinaria di Storia moderna presso l\u2019Universit\u00e0 di Palermo, ha ripercorso le strade degli studi \u201cinglesi\u201d di Recupero, tra spinte etiche e religiose, dai puritani a Cromwell, da Winstanley a Tawney, nell\u2019intreccio tra prospettive istituzionali e processi sociali, l\u2019azione politica e l\u2019orientamento etico, ma ricordando anche l\u2019attivit\u00e0 editoriale sviluppata dentro la Gelka, con l\u2019amico e sodale storico contemporaneista <strong>Tino Vittorio<\/strong>, volta all\u2019emersione della vita, come la pubblicazione del volume di Roselvagge (Alfredo La Rosa), \u201cDirty City\u201d, dimostra.<\/p>\n<p>Del profilo dello storico dell\u2019economia ha parlato <strong>Leandra D\u2019Antone<\/strong>, gi\u00e0 ordinaria di Storia contemporanea all\u2019Universit\u00e0 di Firenze, che di Recupero ha ricordato il rigore e l\u2019acume storico di chi viene gi\u00e0 riconosciuto dalla sua stessa generazione.<\/p>\n<p>Nello stesso senso si \u00e8 mosso l\u2019intervento di <strong>Peppino Restifo<\/strong>, gi\u00e0 ordinario di Storia moderna presso l\u2019Universit\u00e0 di Messina, che di Nino Recupero fu collega ed amico, unito a lui per l\u2019interesse intorno alla storia sociale della quale lo storico catanese fu grande interprete, come dimostra la fitta collaborazione con Maurice Aymard e Serge Collet.<\/p>\n<p>Restifo ha ricordato, tra l\u2019altro, come, gi\u00e0 negli anni \u201970, Recupero fosse interessato all\u2019impostazione di una storia dei rifiuti, precorrendo di tanto le strade della ricerca di storia sociale pi\u00f9 attuali in America latina, come ha evidenziato anche l\u2019intervento di <strong>Rosalba Piazza<\/strong>, che in America latina ha condotto le sue ricerche e la sua vita.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"align-center\" src=\"https:\/\/www.unictmagazine.unict.it\/sites\/default\/files\/inline-images\/foto%203%20pubblico.jpg\" alt=\"Il pubblico presente nell'aula magna di Palazzo Pedagaggi\" width=\"1298\" height=\"730\" data-entity-uuid=\"60dc7d53-87e9-4685-9dd6-292f9606c2ab\" data-entity-type=\"file\" \/><\/p>\n<p class=\"text-align-center\"><em>Il pubblico presente nell&#8217;aula magna di Palazzo Pedagaggi<\/em><\/p>\n<p><strong>Andrea Giuseppe Cerra,<\/strong> giovane dottore di ricerca in Scienze politiche, studioso di Storia delle istituzioni, disciplina della quale Nino Recupero stava per diventare ordinario quando ci ha lasciati, ha ricordato la stagione del Centro Universitario Cinematografico, di cui Recupero fu il primo studente a dirigere le attivit\u00e0.<\/p>\n<p>Una stagione che ha segnato profondamente diverse generazioni di universitari catanesi, come ricorder\u00e0 anche <strong>Alfio Signorelli<\/strong>, gi\u00e0 ordinario di Storia contemporanea all\u2019Universit\u00e0 dell\u2019Aquila. La stagione dell\u2019impegno civile culturale, aperto ad ogni strato e soggettivit\u00e0 sociale che Recupero, giovane studente di Lettere, si impegnava a coinvolgere nell\u2019ambito di un\u2019idea straordinariamente progressiva e collettiva della democrazia e della dimensione sociale e politica dell\u2019estetica.<\/p>\n<p>Sono gli stessi anni dell\u2019impegno in quella straordinaria esperienza editoriale che fu \u201cGiovane Critica\u201d, rivista che, animata da intellettuali del calibro di Franco Fortini e Leonardo Sciascia, tra gli altri, \u00e8 stata considerata, insieme ai \u201cQuaderni Piacentini\u201d, precorritrice di quelle idee e di quei dibattiti sociali e culturali che anticiparono le strade pi\u00f9 alte del \u201968 in Italia e all\u2019estero.<\/p>\n<p>L\u2019intervento di <strong>Leonardo Recupero<\/strong>, dottorando in Scienze politiche, giovane ricercatore della storia dei movimenti meridionali tra gli anni \u201960 e \u201970 in Italia, ha catturato l\u2019attenzione di tutti i presenti per la freschezza ed il rigore con i quali ha esposto la sua ricerca d\u2019archivio dei documenti donati da Nino Recupero alle Biblioteche Riunite \u201cCivica e A. Ursino Recupero\u201d.<\/p>\n<p>Di grande emozione \u00e8 stata l\u2019analisi di tanti faldoni, mostrati in <em>slides<\/em>, tutti archiviati dallo storico catanese con precisione, dovizia di definizioni e considerazioni politiche, scientifiche, etiche, personali annotate per ogni fascicolo riguardante gli eventi locali e nazionali che hanno segnato profondamente la storia del nostro paese, tra movimenti e repressione.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"align-center\" src=\"https:\/\/www.unictmagazine.unict.it\/sites\/default\/files\/inline-images\/foto%204%20cerra.jpg\" alt=\"Un momento dell'intervento di Andrea Giuseppe Cerra\" width=\"1358\" height=\"764\" data-entity-uuid=\"858f3f82-b379-4d72-a191-02c4bdac478a\" data-entity-type=\"file\" \/><\/p>\n<p class=\"text-align-center\"><em>Un momento dell&#8217;intervento di Andrea Giuseppe Cerra<\/em><\/p>\n<p><strong>Daniele Pompejano<\/strong>, gi\u00e0 docente di Storia dell\u2019America latina nell\u2019Universit\u00e0 di Milano, collega, ma soprattutto amico di Nino Recupero, con il quale ha diviso l\u2019appartamento fino alla fine, ha espresso l\u2019angolatura del ricordo, come in molti interventi precedenti e successivi, ma con precisi riferimenti all\u2019intreccio tra l\u2019umano e il politico, in quella dimensione rigorosamente etica dello storico catanese che lo condusse a confrontarsi con la dimensione della religiosit\u00e0 e dell\u2019amore per gli ultimi in una prospettiva militante.<\/p>\n<p>Il tutto sempre attraverso la <strong>smodata passione per il sapere<\/strong>, lo studio, la teorizzazione, la ricerca, senza mai temere di cambiare idea, confrontarsi col \u201cnuovo\u201d, come la collaborazione con la casa editrice milanese Selene, nello sforzo, anche intimo, di confrontarsi con la fondamentale domanda sul male, come si evince dalla lettura, negli ultimi giorni della sua vita, de \u201cLe confessioni\u201d di Sant\u2019Agostino.<\/p>\n<p>Non sono mancati i tanti ricordi, gli aneddoti che hanno raccontato di un uomo gentile, generoso, emancipato dal patriarcato insieme alla compagna della vita, la vulcanica femminista storica <strong>Anna Vio<\/strong>, presente e felicemente emozionata insieme ai figli Luca e Luigi e al nipote Giulio.<\/p>\n<p>Un confronto a pi\u00f9 voci, anche nel pomeriggio, coordinato da Francesco Vertillo, con gli interventi di diversi <strong>compagni della militanza<\/strong>, da Citto Saija ad Angelo Morales, da Nino De Cristofaro a Ciccio Giuffrida e Gianni Famoso, compagni di \u201ccomizi volanti\u201d con musica, da Caterina Pastura, allieva e animatrice della casa editrice Mesogea a cui Nino collabor\u00f2 con generoso impegno, fino a Lanfranco Caminiti, fra i curatori di una importante opera editoriale sulla storia dell\u2019Autonomia operaia, organizzazione a cui Recupero dedic\u00f2 ricerca e attenzione.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"align-center\" src=\"https:\/\/www.unictmagazine.unict.it\/sites\/default\/files\/inline-images\/foto%205%20recupero%20pompejano%20mazzone%20cerra%20signorelli__0.jpg\" alt=\"Daniele Pompejano, Leonardo Recupero, Stefania Mazzone, Andrea Giuseppe Cerra e Alfio Signorelli\" width=\"1024\" height=\"576\" data-entity-uuid=\"e19cdc24-d630-43cd-a313-b42a60115972\" data-entity-type=\"file\" \/><\/p>\n<p class=\"text-align-center\"><em>Daniele Pompejano, Leonardo Recupero, Stefania Mazzone, Andrea Giuseppe Cerra e Alfio Signorelli<\/em><\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/article>\n<\/div>\n<div id=\"it-block-condividi\" class=\"block block-block-content block-block-contentdc822722-6e58-4875-b3f8-a9d96c3c654d\">\n<div class=\"field field--type-text-with-summary field--name-body field--entity-block-content field--label-hidden field--view-mode-full\"><\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Chiara Aiello &#8211; Un\u2019aula magna gremita di persone, con tante generazioni di allievi e studiosi che non sono voluti mancare al convegno di studi in suo omaggio. 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