{"id":166068,"date":"2023-12-19T23:48:56","date_gmt":"2023-12-19T22:48:56","guid":{"rendered":"https:\/\/nuovosoldo.com\/?p=166068"},"modified":"2023-12-19T23:48:56","modified_gmt":"2023-12-19T22:48:56","slug":"i-bambini-di-gaza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/nuovosoldo.com\/index.php\/2023\/12\/19\/i-bambini-di-gaza\/","title":{"rendered":"I bambini di Gaza"},"content":{"rendered":"<p>di Bruna Bianchi &#8211;<\/p>\n<p><strong>Su Gaza in due mesi Israele ha sganciato 25.000 tonnellate di esplosivo<\/strong>, usato bombe al fosforo, ucciso 19.000 persone (molte sono ancora sotto le macerie), distrutto il 60 per cento delle abitazioni, bombardato grattacieli senza preavviso, colpito ospedali, infrastrutture, luoghi di culto, scuole, mercati, dichiarato l\u2019assedio totale, privando di acqua, cibo ed elettricit\u00e0 la popolazione. Per la prima volta l\u2019esercito israeliano ha utilizzato nuovi sistemi di intelligenza artificiale, come il sistema Habsora (Vangelo), in grado di elaborare una enorme quantit\u00e0 di dati e generare automaticamente cento bersagli al giorno, una vera e propria \u201c<a href=\"https:\/\/www.972mag.com\/mass-assassination-factory-israel-calculated-bombing-gaza\/\"><strong>fabbrica di assassinio di massa<\/strong><\/a>\u201d come l\u2019ha definita un ex ufficiale dell\u2019intelligence israeliano, che ha cancellato interi quartieri.<\/p>\n<p>Il 16 novembre alcuni <a href=\"https:\/\/www.ohchr.org\/en\/press-releases\/2023\/11\/gaza-un-experts-call-international-community-prevent-genocide-against\"><u><strong>esperti Onu<\/strong><\/u><\/a> hanno lanciato un appello alla comunit\u00e0 internazionale affinch\u00e9 prevenga il genocidio della popolazione palestinese e il 9 dicembre un gruppo di <a href=\"https:\/\/contendingmodernities.nd.edu\/global-currents\/statement-of-scholars-7-october\/\"><strong>studiosi dell\u2019Olocausto e del genocidio<\/strong><\/a> ha reiterato l\u2019urgenza di un intervento per scongiurarne il pericolo.<strong> A parere di Raz Segal,\u00a0studioso israeliano dell\u2019Olocausto e del genocidio presso la Stockton University (New Jersey), ci\u00f2 che sta accadendo a Gaza \u00e8 <a href=\"https:\/\/jewishcurrents.org\/a-textbook-case-of-genocide\">un caso da manuale di genocidio<\/a>.<\/strong> Lo provano le numerose dichiarazioni di voler annientare tutta la popolazione civile senza distinzione, tra cui quelle del ministro della Difesa Yoav Gallant il 9 ottobre: \u201cStiamo imponendo un assedio totale a Gaza. Niente elettricit\u00e0, niente cibo, niente acqua, niente carburanti. Stiamo combattendo animali umani e agiremo di conseguenza\u201d. A Gallant ha fatto eco il generale <a href=\"https:\/\/comune-info.net\/home\/utente\/Scaricati\/Statement%20of%20Scholars%20in%20Holocaust%20and%20Genocide%20Studies%20on%20Mass%20Violence%20in%20Israel%20and%20Palestine%20since%207%20October\"><strong>Ghassan Alian<\/strong><\/a>: \u201cNon ci sar\u00e0 elettricit\u00e0 n\u00e9 acqua a Gaza, avrete solo distruzione. Avete voluto l\u2019inferno, avrete l\u2019inferno\u201d.<\/p>\n<p>Il linguaggio dell\u2019annientamento \u00e8 pervasivo in ogni ambito, politico, militare e delle comunicazioni. I termini \u201ccancellare\u201d, \u201cradere al suolo\u201d sono onnipresenti nei media israeliani e sono apparsi sugli striscioni appesi al ponte di Tel Aviv: \u201cL\u2019immagine della vittoria: zero residenti a Gaza\u201d, o ancora: \u201cOlocausto di Gaza\u201d. <strong>Le prime vittime di questa logica dell\u2019annientamento sono stati i bambini<\/strong>; almeno 9.000 hanno perso la vita sotto i bombardamenti, altri sono morti e moriranno di fame e malattie, altri ancora non vedranno la luce (sono migliaia le donne che dovrebbero partorire nelle prossime settimane). Come \u00e8 stato tante volte riportato dai media, ogni <a href=\"https:\/\/www.reuters.com\/world\/middle-east\/child-killed-average-every-10-minutes-gaza-says-who-chief-2023-11-10\/\"><u><strong>dieci minuti una vita infantile viene stroncata<\/strong><\/u><\/a>. La sorte di neonati e bambini ha suscitato orrore e sgomento, ma di loro rischiano di restare solo i numeri.<\/p>\n<p class=\"has-luminous-vivid-orange-color has-text-color has-link-color wp-elements-1ba4631cc9abf7e1fd126b5e90b4a29b\"><strong>Al di fuori dell\u2019umanit\u00e0<\/strong><\/p>\n<p>Ha scritto <a href=\"https:\/\/palestinaculturaliberta.org\/2023\/11\/04\/judith-butler-i-palestinesi-non-vengono-considerati-come-persone-da-israele-e-dagli-stati-uniti\/\"><strong>Judith Butler<\/strong><\/a>:<\/p>\n<p class=\"has-background\">I media mainstream descrivono dettagliatamente le uccisioni degli israeliani del 7 ottobre, e siamo giustamente indignati-e e inorriditi-e.\u00a0Ma sembra che il gran numero di bambini uccisi a Gaza non ricever\u00e0 mai il tipo di attenzione ed empatia globale che avr\u00e0 il bambino israeliano.\u00a0Conosceremo il nome e la famiglia dell\u2019israeliano, ma otterremo solo il numero del bambino palestinese, o di migliaia di bambini.<\/p>\n<p><strong>Sono stati i genitori o i parenti dei bambini palestinesi a scrivere con inchiostro nero il nome sui corpi dei loro figli perch\u00e9 potesse rimanere traccia della loro esistenza e riconoscerli nel caso dovessero essere ritrovati sotto le macerie<\/strong>. Nominare quelle vite che non avrebbero mai dovuto andare perdute, significa riconoscerle come persone degne di lutto, ma, come rivela il campo di battaglia, non tutte le vite sono considerate vivibili.<\/p>\n<p>L\u201911 novembre in un <a href=\"https:\/\/www.thelancet.com\/journals\/lancet\/article\/PIIS0140-6736(23)02407-8\/fulltext\"><strong>appello<\/strong><\/a> apparso su <em>The Lancet<\/em> le pediatre Ayesha Kadir eVinay Kampalath, <em>Children Pay the Price of Our Silence, again,<\/em> scrivevano:<\/p>\n<p class=\"has-background\">Siamo indignate che un numero crescente di operatori sanitari e di difensori dei diritti dell\u2019infanzia in questo momento non stanno facendo sentire la loro voce [\u2026] ancora una volta ci dobbiamo chiedere: quali vite contano? Ci poniamo la domanda perch\u00e9 vediamo che operatori sanitari e difensori dei diritti dell\u2019infanzia stanno discutendo se intervenire o meno. Assumere il punto di vista dei diritti dell\u2019infanzia richiede di dare lo stesso valore alla vita di ogni bambino e di astenersi da una retorica disumanizzante [\u2026]. Il silenzio uccide. La storia ci giudicher\u00e0 per come stiamo rispondendo oggi \u2013 e i bambini del mondo ci guardano.<\/p>\n<p><strong>Non \u00e8 solo il silenzio sulla sorte infantile ad essere inquietante, quanto piuttosto il modo con cui se ne parla che nega ai bambini palestinesi la loro stessa esistenza<\/strong>. Gli appelli per una risposta umanitaria che impone di \u201csalvare vite innocenti\u201d, l\u2019uso del termine umanit\u00e0 come se fosse un significante vuoto, ha scritto <a href=\"https:\/\/www.focaalblog.com\/2023\/10\/31\/julia-fernandez-outside-of-humanity-palestinian-children-and-the-value-of-life\/\"><strong>J\u00falia Fernandez<\/strong><\/a>, ricercatrice di antropologia sociale all\u2019Universit\u00e0 di Edinburgo, rischiano di trasmettere una sorta di moralismo antipolitico che omette la drammatica realt\u00e0 della dominazione coloniale, la sua pervasivit\u00e0 e la sua lunga durata.<\/p>\n<p>I bambini sono spesso considerati i rappresentanti di una pura, nuda umanit\u00e0 che trascende la politica. \u00c8 facile spogliare i bambini della loro storia e della loro cultura ponendoli al di l\u00e0 dei razzismi, dei nazionalismi, dei progetti genocidari; \u00e8 facile cancellare il contesto preciso in cui avviene la violenza: da quali bombe vengono uccisi? Cosa \u00e8 accaduto prima? Come sono considerate le loro vite dal loro stesso governo e dal potere coloniale? Nell\u2019immagine di vittime innocenti i bambini e le bambine reali spariscono e i loro corpi sofferenti necessitano di aiuto solo per obbligo morale.<\/p>\n<p><strong>Pensare i bambini come soggetti, persone nella concretezza del loro vissuto significa affrontare la struttura della violenza coloniale che si \u00e8 abbattuta su di loro fondata sulla logica della eliminazione.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Nella razionalit\u00e0 dell\u2019occupazione un bambino palestinese non \u00e8 un bambino, ma un terrorista, uno scudo umano di Hamas, una perenne minaccia. L\u2019ideologia coloniale non lo riconosce come entit\u00e0 da proteggere o come un soggetto detentore di diritti<\/strong>. Lo stato di Israele ha ratificato la Convenzione Onu sui diritti dell\u2019infanzia, ma \u00e8 stato denunciato dall\u2019<a href=\"https:\/\/www.unicef.org\/sop\/media\/216\/file\/Children%20in%20Israeli%20Military.pdf\"><u><strong>Unicef<\/strong><\/u><\/a> per non averne sostenuto i principi e per non aver adottato una strategia nazionale e un programma per la sua implementazione; al contrario, i suoi rappresentanti hanno sostenuto tenacemente che la Convenzione non si applica ai territori occupati. I tentativi da parte delle organizzazioni dei diritti umani di estendere la protezione dei bambini attraverso l\u2019applicazione dei meccanismi legali internazionali fino ad oggi \u00e8 stata di scarso aiuto ai bambini palestinesi perch\u00e9 le loro vite e i loro corpi sono stati intesi in modo da escluderli da ogni considerazione etica.<\/p>\n<p class=\"has-luminous-vivid-orange-color has-text-color has-link-color wp-elements-60e3be1f7afd75565eb8d8d5f626123d\"><strong>Terroristi, \u201cfigli dell\u2019oscurit\u00e0\u201d, piccoli serpenti<\/strong><\/p>\n<p><strong>Sostenendo pubblicamente la punizione collettiva della popolazione di Gaza, il 16 ottobre la deputata israeliana <a href=\"https:\/\/mondoweiss.net\/2023\/10\/israeli-politician-the-children-of-gaza-have-brought-this-upon-themselves\/\">Meirav Ben-Ari<\/a> ha detto: \u201cI bambini di Gaza se la sono cercata\u201d<\/strong>. Il giorno successivo, il primo ministro israeliano scriveva su twitter: \u201cQuesta \u00e8 una lotta tra i figli (children) della luce e i figli delle tenebre, tra l\u2019umanit\u00e0 e la legge della giungla\u201d. Luce e oscurit\u00e0, umanit\u00e0 e ferocia, sono opposizioni irrisolvibili se non con l\u2019annientamento di vite che sono considerate gi\u00e0 perdute, poste \u201cfuori dall\u2019umanit\u00e0\u201d, in un luogo oscuro.<\/p>\n<p><strong>Neppure per Hamas le vite infantili hanno valore se non come linfa rivoluzionaria<\/strong>. Dodici giorni dopo il messaggio del primo ministro israeliano, il leader di Hamas Ismail Haniyeh, ha dichiarato: \u201cL\u2019ho detto e ripetuto molte volte: siamo noi ad avere bisogno del <a href=\"https:\/\/www.google.it\/search?q=hamas+abbiamo+bisogno+del+sangue+dei+bambini&amp;sca_esv=584255880&amp;source=hp&amp;ei=84pcZcnkObqJxc8PmfS5iAQ&amp;iflsig=AO6bgOgAAAAAZVyZAzEGhWzciodEbRWXu5w_BmoKNo7f&amp;ved=0ahUKEwiJqoO69dSCAxW6RPEDHRl6DkEQ4dUDCAw&amp;uact=5&amp;oq=hamas+abbiamo+bisogno+del+sangue+dei+bambini&amp;gs_lp=Egdnd3Mtd2l6IixoYW1hcyBhYmJpYW1vIGJpc29nbm8gZGVsIHNhbmd1ZSBkZWkgYmFtYmluaTIFECEYoAEyBRAhGKABSLpZUABYw0lwAHgAkAEAmAHrAaABqC2qAQYyLjQxLjG4AQPIAQD4AQHCAgsQABiABBixAxiDAcICDhAuGIMBGNQCGLEDGIAEwgIREC4YgAQYsQMYgwEYxwEY0QPCAg4QLhiABBixAxiDARjUAsICDhAuGIAEGIoFGLEDGIMBwgILEC4YgAQYsQMYgwHCAggQLhiABBixA8ICCBAAGIAEGLEDwgIFEAAYgATCAgUQLhiABMICDhAuGIAEGLEDGMcBGK8BwgILEC4YgAQYxwEYrwHCAg4QABiABBiKBRixAxiDAcICBhAAGBYYHsICCBAAGBYYHhgKwgIEECEYFcICCBAAGIAEGKIE&amp;sclient=gws-wiz#fpstate=ive&amp;vld=cid:10ab81f9,vid:BcHREDhwFFU,st:0,\"><strong>sangue dei bambini<\/strong><\/a>, delle donne e degli anziani per rinvigorire lo spirito rivoluzionario\u201d. Nella retorica di Hamas i bambini sono stati generati per versare il proprio sangue; nella retorica del colonizzatore, essi sono carnefici. <strong>I bambini di Gaza non sono realmente vivi, ma spettri della minaccia pervasiva del terrorismo e della sua potenzialit\u00e0 di sviluppo. Essi sono \u201cpiccoli serpenti\u201d secondo quanto detto dal ministro della Giustizia <a href=\"http:\/\/www.washingtonpost.com\/news\/worldviews\/wp\/2015\/05\/07\/israels-new-justice-minister-considers-all-palestinians-to-be-the-enemy\/?noredirect=on&amp;utm_term=.48cc23b33bd9.%20%20Shalhoub-Kevorkian,%20Nadera.%20Incarcerated%20Childhood%20and%20the%20Politics%20of%20Unchilding%20(p.27).%20Cambridge%20University%20Press.%20Edizione%20del%20Kindle.\">Ayelet Shaked<\/a> nel 2015.<\/strong> Nella logica della sicurezza nazionale ogni bambino \u00e8 disumanizzato; egli pu\u00f2 essere violato, ucciso o lasciato morire impunemente. Della volont\u00e0 del suo annientamento si \u00e8 fatto <a href=\"https:\/\/imeu.org\/article\/israeli-army-t-shirts-spark-outrage\"><strong>emblema<\/strong><\/a>; lo rivelano i disegni che i soldati israeliani hanno scelto per le loro <a href=\"https:\/\/images-wixmp-ed30a86b8c4ca887773594c2.wixmp.com\/f\/b8db3dee-cf65-42ae-8780-5ea893eba5a5\/d2o7c3w-d9c54baa-1951-4137-ae39-6a259beccb33.jpg?token=eyJ0eXAiOiJKV1QiLCJhbGciOiJIUzI1NiJ9.eyJzdWIiOiJ1cm46YXBwOjdlMGQxODg5ODIyNjQzNzNhNWYwZDQxNWVhMGQyNmUwIiwiaXNzIjoidXJuOmFwcDo3ZTBkMTg4OTgyMjY0MzczYTVmMGQ0MTVlYTBkMjZlMCIsIm9iaiI6W1t7InBhdGgiOiJcL2ZcL2I4ZGIzZGVlLWNmNjUtNDJhZS04NzgwLTVlYTg5M2ViYTVhNVwvZDJvN2Mzdy1kOWM1NGJhYS0xOTUxLTQxMzctYWUzOS02YTI1OWJlY2NiMzMuanBnIn1dXSwiYXVkIjpbInVybjpzZXJ2aWNlOmZpbGUuZG93bmxvYWQiXX0.6Ey0Ozwu9Y4xK0yEY0h06RP0iTdCT5cGMmovnKd35uk\"><strong>magliette<\/strong><\/a> indossate nel 2008-2009 nel corso della operazione <em>Cast Lead<\/em> e pubblicate dal giornale israeliano \u201cHaaretz\u201d. Una delle vignette ritrae una donna in stato avanzato di gravidanza, il suo ventre \u00e8 al centro del mirino. \u201cUno sparo, due uccisioni\u201d era scritto sotto l\u2019immagine. In un\u2019altra vignetta un bambino con un fucile tra le mani \u00e8 anch\u2019esso al centro di un mirino; la didascalia spiega: \u201cPi\u00f9 piccoli sono e pi\u00f9 sono accaniti\u201d. Un\u2019altra ancora ritrae l\u2019immagine della morte che con la falce in mano sovrasta una figura femminile: \u201cOgni donna araba deve sapere che la vita di suo figlio \u00e8 nelle mie mani\u201d. Infine, campeggia su un\u2019altra maglietta una madre palestinese che piange il suo bambino morto con accanto il suo orsacchiotto. Il messaggio \u00e8 semplice: \u201cSarebbe stato meglio usare il preservativo\u201d.<\/p>\n<p><strong>Gli incitamenti a bombardare, distruggere e annientare la popolazione di Gaza hanno spesso posto al centro la vita del bambino<\/strong>, come nella canzone intonata da un gruppo di manifestanti a Tel Aviv il 26 luglio 2014, il diciannovesimo giorno dell\u2019aggressione a Gaza volta a incoraggiare lo stato a proseguire i bombardamenti.<\/p>\n<p class=\"has-background\">A Gaza non si pu\u00f2 pi\u00f9 studiare<br \/>\nL\u00e0 non ci sono pi\u00f9 bambini<br \/>\nNon ci saranno scuole domani<br \/>\nNon ci sono pi\u00f9 bambini a Gaza! Oleh!<br \/>\nGaza \u00e8 un cimitero.o<br \/>\n(Nadera Shalhoub-Kevorkian, <em>Incarcerated Children and the Politics of Unchildling, <\/em>2019, p. 101).<\/p>\n<p><strong>Non \u00e8 solo il linguaggio dei gruppi di estrema destra a inneggiare alla morte dei bambini, ma anche quello dei semplici soldati, dei comandanti militari, degli esponenti politici e del capo del governo<\/strong>. Anche i media usano lo stesso linguaggio e con orgoglio parlano di supremazia ebraica e di nazionalismo esclusivo, una supremazia che si \u00e8 voluta affermare per decenni attraverso la politica demografica. I bambini, infatti, rappresentano la nazione, la sua vitalit\u00e0 e le sue speranze; essi stabiliscono la sovranit\u00e0 sulla terra, incarnano la politica razziale di riproduzione che \u00e8 alla base del progetto di insediamento coloniale di Israele il cui successo \u00e8 messo in pericolo dalla fertilit\u00e0 palestinese.<\/p>\n<p class=\"has-luminous-vivid-orange-color has-text-color has-link-color wp-elements-a835e4b74e16a188542b138e7d99cf0a\">\u201c<strong>L\u2019utero palestinese \u00e8 un\u2019arma biologica\u201d<\/strong><\/p>\n<p>Cos\u00ec scriveva negli anni Ottanta il demografo israeliano Arnon Soffer. Fin dagli anni Cinquanta Ben-Gurion indic\u00f2 nella fertilit\u00e0 una priorit\u00e0 nazionale, uno strumento di supremazia e a tutt\u2019oggi Israele \u00e8 tra le nazioni che pi\u00f9 investe nella \u201ccura\u201d dell\u2019infertilit\u00e0, il primo paese al mondo per numero di fertilizzazioni in vitro (<a href=\"https:\/\/digitalcommons.du.edu\/etd\/491\/\"><strong>Rebecca Otis 2011<\/strong><\/a>, pp. 101-104).<\/p>\n<p>Nel discorso nazionalista palestinese la fertilit\u00e0 \u00e8 stata considerata una forma di resistenza, una risposta al progetto israeliano di appropriarsi della terra eliminando la sua popolazione. Alle donne palestinesi \u00e8 stato chiesto di mettere al mondo bambini la cui vita sarebbe stata ad alto rischio, per malattie, guerre, aggressioni.<strong> Se per alcune donne palestinesi l\u2019idea di opporre resistenza attraverso la maternit\u00e0 ha offerto loro un ruolo nella lotta nazionale \u2013 \u201cNoi donne abbiamo un utero militare, diamo la vita ai combattenti\u201d (<a href=\"https:\/\/www.academia.edu\/20158466\/Palestinian_Women_s_Bodies_as_a_Battlefield\">Shahad Wadi<\/a>, 2012, p. 121) \u2013, altre l\u2019hanno considerata un\u2019espressione estrema del dominio patriarcale: \u201cNon metter\u00f2 al mondo dei bambini solo per vederli uccidere e morire. Il mio corpo non \u00e8 una fabbrica di armi. \u00c8 il mio corpo\u201d<\/strong> (Robin Morgan<em>, The Demon Lover: The Roots of Terrorism<\/em>, 2001, p. 274).<\/p>\n<p>Le implicazioni di queste visioni patriarcali della maternit\u00e0 sono state analizzate da un punto di vista femminista, mentre quelle che hanno pesato sui bambini restano molto meno indagate. Fanno eccezione le ricerche di Nadera Shalhoub-Kevorkian, criminologa e giurista, discendente di sopravvissuti al genocidio armeno e all\u2019invasione israeliana del 1948.<\/p>\n<p>Raccontare i palestinesi come una minaccia demografica, ha scritto Shalhoub-Kevorkian, e tendere all\u2019incremento demografico conduce a una catena di violenze, tutte rivolte a ridurre la popolazione palestinese: dalle leggi che limitano la vita, privano dei servizi sanitari i neonati, i bambini, le donne gravide, alla confisca delle terre, alla demolizione delle abitazioni.<\/p>\n<p><strong>La vita dei bambini palestinesi \u00e8 minacciata ancor prima di venire al mondo, una politica che Shalhoub-Kevorkian ha definito \u201c<em>unchildling<\/em>\u201d (privazione dell\u2019infanzia), rivelatrice di una logica genocidaria che si esprime nella demonizzazione e nella disumanizzazione del bambino come implicitamente terrorista. Unchildling \u00e8 un processo di esclusione e di eliminazione \u201cche invade gli uteri, le famiglie, le amicizie, le case, le scuole, gli ospedali; \u00e8 flessibile, adattabile e imprevedibile. Opera con le politiche del governo e i quadri giuridici, una forma di guerra che mira ad annientare la futura generazione delle popolazioni autoctone\u201d<\/strong>. Il neonato privato dell\u2019infanzia e la terra espropriata sono la stessa cosa (Nadera Shalhoub-Kevorkian,2019, p. 17).<\/p>\n<p class=\"has-luminous-vivid-orange-color has-text-color has-link-color wp-elements-c27f3112e80acd97ad514f18ddb99ae1\"><strong>Violenza materna e neonatale<\/strong><\/p>\n<p>Negli ultimi decenni con il moltiplicarsi di barriere e ostacoli al movimento, tra check-point, blocchi e cancelli, raggiungere ospedali e strutture sanitarie \u00e8 stato sempre pi\u00f9 difficile per le gestanti e ha contribuito all\u2019<strong>aumento della<\/strong> <a href=\"https:\/\/knoema.com\/atlas\/Palestine\/Neonatal-mortality-rate#:~:text=In%202021%2C%20neonatal%20mortality%20rate,by%20our%20digital%20data%20assistant.\"><strong>mortalit\u00e0 neonatale<\/strong><\/a>: in Palestina nel 2021 sono morti 9,3 bambini ogni 1.000 nati vivi (un valore quasi cinque volte pi\u00f9 elevato, ad esempio, di quello riscontrato in Israele e in Italia). Le donne morte per parto, che gi\u00e0 erano in aumento dal 2017, nel 2020 hanno raggiunto il <a href=\"https:\/\/palestine.unfpa.org\/sites\/default\/files\/pub-pdf\/national_maternal_mortality_report_2020_0.pdf\"><strong>28,5 per 100.000<\/strong><\/a> nascite con un incremento del 43,8 per cento rispetto all\u2019anno precedente, morti causate prevalentemente da emorragia e infezioni e che un tempestivo e adeguato intervento medico avrebbero potuto evitare.<\/p>\n<p>La violenza materna e neonatale \u00e8 stata la centro di numerosi studi e rapporti di organizzazioni internazionali. Il rapporto di <a href=\"https:\/\/www.amnesty.org\/en\/wp-content\/uploads\/2021\/09\/mde150162005en.pdf\"><strong>Amnesty International del 2005<\/strong><\/a>, dopo aver ricostruito casi di partorienti a cui era stato negato il passaggio ai posti di blocco e ai check-point, costrette a partorire per la strada e in molti casi a perdere il proprio bambino, concludeva:<\/p>\n<p class=\"has-background\">Amnesty International considera che la pratica di soldati israeliani di negare o ritardare il passaggio delle donne palestinesi in travaglio negando di fatto il trattamento medico quando \u00e8 chiaramente necessario e urgente costituisce trattamento crudele, disumano e degradante.<\/p>\n<p><strong>Lo studio pi\u00f9 recente di Nadera Shalhoub-Kevorkian, basato sulle testimonianze di numerose donne di Gerusalemme est (<a href=\"https:\/\/www.researchgate.net\/publication\/277927171_The_Politics_of_Birth_and_the_Intimacies_of_Violence_Against_Palestinian_Women_in_Occupied_East_Jerusalem\">Nadera Shalhoub-Kevorkian<\/a> 2015) ha rivelato che l\u201980 per cento delle intervistate aveva subito una qualche forma di violenza durante la gravidanza<\/strong>. Raggiungere un ospedale, attraversare spazi militarizzati, subire umiliazioni, attendere ore \u00e8 un\u2019agonia che le donne hanno inteso come una vera e propria tortura. \u00c8 il caso di Gahida, 21 anni.<\/p>\n<p class=\"has-background\">Mi hanno trattata come una criminale; mi hanno impedito di raggiungere l\u2019ospedale quando avevo un bisogno assoluto di vedere un medico per non perdere il mio bambino [\u2026]. Ma perch\u00e9 questa tortura, perch\u00e9 non posso essere trattata come un essere umano, perch\u00e9 non posso far nascere il mio bambino in condizioni normali, e non in questo orrore, perch\u00e9 sono percepita come una criminale, una terrorista? (p.14).<\/p>\n<p><strong>Il corpo delle donne gravide sono strumenti nelle mani dei soldati che possono iscrivervi il loro potere frapponendo ostacoli al loro movimento, impedendo che abbiano i loro figli in condizioni normali e sicure, negando l\u2019accesso agli ospedali.<\/strong> Sradicate dalla loro nazione e comunit\u00e0, le donne sono sradicate dal loro stesso corpo, quando questo corpo sta per dare alla luce un bambino, costrette a vivere il momento che si avvicina al parto con un senso di terrore. Lama, 24 anni, che quattro settimane prima del tempo previsto per il parto entr\u00f2 in travaglio, cos\u00ec ricorda la sua esperienza:<\/p>\n<p class=\"has-background\">Al check-point hanno messo in dubbio i miei dolori\u2026pensi che ci considerino umane? Mettere in dubbio i miei dolori quando sono bagnata\u2026 tutta bagnata\u2026 e loro lo vedono, le mie acque si sono rotte e il mio bambino \u00e8 senza liquido\u2026 e loro semplicemente ti guardano\u2026 hanno smesso di pensare a noi come esseri umani\u2026 siamo tutte prigioniere, siamo state trattenute al check-point senza che nessuno ci abbia guardato in faccia, ci abbia rivolto la parola, loro non ci parlano, non ci toccano, non ci guardano (p. 15).<\/p>\n<p>Una crudelt\u00e0 quotidiana che penetra profondamente nella psiche femminile che \u00e8 perpetrata nel modo pi\u00f9 brutale dai coloni, come ha ricordato Hiam, 24 anni:<\/p>\n<p class=\"has-background\">Stavo andando all\u2019ospedale, da sola, perch\u00e9 mio marito era al lavoro [\u2026] un colono mi vide e inizi\u00f2 a gridare: \u201cmuori, muori\u201d, e io ho iniziato a camminare pi\u00f9 veloce per la paura, sperando di incontrare mio marito, ma lui mi spinse e caddi a terra, con i miei dolori in mezzo alla strada. Alcuni vennero in mio aiuto, ma mi si sono rotte le acque e mi sentivo imbarazzata ad alzarmi (Nadera Shalhoub-Kevorkian, <a href=\"https:\/\/www.tandfonline.com\/doi\/abs\/10.1080\/2201473X.2015.1024380\"><em><strong>Stolen Childhood: Palestinian Children and the Structure of Genocidal Dispossession<\/strong><\/em><\/a>, 2015, p. 6).<\/p>\n<p class=\"has-luminous-vivid-orange-color has-text-color has-link-color wp-elements-017762785c2bd345e5f4f6c4419c1ef4\"><strong>Vite precarie<\/strong><\/p>\n<p class=\"has-background\">Mentre lo stato di Israele cerca di rendere difficili le nascite, appena il bambino palestinese viene al mondo, \u00e8 privato della sua infanzia e della terra. [\u2026]. Egli viene alla luce in un mondo in cui il suo legame con la terra \u00e8 gi\u00e0 stato rubato. La terra su cui un bambino muove i primi passi e impara a camminare \u00e8 letteralmente un terreno instabile, aperto al sequestro quotidiano e illegale; \u00e8 un terreno scivoloso anche quando ci si ferma sopra; \u00e8 gi\u00e0 stato preso o rischia di esserlo (Nadera Shalhoub-Kevorkian, 2019, pp. 18-19).<\/p>\n<p>Dal momento in cui il bambino palestinese viene al mondo, raramente sentir\u00e0 di avere una infanzia, sospinto in una in una condizione di guerra continua, dolorosa, cronica, fonte di traumi emotivi e psicologici inauditi. Molti di loro hanno temuto, previsto e anche desiderato la morte.<\/p>\n<p><strong>Un ragazzino, una ragazzina dell\u2019et\u00e0 di 17 anni oggi ha gi\u00e0 fatto l\u2019esperienza di quattro guerre prima della attuale<\/strong>: le operazioni <em>Cast Lead<\/em> (2008), <em>Pillar of Defense<\/em> (2012), <em>Protective Edge<\/em> (2014), <em>Guardian of the Walls <\/em>(2021). A migliaia sono stati uccisi, feriti, usati come <a href=\"https:\/\/www.theguardian.com\/world\/2009\/mar\/23\/gaza-human-shields-claim\">scudi umani<\/a>, hanno perso genitori, fratelli, parenti, amici; in centinaia di migliaia hanno subito traumi e hanno vissuto nella paura che la loro vita potesse essere ancora sconvolta da un momento all\u2019altro.<\/p>\n<p>Ma i bambini non hanno solo vissuto in un contesto di violenza, \u00e8 la loro stessa esistenza ad essere stata criminalizzata. Il mantenimento della sovranit\u00e0 coloniale attraverso mezzi legali, politici e spaziali \u00e8 stato giustificato da uno stato continuo di emergenza, un controllo pervasivo sulle vite palestinesi. <strong>Le forze armate israeliane negli ultimi anni hanno arrestato, interrogato e incarcerano 700 bambini<\/strong> (<a href=\"https:\/\/link.springer.com\/book\/10.1007\/978-3-031-20390-9\"><strong>Timea Spitka<\/strong><\/a>, 2023, p. 116) in media ogni anno, i loro corpi sono stati oggetto di sperimentazione per l\u2019esercito israeliano, per i contractor della difesa e le imprese della sicurezza e della sorveglianza che vendono le loro tecnologie in tutto il mondo con la garanzia di essere state sperimentate \u201csul campo\u201d.<\/p>\n<p>Per anni \u00e8 stato lecito irrompere nelle case e arrestare i bambini (anche di 4 anni) nel cuore della notte, caricarli su camionette e autobus e trasferirli nelle carceri israeliane, picchiarli e terrorizzarli impunemente.<\/p>\n<p><strong>Attualmente l\u2019et\u00e0 della responsabilit\u00e0 penale per i bambini nelle zone occupate \u00e8 di 12 anni, ma anche a una et\u00e0 inferiore sono stati tenuti in stato di detenzione all\u2019insaputa dei genitori e torturati<\/strong> senza accuse precise, senza un processo e senza una rappresentanza o sono stati giudicati da tribunali militari, cosa che non accade in nessun altro paese del mondo. Il recente rapporto di Save the Children, <a href=\"https:\/\/resourcecentre.savethechildren.net\/document\/injustice-palestinian-childrens-experience-of-the-israeli-military-detention-system\/\"><em><strong>Injustice<\/strong><\/em><\/a>, rivela le torture inflitte ai bambini nelle carceri israeliane e durante gli interrogatori: <strong>bendati, minacciati, chiusi in gabbie metalliche all\u2019esterno delle carceri, lontani dai genitori<\/strong>. Con la frase rivolta a un bambino che invoca i genitori durante un interrogatorio: \u201cNon ci sono mamma e pap\u00e0 qui\u201d, il senso di sicurezza infantile \u00e8 distrutto. <strong>Prima della guerra attuale i bambini della striscia di Gaza con gravi problemi psichici sono stati valutati in <a href=\"https:\/\/journals.lww.com\/wpsy\/fulltext\/2022\/04020\/continuous_traumatic_stress_in_palestine__the.10.aspx\">250.000<\/a><\/strong> ciascuno di loro esposto ad almeno tre diversi traumi. Violenze, soprusi, attacchi dei coloni, passaggi quotidiani negati ai check-point, perquisizioni, carcerazioni, sfratti, demolizioni delle abitazioni, uccisioni, mutilazioni hanno avuto un effetto distruttivo sulle loro vite spingendoli in molti casi al suicidio; essi sanno bene che non fermarsi a un check-point, esibire un coltello o un paio di forbici a un soldato israeliano, significa essere uccisi sul posto, uccisioni ripetutamente lodate da esponenti del governo come \u201cparte della deterrenza di Israele\u201d, cos\u00ec come quelle avvenute durante le manifestazioni.<\/p>\n<p>Niente scuse, nessun accertamento, nessuna punizione, nessuna espressione di rammarico per aver ucciso un bambino palestinese \u201cper necessit\u00e0 militare\u201d. Le uccisioni di bambini ai chck-point, per le vie, nel corso delle manifestazioni non sono stati episodi meritevoli di indagine e sono stati condonati. Tra il 2008 e il 2021 333 ragazzi e 20 ragazze sono stati uccisi e 27.471 ragazzi e 2.527 ragazze sono state ferite da colpi di arma da fuoco; molte di queste ferite hanno causato infermit\u00e0 permanenti (<a href=\"https:\/\/link.springer.com\/book\/10.1007\/978-3-031-20390-9\"><strong>Timea Spitka<\/strong><\/a>, 2023, p. 111).<\/p>\n<p>Ma \u00e8 stato soprattutto attraverso la negazione delle condizioni sociali che consentono la persistenza, il sostentamento e il prosperare della vita che Israele per lungo tempo ha privato i bambini palestinesi della vita ancor prima che venissero uccisi in massa, una forma di eliminazione che da alcuni studiosi e alcune studiose \u00e8 stata definita un <a href=\"https:\/\/www.tandfonline.com\/doi\/full\/10.1080\/13642987.2022.2065261\"><strong>\u201cgenocidio al rallentatore\u201d,<\/strong><\/a> un \u201cgenocidio come pratica sociale\u201d, ovvero una politica che deliberatamente ha inflitto condizioni di vita che hanno condotto al <strong>deterioramento fisico per mancanza di cibo, acqua, elettricit\u00e0 o attraverso la distruzione dell\u2019ambiente<\/strong>.<\/p>\n<p>Per mantenere la sua esistenza come uno stato etnicamente esclusivo,<strong> il colonialismo israeliano ha reso i bambini sterminabili, in una condizione di terrore in prigioni all\u2019aperto dove ad essi \u00e8 stato negato l\u2019accesso alla vita, all\u2019educazione, al gioco, alla salute, al movimento<\/strong>. Controllo e sorveglianza sono entrati negli aspetti pi\u00f9 intimi dell\u2019esistenza di bambini e ragazzi, una invasione di cui essi sono pienamente consapevoli. Una ragazzina di 14 anni ha scritto:<\/p>\n<p class=\"has-background\">Il 27 ottobre, andando a scuola, ho visto un ragazzo palestinese che camminava per la strada. I soldati lo hanno fermato, lo hanno perquisito e lo hanno picchiato, poi lo hanno arrestato perch\u00e9 si era rifiutato di togliersi le mutande per la perquisizione. Io li sfido quando mi toccano, ma il modo in cui portano i loro fucili \u00e8 per farmi sentire come se stessero per uccidere me o i miei compagni, e sparano a sinistra e a destra e poi ci accusano. Ogni giorno dobbiamo affrontare le perquisizioni, arriviamo tardi a scuola, attraversiamo i check-point militari. Loro ci inseguono, nelle strade, a casa, nel letto, a scuola e anche nella tomba (Nadera Shalohub-Kevorkian 2019, p.128).<\/p>\n<p>Cos\u00ec come sono consapevoli della volont\u00e0 di annientare le loro vite. Lo rivela Mahmoud, una delle tante testimonianze raccolte da Nadera Shalohub-Kevorkian:<\/p>\n<p class=\"has-background\">Mi ha raccontato che ogni giorno le forze di sicurezza israeliane bloccano la zona di casa sua e gli impediscono di comprare caramelle al vicino negozio, di giocare con i suoi amici e sedere sulle scale davanti a casa sua [\u2026] Mi ha spiegato come lui e sua sorella sono vessati quando vanno a scuola; ma dopo aver detto: \u201cNon ho paura di loro\u201d si \u00e8 fermato per un minuto e poi ha detto: \u201cCosa possono farmi? Uccidermi perch\u00e9 voglio giocare, voglio vivere? Che mi uccidano, \u00e8 tutto quello che possono farmi, che mi uccidano, \u00e8 tutto quello che possono farmi. E il notiziario dir\u00e0: \u201cMahmoud scese per giocare con il suo skateboard; li ha spaventati e lo hanno ucciso\u201d (<em>ivi<\/em>, p.136).<\/p>\n<p>Eppure, molti di loro prima dell\u2019ultimo attacco israeliano avevano preso le distanze da Hamas che giudicavano corrotto, in molti avevano organizzato proteste nonviolente (<a href=\"https:\/\/link.springer.com\/book\/10.1007\/978-3-031-20390-9\"><strong>Timea Spitka<\/strong><\/a>, 2023, p. 130) e non avevano perduto la speranza che il mondo avrebbe riconosciuto l\u2019ingiustizia che aveva colpito la loro vita, come Lila, 12 anni e mezzo, che in un attacco israeliano aveva riportato gravi ustioni alle gambe.<\/p>\n<p class=\"has-background\">Vedi, vivo in una condizione di soffocamento, ma dico a me stessa: \u201cNo, Lila, tu non soffochi, tu stai respirando\u201d. Devo vivere con le gambe ustionate e con il cuore spezzato [\u2026] ma sono una sorella maggiore di 12 anni e mezzo e devo dimostrare alle pi\u00f9 piccole quanto sono forte. Devo comportarmi come se tutto andasse bene, come se tutto dovesse andare bene. Ma quando vado a dormire ricordo il mio dolore, la mia perdita. Mi ricordo delle bugie che ho detto alle mie sorelle, che il mondo \u00e8 consapevole dei crimini di Israele, che il mondo li vede e che trover\u00e0 il modo di salvarci perch\u00e9 siamo bambine e abbiamo dei diritti (<em>ivi<\/em>, pp. 107-108).<\/p>\n<p>Il mondo, che ha chiuso gli occhi sulla tragedia dei bambini di Gaza, potr\u00e0 ora prestare ascolto al recente appello degli <a href=\"https:\/\/contendingmodernities.nd.edu\/global-currents\/statement-of-scholars-7-october\/\"><strong>studiosi del genocidio di tutto il mondo<\/strong><\/a>: fare pressione sui governi affinch\u00e9 attuino un embargo delle armi contro Israele, ottengano la fine dell\u2019azione militare, chiamino in causa la Corte penale internazionale per il perseguimento dei perpetratori della violenza di massa dal 7 ottobre in poi, diano avvio a un processo politico che conduca al riconoscimento della violenza di massa israeliana a partire dal 1948, primo passo per la decolonizzazione. L\u2019appello inoltre invita a seguire l\u2019esempio dei sindacati dei lavoratori del trasporto belgi che si sono rifiutati di caricare e scaricare armi dirette a Israele e hanno chiesto al proprio governo di non tollerare passaggi di armi sul suolo belga. \u201cCome sindacati \u2013 hanno dichiarato numerose sigle \u2013 stiamo dalla parte di coloro che si impegnano per la pace\u201d. Al movimento \u201cBlock the Boat\u201d hanno aderito attivisti e lavoratori di molti porti: dal porto di <a href=\"https:\/\/www.peoplesworld.org\/article\/oakland-activists-blockade-port-delaying-u-s-weapons-cargo-bound-for-israel\/\"><strong>Oakland<\/strong><\/a> a quelli di <a href=\"https:\/\/genova.repubblica.it\/cronaca\/2023\/11\/10\/news\/portuali_contro_armi_israele_genova-420001249\/#google_vignette\"><strong>Genova<\/strong><\/a>, <a href=\"https:\/\/www.timesofisrael.com\/liveblog_entry\/italy-port-workers-said-holding-weapons-shipment-slated-for-israel\/\"><strong>Napoli e Livorno<\/strong><\/a>, <a href=\"https:\/\/www.aljazeera.com\/news\/2023\/11\/10\/australian-arms-exports-to-israel-in-focus-amid-court-case-port-protests\"><strong>Sidney<\/strong><\/a>, <a href=\"https:\/\/www.business-humanrights.org\/en\/latest-news\/ports-shipping-weapons-to-israel-blocked-by-dockworkers-and-protestors-from-barcelona-to-oakland\/\"><strong>Barcellona<\/strong><\/a>, <a href=\"https:\/\/www.middleeastmonitor.com\/20231107-us-weapons-ship-to-israel-blocked-by-peace-activists-at-port-of-tacoma\/\"><strong>Tacoma<\/strong><\/a>.<\/p>\n<p>Ma sono molte le <strong>azioni di disobbedienza<\/strong>, protesta e disconoscimento che si possono mettere in atto affinch\u00e9 le speranze di bambini e bambine come quelle delle sorelline di Lila non vengano anch\u2019esse sepolte sotto le macerie.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Bruna Bianchi &#8211; Su Gaza in due mesi Israele ha sganciato 25.000 tonnellate di esplosivo, usato bombe al fosforo, ucciso 19.000 persone (molte sono ancora sotto le macerie), distrutto il 60 per <a href=\"https:\/\/nuovosoldo.com\/index.php\/2023\/12\/19\/i-bambini-di-gaza\/\" class=\"more-link\">&#8230;<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":6,"featured_media":166069,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":""},"categories":[1],"tags":[],"categoria_articolo":[8078],"tag_articolo":[],"collezione":[],"class_list":["post-166068","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-senza-categoria","categoria_articolo-cronaca"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/nuovosoldo.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/166068","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/nuovosoldo.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/nuovosoldo.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/nuovosoldo.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/6"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/nuovosoldo.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=166068"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/nuovosoldo.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/166068\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":166070,"href":"https:\/\/nuovosoldo.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/166068\/revisions\/166070"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/nuovosoldo.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media\/166069"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/nuovosoldo.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=166068"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/nuovosoldo.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=166068"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/nuovosoldo.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=166068"},{"taxonomy":"categoria_articolo","embeddable":true,"href":"https:\/\/nuovosoldo.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categoria_articolo?post=166068"},{"taxonomy":"tag_articolo","embeddable":true,"href":"https:\/\/nuovosoldo.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tag_articolo?post=166068"},{"taxonomy":"collezione","embeddable":true,"href":"https:\/\/nuovosoldo.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/collezione?post=166068"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}