{"id":166275,"date":"2024-01-06T13:33:13","date_gmt":"2024-01-06T12:33:13","guid":{"rendered":"https:\/\/nuovosoldo.com\/?p=166275"},"modified":"2024-01-06T13:33:13","modified_gmt":"2024-01-06T12:33:13","slug":"i-bambini-del-mondo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/nuovosoldo.com\/index.php\/2024\/01\/06\/i-bambini-del-mondo\/","title":{"rendered":"I bambini del mondo"},"content":{"rendered":"<p>di <a class=\"autori\" href=\"https:\/\/comune-info.net\/autori\/roberto-lovattini\/\">Roberto Lovattini<\/a> &#8211;<\/p>\n<p><strong>In diverse parti del mondo stanno morendo i nostri figli e le nostre figlie.<\/strong> Anche se non li abbiamo generati e anche se vivono in parti del mondo dove non siamo mai stati, possiamo e dobbiamo considerarli figli nostri secondo l\u2019accezione autentica e consolidata in diverse parti della terra. Un detto africano dice che \u201cper crescere un bambino occorre un intero villaggio\u201d. Il nota poeta libanese Khalil Gibran sosteneva che \u201cI vostri figli non sono figli vostri. Sono i figli e le figlie del desiderio che la vita ha di s\u00e9 stessa. Essi non provengono da voi, ma attraverso di voi. E sebbene stiano con voi, non vi appartengono\u201d. Intendeva con questo dire che i figli vanno educati, accuditi e sostenuti sempre, ma sono persone a se stanti, con il loro carattere, le proprie aspirazioni e i sogni che sono completamente differenti da quelli dei genitori e hanno il diritto di farsi la loro vita. Con ci\u00f2 intendeva contrastare anche una visione individualistica e privatistica della famiglia. <strong>Sotto il profilo giuridico e anche pedagogico, il bambino non \u00e8 propriet\u00e0 di nessuno, neanche dei suoi genitori biologici<\/strong>, e ha il diritto di crescere in una famiglia affettivamente ed educativamente adeguata, che si integri con il resto della comunit\u00e0. La Convenzione ONU sui diritti del fanciullo, prevede che il benessere e gli interessi dei bambini e dei ragazzi sono da considerarsi sempre preminenti rispetto a quelli degli adulti. Insomma ciascuno di noi ha degli obblighi morali e sostanziali (la cura del mondo dove viviamo) nei confronti dell\u2019infanzia che popola il pianeta e deve concorrere per quello che pu\u00f2 alla salvaguardia della loro vita e salute. Di certo \u00e8 una concezione che cozza contro quello che avviene quotidianamente ma ci sono dei limiti che non possono essere superati come nel caso di Gaza.<\/p>\n<p><strong>Uno, due, dieci, cento, mille? Qual \u00e8 il numero di bambini morti ogni giorno perch\u00e9 l\u2019umanit\u00e0 lo ritenga non pi\u00f9 accettabile e blocchi l\u2019escalation della guerra a Gaza?<\/strong> Sotto la furia distruttrice dell\u2019esercito di Netanyahu, a Gaza, sono morti pi\u00f9 di 10.000 bambini palestinesi dal 7 ottobre ad oggi. Non minore peso hanno i trentatr\u00e9 minorenni israeliani uccisi da Hamas e i trenta rapiti durante il loro attacco del 7 ottobre e tutt\u2019ora tenuti sequestrati. E come dimenticare i 510 bambini uccisi in Ucraina e altri mille dispersi? E le migliaia di bambini morti in Sudan per la guerra e per la carenza di acqua e cibo? Possiamo dire che il nostro mondo sta assicurando protezione all\u2019infanzia? Dove sono l\u2019adultit\u00e0 e la genitorialit\u00e0 che in una societ\u00e0 sana sono indispensabili?<\/p>\n<p>Certo non dimentichiamoci delle tante persone che come volontari si stanno attivando per portare aiuto, ci sono associazioni umanitarie che si stanno prodigando e pagano sulla propria pelle il loro impegno. Ma dove sono i governi che dovrebbero utilizzare la loro forza e autorevolezza per fermare le guerre e proporre trattative sulla base del diritto internazionale?<\/p>\n<p><strong>L\u2019Onu, creata apposta dopo il secondo conflitto mondiale, \u00e8 paralizzata<\/strong> dal potere di veto degli stati pi\u00f9 influenti (Cina, Francia, Gran Bretagna, Usa, Russia). Il Segretario Generale Guterres per le sue parole \u2013 con cui sostiene il cessate il fuoco a Gaza e l\u2019aiuto umanitario alla popolazione palestinese \u2013 \u00e8 attaccato e invitato a dimettersi. Intanto, l\u2019Italia si rifiuta di votare la risoluzione che chiede il cessate il fuoco e colpevolmente si astiene. E cos\u00ec il governo italiano diventa, anche per questo, corresponsabile della morte di questi bambini.<\/p>\n<p>Come <strong>io credo siano corresponsabili anche tutti coloro che assistono senza dire nulla a questa carneficina. S\u00ec, anche noi che tutti i giorni andiamo a lavorare, programmiamo le vacanze, la settimana bianca, ci interessiamo alle previsioni meteorologiche e abbiamo addobbato l\u2019albero di Natale. Anche noi insegnanti che ci rechiamo a scuola e fingiamo che non succeda nulla.<\/strong> Parlare di queste cose ci potrebbe causare problemi e allora meglio fare dell\u2019altro. Ma anche chi sta curando le funzioni religiose di questo periodo natalizio e non esprime una parola sulla morte di quei bambini: non sto parlando di preghiere che, per chi crede, sono dovute, ma di manifestare insieme a tutti gli altri (buddisti, musulmani, laici, ecc.) la propria indignazione per quanto sta avvenendo. Ritengo che non esprimere proteste e proposte su quanto si potrebbe fare per fermare le morti, soprattutto di bambine e bambini, sia anche un cattivo esempio etico per i nostri figli e per i nostri studenti.<\/p>\n<p>Sarebbe davvero bello, ad esempio, se stampa e giornali online di Piacenza \u2013 la citt\u00e0 dove vivo \u2013 e di tante altre citt\u00e0 titolassero una loro prossima prima pagina \u201cUn solo appello: cessate il fuoco\u201d. Qualcuno dice che sono un sognatore, ma senza sogni, senza guardare avanti non si pu\u00f2 realizzare nulla. Fin da bambino ho sempre pensato che, se c\u2019\u00e8 la volont\u00e0 nulla (o quasi) \u00e8 impossibile. Ricordo che all\u2019istituto magistrale avevo una compagna che era sulla sedie a rotelle e veniva a scuola da Maleo (distante una ventina di chilometri da Piacenza) con un\u2019auto privata a pagamento. Un giorno si sparse la voce che non sarebbe pi\u00f9 potuta venire per problemi finanziari. E io pensai subito che non sarebbe stato un problema se tutti e cinquecento gli studenti avessero fatto una colletta. Per fortuna poi la cosa rientr\u00f2 e la compagna pot\u00e8 tornare a frequentare normalmente.<\/p>\n<p>Ecco, ora mi viene da pensare che se citt\u00e0 come Piacenza per un giorno manifestassero compatte per il cessate il fuoco a Gaza sarebbe un evento di cui si parlerebbe in tutta l\u2019Italia e in tutto il mondo e potrebbe essere presa d\u2019esempio. Immagino le piazze piene di persone che invocano la pace e chiedono a chi ci governa di ascoltarci. Immagino tutte le chiese in preghiera per la pace al mattino presto, mentre nella seconda parte della mattinata li vedo affluire con piccoli cortei in piazza. Il mondo del lavoro con le proprie bandiere e striscioni e tanti strumenti musicali. Le sedi sindacali a preparare cartelli e striscioni. Le scuole partecipare con tanta creativit\u00e0 e le televisioni di ogni parte d\u2019Italia a riprendere quello che succede. Immagino anche che, dopo avere assistito alla riuscita della giornata, alcuni politici influenti vorrebbero farsi intervistare dai maggiori canali televisivi per dire che loro erano sempre stati per la pace: se non l\u2019avevano dichiarato era perch\u00e9 avevano il timore che la popolazione non fosse preparata a sostenere la proposta\u2026 Ma nonostante questi tentativi giustificazionisti, gli eminenti politici rimarrebbero da soli mentre tutta la folla applaudirebbe gli ex bambini ed ex bambine, ora adulti, che diversi anni prima avevano profeticamente proposto di <strong>istituire il ministero della pace<\/strong>. A ben pensarci questo sarebbe l\u2019unico epilogo a cui tutti noi dovremmo lavorare.<\/p>\n<div class=\"entry-data\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Roberto Lovattini &#8211; In diverse parti del mondo stanno morendo i nostri figli e le nostre figlie. 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