{"id":166681,"date":"2024-01-30T00:12:20","date_gmt":"2024-01-29T23:12:20","guid":{"rendered":"https:\/\/nuovosoldo.com\/?p=166681"},"modified":"2024-01-30T00:12:20","modified_gmt":"2024-01-29T23:12:20","slug":"elogio-del-boicottaggio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/nuovosoldo.com\/index.php\/2024\/01\/30\/elogio-del-boicottaggio\/","title":{"rendered":"Elogio del boicottaggio"},"content":{"rendered":"<p>di Piero Bevilacqua &#8211;<\/p>\n<p><strong>Se dovessimo chiederci quale fra le tante cause abbia oggi pi\u00f9 peso nel determinare lo scadimento della vita politica, il restringimento della democrazia, la crescita delle disuguaglianze, l\u2019impoverimento dello spirito pubblico, io non avrei esitazione a indicarla: l\u2019affievolimento e la perdita d\u2019efficacia del conflitto sociale<\/strong>. Non che le lotte siano scomparse dalla scena, ma sono quasi sempre frammentate, non inserite in una progettualit\u00e0 generale e soprattutto inefficaci, scarse di esiti positivi, di contropartite incoraggianti in grado di innescare processi pi\u00f9 vasti. Senza qui addentrarci in analisi complesse, credo che <strong>il cuore di questo affievolimento sia nel depotenziamento della lotta di fabbrica, provocato dalla possibilit\u00e0 che il capitale ha di delocalizzare le sue aziende<\/strong>, e dalle molteplici ristrutturazioni industriali che hanno frantumato la compatta omegeneit\u00e0 operativa della classe operaia. La possibilit\u00e0 che le imprese hanno di rispondere alle rivendicazioni operaie con la fuga, spostando altrove le proprie sedi, ha posto i lavoratori in una condizione di impotenza, che poi si \u00e8 riflessa \u2013 con intrecci che sarebbero da ricostruire in sede storica \u2013 nelle scelte moderate e neoliberistiche dei partiti ex comunisti e socialdemocratici. Costoro, sempre meno in grado di rispondere ai bisogni popolari, hanno progressivamente cessato di assumerne la rappresentanza e cercato presso altri ceti il consenso per la propria sopravvivenza. \u00c8 quanto accaduto negli ultimi trent\u2019anni.<\/p>\n<p>Sul carattere dinamico e progressivo della lotta di classe non occorrerebbero prove storiche. Qui mi basti rammentare che si tratta di una scoperta teorica alle origini del pensiero politico moderno. \u00c8 Niccol\u00f2 Machiavelli che, nei <em>Discorsi sopra la Prima Deca di Tito Livio<\/em>, criticando tutti gli storici che avevano sin l\u00ec considerato la lotta tra <strong>patrizi e plebei<\/strong>, nella Roma repubblicana, come dei meri disordini, ne capovolge l\u2019interpretazione. \u00abCostoro biasimano quelle cose che furono la prima causa del tenere libera Roma\u00bb poich\u00e9 \u00abvi sono in ogni repubblica due umori diversi, quelli del popolo e quello dei grandi; e [\u2026] tutte le leggi che si fanno in favore della libert\u00e0 nascono dalla disunione loro\u00bb (I, IV).<\/p>\n<p>Com\u2019\u00e8 noto, non si comprenderebbe lo sviluppo della societ\u00e0 industriale senza le lotte operaie, come sul piano teorico ha mostrato Marx e come testimonia la storia del movimento operaio a livello mondiale. Un illustre sociologo del \u2018900, Ralf Dahrendorf, pur da posizioni democratico-liberali, riconosceva che Marx aveva avuto il merito di cogliere il nesso profondo \u00abtra struttura sociale e mutamento sociale assumendo che i conflitti di gruppo e le loro violente manifestazioni siano le forze che determinano tale mutamento\u00bb (<em>Classi e conflitto di classe nella societ\u00e0 industriale<\/em>, Laterza, 1963). Del resto non c\u2019\u00e8 Paese che pi\u00f9 pienamente dell\u2019Italia fornisca le prove empiriche di tale nesso. <strong>Tutto il vasto processo riformatore che negli anni Settanta ha modernizzato un Paese arretrato e autoritario come il nostro<\/strong>, grazie allo Statuto dei lavoratori, alla riforma del diritto di famiglia, al divorzio, al Sistema sanitario nazionale, alla legge sull\u2019aborto ecc., <strong>non sarebbe stato possibile senza i grandi e prolungati conflitti della fine degli anni Sessanta<\/strong>.<\/p>\n<p>Ora <strong>\u00e8 evidente che di fronte al limitato impegno dei sindacati e dei partiti politici nel sostenere lo scontro sociale, com\u2019era accaduto nel \u2018900, occorrerebbe pensare a come dar vita a nuove forme di lotta utilizzando le innumerevoli e disperse forze dei movimenti, associazioni, gruppi ecc. che oggi tengono viva per lo meno la critica alla societ\u00e0 capitalistica<\/strong>. Beninteso, non si tratta di dar vita a manifestazioni di protesta, organizzare cortei, scrivere appelli ecc. Quel che appare oggi vitalmente necessario \u00e8 la capacit\u00e0 di infliggere danni alla controparte che si vuol combattere. Senza produrre penalizzazioni<strong>,<\/strong> minacciare di perdite, intimorire le imprese, i gruppi politici o i governi, la lotta \u00e8 quasi sempre povera di esiti. Con ogni evidenza oggi si \u00e8 creata una tale la sproporzione delle forze tra poteri dominanti e ceti subalterni, alla base dell\u2019umiliazione del lavoro e della dignit\u00e0 umana, dell\u2019imbarbarimento civile che abbiamo sotto gli occhi, che non \u00e8 possibile cominciare a invertire l\u2019asimmetria se non colpendo gli obiettivi con efficacia.<\/p>\n<p>Occorre dunque una una visione pi\u00f9 complessa dei poteri che governano le nostre societ\u00e0. <strong>Dovremmo meglio considerare che il capitalismo non \u00e8 solo un \u201cmodo di produzione\u201d, ma anche un \u201cmodo di consumo\u201d. Per sopravvivere esso ha un bisogno crescente di consumo famelico<\/strong>, perch\u00e9 la produzione di merci \u00e8 in continua espansione, cos\u00ec come la competizione tra imprese, sicch\u00e9 gli acquisti bulimici vanno sollecitati con campagne pubblicitarie sempre pi\u00f9 invasive e ossessive. <strong>Gli imprenditori investono somme ingenti in marketing e pubblicit\u00e0<\/strong>, perch\u00e9, mentre accrescono lo sfruttamento dei cittadini in qualit\u00e0 di lavoratori, debbono anche esortarli senza requie affinch\u00e9 acquistino i prodotti del loro stesso lavoro. Mentre spadroneggiano nelle proprie aziende, nell\u2019ambito della societ\u00e0 debbono inchinarsi ai potenziali clienti. \u00c8 evidente dunque che <strong>nella sfera del consumo i rapporti di forza tra capitale e lavoro cambiano e in un certo senso si rovesciano<\/strong>. Il profitto, che si realizza solo quando la merce \u00e8 venduta, sempre pi\u00f9 dipende da bisogni non necessari dei cittadini, che si possono rifiutare di acquistare.<\/p>\n<p>E qui viene in rilievo una contraddizione, certo ben nota, ma su cui si \u00e8 poco lavorato in termini di progettualit\u00e0 politica e di lotta, soprattutto in Italia. Se consideriamo le cose dal versante del consumo dei beni appare evidente che se <strong>i lavoratori sono territorialmente chiusi nei confini nazionali come produttori <\/strong>\u2013 bench\u00e9, almeno a livello europeo, i sindacati avrebbero potuto unificarli \u2013<strong> in quanto consumatori potrebbero godere di uno spazio internazionale e avere al loro fianco anche altri ceti<\/strong>. I<strong>l rifiuto all\u2019acquisto dei prodotti di una fabbrica che discrimina le maestranze in un luogo delimitato pu\u00f2 teoricamente abbracciare un vasto mercato sovranazionale<\/strong>. Non \u00e8 tutto. Anche le imprese che adottano i metodi pi\u00f9 brutali di comportamento nei confronti dei propri dipendenti, che inquinano i suoli e le acque, danneggiano l\u2019ambiente, cercano sempre di darsi una immagine impeccabile di probit\u00e0, curano in sommo grado la propria reputazione. Le grandi imprese investono cospicue risorse per innalzare e rendere lustro il loro capitale simbolico. Una forma di ricchezza etica che si traduce in danaro, legittimit\u00e0 e potere. Ma anche un capitale esposto, che si pu\u00f2 colpire su scala sovranazionale.<\/p>\n<p>Appare chiaro che <strong>sto parlando di una forma di lotta ben nota, il sabotaggio, ma che dovremmo riprendere in considerazione entro un quadro di consapevolezza strategica pi\u00f9 ampio<\/strong> e soprattutto con uno sforzo organizzativo all\u2019altezza degli obiettivi. Oggi chi rilegge il vecchio testo di Francesco Gesualdi, <em>Manuale del consumatore responsabile. Dal boicottaggio al consumo equo e<\/em> <em>solidale <\/em>(Feltrinelli, 1999), a parte le utili informazioni storiche che fornisce, trova ancora freschissime indicazioni metodologiche e giuste riflessioni sulle inespresse potenzialit\u00e0 di questa forma di conflitto.<\/p>\n<p>Beninteso, il boicottaggio non va immaginato in alternativa alla tradizionale lotta sindacale vincolata ai territori, come non sostituisce i partiti. Ma spesso pu\u00f2 anche accompagnarla utilmente. Pensiamo alla vertenza dei dipendenti Amazon per il salario e le condizioni di lavoro. Essa poteva e potrebbe essere accompagnata da una campagna nazionale in cui si invitano i suoi potenziali clienti a non acquistare prodotti tramite quell\u2019azienda. Una esortazione motivata con la denuncia delle condizioni di lavoro dei dipendenti, del livello dei salari, dei soprusi che spesso subiscono ecc. In questo caso la forza degli operai nella vertenza con la potente multinazionale, acquisterebbe ben altro vigore. Se si dispone di una efficiente rete organizzativa, al danno degli scioperi operai si unisce quello della <strong>perdita di centinaia di migliaia di acquisti<\/strong>. Al contempo l\u2019impresa subisce uno <strong>scadimento d\u2019immagine<\/strong>, una ferita al proprio capitale simbolico, apparendo socialmente esecrabile, e destinata perci\u00f2 a perdere quote di mercato. Una vittoria netta su questo piano potrebbe creare effetti imitativi a catena e cambiare le carte in tavola del conflitto di classe nel nostro tempo, far lievitare il nostro depresso immaginario politico.<\/p>\n<p>\u00c8 solo un esempio, ma, come suggerisce Gesualdi, <strong>questo tipo di battaglie esigono lungo studio da parte di militanti, che vi si dedicano in maniera specifica, e una notevole capacit\u00e0 organizzativa<\/strong>. Capacit\u00e0 che oggi \u00e8 potenzialmente cresciuta grazie alla rete, ma che si stenta a utilizzare per pura inettitudine. Pressoch\u00e9 nessuno pensa che di fronte al potere sovranazionale delle multinazionali i cittadini organizzati potrebbero mettere in piedi, con costi limitati, un\u2019\u201cInternazionale elettronica\u201d, grazie al collegamento con milioni di consumatori sparsi per il mondo.<\/p>\n<p><strong>Le lotte per la protezione dell\u2019ambiente possono trovare qui il loro campo privilegiato d\u2019azione.<\/strong> Si pensi a come si potrebbero colpire le singole compagnie petrolifere invitando i cittadini a non rifornirsi di benzina presso determinate stazioni di servizio. Ma anche i governi possono essere oggetto di pressioni di grande efficacia, se fossimo bene informati e organizzati con disciplina. Consideriamo come potremmo colpire l\u2019economia d\u2019Israele mentre sta consumando, nell\u2019indifferenza delle <em>\u00e9lites<\/em> occidentali, <strong>il genocidio del popolo palestinese<\/strong>. Ma oggi, in Italia, si potrebbe organizzare una lotta in grande stile contro un potere che condiziona la vicenda politica nazionale, manipola l\u2019opinione corrente, degrada lo spirito pubblico e la dignit\u00e0 del Paese. Mi riferisco ai grandi quotidiani e soprattutto alla TV pubblica e privata. Il modo in cui questi organi hanno dato conto della condotta di Israele in questi mesi, ha segnato una pagina incancellabile di disonore del giornalismo italiano. Se ne avessimo la forza <strong>potremmo organizzare una lunga campagna con la parola d\u2019ordine \u201cspegni la TV\u201d, invitando gli italiani a non accendere i televisori per uno, due mesi<\/strong>, in forma di protesta per la parzialit\u00e0 e il servilismo filoatlantico dei nostri telegiornali e rubriche varie. Rammento che ove si riuscisse a creare una defezione significativa, si infliggerebbe un danno alle TV sia pubbliche che private, perch\u00e9 molti inserzionisti farebbero mancare i loro introiti dal momento che il numero dei consumatori di pubblicit\u00e0 diminuirebbe. Riuscire a creare un tale rapporto di ricattabilit\u00e0 delle TV darebbe ai cittadini un nuovo potere, la possibilit\u00e0 di rivendicare una informazione pluralista e meno asservita al conformismo dominante. Una campagna ben condotta, in grado di suscitare un vasto dibattito, capace di porre all\u2019attenzione generale del Paese il problema della veridicit\u00e0 e qualit\u00e0 dell\u2019informazione, potrebbe essere la leva per puntare a una riforma della TV pubblica, che la sottragga al controllo dell\u2019esecutivo e all\u2019occupazione dei partiti.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Piero Bevilacqua &#8211; Se dovessimo chiederci quale fra le tante cause abbia oggi pi\u00f9 peso nel determinare lo scadimento della vita politica, il restringimento della democrazia, la crescita delle disuguaglianze, l\u2019impoverimento dello <a href=\"https:\/\/nuovosoldo.com\/index.php\/2024\/01\/30\/elogio-del-boicottaggio\/\" class=\"more-link\">&#8230;<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":6,"featured_media":166683,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":""},"categories":[1],"tags":[],"categoria_articolo":[],"tag_articolo":[8193],"collezione":[],"class_list":["post-166681","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-senza-categoria","tag_articolo-solidarieta"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/nuovosoldo.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/166681","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/nuovosoldo.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/nuovosoldo.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/nuovosoldo.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/6"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/nuovosoldo.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=166681"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/nuovosoldo.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/166681\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":166684,"href":"https:\/\/nuovosoldo.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/166681\/revisions\/166684"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/nuovosoldo.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media\/166683"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/nuovosoldo.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=166681"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/nuovosoldo.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=166681"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/nuovosoldo.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=166681"},{"taxonomy":"categoria_articolo","embeddable":true,"href":"https:\/\/nuovosoldo.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categoria_articolo?post=166681"},{"taxonomy":"tag_articolo","embeddable":true,"href":"https:\/\/nuovosoldo.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tag_articolo?post=166681"},{"taxonomy":"collezione","embeddable":true,"href":"https:\/\/nuovosoldo.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/collezione?post=166681"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}